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Archivio per la categoria ‘Educazione’

Io sono l’eletto

20 Novembre 2009 Tiziano Lascia un commento

Giusto per dare un senso all’ultimo post vi riporto un articolo che avevo pubblicato “altrove”…

Non fatevi strane idee.

Lunedì si è tenuta la seconda assemblea di classe del Principino. Tema del giorno le elezioni dei rappresentanti di classe di ogni singola sezione, fare il punto della situazione ad un mese dall’avvio dell’anno scolastico e poi i colloqui privati per i genitori dei bambini al primo anno.

Matteo, pur essendo al suo secondo anno di materna, è, di fatto, nuovo in quell’istituto e in quella classe ed è per questo che le maestre hanno ritenuto, giustamente, di parlarci direttamente per conoscerci meglio e per verificare insieme come vanno le cose.

Quando abbiamo cominciato la riunione generale ho dato uno sguardo in giro e purtroppo ho constatato l’assenza di più della metà dei genitori. Possibile, mi chiedo io, che una mamma o un babbo (non dico entrambi come noi che forse siamo dei privilegiati ad avere così tanto tempo libero e dei nonni vicini e disponibili) non abbiano trovato un’ora un qualunque lunedì per andare alla scuola del proprio figlio/a a sentire come vanno le cose, se ci sono dei problemi o comunque ad eleggere colui o colei che poi per tutto l’anno sarà il ponte fra la scuola e loro?

Io penso che davvero pochi degli assenti avranno avuto delle valide giustificazioni, degli impedimenti davvero degni di questo nome. Per il resto, e questa è una mia personalissima opinione, credo che molti se ne siano semplicemente fregati. Hanno ritenuto con superficialità che fosse una cosa di cui se ne poteva fare a meno e questo è sintomatico. Sintomatico del fatto che la scuola dell’infanzia venga vista, nonostante l’importanza che ha per la delicata età che hanno i bambini che la frequentano, come una specie di semplice “parcheggio“, un luogo dove i nostri figli vengono “abbandonati” rispetto alle nostre cure per 8 ore al giorno, 5 giorni su 7.

E invece non è così. Non ho le competenze per parlare dell’importanza della scuola dell’infanzia, per parlare di psicologia infantile, di autostima e quant’altro ma sicuramente so che quel luogo e quelle persone dove mio figlio passa  molto, moltissimo tempo non possono essere viste solo così. A loro è affidato un compito importante e delicato e la scelta della scuola dovrebbe essere un passaggio ben ponderato.

Ovviamente partendo da un presupposto così le riunioni e le altre incombenze scolastiche diventano inutili o quasi; il ragionamento è questo: se succede qualcosa di grave me lo faranno sapere altrimenti vuol dire che va tutto bene e avanti così fino all’estate prossima (quando, aggiungo io, il parcheggio chiude e ahiloro bisogna pensare tutto il giorno ai pargoli…).

Comunque, tornando alla riunione, la situazione che è emersa non è confortante. La classe del Principino è purtroppo l’unica fortemente mista: nel plesso ci sono 4 sezioni, di cui 2 omogenee, (bambini della stessa età), 2 disomogenee, di cui una con bambini di 4 e 5 anni e quella del Principino dove su 24 bambini ce ne sono circa la metà sui 4 anni, 5 di 5 anni e il resto di anni 3. Questa eterogeneità è fonte di problemi perchè ovviamente le attività dovrebbero essere diversificate ma vista la scarsa (o scarsissima) compresenza delle due insegnanti questo è pressochè impossibile. Se poi ci mettiamo anche il fatto che su 24 bambini 13 sono di nazionalità estera e che molti di questi parlano poco o niente l’Italiano si comprende quali difficoltà incontrino le maestre nell’affrontare o meglio nel tentare di svolgere qualsivoglia attività. Perchè il punto dolente è questo: le attività messe in programma non sono ancora partite per diversi problemi tra cui quelli sopra elencati e non ultimo il fatto che l’intera classe sembra refrattaria a seguire delle regole… anzi le regole.

Intendo quelle basilari, del tipo: si mangia stando seduti, si inizia un’attività tutti insieme e la si finisce, si rimettono i giochi a posto, si ascolta la maestra… insomma regole semplici eppure sembra di difficile applicazione, sembra che tutti i loro sforzi siano concentrati sul farsi “rispettare” e sul cercare di tenere i bambini concentrati almeno un minimo su un’attività alla volta. Spero che le cose cambino in fretta perchè vorrei che il Principino iniziasse ad imparare qualcosa e soprattutto a divertirsi nell’andare a scuola… vedremo…

Come dicevo l’occasione era anche quella di eleggere il rappresentante di classe. La simpatica ragazza dell’anno prima ha declinato l’invito ad essere rieletta per sopraggiunti motivi di lavoro e così nella classe è piombato il classico “gelo” con la gente che si guardava i piedi, o fuori o che fischiettava. Insomma nessuno si è fatto avanti ed io che invece smaniavo già dall’anno scorso di essere finalmente parte attiva nel percorso scolastico del Principino alla fine ho guardato Santa S. negli occhi e dopo aver avuto la sua benedizione mi sono candidato.

