Matteowatching in campeggio
Questo articolo, per gran parte, l’ho scritto in campeggio durante il nostro soggiorno in roulotte a Marina di Massa… non l’avevo mai finito e da allora è sempre rimasto lì tra le bozze, come in attesa di essere compiuto… L’ho riletto oggi e con un piccolo ritocchino ho deciso di pubblicarlo…
“”"La vita in campeggio con 2 bambini piccoli non è una passeggiata.
Forse col tempo e apportando alcuni cambiamenti alla nostra “casina” le cose miglioreranno ma per adesso il nostro “soggiorno” tutto è tranne riposante… Certo, i bambini stanno benissimo e questa è (quasi) l’unica cosa che conta: tutto il giorno sempre all’aria aperta, scalzi, liberi, spensierati… Noi ovviamente in tutto questo siamo “leggermente” in “perenne” affanno ma cosa non si fa per regalargli almeno una volta all’anno un lungo periodo di mare…
Devo però ammettere che la vita in campeggio, oltre al benessere dei bambini, permette, vista la forzata “convivenza” (in certi casi davvero ravvicinata!), di testare sè stessi, di osservare comportamenti altrui che fanno riflettere e di imparare comunque qualcosa. Questo aspetto non è da sottovalutare e personalmente, come ho già detto altre volte, trovo la vita in campeggio generalmente educativa, sicuramente più di altri tipi di vacanze.
La cosa che in questi giorni mi ha assorbito di più è stato osservare Matteo in compagnia di alcuni suoi nuovi amici. Tra di loro ci sono bambini molto diversi: più grandi, più piccoli, qualcuno più “agitato” e altri molto tranquilli… Durante l’anno mentre è alla materna è praticamente impossibile osservarlo mentre si relaziona con gli altri e quando è a casa spesso è “inquadrato” in contesti definiti e conosciuti come il parco, il giardino sotto casa o la casa dei nonni.
Qui invece è tutto relativamente nuovo e anche i nuovi compagni lo sono, per cui vederlo “all’opera” è davvero illuminante, per capire soprattutto se ci sono comportamenti degni di future attenzioni.
Sinceramente all’inizio mi ero un pò scoraggiato perchè Matteo sembrava un pò troppo esuberante visto l’ambiente: si infilava continuamente nelle piazzole degli altri, prendeva i giochi senza chiedere il permesso e in generale era diventato ingestibile, soprattutto riguardo ad alcune incombenze come mangiare o lavarsi.
Matteo, paragonato ad alcuni suoi nuovi compagni, sembrava un pò il Giamburrasca della compagnia, sempre pronto (ed il primo!) a correre da una parte all’altra senza darci ascolto, sempre pronto a gridare e a mettere a soqquadro tutto e tutti…
Ma col tempo abbiamo capito che la sua era solo una specie di grande euforia iniziale… passata quella (e dopo che ho perso la voce nello sgridarlo!!!) è tornato quasi alla normalità…
Nell’osservarlo abbiamo capito che nostro figlio è un bambino che cerca costantemente l’incontro con gli altri, adulti o coetanei che siano. La cosa che più lo sconforta è l’indifferenza, non ama starsene da solo e non capisce quando gli altri si isolano o non vogliono giocare con lui. Non rifiuta mai nessuno, accoglie a sè tutti e vorrebbe giocare contemporaneamente con 2/3/10 amici. Sembra non portare rancore e anche se gli viene fatto un dispetto torna sempre da chi ritiene un compagno di giochi…
Ho davvero apprezzato questo lato del suo carattere perchè è così che speravo Matteo crescesse: aperto agli altri, solare, altruista… magari in futuro questo suo carattere cambierà o gli creerà dei problemi ma non importa. Quello che conta è l’approccio che ha con gli altri, con la vita. Non di chiusura, non di egoismo ma di fiducia, di apertura…
Se questo glielo abbiamo insegnato noi non lo so, quello che conta è che davvero l’abbia appreso e fatto suo…”"”










Le vs. opinioni