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Archivio per la categoria ‘Sociale’

Imparare a crescere grazie al Meyer

14 Novembre 2009 Tiziano 2 commenti

Matteo ha avuto la febbre alta per 2 giorni, una brutta tosse e il classico “moccio perenne“. E’ probabile, anche se non abbiamo  avutouna diagnosi precisa, che il Principino si sia beccato la cosidetta influenza “suina“, ovvero la famigerata H1N1.

I sintomi ci sono tutti: febbre abbastanza alta, presenza di tosse e/o mal di gola e/o raffreddore, mancanza di appetito e un pò di mal di pancia (specialmente nei più piccoli). In fondo però è un’influenza come le altre e come tale la si affronta. Però 2 giorni in casa con un pupo ammalato e con la Peste Peppina in perenne movimento o peggio vogliosa di altrettante coccole mi hanno sfinito.

E così ieri quando sono montato in macchina per andare al Meyer ho pensato “”"…ahhhh….finalmente posso staccare la spina per un pò…”"”al Meyer?!?!?! No, non funziona così e ho capito subito il dramma dell’affermazione.

Al Meyer ci vado, semmai, proprio per permettere agli altri, in primis i piccoli ricoverati, di distrarsi, di ritrovare un pò di serenità, di allegria, per permettergli, almeno per un pò, di non sentirsi completamente degli ammalati.

Ma non c’è stato bisogno di fare granchè per cambiare il mio errato approccio. Appena sono entrato “nella serra” la luce particolare che pervade quella cattedrale di legno mi ha ricordato dov’ero e soprattutto perchè c’ero e quando ho preso in mano quelle chiavi numero 99 lo spirito giusto mi era già tornato.

Ormai il mio turno settimanale presso la biblioteca è davvero un appuntamento irrinunciabile. Quel luogo, quei volti, quei corridoi e quelle stanze hanno perso quasi del tutto quell’alone di tristezza e di angoscia che avevano i primi tempi. Adesso percorro quei corridoi quasi sempre con il sorriso, spingendo il “mio” carrello del prestito con entusiasmo conscio dell’utilità di quello che faccio e davvero ne ho un gran ritorno.

I volti dei genitori che si rallegrano della possibilità di rompere la monotonia di giornate infinite, lo stupore dei bambini che possono “scegliere” tra decine di volumi direttamente in camera loro, gli infermieri che ormai ci considerano dei “collaboratori“, una sorta di piccolo sostegno… Insomma, sono orgoglioso quando indosso quel cartellino e prendo il timone di quell’ingombrante carrello.

Ma non è sempre una passeggiata… Quei corridoi sono lunghi, sono tutti colorati, illuminati, larghi ma alcuni conducono in zone particolari… ci sono reparti dove molte delle persone presenti sono abbastanza serene ma via via che si cammina è come se questa serenità scemasse in ragione della gravità crescente delle patologie. Quando si arriva nel reparto neurosensoriale si è all’apice di questa discesa e lì io e il mio carrello ci sentiamo drammaticamente fuori luogo.

Nelle stanze precedenti tento di incrociare gli sguardi dei bambini, dei genitori e appena colgo un segno di attenzione, un cenno di curiosità mi proietto dentro, parlo, consiglio, sorrido… Quando arrivo lì, invece, il buio di quelle poche camere sembra più buio, quasi impenetrabile… divento timido, insicuro, guardo dentro ma di sfuggita come sperando che nessuno mi noti.

Ma che ci faccio qui? mi domando… Come si fa a proporre dei libri a dei genitori che stanno affrontando dei drammi che nemmeno riesco a immaginare?

