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Archivio per la categoria ‘Soldi’

Bevi l’acqua di casa

23 Settembre 2009 Tiziano Lascia un commento

Siete stufi di andare al supermercato a comprare milioni e milioni di bottiglie di acqua minerale?

Siete stufi di dover, quasi quotidianamente, stroncarvi la schiena per caricare/scaricare le suddette bottiglie in macchina e poi ri-stroncarvi la schiena una volta arrivati a casa per ri-scaricarle/ri-caricare in ascensore (i fortunati, ovviamente)??

Bè io si, come sono stufo di dover andare 2/3 alla settimana a buttare nella raccolta differenziata tonnellate di plastica per lo più composte da bottiglie di acqua minerale.

Finalmente su Altroconsumo è apparsa un’inchiesta seria che spero risolverà il problema.

L’inchiesta sull’acqua del rubinetto è stata condotta su 35 grandi città, da Milano a Reggio Calabria, prendendo in considerazione diversi parametri. Il risultato è stato che l’acqua che sgorga dai nostri rubinetti non solo è potabile ma generalmente di buon gusto e assolutamente consumabile al posto di quella in bottiglia. Unica eccezione proprio Reggio Calabria dove l’acqua che esce dai rubinetti sembra avere troppi “sali“, a causa dell’inflitrazione dell’acqua di mare.

Perciò contribuiamo davvero a fare qualcosa per l’ambiente che ci circonda e per le nostre tasche. Cominciamo a non comprare più le acque minerali in bottiglia… sono convinto che non solo risparmieremo dei bei soldini utili per i nostri figli ma insegneremo loro anche comportamenti virtuosi che sempre più scarseggiano.

 p.s.

Non riesco ad allegare il file in pdf di 8 pagine che riguarda l’inchiesta. Qualcuno più pratico di WP sa dirmi come si fa?? Altrimenti se non siete abbonati non potete leggerla…

Al luna park!!!

10 Settembre 2009 Tiziano Lascia un commento

Mi sono chiesto qualche volta cosa poteva rappresentare per Matteo l’apice della felicità… mi chiedevo:”"”chissà cosa lo potrebbe rendere pazzo di gioia…”"”

La risposta l’ho avuta poche sere fa.

L’apice di cui sopra è coinciso con una serata al luna park di Prato.

Innanzitutto già l’essere andati al luna park ha di per sè rappresentato un “evento” in casa Canneori, ma la cosa straordinaria è stata che, complice l’amicizia tra mio padre e una signora che ha un banco di dolciumi presso la suddetta fiera, abbiamo avuto a disposizione davvero una serata fuori dall’ordinario.

Questa gentilissima signora, dopo averci salutato ha regalato una “sacchettata“ (è la verità!!!) di biglietti per ogni giostra presente e alla fine della serata ci ha anche offerto un maxi ristoro al suo banco.

Riuscite ad immaginare il viso di un 4enne che ha girato decine di giostre senza limiti e senza sosta per quasi 2 ore e che poi si piazza davanti ad uno di quei banchi tutti illuminati, stracolmi di ogni leccornia a cui gli viene offerto di tutto??? Lecca – lecca, croccanti, bomboloni, eccetera, eccetera…

Matteo non smetteva di ridere, sorridere, muoversi, urlare… Ogni desiderio poteva essere soddisfatto (nei limiti del contesto ovviamente) e lui non riusciva a crederci.

Quante volte, ognuno di noi, si è trovato nella situazione in cui ha dovuto dire al proprio pargolo frasi del tipo “”"no, no, questo non si può prendere…“”", oppure “”"mi dispiace amore ma questo costa troppo…“”" o ancora “”"…su, scegli… non puoi prendere questo e quello…“”"”. Io penso tante, com’è normale che accada.

Ecco, quella sera, per una volta, tutto questo non c’è stato. Matteo ha provato, io credo, la gioia di mangiare non uno ma DUE bomboloni, di bere Estathè ghiacciato, di fare un giro sulla ruota panoramica poi sulle autoscontro, poi sulle giostrine e così via… Lui era felice, felicissimo ed io con lui…

So benissimo che non è questo l’insegnamento giusto da dargli… non deve pensare che avere, possedere o consumare sia davvero una cosa importante o più importante di altre…

Ho vissuto e ho voluto far vivere a Matteo quella sera come se fosse un regalo, un momento speciale in cui per una volta ho avuto (grazie Babbo) la possibilità di viziare mio figlio, di non negargli niente… Ci saranno di nuovo, sicuramente, altri momenti dove torneremo a ridimensionare le cose e a fargli comprendere che nella vita si fanno delle scelte e delle rinunce… ma per ora mi godo ancora l’onda lunga di quella sera…

Per ora siedo ancora accanto a lui nella ruota panoramica… se chiudo gli occhi vedo ancora la luna, brillantissima che sembrava potessimo toccare insieme…

5 x mille

2 Aprile 2009 Tiziano Lascia un commento

Siamo già entrati in “zona dichiarazione dei redditi” e tutti, ovunque, si stanno sbattendo per consigliare, caldeggiare, indirizzare amici e conoscenti per la scelta del 5 x mille.