Ovviamente non essendoci alternative sono stato eletto con scrutinio super segreto e super veloce.

Adesso spero davvero di fare qualcosa di concreto partendo, innanzitutto, dal coinvolgere maggiormente tutti i genitori  specialmente quelli dei bambini stranieri che non devono essere dei fantasmi ma attivi partecipanti della vita della scuola per integrarsi maggiormente, come fanno i loro figli frequentandola. Non mi illudo di cambiare chissà che cosa ma alla fine la scuola, la classe non è nient’altro che una piccola comunità, dove ognuno di noi può dare il suo prezioso contributo.

Il mio primo consiglio di classe

18 Novembre 2009 Tiziano 3 commenti

Lunedì scorso ho partecipato al mio primo consiglio di classe.

Sulle pagine di questo blog non ho riportato l’esperienza della mia “elezione” (ero l’unico candidato!) perchè ne avevo parlato dov’ero scappato ma mi riprometto di trascriverla a breve.

Di fatto lunedì c’è stato il mio primo impegno ufficiale e vi confesso che ho preso la cosa molto seriamente. Sono arrivato con il solito “netto anticipo Canneori” (20 minuti prima!?!?) e nell’attesa ho controllato più volte di avere con me il taccuino e la penna!!! Mi era stato accennato che c’erano da prendere appunti per poi informare i genitori e non volevo assolutamente perdere neanche una virgola.

Fortunatamente tutti, maestre e rappresentanti, mi sono sembrati partecipi, attenti; non ho visto facce svogliate e questo mi è sembrato almeno un buon inizio. Sono consapevole che per le maestre al termine di una giornata con 20/25 bambini non dev’essere semplice spendere altre 2 ore per confrontarsi con i genitori e lo stesso vale forse per i rappresentanti che magari arrivano dopo 8 ore di ufficio e una buona dose di traffico! Comunque mi è sembrato che tutti avessimo gli stessi buoni propositi, ovvero quello di rendere sempre più proficua, piacevole e costruttiva l’esperienza della scuola per i nostri bambini.

Tra i tanti argomenti che sono venuti fuori ce ne sono stati un paio particolarmente sentiti: gli atteggiamenti violenti di alcuni bambini e la difficoltà per le maestre di portare avanti una certa didattica vista la presenza di molti bambini stranieri.

Purtroppo è stato sottolineato come tanti bambini, specialmente maschi, continuino, pur essendo molti di loro al secondo o terzo anno, ad essere violenti e aggressivi con gli altri. Questi bambini tendono a concentrarsi in gruppi e non riescono a fare altre attività se non litigare con spintoni e botte. Non riescono ad instaurare un legame che non comporti una certa “fisicità” nè a fare dei giochi insieme. Se uniamo a questa tendenza anche il fatto che spesso le maestre sono da sole visto il drastico calo delle compresenze si capisce benissimo in quale clima queste devono lavorare. Purtroppo è un comportamento diffuso; in certe sezioni più esasperato che in altre ma soprattutto nelle classi eterogenee (presenza di bambini con età diverse) è stato notato un generale scarso rispetto delle regole.

C’è poi la questione dei bambini stranieri. In classe di Matteo ce ne sono 13 su 24, ovvero più del 50% mentre nelle altre classi la concentrazione è un pò minore. Il problema è che tanti di questi bambini non parlano l’Italiano nè lo comprendono. E questo cosa comporta? Che certe piccole attività diventano di difficile attuazione, come leggere le favole o spiegare le regole di un gioco. Allora capita che i bambini non sentendosi partecipi si allontanano iniziando autonomamente delle attività e questo porta instabilità nella classe e le maestre devono compiere uno sforzo maggiore per tentare di ricoinvolgere tutti.

Per quanto riguarda il primo problema, ovvero la violenza e il diffuso scarso rispetto delle regole non ho difficoltà ad immaginare che la questione non sta a scuola, ovvero che il problema dell’ingestibilità dei bambini un pò troppo irrequieti non sia da ricondurre alle maestre e al solo ambiente scolastico ma soprattutto ad una scarsa collaborazione dei genitori che spesso, troppo spesso, prendono sotto gamba l’importanza della scuola dell’infanzia, riducendola a mero parcheggio per i propri figli in vista dell’inizio della scuola “vera“.

