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Archivio per la categoria ‘Vacanze’

Matteowatching in campeggio

16 Settembre 2009 Tiziano Lascia un commento

Questo articolo, per gran parte, l’ho scritto in campeggio durante il nostro soggiorno in roulotte a Marina di Massa… non l’avevo mai finito e da allora è sempre rimasto lì tra le bozze, come in attesa di essere compiuto… L’ho riletto oggi e con un piccolo ritocchino ho deciso di pubblicarlo…

“”"La vita in campeggio con 2 bambini piccoli non è una passeggiata.

Forse col tempo e apportando alcuni cambiamenti alla nostra “casina” le cose miglioreranno ma per adesso il nostro “soggiorno” tutto è tranne riposante… Certo, i bambini stanno benissimo e questa è (quasi) l’unica cosa che conta: tutto il giorno sempre all’aria aperta, scalzi, liberi, spensierati… Noi ovviamente in tutto questo siamo “leggermente” in “perenne” affanno ma cosa non si fa per regalargli almeno una volta all’anno un lungo periodo di mare…

Devo però ammettere che la vita in campeggio, oltre al benessere dei bambini, permette, vista la forzata “convivenza” (in certi casi davvero ravvicinata!), di testare sè stessi, di osservare comportamenti altrui che fanno riflettere e di imparare comunque qualcosa. Questo aspetto non è da sottovalutare e personalmente, come ho già detto altre volte, trovo la vita in campeggio generalmente educativa, sicuramente più di altri tipi di vacanze.

La cosa che in questi giorni mi ha assorbito di più è stato osservare Matteo in compagnia di alcuni suoi nuovi amici. Tra di loro ci sono bambini molto diversi: più grandi, più piccoli, qualcuno più “agitato” e altri molto tranquilli… Durante l’anno mentre è alla materna è praticamente impossibile osservarlo mentre si relaziona con gli altri e quando è a casa spesso è “inquadrato” in contesti definiti e conosciuti come il parco, il giardino sotto casa o la casa dei nonni.

Qui invece è tutto relativamente nuovo e anche i nuovi compagni lo sono, per cui vederlo “all’opera” è davvero illuminante, per capire soprattutto se ci sono comportamenti degni di future attenzioni.

Sinceramente all’inizio mi ero un pò scoraggiato perchè Matteo sembrava un pò troppo esuberante visto l’ambiente: si infilava continuamente nelle piazzole degli altri, prendeva i giochi senza chiedere il permesso e in generale era diventato ingestibile, soprattutto riguardo ad alcune incombenze come mangiare o lavarsi.

Matteo, paragonato ad alcuni suoi nuovi compagni, sembrava un pò il Giamburrasca della compagnia, sempre pronto (ed il primo!) a correre da una parte all’altra senza darci ascolto, sempre pronto a gridare e a mettere a soqquadro tutto e tutti…

Ma col tempo abbiamo capito che la sua era solo una specie di grande euforia iniziale… passata quella (e dopo che ho perso la voce nello sgridarlo!!!) è tornato quasi alla normalità…

Nell’osservarlo abbiamo capito che nostro figlio è un bambino che cerca costantemente l’incontro con gli altri, adulti o coetanei che siano. La cosa che più lo sconforta è l’indifferenza, non ama starsene da solo e non capisce quando gli altri si isolano o non vogliono giocare con lui. Non rifiuta mai nessuno, accoglie a sè tutti e vorrebbe giocare contemporaneamente con 2/3/10 amici. Sembra non portare rancore e anche se gli viene fatto un dispetto torna sempre da chi ritiene un compagno di giochi…

Ho davvero apprezzato questo lato del suo carattere perchè è così che speravo Matteo crescesse: aperto agli altri, solare, altruista… magari in futuro questo suo carattere cambierà o gli creerà dei problemi ma non importa. Quello che conta è l’approccio che ha con gli altri, con la vita. Non di chiusura, non di egoismo ma di fiducia, di apertura…

Se questo glielo abbiamo insegnato noi non lo so, quello che conta è che davvero l’abbia appreso e fatto suo…”"”

 

La Canneori family roulotte ha aperto i battenti!

28 Aprile 2009 Tiziano 5 commenti

La stagione campeggiatoria ha ufficialmente preso il via!!