Sinceramente io non avevo intenzione di sponsorizzare alcuna associazione o iniziativa ma da quando frequento il Meyer sento il bisogno autentico di sostenere le attività della Fondazione, avverto la necessità di dare e di fare qualcosa di concreto per tutti i bambini e le rispettive famiglie che hanno la sfortuna di dover frequentare quell’ospedale.

E’ solo in quest’ottica e solo perchè ho toccato con mano quanto bisogno di risorse ci sia in quel posto che sono qui a “pubblicizzare” ove destinare il vostro 5 x mille nella prossima dichiarazione dei redditi.

Se non avete idee migliori, se non siete coinvolti in altri progetti che hanno bisogno di denaro o se semplicemente non avete alcuna idea su dove destinare il vostro contributo, datelo al Meyer… non saranno soldi sprecati.

Merenda sul fiume….

11 Marzo 2009 Tiziano 6 commenti

Giornata intensa quella di sabato.

Complice un sole meraviglioso abbiamo deciso di andare all’outlet di Barberino a  fare un pò di shopping e a goderci la bella giornata fuori casa. Dopo gli innumervoli preparativi (ogni volta che la Family decide di passare più di 2 ore fuori casa in pratica trasloca) siamo partiti alla volta di Barberino e alle 11:30 eravamo già in pieno tour spendarecco.

Chiariamo subito un concetto: agli outlet non si risparmia, soprattutto al di fuori dei saldi. I prezzi non sono proprio abbordabilissimi (anche perchè tutto quello che è in vendita è di marca), sono spesso lontani (benzina + autostrada) ed in più si rischia di acquistare cose datate, anche fin troppo. Nonostante tutto, però, andarci ogni tanto non ci dispiace. Qualche volta si trovano davvero degli affari e se le giornate sono belle è come passeggiare in centro.

Tra un negozio e l’altro, tra il pranzo, un caffè e un gelatino alla fine abbiamo fatto le 16:30 e con i piedi doloranti abbiamo deciso che era il caso di rientrare

Tornati a casa io e Matteo abbiamo scaricato le donne e siamo ripartiti per andare in centro a Campi B. per ritirare una cosa. In macchina eravamo  soli, c’era la radio accesa, lui cantava ed io mi sono sentito felice, felicissimo. Per la prima volta ho guardato mio figlio negli occhi e non ho visto solo un bambino, il mio piccolo bambino, ma un piccolo amico, un complice. Lui deve averlo capito perchè continuava a sorridere, senza guardarmi, si percepiva il suo piacere ad essere lì, io e lui, in viaggio verso chissà quale avventura.

Ad un certo punto mi ha chiesto:”"”Andiamo al Grillo a mangiare le pizzette?“”". Ovviamente, visto la bontà delle cose prodotte dal Grillo, ho acconsentito e dopo aver parcheggiato siamo entrati come due sceriffi in un saloon. Lui ha ordinato, da solo, il solito euro di pizzette ed io il solito sandwich coi gamberetti :-)

Dovreste davvero andare tutti a mangiare al Grillo qualche pomeriggio… fa dei salati allucinanti…

Quando siamo usciti con i nostri sacchettini, mi aspettavo che Matteo attaccasse subito a mangiare e invece mi ha guardato e mi ha detto sorridente:”"”Andiamo a mangiare sul fiume, a vedere le anatine (anatrine)”"”. Il mio sorriso si è allargato ancora, non riuscivo a credere alle mie orecchie. Matteo mi stava proponendo qualcosa da fare insieme, ma non le solite cose come disegnare, andare in bicicletta, eccetera; qualcosa di più coinvolgente, qualcosa che aveva il sapore della complicità, il piacere dello stare insieme.

Ci siamo diretti verso il ponte di Campi e una volta giunti alla Rocca ci siamo seduti su alcuni scalini che consentono di andare sull’argine. Schiena al sole, abbiamo aperto i nostri sacchetti ed in silenzio ognuno ha iniziato a mangiare.

Insieme.