Se i primi a non ascoltare ciò che dicono le maestre sono i genitori come possiamo sperare che certe regole le rispettino i bambini? Se un bambino si comporta male e la maestra lo riferisce alla mamma (solo per fare un esempio) e questa invece di punirlo o sgridarlo lo premia portandolo al parco o gli da una bella merendina  lo sforzo della maestra sarà stato del tutto inutile. Il genitore in quel momento avrà vanificato lo sforzo dell’insegnante, avrà sminuito la sua autorità davanti agli occhi del bambino. Purtroppo questo accade sempre più sovente perchè è diventato inaccettabile essere criticati, non si tollera che il proprio figlio venga ripreso, non si tollera che i comportamenti del proprio figlio vengano associati ad una scarsa o pessima educazione. L’equazione è: se mio figlio si comporta male vuol dire che l’ho educato male, se mio figlio è cattivo o violento lo sono anch’io, se mio figlio è un pessimo elemento lo sono anch’io. In realtà questo è parzialmente vero. E vero che molto dipende da noi genitori, che molto dipende da ciò che vive il bambino a casa ma ci sono anche altre variabili da tenere in considerazione e soprattutto bisogna capire che se c’è qualcosa che non va questo non vuol dire essere messi alla gogna.

Vuol dire prendere consapevolezza che effettivamente qualche errore è stato fatto e iniziare, genitori e figli, a rimediarvi; tutto qua. Fare come gli struzzi, nascondendo la testa sotto la sabbia e ridimensionare sempre tutto come se fossero episodi sporadici o fare una scrollata di spalle e dire “…purtroppo questo è il suo carattere…” non aiuta nessuno, nè il bambino in futuro, nè il nostro rapporto con lui, nè la scuola.

Per quanto riguarda il discorso dei bambini stranieri io sono felice che ci siano perchè ritengo sinceramente che l’integrazione, così tanto strombazzata, o avviene a scuola, da piccoli, da piccolissimi o diventa sempre più difficile. Se un bambino di 3 anni impara l’Italiano o almeno qualcosina è facile che lo trasmetta ai genitori, diventando lui, il più piccolo, una sorta di grimaldello, qualcosa con cui forzare certi isolamenti in cui le comunità di stranieri spesso si immergono. E’ attraverso di loro, dal basso oserei dire, che si possono cambiare certi atteggiamenti, smussare certe ostilità. Per Matteo, che il suo compagno abbia gli occhi più o meno a mandorla non interessa, l’importante è che giochi con lui, che gli sorrida, che si divertano insieme. Spesso non si chiamano per nome, non fa differenza se si chiama Xiang o Mohamed il bambino al suo fianco, l’importante è ciò che fanno insieme, ciò che condividono, perchè in fondo sono “solo” bambini, nè gialli, nè neri e di tutti gli stupidi pregiudizi che abbiamo noi adulti e questa stupida società semplicemente se ne fregano.

Il vero problema sono le risorse, perchè affrontare l’integrazione non è facile, ci vuole tempo, ci vogliono insegnanti preparate, ci vuole materiale adatto. La scuola invece sembra essere carente in tutto questo. Le ore vengono tagliate, la compresenza è sempre più scarsa e di materiale neanche l’ombra. Non si può sempre contare sul buon cuore e sulla capacità di improvvisare del personale che lavora. Ci vogliono investimenti e non parlo di milioni di euro, ci vuole solo più attenzione perchè spetta allo Stato fare il primo passo, mettere genitori e bambini stranieri nella condizione di potersi sentire “a casa“, senza ulteriori attriti, senza inasprimento delle differenze culturali. Si parla di integrazione, di politiche sociali, ma basterebbe davvero poco per far andare le cose meglio di così.

Fate le differenze non fate le preferenze

15 Novembre 2009 Tiziano Lascia un commento

Post ripescato da quella piccola landa dov’ero migrato in gran fretta e in gran segreto.

Il titolo è l’ultimo “illuminante” insegnamento delle tate di La7.

Ormai l’appuntamento della domenica con le tre agguerrite educatrici è diventato un must… un pò per confrontarsi con altre realtà familiari, un pò per rincuorarsi vedendo che c’è chi sta peggio e un pò perchè davvero non si finisce mai di imparare… soprattutto nel mestiere più difficile del mondo.

Nella puntata odierna tata Francesca ha detto proprio la frase riportata nel titolo a dei genitori siciliani in difficoltà con i loro tre figli; una frase che mi ha riportato indietro nel tempo, esattamente a venerdì, ora di pranzo.

Ero a casa, complice una visita dal pediatra fissata per le 11 per il Principino.

Con l’aiuto di mamma in partenza per la terra natia per la raccolta delle olive, alle 12:30 io, il Principino e la Peste Peppina siamo seduti tutti e tre a tavola intenti a mangiare. C’è un’ottima atmosfera. Sono sereni. Loro sono allegri. Niente giocattoli sulla tavola, nè libri. Noi tre e basta. Si parla, si ride, scherziamo a vicenda. Nel vederli così vicini, da solo, ho avuto modo di ammirarli e immancabilmente di confrontarli.