Purtroppo è successo anche ieri… passando vicino ad una stanza ho intravisto un papà e mi sembrava sereno, visto di profilo. Mi stavo avvicinando, ripetevo nella mia testa una specie di presentazione del tipo “”"salve, sono della biblioteca, vi potrebbero interessare dei libri…“”" per sembrare meno impacciato ma quando la visuale si è fatta più ampia ho visto un ragazzo, sicuramente adolescente, affetto da non so quale malattia ma il nome non è importante. Se ne stava sul letto, le braccia contratte, il viso pure e con enorme fatica tentava di ruotare la testa da destra a sinistra… tentava di ruotare la testa con enorme fatica… Suo papà lo guardava e quando l’infermiera ha detto”"”…e bravo… adesso ti riposi poi ne fai altri 10 e così domani, va bene? Bravo davvero…“”" mi sono sentito morire… ho cominciato a sentirmi bruciare il viso, le orecchie… ho avvertito l’arrivo delle lacrime e solo un pronto dietrofront mi ha salvato da un entrata tremendamente fuori luogo.

Ecco, in quel momento il mio carrello mi è sembrata la cosa più stupida del mondo ed io con lui.

Pensare di alleviare qualche dolore “smerciando” libri…

Pensare di essere migliore di altri coetani perchè passo tre ore alla settimana in un ospedale pediatrico…

Pensare di essere “stanco” per aver passato 2 giorni in casa ad assistere un bambino con un pò di febbre…

Mi sono sentito stupido ed egoista e con passo lento ho abbandonato il reparto. C’è molta strada da fare oltre quella già percorsa. In certi ambienti davvero non si può improvvisare e quando ci si sente sicuri ecco che in quel momento la nostra fragilità viene fuori in maniera prepotente. Tra quei corridoi, tra bambini che piangono, vassoi dei pasti, camici blu e colorati, flebo e cateteri io sto crescendo…

Il Meyer, alla fine, continua, paradossalmente, ad essere più utile a me di quanto io a lui o ai suoi sfortunati ospiti…

Questo blog alza la voce

14 Luglio 2009 Tiziano 1 commento

Vuoi vedere che non pubblico qualcosa da giorni e giorni e mi metto a scrivere proprio oggi?!?!

Sciopero, sciopero, sciopero…

ddl_alfano

Buona Pasqua

12 Aprile 2009 Tiziano 2 commenti

Il cestino Pasquale di Matteo

Il cestino Pasquale di Matteo

Molti di voi obbietteranno che gli auguri di Buona Pasqua non si addicono a questa famiglia mezza atea e mezza credente e forse avete ragione.

Io credo, però, che sia pur sempre una festa, anche se ognuno la vive con significati profondamente diversi, ed è per questo che mi sento di fare gli auguri a tutti quelli che coscienti o meno frequentano questo spazio.

Che possano essere giorni per ritrovare la serenità perduta, un pò di tranquillità fuori dal lavoro… che possano essere giorni per riflettere con calma su questa immensa tragedia, per trovare, ognuno a suo modo, la via per contribuire.

Dall’uovo di Pasqua è uscito un pulcino

di gesso arancione col becco turchino

Ha detto:”"” Vado mi metto in viaggio e a tutti porto un gran messaggio”"”.

E volteggiando di qua e di là

attraversando paesi e città

ha scritto sui muri

nel cielo e per terra

VIVA LA PACE

ABBASSO LA GUERRA

BuzzParadise

6 Febbraio 2009 Tiziano 2 commenti

Oggi pomeriggio, tra una trascrizione e l’altra (che palle!!!) ho navigato un pò tra i bloggè che seguo e leggendo il diario della Gatta mi sono intrippato con sto’ BuzzParadise.

Molti forse lo/la(??) conosceranno già ma per me è stata davvero una bella scoperta. Si tratta di ”"”una piattaforma internazionale che collega marche e consumatori influenti (bloggers, esperti, buzzers, etc). Aiutiamo le marche a creare campagne di word of mouth marketing che genera ‘buzz’ sui loro prodotti e servizi fornendo accesso ad informazioni esclusive, eventi VIP o prodotti/campioni prova agli opinion leader”"” (tratto direttamente dal sito).