Guardavamo il fiume, un pescatore, alcune nutrie e i magici riflessi del tramonto. C’era un’atmosfera fantastica. Io continuavo a fissarlo. Non riuscivo a crederci che mio figlio, tre anni e mezzo poco più, fosse già in grado di sintonizzarsi con me in questo modo, che fosse capace di pensare e mettere in pratica un suo piccolo piano, un’idea fuori dai soliti schemi, fuori da casa o dall’asilo. Era bellissimo con quel suo giubbottino da ometto, la bocca piena e sporca di sugo, lo sguardo sognante rivolto verso l’infinito.

Sarei voluto rimanere lì per sempre, a rispondere alla sue domande, a ridere spensierato come lui.

Quando stavamo per andare via ho intravisto la luna che faceva capolino e l’ho indicata a Matteo. Lui si è messo con il naso all’insù e allora io gli ho raccontato che la Luna, anche se sembra così lontana, è stata raggiunta dall’uomo, una volta, con un’astronave e che giunto lì ci ha pure camminato sopra… Lui allora, per niente stupito, mi ha guardato e m’ha detto:”"”Ma certo babbo, nonno Lino è sulla Luna…“”" e subito è tornato a guardarla… Il mio cuore si è stretto fino a scomparire e avrei voluto abbracciarlo forte, forte… avrei voluto dirgli che la sua sensibilità a volte mi sconvolge, che i suoi occhi sognanti sono troppo simili a miei, che lo adoro, che vorrei prenderlo certe volte e mettermelo dentro, dentro il mio corpo per proteggerlo e portarlo sempre con me…. Ero così emozionato per le sue parole e per l’atmosfera davvero magica che c’era che i miei occhi erano lì, lì per grondare ma poi mi sono ricordato che era pur sempre sabato pomeriggio, che c’era il mercato e che anche se io non li vedevo e sentivo, intorno a me c’erano decine di estranei.

Dopo un bel sospiro sono ritornato in me ed ho detto a Matteo che era ora di andare… anche lui è subito ricalato nella parte del piccolo treenne chiedendomi di poter essere portato in braccio… e così il nostro sabato pomeriggio è continuato come sempre… un sabato pomeriggio di marzo in cui sulla riva del fiume, ho sognato con mio figlio ad occhi aperti.

Un pc a casa Canneori

15 Gennaio 2009 Tiziano 13 commenti

Devo ammettere che la coerenza non è mai stata il mio forte. Nel corso della vita ho cambiato spesso idea, a volte facendo anche clamorose marce indietro, ma ho sempre ritenuto questa inclinazione un pregio. Nelle persone ammiro la capacità di mettersi in discussione e il fatto di non arroccarsi su preconcetti e allo stesso modo io mi sono sempre sentito libero di esprimermi anche a costo di dovermi rimangiare affermazioni fatte o pseudo-giuramenti.

Quando comprai il Mac giurai al mondo intero che mai e poi mai sarei tornato ad un pc, che mai e poi mai avrei riutilizzato un sistema operativo farraginoso e antipatico come Windows e puntualmente, dopo poco più di 3 anni e mezzo, eccomi qui a scrivere con un Acer Aspire 6930g!!!

Ebbene si, l’amato Mac, dopo quasi 2 mesi da quando il monitor si è rotto, è stato sostituito da questo “coso” (un Mac è un Mac ma un pc come lo definisci???) di colore blu opaco, tutto led azzurri, dallo schermo da16 pollici, 4 gb di ram, 250 gb di HD, processore Intel Core 2 duo T5800 e una scheda video Nvidia Geforce 9300m con 256 mb di ram dedicata. Ha praticamente di tutto dalla connessione Wi-Fi al subwoofer e alla fine me lo sono portato a casa per meno di 600 €.

Ricomprare un Mac era impensabile: troppo cari attualmente e soprattutto con prestazioni non in linea con i prezzi richiesti. Da più parti mi sono giunte voci di scontento, di gente un pò delusa dai nuovi portatili ma soprattutto gente come me che davanti all’arduo compito di dover scegliere cosa ri-comprare ha preferito tornare a malincuore su un pc dotato di ogni bene e ad un prezzo accessibile piuttosto che rimanere con la Mela ma impiccandosi per poi ritrovarsi con una macchina neanche troppo all’avanguardia.