Il Principino è loquace ma il suo piatto “piange“, tra un parola e l’altra si scorda letteralmente di mangiare, si guarda intorno, sogna, io credo, potrebbe rincorrere delle farfalle anche su un’autostrada tanto i suoi pensieri lo rapiscono.

La Peste Peppina invece è concretezza allo stato puro. Faccio per imboccarla ma lei mi fulmina con lo sguardo come Re Leonida nel film “300” e poi mi dice “…da sola” levandomi il cucchiaino di mano!!! Balla nel seggiolone, ma appena deglutisce non perde nemmeno un minuto per prendere un altro boccone. Ride ma se nel suo raggio visivo passa una qualsiasi pietanza si concentra come un puntatore laser e non c’è verso di non dargliela.

Ecco le loro differenze, solo per citarne alcune. Stargli vicino e starci da solo è un’occasione meravigliosa, un punto di vista davvero privilegiato. Nessun aiuto ma neanche nessun disturbo, si fatica ma ciò che se ne trae è prezioso, preziosissimo. Si comprende anche se dentro di noi alberga davvero una classifica, se, anche inconsapevolmente, in noi si è creata una simpatia speciale, un’inclinazione, diciamo così…

Io, nel caso specifico, mi avvalgo della facoltà di non rispondere.

Non posso dire sinceramente se sono “imparziale” anche perchè la loro differenza di età mi porta ad avere comportamenti diversi, magari più tolleranti con la Peste Peppina e più rigidi con il Principino. Comunque capire che sono “diversi” è già qualcosa, io credo. Non pensare che siano semplicemente due bambini nati nella stessa famiglia e perciò uguali è un buon punto di partenza.

Stasera ho avuto anche la conferma di una mia idea: il numero ideale di figli, secondo me, è 2. Un figlio solo, unico, rischia di avere troppo, anche tutto ciò che è negativo e tre, come spesso si vede nelle puntate delle tate, sono davvero troppi per genitori che spesso lavorano entrambi. Ci tengo a sottolineare che è assolutamente un’idea personale, niente di assoluto ma più passa il tempo più mi convinco di questa idea: due figli rapprensentano un equilibrio, specialmente se di sesso diverso.

I bambini imparano ciò che vivono

12 Novembre 2009 Tiziano Lascia un commento

Le ho lette nello studio del pediatra di Matteo e Cecilia.

Tutte insieme compongono un piccolo poster che ha come sfondo un tenero orsetto.

Non gli avevo mai dedicato tanta importanza ma l’altro giorno ci sono passato proprio davanti e mi sono messo a leggere. Alla fine ci sono rimasto inchiodato per parecchi minuti e per la paura di dimenticarle ho fatto pure una foto con il cellulare!

Sono piccole e semplici frasi ma mi hanno come folgorato. Certe volte le sento lontane, mi sento lontano da certi insegnamenti e vorrei invece imprimermele a fuoco nella testa e nel cuore per non farle sfuggire più…

Eccole:

Se il bambino viene criticato impara a condannare.

Se vive nell’ostilità impara ad aggredire.

Se vive deriso impara la timidezza.

Se vive vergognandosi impara a sentirsi colpevole.

Se vive trattato con tolleranza impara ad essere Paziente

Se vive nell’incoraggiamento impara la Fiducia

Se vive nell’approvazione impara ad apprezzare

Se vive nella lealtà impara la Giustizia

Se vive con sicurezza impara ad avere Fede

Se vive volendosi bene impara a trovare AMORE ed AMICIZIA nel mondo.

Non credo ci sia da aggiungere altro. Spero di imparare, una volta per tutte, a metterle in pratica.

La scuola è ricominciata anche qui…

22 Settembre 2009 Tiziano Lascia un commento

Ammetto di essere come al solito in ritardo sull’argomento ma stavolta ho volutamente atteso prima di dire la mia…

E’ cominciata la scuola lunedì scorso e  nella blogosfera “genitoriale” hanno fatto la comparsa tanti articoli… chi ha parlato del “distacco“, chi della riforma e delle sue implicazioni, chi ha tirato un sospiro di sollievo, eccetera, eccetera…

In fondo per noi genitori/pseudo scrittori l’inizio della scuola, che sia il primo anno o meno, è comunque un “evento” rilevante, non ignorabile, un momento per riflettere, un momento in cui la vita cambia o ritorna a quel ritmo che il lungo periodo estivo ha interrotto.

E’ un evento di cui si “deve” parlare, in un modo o nell’altro.