Ora, io più o meno ho capito di che si tratta (grazie anche al post della Gatta) anche se mi rimangono oscuri i significati di “buzzers“, “generare buzz“ e “word of mouth marketing“… mah, sò proprio ignorante…!!!

Attendo fiducioso di poter dire la mia… e ovviamente di scroccare qualcosa :-) )

 

Finalmente di nuovo in volo sullo scaffale volante

14 Gennaio 2009 Tiziano 2 commenti

Dovrei assolutamente scrivere…. nella mia vita si stanno ammassando una serie di eventi che vorrei raccontare e ogni giorno che passo trattenendo questo bisogno mi sento sempre più male, inquieto e allo stesso tempo gli eventi più lontani sembrano sbiadire, scomparire come impronte lasciate sulla riva del mare…
So che sembra assurdo ma non ho ancora deciso quale pc comprare… Le vacanze di Natale hanno permesso di studiare la situation del mercato e di stringere di molto la rosa dei possibili acquisti ma ancora non so esattamente quale prendere…
A casa sto utilizzando un vecchio pc portatile di un mio amico ma che, ironia della sorte, non mi permette di navigare solo su due siti: wordpress e  facebook!! Incredibile.
Qui a lavoro, dove sono adesso, vista l’ora, c’è una certa calma; in genere però curare il blog o pensare solo di scrivere qualcosa in modo decente è impensabile. C’è sempre troppa gente, troppe cose da fare… mi manca un pò d’intimità, di concentrazione.
Oggi però ho fatto un piccolo sforzo e sono arrivato 10 minuti prima con la speranza di poter almeno accennare al secondo tirocinio che ho fatto con lo scaffale volante al Meyer.
Era un pò di tempo che non frequentavo il l’ospedale pediatrico di Firenze e la sua ludoteca e devo ammettere che tornare in quei corridoi, tra quei ragazzi che svolgono un lavoro davvero straordinario, vedere i visi dei bambini che di colpo sorridono quando ci vedono  è stato bellissimo.
Fare questa esperienza di leggere libri a coloro che per semplici malanni o per grandi malattie sostano anche solo per un giorno in quell’ospedale è davvero un balsamo per l’anima.
Lunedì sono arrivato in ludoteca un pò prima e ho dato una mano a Claudio e Nico a preparare gli scaffali. La biblioteca di Campi Bisenzio ha fornito la ludoteca di diversi libri, scelti fra le migliaia disponibili, ritenuti più idonei per questo tipo di letture; fra tutti quelli forniti, ogni volta che lo scaffale “parte” viene fatta una piccola selezione.
I più gettonati sono Caccapupù (del Superconiglio Simone), Il libro dei Mostri Ammalati, Il nuovo amico di Elmer e Il Mostro Peloso (appena posso pubblico anche riferimenti più precisi); questi davvero non mancano mai ed in pratica vengono letti e riletti più volte nell’arco della stessa giornata!
Ieri eravamo in 4 e ci siamo divisi così: io con Claudio (un ragazzo forse più giovane di me) e l’altra ragazza con Nico (il responsabile della ludoteca), loro si sono diretti a pronto soccorso mentre noi siamo andati al c.d. day surgery. In pratica si tratta di una stanza ovale molto grande, coloratissima, dove ci sono 12 letti. Qui sostano i bimbi che nella mattinata hanno subito un intervento chirurgico; sia che si tratti di tonsille o della rimozione di una ciste, dopo l’intervento i bambini vengono trattenuti in questa stanza comune dove smaltiscono l’anestesia e dove vengono monitorati prima delle dimissioni.
Presentarsi ai bambini in questo contesto proponendo delle letture non è semplicissimo. Sia loro che i loro accompagnatori sono tendenzialmente più svogliati verso certe iniziative, guardano con una certa diffidenza questa piccola “invasione” della loro privacy e probabilmente l’unica cosa che vogliono è tornare presto a casa. Lì dentro non abbiamo concluso granchè, purtroppo, ma fortunatamente ci siamo rifatti nella sala d’attesa e poi nella c.d. serra, ovvero nella grande sala d’attesa comune posta al piano terra dove si affacciano i vari ambulatori.
Ho letto quasi tutto il tempo io; Claudio ha visto che me la cavavo abbastanza bene e mi ha lasciato campo libero. Devo ammettere che leggere ai bambini in quel contesto mi esalta. All’inizio provo un certo impaccio ma poi, quando mi scaldo, mi sento davvero preso, mi appassiono.
Quando vedo i bambini che si avvicinano, che mi chiedono di leggergli dei libri, che si stupiscono, che ridono, che domandano, io mi sento bene, mi sento di aver fatto del bene, sia a loro che ai loro genitori che li accompagnano. Fare del bene è vero che fa bene… dopo ci sente sollevati, leggeri e, personalmente, anche ricaricato.
Il tempo è passato talmente bene e talmente in fretta che alle 17:30 eravamo ancora in serra a ridere con un Matteo che si era “appena fatto il pisellino nuovo” (testuali parole!).
Adesso che con l’anno nuovo questa avventura è ricominciata spero davvero che vada in porto in fretta e che la biblioteca apra i battenti quanto prima: ho voglia di sentirmi parte di quella struttura, di quel gruppo di persone che aiuta anche se indirettamente e in maniera lieve i bambini che stanno male.