Riswitchare non sarà certo facile. Dopo anni che utilizzi un s.o. alla fine ti abitui a certi meccanismi, a certe scorciatoie di tastiera, a certi comandi, ad una certa grafica e a molto altro e non so quanto mi ci vorrà per riabituarmi… spero solo di non dover tornare a smadonnare dietro a Winzozz come facevo un tempo…

Per adesso Vista non mi è sembrato malvagio anche se ammetto che 1 ora di spippolamento non è certo un’esperienza sufficiente per giudicarlo… e con questo tenero post mi congedo in qualche modo dal meraviglioso univero Apple di cui rimarrò comunque un fan.

Cooperativa Agricola Legnaia

14 Ottobre 2008 Tiziano Lascia un commento

Sabato mattina abbiamo finalmente trovato il tempo per andare a visitare un posto che mi frullava nella mente da molto tempo.

Si tratta della Cooperativa agricola Legnaia, posta nelle vicinanze di Sollicciano.

Avevo voglia di visitare questa cooperativa perchè da più parti mi erano giunte voci entusiaste circa i prodotti che vi vengono commercializzati e la filosofia che sta dietro a questa entità che opera sul territorio fiorentino da più di un secolo.

Ecco un breve cenno storiografico tratto direttamente dal loro sito: “”"Erano gli albori del secolo ‘900 quando un frate cappuccino, Padre Pancrazio, figlio di contadini degli orti intorno a Firenze, riuniva gli agricoltori all’ombra dei loro bindoli, strappandoli dal loro indefesso lavoro per parlare loro della Cooperazione, della necessità di unirsi per rendere più vantaggioso, oltreché più umano, il faticoso lavoro dei campi. Un gruppo di coraggiosi delle famiglie dei Bechi, Pinzani, Palchetti, Salvatori, Turchini, Salani, Massetti, Bensi, Calandri, Chiari, Mecocci, Parrini, Santoni, Basagli, Bellini, Viti, Dell’Aitante, fece proprie quelle idee e nel 1903 fondò il primo nucleo di quella che è diventata la Cooperativa Agricola di Legnaia. Tanti, in breve tempo li seguirono, fino a far divenire la Cooperativa il principale punto di riferimento dei produttori del contado fiorentino. Oltre cento anni sono trascorsi: in questo periodo di grandi avvenimenti e trasformazioni sono nate e morte ideologie, sono crollati regimi ed imperi ma l’idea di Cooperazione è ancora viva più che mai. Oggi la Cooperativa Agricola di Legnaia è una realtà affermata con oltre 500 soci, in gran parte dell’area fiorentina ma anche di altre zone della Toscana e dell’Italia che coltivano oltre 4100 ha di terreno, un centro di produzione ortoflorovivaistico, un’attività importante nel settore ortofrutticolo all’interno del centro Agroalimentare di Sollicciano e nel mercato di Novoli e sette punti vendita. Una Cooperativa continuamente in crescita nel settore dell’assistenza tecnica ai soci e nella vendita dei loro prodotti, della commercializzazione dei prodotti per l’agricoltura, il giardinaggio e “la vita in campagna”. La nostra è una storia d’amore fra noi e la nostra terra di cui vorremmo farvi apprezzare tutto il sapore.”"”

Interessante, vero? Bè oggi la cooperativa agricola Legnaia assomiglia ad un moderno centro commerciale dove si trova un piccolo supermercato, un vivaio, uno spazio dedicato alla vendita di macchine agricole ed un bar. Le cose che abbiamo trovato interessanti sono state:

  1. la frutta e la verdura sono di ottima qualità, davvero freschissime. Non a caso molte delle terre proprio intorno alla cooperativa sono coltivate ad orto e frutteto e quasi il resto dei prodotti viene comunque da produttori locali;
  2. la carne proviene solo da 2 aziende del Mugello, per cui sono nostrane al massimo. La cosa bella è stato leggere sulle etichette diciture che da altre parti è ormai impossibile vedere, ovvero: NATO IN ITALIA, ALLEVATO IN ITALIA, INGRASSATO IN ITALIA, MACELLATO IN ITALIA. Ah! Finalmente possiamo mangiare roba nostra, che proviene da una filiera sicura e garantita e facendo ciò sosteniamo anche i produttori locali;
  3. c’è un banco del pesce davvero bello, con prodotti che addirittura arrivano la notte direttamente dalla costa. Il banco vende solo pesce di una cooperativa di pescatori della costa etrusca; non troverete i gamberoni o le aragoste ma le orate e le triglie che c’erano sembravano un’altra cosa rispetto a quelle che si vedono da altre parti. C’era comunque una buona varietà ed i prezzi oscillavano da un minimo di € 7 ad un massimo di € 15, per cui più che abbordabili.
  4. periodicamente organizzano corsi, incontri, eventi che riguardano temi ambientali, alimentari e simili ma anche cene, quest’ultime anche a costi davvero interessanti (intorno ai 15 € per una cena che prevede antipasto a buffet, primo, secondo, contorno, dolce, acqua, vino e caffè).