Per la C.F. è stato davvero un evento nell’evento. Matteo ha cambiato scuola, passando da un istituto privato alla scuola pubblica, cambiando zona, cambiando compagni e lasciando alcuni amici… per ciò questo inizio era ancor più carico del solito di emozioni, di piccole e grandi paure… in fondo temevamo un pò come l’avrebbe presa, di come e se si sarebbe adattato, passando da un ambiente un pò “ovattato” e “flessibile” come quello di un istituto privato gestito da suore a quello sicuramente più “reale” e “rigido” di una scuola dell’infanzia pubblica.

Sinceramente siamo contenti e felici di come questa prima settimana è passata. Matteo non ha avuto alcuna difficoltà. Niente pianti, nessuna bizza. Già il primo giorno si è messo a giocare sereno e tranquillo e ha socializzato con gli altri bambini. Racconta, è vero, poco di quello che fa, come l’anno scorso, ma rispetto a prima adesso quando è ora di partire sembra avere una certa “fretta” di arrivare, vuole indossare il suo zaino, il suo grembiule e quando entra a scuola guai se non mette da solo il buono mensa nella casettina!

Insomma si vede che l’ambiente gli piace e si sente a suo agio e le maestre (che ci hanno fatto un’ottima impressione) dicono che è solare e tranquillo, confermando le nostre impressioni.

Ho aspetto a scrivere perchè ieri si è tenuta la prima riunione di classe e volevo vedere come si sarebbe svolta e cosa si sarebbe detto. La riunione, tenutasi senza bambini o quasi, è stata  interessante. Ci sono tanti progetti e ma purtroppo pochi soldi. La riforma della Gelmini ha irrigidito molto certe procedure cosa che alcuni genitori non hanno gradito come l’impossibilità di far uscire i bambini subito dopo pranzo o la necessità assoluta di presentare il certificato medico al rientro da una malattia, pena il ritorno a casa del pargolo.

Io, personalmente, non ho trovato queste novità così “assurde” o stringenti mentre mi ha colpito la mancanza dei fondi. In  pratica i bambini seguiranno un progetto solo durante l’anno e questo perchè non ci sono abbastanza fondi per fargliene fare altri ed in più dobbiamo acquistare diverso materiale noi genitori (pennarelli, album, ecc…) perchè la cancelleria che passa l’istituto dura si e no un mese…

Per carità, non credo veramente che due scatole di pennarelli mandaranno in fallimento qualche famiglia ma la richiesta, seppur non obbligatoria, da il senso di come sia messa la scuola Italiana. E’ vero che la scuola dell’infanzia non è una scuola dell’obbligo ma sfido chiunque a non riconoscerne il valore, la bontà… sarebbe pensabile, oggi, per qualcuno tenere un bambino a casa fino ai 6 anni? No, io non credo. Stare con gli altri bambini è per loro fondamentale, anche se a casa c’è mamma o i nonni… chi può sostituire un brava maestra? Chi ha a disposizione locali adatti a farli cucinare, imbrattare con le tempere o sa fare la pasta di sale?

Io credo pochi o nessuno. E’ per questo che mi arrabbio sapendo che chi ha il potere decisionale, chi ha in mano i soldi pubblici non investe adeguatamente sulla scuola, di qualsiasi livello.

Detto questo mi piaceva spendere due parole su quello che ho trovato io, per me, alla scuola nuova di Matteo. Sicuramente più partecipazione che nell’altra, genitori più curiosi e delle maestre, parlo globalmente molto “prese“, “calate” nel loro ruolo, delle vere insegnanti… sentir parlare di progetti di motoria, di musica, di manipolazione o di eventi come i mercatini di Natale, eccetera, mi ha davvero rallegrato.

Non farò, come volevo, il rappresentante di classe perchè mi sono reso conto che non ce la faccio a mettere tutto insieme… incomincio a perdere colpi e non vorrei mai commettere degli errori… è bene che chi si prende questa responsabilità abbia il giusto tempo da dedicargli (e poi la rappresentante in carica dall’anno scorso, oltre che simpatica sembra anche in gamba, per ciò…). Ho notato che, come al solito, c’erano pochi padri ma voglio dare la colpa al fatto che i bambini non potevano intervenire e che qualcuno, giocoforza, doveva rimanere con loro :-)

Insomma il treno è partito e sia noi che Matteo siamo felici; il salto è stato fatto e per adesso tutto fila come speravamo…

…l’unico neo è che abbiamo comprato a Matteo uno splendido zaino rosso “grande, grande” per metterci tutte le stoviglie e altre cose e poi abbiamo scoperto che per quanto riguarda la mensa passa tutto la scuola, piatti, posate, bavaglini… e ora che ci mettiamo dentro? Solo il buono mensa?!?!

Questo post partecipa al
blogstorming

Puliamo il mondo 2009

18 Settembre 2009 Tiziano Lascia un commento

logo puliamo il mondoC’è tempo, lo so ma non voglio fare la fine dell’anno scorso… e di quello prima!