Biennalina

11 Novembre 2008 Tiziano Lascia un commento
Biennalina

Biennalina

 

Magari venerdì o sabato ci fò un salto. Se siete fiorentini o gravitate in zona date un’occhiata al link qua sotto.

http://www.biennalina.it/direfare2008/ZeroDieci/p-19/il-salone-nazionale-delli.html

Lo scaffale volante del Meyer

28 Ottobre 2008 Tiziano 5 commenti
Lo scaffale volante

Lo scaffale volante

Ieri sono andato al Meyer dove ho fatto per la prima volta il “tirocinante” per lo scaffale volante. Questo tirocinio è l’atto conclusivo del percorso che “spero” mi porterà a fare il volontario alla biblioteca del Meyer. E’ stato ritenuto opportuno dai responsabili della ludoteca e dal personale della Helios, prima di iniziare la nostra attività vera e propria, di farci prendere confidenza con la lettura a dei bambini che si trovano in quel particolare contesto e soprattutto di farci toccare con mano quelle che sono le situazione tipiche in cui ci imbatteremo una volta che la biblioteca avrà aperto i battenti. 

Qualcuno si chiederà: cos’è lo scaffale volante? In pratica si tratta di un carrellino a tre ruote, gentilmente donato da una famiglia che credo abbia perso il proprio pargolo proprio al Meyer (ho letto di sfuggita una targhetta sul suddetto scaffale), fatto a mò di espositore mobile dove gli operatori della ludoteca inseriscono i libri che di volta in volta selezionano per i piccoli ospiti dell’ospedale. Una volta che il carrello è pronto parte “la spedizione“!

Lo scopo è quello di girovagare per i corridoi del Meyer alla ricerca di bambini che magari sono in attesa di entrare al pronto soccorso, o che soggiornano al day hospital e di leggere loro qualcuno dei libri prescelti al fine di alleviare il loro forzato “soggiorno“. Premetto che il nuovo Meyer è una struttura fantastica gia di per sè e che lo stare lì è sicuramente meno noioso che lo stare in altre strutture similari ma francamente tutti sanno che una lunga attesa ad un pronto soccorso, magari con un codice bianco, pur se fosse a Disneyland sarebbe sempre una noia immensa…. Ecco allora che interviene lo scaffale volante.