La cosa più bella è stata, però, l’evento che abbiamo trovato uscendo dal mercato; la cooperativa ha convocato alcuni produttori sia di latte che di carne bovina per spiegare a noi ”profani” ma soprattutto ai bambini, accorsi numerosi, alcune cose tipo come la mungitura, quali razze autoctone sarebbe meglio consumare, ecc…, ecc….

La mungitura

La mungitura

Non vi dico l’eccitazione di Matteo nel vedere da vicino questi animali e nell’assistere dal vivo alla mungitura delle mucche; devo dire che ha anche seguito con una certa attenzione le spiegazioni della speaker, competente e simpatica!

Mangiamo la Calvana!

Mangiamo la Calvana!

Io ho appreso dell’esistenza della c.d. “razza Calvana“, una razza bovina che si era quasi estinta, che proviene proprio dai monti intorno a Prato e che fornisce carni davvero di ottima qualità… Non fissiamoci solo con la “limousine” o con altre carni che vengono dalla Francia o dall’Irlanda, mangiamo possibilmente carne nostrana, io personalmente la proverò!

Popolini, ecco che cosa ho scoperto

17 Settembre 2008 Tiziano 51 commenti

Finalmente giovedì scorso sono riuscito a tornare a fare la spesa all’Ipercoop di Sesto F.no (FI), ove sono in vendita i famosi popolini, di cui vi avevo già parlato.

Ho visto anche dalle statistiche che l’argomento ha avuto anche un discreto successo, sintomo che il binomio risparmio – salvaguardia dell’ambiente legato all’utilizzo dei pannolini usa e getta è molto sentito.

Allora, all’ipercoop è presente uno scaffale, neanche tanto grande a dire la verità,  dove sono posizionati tutti i vari componenti dei popolini, perchè nella realtà questi “cosi” sono composti da diverse parti che si possono anche comprare separatamente. L’area dedicata ai popolini, seppur non enorme è discretamente pubblicizzata, anche con tabelloni e depliants.

La pubblicità dei c.d. “pannolini riutilizzabili” recita che scegliendoli rispetto ai tradizionali usa e getta si possono raggiungere diversi obiettivi, tutti ugualmente importanti per le famiglie:

  1. riduzione della produzione di rifiuti. Nei primi 3 anni di vita del bambino si riuscirebbe a produrre fino a 1000 kg. di rifiuti in meno;
  2. migliore confort dei bambini. I popolini sarebbero stati costruiti utilizzando fibre di cotone naturale certificato “Textile GOTS” (Global Organic Textile Standard) che assicurerebbe un’elevata traspirabilità della pelle e una minore disidratazione delle mucose e fibre certificate Oeko-Tex che consentirebbero una riduzione delle allergie e delle infezioni soprattutto grazie al non utilizzo di coloranti cancerogeni o allergizzanti;
  3. risparmio complessivo pari al 70%. Confrontando la spesa sostenuta nei primi 3 anni di vita del bambino per l’acquisto di pannolini usa e getta con quella sostenuta per l’acquisto dei popolini, ovvero 2 kit da 10 pannolini e 1 mutanda ciascuno, la differenza sarebbe notevole, addirittura fino al 70%. E poi la spesa sarebbe solo iniziale, ammortizzabile e non distribuita nell’arco di tutto il triennio;
  4. minor lavoro per le mamme.

Le mamme dovrebbero trovare giovamento dall’utilizzo di questi popolini, in termini di tempo dedicato al cambio, ma sinceramente non si capisce perchè. Che siano pannolini o popolini ogni tot. ore vanno cambiati, per cui nessun risparmio di tempo.  Inoltre gli altri si levano e si buttano, qui bisogna lavarli, stenderli, ecc.. per cui non credo davvero che la praticità sia uno dei punti di forza di questo prodotto…

Come si usano (vademecum tratto dal depliants):