Il 25 Aprile è stato il nostro primo giorno da proprietari/utenti della roulottina che abbiamo comprato l’anno scorso verso fine settembre.

Saremmo voluti partire venerdì pomeriggio ma tra i preparativi dei bagagli, il clima non proprio invitante e una piccola voglia di autoconservazione alla fine abbiamo scelto di fare le cose con calma e di partire l’indomani… tanto cosa cambierà, ci siamo detti???

Sfortunatamente è cambiato che l’indomani, complice alcune faccende ancora da finire, siamo partiti alle 09:30 passate e sull’autostrada Firenze – mare abbiamo trovato l’umanità intera!!! Un esodo peggiore di quello d’agosto… un botto di macchine con conseguenti code, rallentamenti e giramenti di p….!!!

Alla fine abbiamo fatto spallucce e come tutti, con calma, ci siamo diretti verso il mare… Siamo arrivati al campeggio intorno alle 11:00 e subito ci siamo messi all’opera. L’intento era quello di togliere il grosso della polvere e del sudicio che inevitabilmente si era accumulato in questi 6/7 mesi di inattività ma soprattutto dare una sistemata in vista delle prossime uscite.

Sinceramente pensavo di trovare una situazione peggiore. Alla fine c’erano un pò di foglie fuori dalla veranda, un pò di polvere dentro la medesima, mentre nella rouolotte sembrava davvero tutto a posto, anche grazie ai precedenti proprietari, davvero squisiti, che ce l’hanno lasciata in ottime condizioni.

Con i bambini in giro non siamo riusciti a fare grandi miracoli soprattutto perchè vista la novità entrambi i pargoli sembravano più euforici del solito… correvano da una piazzola all’altra, giocavano con la ghiaia (la Cecilia ha tentato più volte l’assaggio…), con la fontana dell’acqua… insomma era necessario una marcatura ad uomo…

Alle 17:30 abbiamo alzato bandiera bianca! Eravamo un pò stufi di pulire, spazzare, rimettere a posto e i bambini incominciavano ad annoiarsi e così siamo andati in spiaggia a rigenerarci… Nè io nè Silvia siamo mai stati in spiaggia così presto nella vita, in fondo se uno ci pensa il 25 aprile è davvero presto per bagni, sole e mare, almeno per noi Toscani o simil Piemontesi…

Invece si stava benissimo… c’era ancora un bel sole caldo e i bambini si sono subito adattati… piedi nudi, maglietta leggera e via… io ho osato anche una uscita a dorso nudo!!! Bellissimo… stare lì con i bambini al calare del sole, Silvia sorridente, finalmente davvero un pò di spensieratezza vera…

Peccato che l’incantesimo è stato rotto dalla Cecilia che ha deciso d’improvviso di immergersi in acqua prima con tutti i pantaloni e poi di nuovo con il pannolino e basta!!! Era fantastica da guardare… tutta goduta… purtroppo non avevamo nè asciugami nè biancheria di ricambio e così alle 19:00 siamo dovuti correre di nuovo in roulotte con il rischio di fargli prendere la broncopolminite…

Insomma, questo primo contatto è stato più che positivo e anche se ci vorrà del tempo prima di considerare la situazione ottimale, penso che la scelta fatta è quella giusta. I bambini stanno sempre all’aria aperta, giocano con semplicità e soprattutto in libertà, senza troppi stress anche da parte nostra; è un tipo di vacanza educativa, imparano la convivenza e il rispetto di alcune regole fondamentali di vita (tipo: non sprecare l’acqua, lasciare gli ambienti comuni puliti, eccetera…) mentre per noi, anche se solo per un w.e., rappresenta un modo per rompere la routine schiacciante della quotidianità, un modo per cambiare aria, per trovare stimoli nuovi, per viaggiare…

Tradizioni che resistono

20 Aprile 2009 Tiziano Lascia un commento

E’ passato un pò di tempo dalla Pasqua e anche se il tema è può sembrare superato voglio comunque condividere con voi questo piccolo evento, accaduto proprio in occasione del sabato “santo”.

Ogni regione, città e paese ha le sue tradizioni, religiose, gastronomiche, culturali, eccetera ed in buona parte dell’Umbria, proprio in occasione della Pasqua, resiste ancora una piccola tradizione che trovo molto non solo simpatica ma che mi ricorda il felice periodo della mia infanzia, trascorso insieme ai miei nonni materni.