Immaginate di veder comparire all’improvviso questo “coso” verde a tre ruote in mezzo ad una sala d’attesa e di ascoltare un simpatico 50enne che con dolcezza e molta, molta esperienza chiama a raccolta i bambini di ogni età per far loro leggere o per leggergli fiabe, favole, filastrocche, ecc…, ecc…

Devo ammettere che è stato F A N T A S T I C O poter assistere allo stupore dei bambini e dei genitori nel vederci arrivare in mezzo a loro, vedere come dopo l’iniziale scetticismo molti piccoli pezzettini si sono avvicinati incuriositi e meravigliati da questa novità, vedere la loro gioia nel poter scegliere un libro e nel sentirselo leggere, veder spuntare sorrisi nei visi dei genitori, vedere come possono passare serenamente anche 2 ore in un pronto soccorso fra risa e versi di animali.

Purtroppo il prossimo scaffale volante, per quanto mi riguarda, partirà il 27 novembre e mi dispiace molto di questa lunga attesa; quella di ieri è stata davvero un’esperienza meravigliosa che m’ha lasciato carico di energia tant’è che tornato a casa, dopo aver comprato un bel libro di filastrocche di Halloween, ho letto a Matteo per più di un’ora prima di cena!!!  

Leggere per sentirsi sollevati: round 1

25 Settembre 2008 Tiziano 1 commento

Martedì 23 si è tenuto il primo vero incontro dedicato alla formazione dei volontari per il progetto “leggere per sentirsi sollevati” (clicca qui, qui e qui per rinfrescare la memoria). Ecco una breve sintesi di come è andata.

L’appuntamento era fissato per le 17:00 alla ludoteca del Meyer; io sono partito a piedi dalla caserma verso le 16:15 visto che il tempo era buono e una bella passeggiata mi avrebbe fatto sicuramente digerire lo “straordinario” panino ingurgitato a pranzo: lampredotto con i porri… non so se mi spiego…

Mentre camminavo verso il Meyer una strana sensazione ha iniziato a crescere dentro di me, una specie di ansia, dovuta, credo, all’idea di stare per entrare in un ospedale, pediatrico per giunta; ho pensato a quello che avrei potuto vedere o sentirmi raccontare e un pò questo mi ha spaventato.

Quando sono arrivato davanti all’ospedale, fortunatamente, la brutta sensazione è andata via, via sparendo anche perché il Meyer tutto sembra tranne che un ospedale; è immerso nel verde delle colline a ridosso del centro di Firenze, ha una struttura articolata, non austera, fatta di vetro, di corridoi circolari, di legno a vista e così via,

Trovo la ludoteca al secondo piano e quando sono entrato nella stanza ho scoperto di essere l’unico ragazzo; all’interno c’erano già diverse persone ma tutte donne e questo mi ha un pò imbarazzato: ho pensato che forse mi ero “infilato” in una cosa più indicata alle donne che agli uomini, ma che fare? Ormai c’ero per cui mi sono seduto e ho aspettato che iniziasse l’incontro.

L’incontro è poi iniziato alle 17:15 circa con una platea di circa 35 persone, di cui 2 uomini: io e un ragazzo più o meno della mia età che sembrava già conoscere alcune persone della associazione Helios.

L’incontro verteva su:

“Grande svolta, grandi libri e lettori grandi”.  Storia, generi, filoni e capolavori della narrativa per ragazze e ragazzi tra i 9 e i 14 anni
Docenti: Antonella Lamberti e Selene Ballerini, bibliotecarie della Biblioteca di Villa Montalvo e documentaliste di LiBeR Database.

Devo dire che sia Antonella Lamberti che Selene Ballerini sono state bravissime; sono riuscite a mantenere viva l’attenzione per tutto il tempo e soprattutto hanno parlato in un modo molto comprensibile, chiaro e penetrante. Grazie a loro l’incontro è letteralmente volato via, quasi 2 ore bruciate in un batter d’occhio.