  • prima dell’uso vanno lavati (solo in lavatrice, n.b.) ricordandosi bene di chiudere gli strappi di velcro.Il massimo assorbimento le fibre lo raggiungono solo dopo 3/4 lavaggi;
  • bisogna assicurarsi che la mutandina impermeabile esterna copra perfettamente il pannolino;
  • vanno cambiati ogni 3/4 ore. Fino al peso di 4 kg. si può usare il panno assorbente nella mutandina da solo, all’aumentare della diuresi e di notte bisogna inserire il panno all’interno del pannolino;
  • bisogna aggiungere sempre un foglio raccogli-feci, da gettare quando ci sono le feci, da lavare quando c’è solo la pipì;
  • i pannolini si possono conservare sporchi in un secchiello con un coperchio per non più di 3 giorni (per evitare il rischio di muffe); in caso di odori persistenti bisogna aggiungere un olio essenziale (timo, lavando o altro disinfettante) al lavaggio;
  • vanno lavati con il bucato bianco (50°-60° sono sufficienti, ma resistono anche fino a 95°);
  • non bisogna usare ammorbidenti (in caso di acqua dura meglio aggiungere una tazzina da caffè d’aceto nel risciacquo);
  • si possonom mettere nell’asciugatrice ma possibilmente non troppo calda;
  • le mutandine impermeabili non devono essere lavate ad ogni cambio, spesso potrebbe essere sufficiente sciacquarle a freddo oppure pulirle con un panno umido.

Quindi, ricapitolando: c’è una mutandina esterna in 3 misure (small, medium e large) venduta sia bianca (€ 12,50 cad.) che fantasia (€ 14,10 cad.) che non si cambia praticamente mai, in questa mutandina si inserisce un pannolino lavabile (che esiste in versione giorno e in versione notte, € 13,00 cad.) e al cui interno si mette un pezzo di carta assorbente venduta a rotoli (€ 5,80 cad.).

Questi componenti vengono venduti tutti separatamente oppure in un unico kit che contiene 8 pannolini UltraFit Extra giorno + 2 pannolini UltraFit Soft notte + 1 mutandina bianca small al costo di € 130,00.

Insomma, vista così la cosa non mi convince tanto soprattutto per quanto riguarda l’aspetto pratico, un aspetto non secondario per genitori sempre di corsa come noi. Certo, prima di giudicare si dovrebbero provare e non escludo di farlo. Se c’è qualcuno che ha provato questi “pannolini riutilizzabili” si faccia sentire, sono curioso di sapere com’è andata.

Finalmente è nostra!

14 Settembre 2008 Tiziano Lascia un commento

Sto parlando della roulotte!

Ebbene si, finalmente possiamo annunciare di aver acquistato la “tantosospirata” roulotte nel campeggio Lilly Pineta di Marina di Massa. In realtà l’avevamo adocchiata a metà agosto quando eravamo andati a trovare mia suocera che era lì vicino in vacanza; dopo una piccola trattativa ci eravamo accordati per stipulare il passaggio di proprietà definitivo sabato 13 e così è stato.

Devo dire che siamo stati fortunati perchè non solo l’abbiamo trovata nel campeggio che ci piaceva e nella zona di Massa che ci piaceva ma soprattutto perchè nonostante la roulotte abbia 25 e più anni è praticamente nuova, grazie alle amorevoli cure dei vecchi proprietari, gente davvero perbene, una coppia di signori sulla sessantina molto cordiali ed educati che ci hanno fatto subito un’ottima impressione.

Nonostante gli anni tutta l’attrezzatura e la struttura non hanno grossi segni di usura nè cattivi odori tipici di questi mezzi se vengono trascurati. Insieme alla roulotte ci hanno venduto anche la veranda, la copertura e tutti i vari accessori, comprese 3 biciclette, posate, sacchi a pelo, mobili, tavoli, sedie, frigorifero, cucina a gas… insomma tutto. Potremmo viverla già da subito senza dover comprare nulla.

La piazzola su cui insiste la roulotte e che risulta tutta coperta dal telo è grande circa 50 mq. e oltre alla roulotte e alla veranda c’è uno spazio esterno comunque coperto dove si mangia grande quasi 19 metri. La cosa che ci ha attratto è stato proprio lo spazio sfruttabile che non è poco e poi anche la filosofia con cui questi signori hanno campeggiato. Nonostante si tratti di una roulotte stanziale non è dotata di tutti i confort tipici di questo tipo di sistemazione, nel senso che non ha l’acqua corrente nè supplementi di elettricità. I vecchi proprietari, pur non volendo girovagare, non vollero neanche diventare troppo sedentari, snaturando così il piacere di fare campeggio, con tutte le sue sfumature.

Anche noi siamo di quest’idea e già comprare una roulotte fissa ci è sembrato un oltraggio al nostro spirito vagabondo ma siamo consapevoli che con i figli piccoli questa, attualmente, è la migliore situazione; ti permette di avere un appoggio confortevole al mare 6 mesi all’anno con una spesa tutto sommato sostenibile, circa 2.100 € da pasqua a fine settembre, non hai quello stress da “faccende di casa” proprio perchè sei in campeggio e vivi l’abitare in maniera più disinvolta e poi per i bambini è il massimo della libertà.