Allora, nei giorni 25/26 e 27 settembre p.v. si terrà, praticamente in tutta Italia, la 16^ edizione di Puliamo il mondo, di cui vi invito a visitare il sito.

L’iniziativa è nota a tutti; in quei giorni migliaia (magari milioni!) di volontari indosseranno le classiche casacchine gialle e armati di scope, sacchi neri e altri attrezzi provvederanno a pulire vaste aree urbane, individuate dalle istituzioni che hanno aderito alla campagna.

Ovviamente è impensabile sperare che si possa, in soli 3 giorni, ripulire Milano, Firenze o anche città molto più piccole, però ci si può concentrare sull’argine di un fiume, su una stazione, su un giardino pubblico, insomma, su obiettivi più piccoli.

Purtroppo in passato non ho partecipato a questa bella iniziativa  ma quest’anno spero di avere la possibilità di andarci davvero coinvolgendo ovviamente Matteo che credo cominci ad avere l’età per avvicinarsi a certi temi quali il rispetto dell’ambiente, la necessità di fare la raccolta differenziata e così via. Insomma: sensibilizziamoli!

Per lui sicuramente sarà un momento di gioco, di fare “il grande“, un misto tra il giardiniere e l’operatore ecologico! Per i campigiani all’ascolto fatemi sapere se qualcuno vuol venire… magari si fa gruppo e ci si diverte di più!

 

Matteowatching in campeggio

16 Settembre 2009 Tiziano Lascia un commento

Questo articolo, per gran parte, l’ho scritto in campeggio durante il nostro soggiorno in roulotte a Marina di Massa… non l’avevo mai finito e da allora è sempre rimasto lì tra le bozze, come in attesa di essere compiuto… L’ho riletto oggi e con un piccolo ritocchino ho deciso di pubblicarlo…

“”"La vita in campeggio con 2 bambini piccoli non è una passeggiata.

Forse col tempo e apportando alcuni cambiamenti alla nostra “casina” le cose miglioreranno ma per adesso il nostro “soggiorno” tutto è tranne riposante… Certo, i bambini stanno benissimo e questa è (quasi) l’unica cosa che conta: tutto il giorno sempre all’aria aperta, scalzi, liberi, spensierati… Noi ovviamente in tutto questo siamo “leggermente” in “perenne” affanno ma cosa non si fa per regalargli almeno una volta all’anno un lungo periodo di mare…

Devo però ammettere che la vita in campeggio, oltre al benessere dei bambini, permette, vista la forzata “convivenza” (in certi casi davvero ravvicinata!), di testare sè stessi, di osservare comportamenti altrui che fanno riflettere e di imparare comunque qualcosa. Questo aspetto non è da sottovalutare e personalmente, come ho già detto altre volte, trovo la vita in campeggio generalmente educativa, sicuramente più di altri tipi di vacanze.

La cosa che in questi giorni mi ha assorbito di più è stato osservare Matteo in compagnia di alcuni suoi nuovi amici. Tra di loro ci sono bambini molto diversi: più grandi, più piccoli, qualcuno più “agitato” e altri molto tranquilli… Durante l’anno mentre è alla materna è praticamente impossibile osservarlo mentre si relaziona con gli altri e quando è a casa spesso è “inquadrato” in contesti definiti e conosciuti come il parco, il giardino sotto casa o la casa dei nonni.

Qui invece è tutto relativamente nuovo e anche i nuovi compagni lo sono, per cui vederlo “all’opera” è davvero illuminante, per capire soprattutto se ci sono comportamenti degni di future attenzioni.

Sinceramente all’inizio mi ero un pò scoraggiato perchè Matteo sembrava un pò troppo esuberante visto l’ambiente: si infilava continuamente nelle piazzole degli altri, prendeva i giochi senza chiedere il permesso e in generale era diventato ingestibile, soprattutto riguardo ad alcune incombenze come mangiare o lavarsi.

Matteo, paragonato ad alcuni suoi nuovi compagni, sembrava un pò il Giamburrasca della compagnia, sempre pronto (ed il primo!) a correre da una parte all’altra senza darci ascolto, sempre pronto a gridare e a mettere a soqquadro tutto e tutti…

Ma col tempo abbiamo capito che la sua era solo una specie di grande euforia iniziale… passata quella (e dopo che ho perso la voce nello sgridarlo!!!) è tornato quasi alla normalità…

Nell’osservarlo abbiamo capito che nostro figlio è un bambino che cerca costantemente l’incontro con gli altri, adulti o coetanei che siano. La cosa che più lo sconforta è l’indifferenza, non ama starsene da solo e non capisce quando gli altri si isolano o non vogliono giocare con lui. Non rifiuta mai nessuno, accoglie a sè tutti e vorrebbe giocare contemporaneamente con 2/3/10 amici. Sembra non portare rancore e anche se gli viene fatto un dispetto torna sempre da chi ritiene un compagno di giochi…

Ho davvero apprezzato questo lato del suo carattere perchè è così che speravo Matteo crescesse: aperto agli altri, solare, altruista… magari in futuro questo suo carattere cambierà o gli creerà dei problemi ma non importa. Quello che conta è l’approccio che ha con gli altri, con la vita. Non di chiusura, non di egoismo ma di fiducia, di apertura…

Se questo glielo abbiamo insegnato noi non lo so, quello che conta è che davvero l’abbia appreso e fatto suo…”"”

 

Lunedì 15 si ri – comincia!