All’inizio l’Antonella ha spiegato in cosa consiste il loro lavoro: in Italia, ogni anno escono quasi 2300 nuovi libri per ragazzi e loro se li devono leggere/visionare/recensire/catalogare quasi tutti; in più gestiscono questo immenso patrimonio che è l’archivio (Liber Database) di tutta la narrativa per ragazzi uscita in Italia praticamente dal dopo guerra ad oggi… non so se rendo l’idea di quanti libri devono maneggiare in un anno… un numero incredibile…

Poi ha fatto una rapida cronistoria della narrativa per ragazzi, partendo dalla c.d. grande svolta che ci fu, secondo diversi ed autorevoli autori, nel 1987 quando uscì il libro “Le streghe”, edito da Salani nella collana degli Istrici. Un libro che per la prima volta si rivolgeva ai bambini non come tali ma come dei veri e propri consumatori, per cui maggior attenzione data al libro come prodotto commercile, al fatto che leggere diventava un piacere e non più una imposizione…

I bambini, piano, piano, sono diventati protagonisti attivi delle proprie scelte di lettura e in quel periodo iniziarono a spopolare anche i c.d. libri game, libri fatti per essenzialmente per giocare, senza un corpo predefinito e che dovettero subire numerose critiche da parte dei “puristi” della lettura ma che coinvolsero enormemente i giovani lettori di tutte le età.

Le scelte, dopo la grande svolta, iniziarono ad essere fatte non più solo in base agli autori ma anche e in misura sempre maggiore in base alla collana; la collana diventò una specie di ”bollino di garanzia“.

Attualmente “la collana” intesa come sopra sta già sfumando… Ora quello che “conta” è il personaggio, la saga, la serie. Pensiamo, solo per fare un esempio ad Harry Potter o Geronimo Stilton. C’è però un rischio connesso a questo tipo di approccio ed è quello dell’affezione, del ”legarsi” troppo proprio al personaggio trascurando altre pubblicazioni, altri generi.

Poi si è passati a parlare in maniera più specifica del Meyer e ci è stato spiegato di come sono stati scelti i libri che compongono o andranno a comporre la biblioteca. Tali libri sono stati scelti da un archivio, sempre della Liber, denominato “almeno questi“. Già dal nome si capisce la composizione di detto archivio: si tratta di quei libri che per diversi fattori non possono mancare in una biblioteca per bambini e ragazzi, qualsiasi essa sia e che sono ancora in commercio.

Successivamente è stata fatta una carrellata sui vari generi dei libri per ragazzi, dalla fantascienza (oggi in calo), al fantasy (oggi molto in voga), ai classici (s’intendono i libri scritti prima del 1945 e godibili da più generazioni), ai gialli, ai libri Horror ed infine le c.d. storie fantastiche. Per ogni genere è stato portato un libro a mò di esempio e a breve pubblicherò la lista di questi libri, tutti davvero molto interessanti.

Durante ques’incontro ci sono dati anche dei consigli su come scegliere i libri per i bambini e su come introdurli alla letture e io li ho trovati molto utili quale “selezionatore” presente e futuro dei libri per i miei figli:

  1. Non si dovrebbero mai proporre ai bambini storie con situazioni irrimediabili, anche se fantastiche, ci deve sempre essere “una via d’uscita”, una “seconda opportunità” e soprattutto un lieto fine;
  2. E’ importante scegliere i libri in base al sesso del lettore e a quello del protagonista (un libro adattissimo ad una adolescente può essere noiosissimo per un coetaneo di sesso maschile e viceversa);
  3. Bisognerebbe porre attenzione ai temi trattati e soprattutto a come vengono trattati, non tutto è ”degno” di essere letto. Magari un libro di successo usa un linguaggio sbagliato, eccessivo o affronta temi troppo complessi per il pubblico a cui si rivolge o per coloro a cui abbiamo pensato di consigliarlo;
  4. Il libro non è una medicina, non si può parlare di una vera e propria “libroterapia”. La lettura è terapeutica per diversi motivi ma sotto altri aspetti ma di per sè non aiuta a risolvere dei problemi di salute

In sintesi, scegliere dei libri per i propri figli o comunque per qualcuno è davvero un compitoimportante, che richiede una certa dedizione; sarebbe meglio averli già letti per sapere se davvero sono adatti a loro o comunque sarebbe opportuno informarsi sulla trama e in generale sulla qualità di ciò che i nostri figli andranno a leggere.

