…ona, ona, ona ma che bella rificolona… ona, ona, ona, ma che bella rificolona…
Stasera siamo andati al parco Iqbal a Campi a festeggiare la Rificolona ma è stata una festa un pò amara e poi vi spiegherò perchè.
Innanzitutto dovete sapere che per “rificolona” s’intende una lanterna fatta di carta con dentro una candela che la illumina, fissata ad un’asta più o meno lunga. Questa festa, dedicata soprattutto ai bambini, ricorre la sera del 7 Settembre, vigilia della natività della Madonna, e a Firenze ha luogo in Piazza Santissima Annunziata. Alcuni storici ritengono che la Rificolona sia originata dall’arrivo a Firenze di contadini e montanari dal Casentino e dalle montagne pistoiesi, spinti al lungo viaggio dal desiderio di festeggiare la ricorrenza religiosa nella chiesa fiorentina della Santissima Annunziata. Inoltre, la fiera che aveva luogo nella stessa piazza proprio l’8 settembre offriva loro l’opportunità di vendere i propri prodotti. I contadini illuminavano il proprio cammino con fiaccole e lanterne di varie forme, che continuavano ad utilizzare una volta giunti in città. Ispirandosi a queste originali lanterne i fiorentini cominciarono a costruire le prime “rificolone” (fantocci di carta con un lume all’interno), dando loro gli accesi colori dei vestiti delle montanare. Poco a poco la loro forma cambiò e le rificolone vennero appese alle finestre delle case, creando un ambiente insolito e suggestivo.
Vi dicevo che è stata una festa un pò amara ed ecco il perchè: appena giunti al parco ci siamo resi conto che avevamo dimenticato di comprare la rificolona a Matteo (nel senso che non pensavo di andarci poi abbiamo cambiato idea e siamo arrivati lì un pò impreparati) e quando abbiamo visto che tutti i bambini ne erano dotati abbiamo cercato di correre ai ripari.
Ovviamente gli organizzatori si erano attrezzati e per la cifra di 10 € vendevano delle piccole rificolone a batterie, ovvero delle lanterne con dentro piccole lampadine alimentate da 2 stilo. Essendo arrivati tardi non c’era molta scelta e stavo quasi per rinunciare ma la faccina di Matteo supplicante mi ha fatto insistere e così ho atteso pazientemente. I signori addetti alla vendita in realtà stavano tentando di far funzionare alcune lanterne che non facevano contatto. La tecnica era quella di sbatacchiare la lampadina su un piano fin quando si accendeva. Io ero un pò perplesso vista anche la cifra ma Matteo continuava a guardarmi…
Ad un certo punto la signora urla “Eureka…una funziona” e viene verso di me con aria giuliva. Io prendo in mano la lanterna che subito si spegne.. Abbozzo una protesta e la signora riprende la lanterna e la risbatacchia bene, bene riuscendo a farla rifunzionare…
“dieci euro, prego”.
“siamo sicuri funziona? Sà, per 10 euro..”
“come no, funziona, funziona, un lo vede è accesa….”
“…sarà, ecco i soldi…”
Matteo agguanta la lanterna come se fosse stata il santo Graal e corre dai suoi amici a mostrarla. E’ felice e “”"la felicità di mio figlio vale ben più di 10 miseri euro“”", questo è quello che mi ripeto per giustificare alla mia coscienza la spesa folle e per scacciare i cattivi presagi…
Ovviamente, com’era prevedibile dopo pochi minuti la lanterna incomincia a dare problemi. Non s’accende, oppure non si spegne e così via. Io provo il metodo conosciuto così la sbatacchio un pò e lei riprende il suo sporco lavoro. Dopo 20 minuti, però, verso la fine del “fantastico” spettacolo della danza del ventre (per la rificolona???) la lanterna muore definitivamente e a me inizia ad otturarsi la vena sul collo.
Faccio un tentativo. Vado in macchina dove ho delle pile nuove e gliele cambio, sperando fosse quello. Nada.
Allora mi faccio coraggio e torno al bancone dove la folla si è ormai dispersa. Trovo una signora quasi gentile e le spiego il problema. Lei dice che deve parlare con il capo e lo chiama. Si presenta un uomo sudaticcio coi baffetti e gli spiego garbatamente il problema. Lui va subito sulla difensiva e dice: “”"”non puoi venire a lamentarti a festa ormai finita e poi io che ti fò?”"”.
La vena si contrae ancora un pò.
Tento di spiegargli che quello che potrebbe fare (oltre che andare a prenderselo nel….., ma questo è stato solo un pensiero….) è non vendere lanterne difettose, o comunque non a 10 €. Lui s’impunta come un ciuco e dice che quando mi è stata consegnata la lanterna funzionava. Io allora gli spiego che tecnicamente ha ragione lui ma in coscienza la lanterna era difettosa e forse non andava venduta o almeno non a quel prezzo. Lui allora, pur di non ammettere l’errore, chiama un ragazzo e gli dice di correre a prendere altre lanterne “delle sue…” e di portarne una a me.
Io mi metto da parte e aspetto. Nel frattempo la folla è riaumentata. Il ragazzo torna con 4 lanterne. La prima non funziona, la seconda si accende. Il baffone me la consegna tutto tronfio come a dire… adesso levati di culo, scocciatore… e io mi scanso, non ringraziando. Il caso vuole che la lampadina di colpo si spenda e non s’accenda più. A questo punto il sangue che fluisce al cervello è quasi azzerato. Sono prossimo all’ictus o all’omicidio.
Gli dico che forse ho il malocchio ma purtroppo la lampada non funziona. Allora lui incomincia a sbuffare, a girarsi e rigirarsi come un cavallo in un box troppo stretto. Tenta un altro piccolo sbatacchiamento ma la tecnica non funziona più. Allora mi chiede “cosa dovrei fare adesso, secondo lei??”. A me viene in mente la parola “suicidio” ma sono un gentleman e sto zitto. Poi ci battibecchiamo ancora un pò e alla fine lui tutto scocciato corre alla casa, prende i soldi e me li ridà, con fare allontanatorio come se fossi un lebbroso.
Capito che storia. Non solo in occasione di una festa per bambini questa gente ci specula sopra in maniera schifosa ma davanti all’evidenza di aver venduto roba non funzionante ha il coraggio pure di alzare la voce, negare l’evidenza e tenere comportamenti arroganti.
Comunque questo piccolo episodio mi ha insegnato che in certe occasioni è meglio organizzarsi prima, con calma e senza farsi spennare oppure se si arrivati tardi o impreparati meglio non cedere alla tentazione di metterci una pezza perchè il più delle volte ci si rimette e basta.

Le vs. opinioni