Noi siamo molto felici perchè da quando abbiamo venduto Ronzinante non facciamo altro che rimuginare e sospirare su come era bello “zingarare” in giro, su come era bello conoscere gente nuova che condivideva il nostro stesso piacere. Adesso, anche se ridimensionati, possiamo vivere nuovamente quegli stati d’animo e non vediamo l’ora che la stagione 2009 abbia inizio…

p.s. Purtroppo sabato siamo partiti senza macchina fotografica e perciò niente foto. In realtà ce ne sarebbe una scatta con il cellulare ma non riesco a tirarla fuori dal suddetto telefono… appena ci riesco la pubblico, pazienza…

Cara la mi’ rificolona!

7 Settembre 2008 Tiziano 6 commenti

…ona, ona, ona ma che bella rificolona… ona, ona, ona, ma che bella rificolona…

Stasera siamo andati al parco Iqbal a Campi a festeggiare la Rificolona ma è stata una festa un pò amara e poi vi spiegherò perchè.

Innanzitutto dovete sapere che per “rificolona” s’intende una lanterna fatta di carta con dentro una candela che la illumina, fissata ad un’asta più o meno lunga. Questa festa, dedicata soprattutto ai bambini, ricorre la sera del 7 Settembre, vigilia della natività della Madonna, e a Firenze ha luogo in Piazza Santissima Annunziata. Alcuni storici ritengono che la Rificolona sia originata dall’arrivo a Firenze di contadini e montanari dal Casentino e dalle montagne pistoiesi, spinti al lungo viaggio dal desiderio di festeggiare la ricorrenza religiosa nella chiesa fiorentina della Santissima Annunziata. Inoltre, la fiera che aveva luogo nella stessa piazza proprio l’8 settembre offriva loro l’opportunità di vendere i propri prodotti. I contadini illuminavano il proprio cammino con fiaccole e lanterne di varie forme, che continuavano ad utilizzare una volta giunti in città. Ispirandosi a queste originali lanterne i fiorentini cominciarono a costruire le prime “rificolone” (fantocci di carta con un lume all’interno), dando loro gli accesi colori dei vestiti delle montanare. Poco a poco la loro forma cambiò e le rificolone vennero appese alle finestre delle case, creando un ambiente insolito e suggestivo.

Vi dicevo che è stata una festa un pò amara ed ecco il perchè: appena giunti al parco ci siamo resi conto che avevamo dimenticato di comprare la rificolona a Matteo (nel senso che non pensavo di andarci poi abbiamo cambiato idea e siamo arrivati lì un pò impreparati) e quando abbiamo visto che tutti i bambini ne erano dotati abbiamo cercato di correre ai ripari.

Ovviamente gli organizzatori si erano attrezzati e per la cifra di 10 € vendevano delle piccole rificolone a batterie, ovvero delle lanterne con dentro piccole lampadine alimentate da 2 stilo. Essendo arrivati tardi non c’era molta scelta e stavo quasi per rinunciare ma la faccina di Matteo supplicante mi ha fatto insistere e così ho atteso pazientemente. I signori addetti alla vendita in realtà stavano tentando di far funzionare alcune lanterne che non facevano contatto. La tecnica era quella di sbatacchiare la lampadina su un piano fin quando si accendeva. Io ero un pò perplesso vista anche la cifra ma Matteo continuava a guardarmi…

Ad un certo punto la signora urla “Eureka…una funziona” e viene verso di me con aria giuliva. Io prendo in mano la lanterna che subito si spegne.. Abbozzo una protesta e la signora riprende la lanterna e la risbatacchia bene, bene riuscendo a farla rifunzionare…

“dieci euro, prego”.

“siamo sicuri funziona? Sà, per 10 euro..”

“come no, funziona, funziona, un lo vede è accesa….”

“…sarà, ecco i soldi…”

Matteo agguanta la lanterna come se fosse stata il santo Graal e corre dai suoi amici a mostrarla. E’ felice e  “”"la felicità di mio figlio vale ben più di 10 miseri euro“”", questo è quello che mi ripeto per giustificare alla mia coscienza la spesa folle e per scacciare i cattivi presagi…

Ovviamente, com’era prevedibile dopo pochi minuti la lanterna incomincia a dare problemi. Non s’accende, oppure non si spegne e così via. Io provo il metodo conosciuto così la sbatacchio un pò e lei riprende il suo sporco lavoro. Dopo 20 minuti, però, verso la fine del “fantastico” spettacolo della danza del ventre (per la rificolona???) la lanterna muore definitivamente e a me inizia ad otturarsi la vena sul collo.