In pratica si tratta di confezionare un cestino di vimini con alcuni prodotti tipici del periodo e della tradizione, tipo l’olio, la torta al formaggio, il vino, le uova sode, eccetera, che poi viene portato a benedire proprio il sabato pomeriggio; questo rito serve, nella sostanza, per poi consumare la c.d. colazione del giorno di Pasqua, composta appunto da un pò di  uovo sodo, una fetta di torta al formaggio con il capocollo e un generoso bicchiere di vino.

Io me lo ricordo ancora quando nonna Emilia preparava i suoi bellissimi cestini, grandi, pieni di quelle cose che proprio grazie a questo rito assumevano un’importanza straordinaria. La colazione di Pasqua era così buona.! Visto che questo piccolo rito lo ricordo con tanto affetto  ho voluto farlo scoprire anche a Matteo che ne è rimasto fortunatamente entusiasta.

E’ stato davvero divertente vederlo al’opera, con i suoi pennarelli e quelle uova che gli “sguinciavano” da tutte le parti!!! Soprattutto è stato bello vederlo interessato alla storia inerente la preparazione del cestino, al perchè si tramandano certe cose, a cosa serve la benedizione… Non sono state tutte domande facili anche perchè certi concetti sono “estranei” anche a me, ma comunque ce la siamo cavata bene :-)

Una volta confezionato il cestino siamo andati in chiesa e nella piccola parrocchia di Collevalenza il prete più simpatico del mondo ha compiuto questo semplice gesto della benedizione, un gesto che ha reso quei piccoli cestini dei simboli: per i credenti cibo benedetto e per gli altri fili tesi ad un passato e ad una tradizione contadina che non si deve perdere.

Buona Pasqua

12 Aprile 2009 Tiziano 2 commenti

Il cestino Pasquale di Matteo

Il cestino Pasquale di Matteo

Molti di voi obbietteranno che gli auguri di Buona Pasqua non si addicono a questa famiglia mezza atea e mezza credente e forse avete ragione.

Io credo, però, che sia pur sempre una festa, anche se ognuno la vive con significati profondamente diversi, ed è per questo che mi sento di fare gli auguri a tutti quelli che coscienti o meno frequentano questo spazio.

Che possano essere giorni per ritrovare la serenità perduta, un pò di tranquillità fuori dal lavoro… che possano essere giorni per riflettere con calma su questa immensa tragedia, per trovare, ognuno a suo modo, la via per contribuire.

Dall’uovo di Pasqua è uscito un pulcino

di gesso arancione col becco turchino

Ha detto:”"” Vado mi metto in viaggio e a tutti porto un gran messaggio”"”.

E volteggiando di qua e di là

attraversando paesi e città

ha scritto sui muri

nel cielo e per terra

VIVA LA PACE

ABBASSO LA GUERRA

Piccoli ritocchi

25 Febbraio 2009 Tiziano 4 commenti

E’ l’una di notte, ho i piedi marmati e sonno, ma sono felice di aver curato piccoli dettagli del blog.

Ho un nuovo account su Tripadvisor e ho messo il link con l’iconcina insieme agli altri… Spuntare su una mappa tutti i luoghi visitati è una fissazione di tutti gli amanti dei viaggi e adesso c’è la possibilità di farlo! Figo!

Ho creato una pagina apposta per i ticker contagiorni. Forse è un pò esagerata una pagina solo per quelli ma, come avrete notato, nel nuovo layout i contagiorni “sbordavano” e non era proprio il massimo. Adesso sono belli grandi e se ne stanno per i fatti loro, a me piace di più.

Tutto qua. Piccole cose, fondamentalmente, ma è la cura di queste piccolezze a fare la differenza tra uno spazio gradevole e visitabile e un “bloggino moscio“… :-)

Buonanotte…

Di nuovo sulla neve

31 Dicembre 2008 Tiziano 5 commenti

Domenica 28 io e Silvia siamo finalmente andati a sciare per la prima volta in questa stagione 2008/2009.

E’ stata una giornata magnifica e tragicomica allo stesso tempo, un classica giornata Canneori!!!