11 Settembre 2009 Tiziano Lascia un commento

Giusto un anno fa pubblicavo questo articolo.

Un anno fa Matteo iniziava l’avventura della scuola materna e noi con lui abbiamo cominciato un percorso lungo, lunghissimo, ovvero quello della sua istruzione che durerà chissà quanto…

Un anno fa scrivevo di quante aspettative avevo per l’anno che cominciava, di quante cose speravo di poter vivere attraverso di lui, di come avessi aspettato quel momento…

Poi, se avete letto bene le pagine di questo diario, sapete com’è andata…

Lunedì 15 Matteo ricomincia un nuovo anno e lo ri – comincia davvero, nel senso che gli abbiamo cambiato scuola e per lui sarà tutto nuovo: le maestre, i luoghi, i bambini, i genitori… E’ stata una scelta non facile ma alla fine, tenendo conto di alcune cose per noi importanti che si sono mancate l’anno scorso, abbiamo fatto questo “salto” e spero che il tempo ci dia ragione.

Mi dispiace fargli vivere questo “cambiamento” e non riesco ad immaginare come la prenderà anche se da tempo abbiamo incominciato a parlargliene come una cosa necessaria e migliore per lui. Confido molto sul fatto che alcuni bambini che conosce se li ritroverà in classe e che il suo inserimento non sarà proprio un’immersione in una realtà consolidata e completamente estranea… Staremo a vedere…

Qeullo che spero io è di vederlo finalmente tornare a casa con il grembiule sporco, indice inequivocabile che ha giocato, disegnato, che ha fatto davvero qualcosa che lo ha coinvolto…

Spero di vederlo tornare a casa anche con qualche graffio, segno che magari ha urlato, corso e ha dovuto “chiarire” qualcosa con un amico…

Spero che torni a casa entusiasta e ciarliero e che mi racconti un sacco di cose nuove ogni giorno…

Spero che torni a casa felice di andare a letto presto perchè l’indomani si va a scuola…

Ecco quello che vorrei…

Al luna park!!!

10 Settembre 2009 Tiziano Lascia un commento

Mi sono chiesto qualche volta cosa poteva rappresentare per Matteo l’apice della felicità… mi chiedevo:”"”chissà cosa lo potrebbe rendere pazzo di gioia…”"”

La risposta l’ho avuta poche sere fa.

L’apice di cui sopra è coinciso con una serata al luna park di Prato.

Innanzitutto già l’essere andati al luna park ha di per sè rappresentato un “evento” in casa Canneori, ma la cosa straordinaria è stata che, complice l’amicizia tra mio padre e una signora che ha un banco di dolciumi presso la suddetta fiera, abbiamo avuto a disposizione davvero una serata fuori dall’ordinario.

Questa gentilissima signora, dopo averci salutato ha regalato una “sacchettata“ (è la verità!!!) di biglietti per ogni giostra presente e alla fine della serata ci ha anche offerto un maxi ristoro al suo banco.

Riuscite ad immaginare il viso di un 4enne che ha girato decine di giostre senza limiti e senza sosta per quasi 2 ore e che poi si piazza davanti ad uno di quei banchi tutti illuminati, stracolmi di ogni leccornia a cui gli viene offerto di tutto??? Lecca – lecca, croccanti, bomboloni, eccetera, eccetera…

Matteo non smetteva di ridere, sorridere, muoversi, urlare… Ogni desiderio poteva essere soddisfatto (nei limiti del contesto ovviamente) e lui non riusciva a crederci.

Quante volte, ognuno di noi, si è trovato nella situazione in cui ha dovuto dire al proprio pargolo frasi del tipo “”"no, no, questo non si può prendere…“”", oppure “”"mi dispiace amore ma questo costa troppo…“”" o ancora “”"…su, scegli… non puoi prendere questo e quello…“”"”. Io penso tante, com’è normale che accada.