Leggere, questo è certo, aiuta nella crescita e nello sviluppo di un bambino e dal mio punto di vista leggere aiuta a diventare un educatore migliore.

Aspetto con ansia il prossimo incontro che si terrà il 1 ottobre.

Incontro informativo con l’associazione Helios Onlus

22 Settembre 2008 Tiziano Lascia un commento

Mercoledì 17 sono andato all’incontro informativo organizzato dall’associazione Helios di Firenze che di fatto gestisce la formazione dei volontari per il progetto “Leggere per sentirsi sollevati“, ovvero la formazione di coloro che andranno a gestire la biblioteca posta all’interno dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

Di tale progetto ne ho già parlato in un precedente post (clicca qui per rinfrescare la memoria).

L’incontro era fissato per le 20:30; tra una cosa e l’altra sono riuscito a partire solo alle 20:10 e quindi in leggero ritardo. Io sono ossessionato dall’idea di essere in ritardo e mal sopporto coloro i quali arrivano tardi agli appuntamenti. Il viaggio, perciò, è stato tutto una corsa e come al solito, quando sono arrivato lì, il responsabile non c’era… per cui mi sono affannato per niente…

Appena sono arrivato la prima cosa che mi ha colpito è stata il numero delle persone presenti, sicuramente più di una decina e contrariamente a quello che pensavo, c’erano anche delle ragazze giovani, una coppia di coetani e qualche signora.

Quando è arrivato il presidente, un ragazzo giovane, alto e con la coda, ci siamo resi conto che la saletta dove avremmo dovuto ascoltare il suo intervento era troppo piccola per cui ci siamo dovuti spostare nella vicina C.I.S.L. in una sala riunioni più grande.

Il clima era disteso anche se tutti sembravamo degli “aspiranti volontari“, come se invece di andare a conoscere qualcosa fossimo lì per essere sottoposti ad un quiz…

Dopo aver risolto la questione della capienza della sala, Francesco, il presidente ha iniziato un rapido ma esaustivo racconto della storia dell’associazione Helios e delle sue passate ed attuali attività. Mi è sembrata una storia interessante, coinvolgente e mi è dispiaciuto sapere che da qualche tempo l’associazione non naviga in buone acque, almeno per quanta riguarda l’aspetto finanziario.

L’impressione è stata che tutti fossimo lì quasi esclusivamente per il progetto c.d. “lettura“, ovvero quello finalizzato alla biblioteca del Meyer ma Francesco ha sottolineato più volte la necessità per la Helios di reperire volontari anche per le altre attività che altrimenti rischiano di non essere più garantite, come le attività del sabato o l’assistenza domiciliare.

In quell’occasione mi sono reso conto di come da fuori si diano per scontate alcune cose che invece per il loro svolgimento necessitano del sacrificio di tante persone. A volte vediamo ambulanze che sfrecciano alla cui guida ci sono impiegati, professionisti che invece di stare a casa tentano di salvare vite umane, a volte vediamo persone che portano in giro dei disabili con tutte le difficoltà del caso e magari non sono nè parenti nè amici, magari sono semplici volontari che stanno sacrificando del loro tempo per il bene di altri.