Faccio un tentativo. Vado in macchina dove ho delle pile nuove e gliele cambio, sperando fosse quello. Nada.

Allora mi faccio coraggio e torno al bancone dove la folla si è ormai dispersa. Trovo una signora quasi gentile e le spiego il problema. Lei dice che deve parlare con il capo e lo chiama. Si presenta un uomo sudaticcio coi baffetti e gli spiego garbatamente il problema. Lui va subito sulla difensiva e dice: “”"”non puoi venire a lamentarti a festa ormai finita e poi io che ti fò?”"”.

La vena si contrae ancora un pò.

Tento di spiegargli che quello che potrebbe fare (oltre che andare a prenderselo nel….., ma questo è stato solo un pensiero….) è non vendere lanterne difettose, o comunque non a 10 €. Lui s’impunta come un ciuco e dice che quando mi è stata consegnata la lanterna funzionava. Io allora gli spiego che tecnicamente ha ragione lui ma in coscienza la lanterna era difettosa e forse non andava venduta o almeno non a quel prezzo. Lui allora, pur di non ammettere l’errore, chiama un ragazzo e gli dice di correre a prendere altre lanterne “delle sue…” e di portarne una a me.

Io mi metto da parte e aspetto. Nel frattempo la folla è riaumentata. Il ragazzo torna con 4 lanterne. La prima non funziona, la seconda si accende. Il baffone me la consegna tutto tronfio come a dire… adesso levati di culo, scocciatore… e io mi scanso, non ringraziando. Il caso vuole che la lampadina di colpo si spenda e non s’accenda più. A questo punto il sangue che fluisce al cervello è quasi azzerato. Sono prossimo all’ictus o all’omicidio.

Gli dico che forse ho il malocchio ma purtroppo la lampada non funziona. Allora lui incomincia a sbuffare, a girarsi e rigirarsi come un cavallo in un box troppo stretto. Tenta un altro piccolo sbatacchiamento ma la tecnica non funziona più. Allora mi chiede “cosa dovrei fare adesso, secondo lei??”. A me viene in mente la parola “suicidio” ma sono un gentleman e sto zitto. Poi ci battibecchiamo ancora un pò e alla fine lui tutto scocciato corre alla casa, prende i soldi e me li ridà, con fare allontanatorio come se fossi un lebbroso.

Capito che storia. Non solo in occasione di una festa per bambini questa gente ci specula sopra in maniera schifosa ma davanti all’evidenza di aver venduto roba non funzionante ha il coraggio pure di alzare la voce, negare l’evidenza e tenere comportamenti arroganti.

Comunque questo piccolo episodio mi ha insegnato che in certe occasioni è meglio organizzarsi prima, con calma e senza farsi spennare oppure se si arrivati tardi o impreparati meglio non cedere alla tentazione di metterci una pezza perchè il più delle volte ci si rimette e basta.

Assolowcost

6 Settembre 2008 Tiziano Lascia un commento

Arrivo con un pò di ritardo sulla notizia della nascita di Assolowcost.

L’associazione nasce con l’obiettivo di affermare la cultura del low cost di qualità inteso come moderna filosofia produttiva e come stile di consumo in grado di generare elevati vantaggi per i consumatori in termini di incremento del potere d’acquisto e di miglioramento della qualità di vita.

Questo è quello che testualmente è riportato nella pagina dedicata alle finalità dell’associazione.

Per essere associate le aziende si sono dovute sottoporre ad un’analisi che ha preso in esame diversi parametri, tutti molto imporanti per noi consumatori tra cui il rispetto di alcuni valori etici, il rispetto nei processi produttivi dell’ambiente, la reale convenienza dei prezzi praticati e il fatto che il risparmio sui costi non ha inciso sulla qualità di quanto prodotto (clicca qui per maggiori info).

Spero vivamente che questo bollino di qualità, questo low cost certificato sia davvero utile a noi famiglie che stiamo vivendo un momento certo non facile tra i vari rincari che ci piovono addosso da tutte le parti. Tra l’altro, la Family in questione, si appresta a vivere un inverno rigido anche da un latro punto di vista, sempre finanziario, atteso che Silvia, dopo un periodo di 6 mesi di maternità facoltativa pagato al 30%, probabilmente si licenzierà, visto che la concessione dell’assolutamentenecessario part-time, sembra impossibile.

Speriamo non faccia troppo freddo e che il low cost si diffonda ovunque!!