Anche se solitamente evitiamo di andare la domenica, visto l’affollamento inumano delle piste, per questa volta abbiamo fatto un’eccezione visto che Dario, mio cognato, non avrebbe avuto altre occasioni di sciare con noi per via del lavoro per cui un pò a malincuore (seeee e chi ci crede….) domenica mattina alle 07:30 siamo partiti all together alla volta del Monginevro.

Da sottolineare che per sabato e domenica la protezione civile aveva emanato un’allerta meteo per via del grande freddo polare. Erano previste temperature molto al di sotto delle medie stagionali e vi posso assicurare che c’hanno azzeccato alla grande.  In macchina, prima di partire, il termometro segnava - 7, dico - 7 e non aggiungo altro. Invece quando abbiamo parcheggiato la macchina una volta arrivati in paese al Monginevro il termometro segnava - 14!!!! Roba da non crederci.

Mentre facevamo la coda per gli skipass il freddo era davvero pungente e stare fermi in attesa è stato uno strazio: mani e piedi congelate nonostante guanti e scarponi. Fortunatamente abbiamo evitato la ressa e per le 09:30 eravamo già sulla prima seggiovia. Appena scesi ecco che succede il primo dei 2 tragici avvenimenti della giornata: Silvia si sposta dal punto di arrivo e si siede per allacciarsi la tavola ma come tenta di stringere il primo attacco uno degli straps gli rimane letteralmente in mano! Rotto di netto probabilmente per via del freddo. La plastica, magari non di ottima qualità o difettosa, non ha retto alla temperatura così bassa e alla prima sollecitazione ha fatto crack gettandoci nello sconforto totale. 

Organizzare quella giornata non è stata una cosa facile, soprattutto perchè abbiamo dovuto lasciare entrambi i pupi per la prima volta insieme a mia suocera e non sapevamo come sarebbero andate le cose; poi c’era la questione del gran freddo ed il fatto che Silvia mancava dalle piste da ben 2 anni… Insomma c’erano diverse incognite ma mai avremmo pensato ad un inconveniente del genere.

Dopo un primo momento di incredulità abbiamo deciso rapidamente sul da farsi e abbiamo scelto di rimanere visti tutti i sacrifici fatti e soprattutto vista la magnifica giornata e la stupenda neve che c’era. Siamo scesi di nuovo in paese con la seggiovia che ci aveva portati su e siamo corsi al primo negozio per noleggiare una tavola per Silvia.

Non potete capire la rabbia di dover spendere 16 € per noleggiare un vecchio pezzo di legno e contemporaneamente dover lasciare parcheggiata una tavola nuova di pacca…:-((

Comunque poco dopo le 10:00 eccoci di nuovo pronti! Ripartiamo più grintosi che mai ed in poco tempo recuperiamo Dario e Orazio nel versante soleggiato del comprensorio del Monginevro. C’era e c’è tutt’ora una neve stupenda, abbondante e divertente e solcarla è stato incredibile, bellissimo. La mia gioia doveva essere abbastanza evidente perchè ad un certo punto, in seggiovia, Silvia sorridendomi mi ha detto:”"”ma quanto ti farà felice sciare, soprattutto con me?!? Sembri euforico…“”"” ed aveva perfettamente ragione.

La straordinaria esperienza del diventare genitori ha comportato, almeno per ora, alcuni sacrifici, sia considerando le nostre singole vite ma soprattutto per quanto riguarda l’essere una coppia. Troppo spesso ci trascuriamo, non ci dedichiamo del tempo, dell’intimità, siamo sempre troppo presi a stare con loro, a lavorare per loro, a concentrarci su di loro… Invece domenica è stata, almeno in parte, una giornata tutta nostra, un pò come prima che arrivassero le 2 furie. Io e lei, insieme, da soli, impegnati nella nostra grande passione, al cospetto di un panorama mozzafiato. Mi ha riempito il cuore rivedere quel suo casco blu metalizzato brillare sul candore delle nave, vederla ridere tutta goduta per aver affrontato un piccolo pezzo di fuoripista…

In cima a Les Gondrans

In cima a Les Gondrans

Dopo pranzo, mentre gli altri 3 desperados si rilassavano in rifugio, crogiolandosi al sole, io mi sono fatto un altro paio di piste in solitaria, come un drogato di adrenalina. Avevo troppa energia da sfogare e non potevo certo rimanere più del necessario fermo a sedere mentre c’era tutta quella bella neve che mi aspettava!!! Peccato che la mancanza di allenamento e l’imminente arrivo dei 34 anni si sono fatti subito sentire ed hanno comportato il secondo tragico avvenimento della giornata.