In quell’occasione mi sono reso conto che trovare del tempo per gli altri è davvero necessario per tanti e validi motivi e sono contento di essermi finalmente deciso a fare questo passo. Il prossimo appuntamento è fissato per domani, 23 settembre, alle ore 17:00 presso la ludoteca del Meyer.

Volontariato al Meyer

15 Settembre 2008 Tiziano 3 commenti

In un precedente post (leggi qui) avevo scritto della mia voglia di fare il volontario da qualche parte e del fatto che l’occasione mi si era presentata frequentando la biblioteca di Campi Bisenzio; qui, infatti, avevo letto di un corso finalizzato alla preparazione di volontari addetti alla gestione della futura biblioteca dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

Finalmente oggi mi è arrivata la e-mail dell’associazione Helios che si occupa dell’organizzazione della cosa. Il 23 ottobre si parte per un ciclo di 3 incontri che saranno appunto finalizzati alla preparazione di noi volontari. Ecco il programma:

Un libro in pediatria, leggere per sentirsi sollevati
Il nuovo servizio di biblioteca del Meyer

Programma corsi

Il corso si terrà presso l’aula formazione al primo piano dell’Ospedale Meyer in Viale Pieraccini 24 dalle ore 17 alle ore 19:

23 settembre

Grande svolta, grandi libri e lettori grandi

Storia, generi, filoni e capolavori della narrativa per ragazze e ragazzi tra i 9 e i 14 anni
Docenti: Antonella Lamberti e Selene Ballerini, bibliotecarie della Biblioteca di Villa Montalvo e documentaliste di LiBeR Database

1 ottobre

Libri maturi per acerbi lettori

Dal libro oggetto ai racconti illustrati offerte editoriali e proposte adatte a bambini e bambine fra gli 0 e gli 8 anni
Docenti: Antonella Lamberti e Selene Ballerini, bibliotecarie della Biblioteca di Villa Montalvo e documentaliste di LiBeR Database

23 ottobre

La lettura che… ti cura

Agitarsi prima dell’uso: strategie per leggere e per far leggere
Non è una puntura, ma punge. Non è una benda, ma lega. Non è una medicina, ma cura. La lettura, insomma, può far bene. Perché lo faccia per davvero, bisogna saperla adoperare: conoscere le dosi, sapere quando somministrarla e come. In un incontro senza ricette discuteremo di lettura e di lettori, di libri e di strumenti e metodi per far leggere: quali libri, come leggerli, raccontarli, presentarli.
Docente: Eros Miari, esperto di promozione della lettura

Io sono molto ansioso di cominciare questa nuova avventura per diverse ragioni: la prima è che nonostante tutto proceda bene a casa inizio a sentire il bisogno di avere un pò di spazio “tutto mio“, un’attività diciamo esclusiva in cui rigenerarmi e in cui trovare stimoli nuovi; la seconda è che ho sempre lodato chi aveva e ha trovato il tempo di dedicarsi un pò agli altri ma a mia volta non ho mai trovato prima d’ora il coraggio e la voglia di fare altrettanto; la terza è che semplicemente adoro i bambini ed i libri e questa forma di volontariato unisce proprio queste 2 “passioni” ed infine perché io da piccolo sono stato “ospite” del vecchio Meyer e ancora ricordo quei giorni non proprio “felici“. Penso quindi che riuscire a portare un pò di sollievo a quei bambini che per diverse ragioni sono ricoverati in ospedale sia un bel gesto, un gesto che mi sarebbe piaciuto ricevere anche a me all’epoca…

E’ ovvio che alcune cose mi spaventano anche, una su tutte la paura, una volta lì dentro, di trovarmi faccia a faccia con realtà e con storie di cui non sò se riuscirò a sostenere il peso… parliamo sempre di un ospedale pediatrico per cui c’è la possibilità, purtroppo, di imbattersi in situazioni anche più gravi di un taglio sul sopracciglio o di una contusione… vedremo… per adesso non ci penso anche perchè a certe cose è davvero impossibile prepararsi.