Ecco, quella sera, per una volta, tutto questo non c’è stato. Matteo ha provato, io credo, la gioia di mangiare non uno ma DUE bomboloni, di bere Estathè ghiacciato, di fare un giro sulla ruota panoramica poi sulle autoscontro, poi sulle giostrine e così via… Lui era felice, felicissimo ed io con lui…

So benissimo che non è questo l’insegnamento giusto da dargli… non deve pensare che avere, possedere o consumare sia davvero una cosa importante o più importante di altre…

Ho vissuto e ho voluto far vivere a Matteo quella sera come se fosse un regalo, un momento speciale in cui per una volta ho avuto (grazie Babbo) la possibilità di viziare mio figlio, di non negargli niente… Ci saranno di nuovo, sicuramente, altri momenti dove torneremo a ridimensionare le cose e a fargli comprendere che nella vita si fanno delle scelte e delle rinunce… ma per ora mi godo ancora l’onda lunga di quella sera…

Per ora siedo ancora accanto a lui nella ruota panoramica… se chiudo gli occhi vedo ancora la luna, brillantissima che sembrava potessimo toccare insieme…

Ultimo giorno di scuola

30 Giugno 2009 Tiziano 4 commenti

Oggi Matteo ha concluso il suo primo anno di scuola materna.

Mi ricordo ancora quando è iniziata questa sua avventura… quante paure… quante aspettative… quanti pensieri…

Oggi si chiude un piccolo sipario e devo dire che questa esperienza mi ha lasciato sentimenti contrastanti. Da una parte avevo sempre immaginato l’inizio di questo suo percorso “scolastico” come l’inizio anche di un mio, nostro personale viaggio… Non solo Matteo usciva dal “guscio” protettivo e “su misura” della casa per affrontare e confrontarsi con un ambiente e con persone diverse e per molte ore al giorno, ma anche noi, pensavo, ci saremmo finalmente potuti confrontare e scontrare (anche) con altri genitori, con altre idee, con metodi educativi magari migliori, esperienze nuove, eccetera, eccetera…

Invece devo confessare che questo anno è volato, velocissimo, e né io nè Silvia ce lo siamo goduto come speravamo. La scuola alla fine, per noi, si è rivelato un luogo dove Matteo ha passato molto del suo tempo lontano da casa ma che ci ha dato poco come “genitori in crescita”. Ci sono stati rarissimi incontri con la maestra (anche se noi fortunatamente abbiamo avuto modo di parlarci visto che è un’amica e una vicina di casa…), rarissimi confronti con gli altri genitori (fatta eccezione per le chiacchiere fuori dalla scuola…) e in generale mi sembra sia mancato quello spirito di condivisione, di unione che speravo invece di trovare all’inizio dell’anno.

Come ho già scritto anche il rapporto con gli altri genitori non è stato dei migliori, complice il fatto di essere in troppi (35 bambini sono davvero una esagerazione per una sola classe…) e anche di frequentare un istituto tanto rinomato a tal punto da poter essere in qualche modo carente da certi punti di vista e al tempo stesso attrattivo per persone un pò distanti da come siamo noi; questo mix di cose ha purtroppo comportato una certa disgregazione con la formazione di piccoli gruppi poco solidali tra loro…

Per carità, anche noi con i nostri impegni e la Cecilia non siamo stati certo degli esempi ma almeno qualche volta abbiamo tentato di proporre qualcosa ma i nostri segnali, anche se deboli, non sono stati raccolti da nessuno o quasi…

Per Matteo credo sia stato un anno importante e anche intenso. Ha fatto sicuramente un sacco di esperienze e di attività, ha conosciuto molti bambini e da quel poco che ho visto mi sembra si sia integrato bene e con un certo successo… cerca gli altri bambini e gli altri lo cercano, è spesso sorridente e (tranne la mattina!) ha vissuto la scuola con lo spirito giusto! La cosa che mi ha colpito, guarda caso ieri sera, è stato vedere come Matteo nasconda dietro certi suoi eccessi (urlare, correre, fare lo sciocchino al pari di sua sorella…) una maturità e una consapevolezza davvero impressionanti. Ieri sera abbiamo parlato, normalmente come tante altre volte ma lui mi ha guardato e si è espresso in un modo che non avevo mai notato prima…in un attimo ho realizzato che la scuola, nonostante tutto, lo ha segnato e arricchito molto più di quanto pensassi…

Insomma si chiude questo sipario e adesso Matteo avrà e si godrà i suoi bei 2 mesi e mezzo di ferie e noi con lui (in senso metaforico, ovviamente….). Niente più sveglie forzate e pianti mattutini, niente più colazioni stentate, niente più sonnellini in palestra… Magari gli mancheranno i suoi amici ma faremo in modo di farlo divertire pur stando a casa…

Per il prossimo anno lo abbiamo iscritto al scuola materna comunale vicino casa, per cui dovrà e dovremo gestire con lui questo nuovo radicale cambiamento. Non sarà subito facile ma per noi rappresenta un alleggerimento non da poco e anche per i nonni, in più spero di trovare quegli stimoli che quest’anno non ho trovato…