Ad un certo punto, dopo aver recuperato la truppa dal rifugio, siamo risaliti in cima ad una delle 2 seggiovie quando all’arrivo Orazio cade trascinandosi dietro Silvia… Io, che non ho più i riflessi di una volta, invece di scansarli gli frano sopra andando a cozzare con gli stinchi proprio sulla lamina della tavola di Silvia. Lì per lì ho sentito solo una gran botta, ma poi niente più. “”"Una bella contusione”"”, ho pensato, e subito mi sono rialzato per prepararmi a scendere. Dopo l’incidente abbiamo ancora sciato un pò, poi il pensiero dei pupi e la stanchezza di Silvia ci hanno fatto tornare in paese e poi di corsa a casa. Arrivati a Torino abbiamo però scoperto una cosa stupefacente. L’impatto con la lamina tagliente aveva lacerato sia i miei pantaloni, sia la mia calzamaglia e sia il mio stinco!!! Infatti come mi sono spogliato per farmi la doccia ho trovato un bel taglio sotto il ginocchio di quasi 3 cm. di lunghezza e soprattutto bello profondo. Lì per lì non sapevo cosa fare ma poi mi sono convinto ad andare al pronto soccorso dove nel giro di un’oretta mi sono ritrovato con 4 bei punti di sutura!!!

Insomma come primo giorno di snow non è stato male: un attacco nuovo nuovo rotto e 4 punti di sutura, per non parlare poi dei mille dolori articolari che ci sono usciti verso sera e il fatto che ovviamente sia Matteo che Cecilia hanno avuto una insolita nottata molto agitata mentre noi eravamo praticamente stremati!!!

6o minuti per ritrovare il sorriso

26 Dicembre 2008 Tiziano 2 commenti

Non è proprio l’Epifania, che tutte le feste si porta via, ma la sera del 26 dicembre è già tempo di bilanci, di feste che furono. Ovunque si rimettono a posto le cucine, i salotti massacrati da tombole e dai torroni spalmati sui divani e tutti sembrano avere una gran voglia di riposare, di stare in silenzio.

Noi, che dal 23 siamo praticamente agli arresti domiciliari, siamo invece sull’orlo di una crisi isterica. Matteo, che ormai da 2 giorni non ha più la febbre, è carico come il coniglietto della Duracell, come la coda di Tigro quando deve eseguire il balzo di rimbalzo… Tenerlo chiuso anche solo un’altra mezza giornata è impensabile. Domani sembra che il tempo sarà migliore e se tutto va bene finalmente rivedremo la luce del sole e respireremo nuovamente aria buona. Questa casa ci sta opprimendo come in un romanzo Kafkiano e la televisione inizia a darci disturbi compulsivi. Per fortuna la Ceci in tutto ciò sembra imperturbabile nel suo ciclo pappa-cacca-nanna….

Questi 2 giorni di festa non sono stati proprio esaltanti per me e questo per diversi motivi: in primis la mancanza di mio suocero. Ormai qui a Torino da quando è mancato lui certe ricorrenze hanno un sapore amaro e invece di essere pervasi da sentimenti di gioia ed euforia tutti sembriamo stranamente irritabili e poco inclini al sorriso. Poi, come spiegavo nell’ultimo post, sembra diventato difficile organizzare qualcosa quando le famiglie tendono ad allargarsi un pò troppo, per cui, paradossalmente, invece di essere facilmente in compagnia si rischia di rimanere soli come un giorno qualunque dell’anno.

