Io sono l’eletto
Giusto per dare un senso all’ultimo post vi riporto un articolo che avevo pubblicato “altrove”…
Non fatevi strane idee.
Lunedì si è tenuta la seconda assemblea di classe del Principino. Tema del giorno le elezioni dei rappresentanti di classe di ogni singola sezione, fare il punto della situazione ad un mese dall’avvio dell’anno scolastico e poi i colloqui privati per i genitori dei bambini al primo anno.
Matteo, pur essendo al suo secondo anno di materna, è, di fatto, nuovo in quell’istituto e in quella classe ed è per questo che le maestre hanno ritenuto, giustamente, di parlarci direttamente per conoscerci meglio e per verificare insieme come vanno le cose.
Quando abbiamo cominciato la riunione generale ho dato uno sguardo in giro e purtroppo ho constatato l’assenza di più della metà dei genitori. Possibile, mi chiedo io, che una mamma o un babbo (non dico entrambi come noi che forse siamo dei privilegiati ad avere così tanto tempo libero e dei nonni vicini e disponibili) non abbiano trovato un’ora un qualunque lunedì per andare alla scuola del proprio figlio/a a sentire come vanno le cose, se ci sono dei problemi o comunque ad eleggere colui o colei che poi per tutto l’anno sarà il ponte fra la scuola e loro?
Io penso che davvero pochi degli assenti avranno avuto delle valide giustificazioni, degli impedimenti davvero degni di questo nome. Per il resto, e questa è una mia personalissima opinione, credo che molti se ne siano semplicemente fregati. Hanno ritenuto con superficialità che fosse una cosa di cui se ne poteva fare a meno e questo è sintomatico. Sintomatico del fatto che la scuola dell’infanzia venga vista, nonostante l’importanza che ha per la delicata età che hanno i bambini che la frequentano, come una specie di semplice “parcheggio“, un luogo dove i nostri figli vengono “abbandonati” rispetto alle nostre cure per 8 ore al giorno, 5 giorni su 7.
E invece non è così. Non ho le competenze per parlare dell’importanza della scuola dell’infanzia, per parlare di psicologia infantile, di autostima e quant’altro ma sicuramente so che quel luogo e quelle persone dove mio figlio passa molto, moltissimo tempo non possono essere viste solo così. A loro è affidato un compito importante e delicato e la scelta della scuola dovrebbe essere un passaggio ben ponderato.
Ovviamente partendo da un presupposto così le riunioni e le altre incombenze scolastiche diventano inutili o quasi; il ragionamento è questo: se succede qualcosa di grave me lo faranno sapere altrimenti vuol dire che va tutto bene e avanti così fino all’estate prossima (quando, aggiungo io, il parcheggio chiude e ahiloro bisogna pensare tutto il giorno ai pargoli…).
Comunque, tornando alla riunione, la situazione che è emersa non è confortante. La classe del Principino è purtroppo l’unica fortemente mista: nel plesso ci sono 4 sezioni, di cui 2 omogenee, (bambini della stessa età), 2 disomogenee, di cui una con bambini di 4 e 5 anni e quella del Principino dove su 24 bambini ce ne sono circa la metà sui 4 anni, 5 di 5 anni e il resto di anni 3. Questa eterogeneità è fonte di problemi perchè ovviamente le attività dovrebbero essere diversificate ma vista la scarsa (o scarsissima) compresenza delle due insegnanti questo è pressochè impossibile. Se poi ci mettiamo anche il fatto che su 24 bambini 13 sono di nazionalità estera e che molti di questi parlano poco o niente l’Italiano si comprende quali difficoltà incontrino le maestre nell’affrontare o meglio nel tentare di svolgere qualsivoglia attività. Perchè il punto dolente è questo: le attività messe in programma non sono ancora partite per diversi problemi tra cui quelli sopra elencati e non ultimo il fatto che l’intera classe sembra refrattaria a seguire delle regole… anzi le regole.
Intendo quelle basilari, del tipo: si mangia stando seduti, si inizia un’attività tutti insieme e la si finisce, si rimettono i giochi a posto, si ascolta la maestra… insomma regole semplici eppure sembra di difficile applicazione, sembra che tutti i loro sforzi siano concentrati sul farsi “rispettare” e sul cercare di tenere i bambini concentrati almeno un minimo su un’attività alla volta. Spero che le cose cambino in fretta perchè vorrei che il Principino iniziasse ad imparare qualcosa e soprattutto a divertirsi nell’andare a scuola… vedremo…
Come dicevo l’occasione era anche quella di eleggere il rappresentante di classe. La simpatica ragazza dell’anno prima ha declinato l’invito ad essere rieletta per sopraggiunti motivi di lavoro e così nella classe è piombato il classico “gelo” con la gente che si guardava i piedi, o fuori o che fischiettava. Insomma nessuno si è fatto avanti ed io che invece smaniavo già dall’anno scorso di essere finalmente parte attiva nel percorso scolastico del Principino alla fine ho guardato Santa S. negli occhi e dopo aver avuto la sua benedizione mi sono candidato.
Ovviamente non essendoci alternative sono stato eletto con scrutinio super segreto e super veloce.
Adesso spero davvero di fare qualcosa di concreto partendo, innanzitutto, dal coinvolgere maggiormente tutti i genitori specialmente quelli dei bambini stranieri che non devono essere dei fantasmi ma attivi partecipanti della vita della scuola per integrarsi maggiormente, come fanno i loro figli frequentandola. Non mi illudo di cambiare chissà che cosa ma alla fine la scuola, la classe non è nient’altro che una piccola comunità, dove ognuno di noi può dare il suo prezioso contributo.
C’è tempo, lo so ma non voglio fare la fine dell’anno scorso… e di quello prima!




Le vs. opinioni