Fortunatamente oggi, per puro caso, è successa una cosa che mi ha fatto di colpo tornare a galla, che mi ha fatto risentire la gioia del Natale, che mi ha fatto riflettere sulle cose importanti e che credo abbia donato ai presenti vera serenità. In pratica, visto che mia suocera non aveva potuto assistere alla recita di Natale di Matteo, questo pomeriggio ho deciso di fargliela vedere attraverso la registrazione fatta con la videocamera. Sulla stessa videocassetta, però, c’era in pratica tutto il nostro ultimo anno di vita; 60 minuti in cui c’erano condensati i momenti salienti del nostro 2008. A parte la nascita della Cecilia e i suoi primi mesi di vita, abbiamo avuto il piacere di rivedere le nostre vacanze al mare a Campomarino (le ultime prima che la casa fosse venduta), il momento in cui Cecilia ha mangiato il suo primo omogeneizzato di frutta (sempre nel terrazzo della casa al mare), quando ha mangiato la sua prima vera pappa (questa volta sotto il portico della casa in Umbria), io e Matteo impegnati a fare la salsa di pomodoro ad Agosto a Collevalenza, il giorno di ferragosto passato da mio zio a Cordigliano con tutta la dinastia Canneori al gran completo, il battesimo della Cecilia, ed infine appunto la recita del tatopuzzo.

Un vortice di immagini, di parole e di emozioni incredibile. Rivedendoci in quei momenti ho realizzato, come se fosse la prima volta, che questo anno che volge al termine ci ha regalato la più grande delle gioie, ovvero l’arrivo di una nuova vita nella nostra famiglia ovvero la nascita della Cecilia.

Quest’anno è stato sicuramente un anno intenso, bellissimo e duro sotto certi aspetti, ma soprattutto molto stancante. Nonostante il preziosissimo aiuto di mamma e company siamo arrivati in fondo davvero in deficit di forze psico-fisiche senza contare altre news come lo sconvolgimento comportamentale di Matteo dovuto all’inizio della materna e all’arrivo della sorella.

Questo video, insomma, m’ha fatto bene e mi ha fatto tornare un pò di sano spirito natalizio…

…forse, per essere onesti, dovrei aggiungere che questa nuova piccola euforia è in parte  dovuta anche al fatto che oggi abbiamo organizzato la prima surfata dell’anno per domenica al Monginevro :-) )

I primi raduni

22 Ottobre 2008 Tiziano Lascia un commento

Questa “storia del campeggio in Italia” è diventata una barzelletta; avevo iniziato con tanto entusiasmo poi, dopo aver riscontrato alcuni problemi di visualizzazione dei file pdf l’ho un pò abbandonata; oggi ho voluto tentare etvoilà ecco che i files si aprono!

Per questo ri-eccomi qui nuovamente nel tentativo di farvi conoscere la storia straordinaria di questo splendido movimento; oggi parliamo dei primi raduni.  

Il primo autocampeggio in Italia l’A.C.C.P. lo organizzò dal 5 al 16 agosto 1933 in collaborazione con la “Stampa” di Torino dopo che due loro giornalisti, nel maggio del 2003, compirono un giro per l’Italia a bordo di una Balilla e con una tenda militare…. segue…

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Buona lettura!

Finalmente è nostra!

14 Settembre 2008 Tiziano Lascia un commento

Sto parlando della roulotte!

Ebbene si, finalmente possiamo annunciare di aver acquistato la “tantosospirata” roulotte nel campeggio Lilly Pineta di Marina di Massa. In realtà l’avevamo adocchiata a metà agosto quando eravamo andati a trovare mia suocera che era lì vicino in vacanza; dopo una piccola trattativa ci eravamo accordati per stipulare il passaggio di proprietà definitivo sabato 13 e così è stato.

Devo dire che siamo stati fortunati perchè non solo l’abbiamo trovata nel campeggio che ci piaceva e nella zona di Massa che ci piaceva ma soprattutto perchè nonostante la roulotte abbia 25 e più anni è praticamente nuova, grazie alle amorevoli cure dei vecchi proprietari, gente davvero perbene, una coppia di signori sulla sessantina molto cordiali ed educati che ci hanno fatto subito un’ottima impressione.

Nonostante gli anni tutta l’attrezzatura e la struttura non hanno grossi segni di usura nè cattivi odori tipici di questi mezzi se vengono trascurati. Insieme alla roulotte ci hanno venduto anche la veranda, la copertura e tutti i vari accessori, comprese 3 biciclette, posate, sacchi a pelo, mobili, tavoli, sedie, frigorifero, cucina a gas… insomma tutto. Potremmo viverla già da subito senza dover comprare nulla.

La piazzola su cui insiste la roulotte e che risulta tutta coperta dal telo è grande circa 50 mq. e oltre alla roulotte e alla veranda c’è uno spazio esterno comunque coperto dove si mangia grande quasi 19 metri. La cosa che ci ha attratto è stato proprio lo spazio sfruttabile che non è poco e poi anche la filosofia con cui questi signori hanno campeggiato. Nonostante si tratti di una roulotte stanziale non è dotata di tutti i confort tipici di questo tipo di sistemazione, nel senso che non ha l’acqua corrente nè supplementi di elettricità. I vecchi proprietari, pur non volendo girovagare, non vollero neanche diventare troppo sedentari, snaturando così il piacere di fare campeggio, con tutte le sue sfumature.

Anche noi siamo di quest’idea e già comprare una roulotte fissa ci è sembrato un oltraggio al nostro spirito vagabondo ma siamo consapevoli che con i figli piccoli questa, attualmente, è la migliore situazione; ti permette di avere un appoggio confortevole al mare 6 mesi all’anno con una spesa tutto sommato sostenibile, circa 2.100 € da pasqua a fine settembre, non hai quello stress da “faccende di casa” proprio perchè sei in campeggio e vivi l’abitare in maniera più disinvolta e poi per i bambini è il massimo della libertà.

Noi siamo molto felici perchè da quando abbiamo venduto Ronzinante non facciamo altro che rimuginare e sospirare su come era bello “zingarare” in giro, su come era bello conoscere gente nuova che condivideva il nostro stesso piacere. Adesso, anche se ridimensionati, possiamo vivere nuovamente quegli stati d’animo e non vediamo l’ora che la stagione 2009 abbia inizio…

p.s. Purtroppo sabato siamo partiti senza macchina fotografica e perciò niente foto. In realtà ce ne sarebbe una scatta con il cellulare ma non riesco a tirarla fuori dal suddetto telefono… appena ci riesco la pubblico, pazienza…

Salsa di pomodoro

29 Agosto 2008 Tiziano Lascia un commento

Avrei dovuto pubblicare questo post quando ero ancora in Umbria ma non ci sono riuscito. Lo faccio oggi perchè rivedendo alcune foto mi è tornato in mente e ho pensato che fosse interessante condividere un’esperienza che ha acceso in me tanti bei ricordi.

Erano anni che non la facevo con i miei genitori e soprattutto erano anni che non la facevo in Umbria, là dove nella mia infanzia questo evento rappresentava l’estate. Ricordo che ci mettevamo nel cortile con i nonni, i genitori e gli zii fin dalla mattina presto a lavare cassette, bottiglie, barattoli e poi via: chi a tagliare, chi a imbottigliare, chi a togliere i semi e chi, come me, a preparare delle belle fette di pane e pomdoro, sale e olio!!! Com’erano buone quelle merende! Posso ancora ricordare il sapore caldo di quei pomodori, cresciuti senz’acqua per farli venire più saporiti…

Fortunatamente quest’anno la nostra visita in Umbria ha coinciso con il periodo ottimale per fare la salsa di pomodoro e così tutta la family è stata coinvolta in questa simpatica attività. Non vi dico Matteo in che stato era dopo 10 minuti! Non si capiva se era di più il pomodoro imbottigliato o quello presente sui suoi vestiti!

Comunque lui più di tutti si è divertito da morire, soprattutto perchè si sentiva utile, responsabilizzato e poi vedere all’opera la macchina spremitrice o il c.d. “callaio” dove bollivano le bottiglie è stato per lui davvero affascinante.

Vi linko (clicca qui) un articolo che spiega abbastanza chiaramente come si fa la salsa di pomodoro in casa e quali sono gli strumenti e le regole da seguire per fare un buon lavoro. So che molti di noi non hanno abitazioni idonee a svolgere questo tipo di attività ma vi assicuro che per un consumo normale di una famiglia non servono quintali di pomodori, nè basta una quantità che potrebbe essere tranquillamente gestita anche su un balcone di un appartamento. Volete mettere la soddisfazione di mangiare un piatto di spaghetti condito con un sugo semplice di pomodoro fatto da voi? E’ una cosa strepitosa che oltre a fare bene fa anche risparmiare…