Quella di oggi è stata la “classica” giornata di Pasqua, trascorsa in famiglia, davanti ad un pranzo “esagerato” e passata fra mille e mille chiacchiere. Purtroppo Campi Bisenzio è stata flagellata da una pioggia incessante, lenta e costante, che dalla mattina fino a tarda sera non ha mai smesso.
Quest’anno mi ero ripromesso di andare a vedere lo scoppio del carro in piazza Duomo a Firenze: ho 33 anni e da quando sono nato non ho mai assistito a questo “evento” che richiama folle di Fiorentini, Toscani e stranieri.
La storia racconta che un nobile fiorentino della famiglia dei Pazzi partecipò valorosamente alle crociate e che per questo fu ricompensato con qualche pezzo di pietra del Santo Sepolocro. Tornato a Firenze le reliquie furono utilizzate a mò di pietre focaie per l’accensione del fuoco che simboleggiava la purificazione. Questo fuoco veniva poi passato di casa in casa tra i nobili di Firenze, nel periodo Pasquale, con l’ausilio di un carro. Col passare del tempo la tradizione è via via cambiata fino ad arrivare all’attuale che vede il carro, scortato da decine di figuranti, posizionato tra il Duomo ed il Battistero. Dopo la messa un colombina finta viene “lanciata” dall’interno della basilica contro il carro con la funzione di innescare la miccia. La grande esplosione di fuochi e mortaretti simboleggia il calare dello fuoco purificatore sul pubblico e sulla città (per saperne di più cliccate qui)..
Ecco, all’evento sopra descritto io non ho mai partecipato e anche quest’anno, pur avendo quasi giurato che ci sarei andato, mi sono dovuto accontentare di vederlo al TG3… Purtroppo con 2 figli piccoli i tempi e le complicazioni si centuplicano e devo ancora imparare che per fare un’uscita o qualcosa di simile mi devo muovere con moooooooolto anticipo…
Inoltre, mi ero ripromesso che se “eventualmente” non fossi andato a vedere lo scoppio del carro sarei “sicuramente” andato alla messa delle 11 alla chiesa di S. Maria, portando Matteo e il suo cestino di vimini pieno di cose da benedire, tipo vino, sale, pizza di Pasqua e uova sode, nel rispetto della consuetudine umbra.
Purtroppo anche la messa è saltata e questo ha comportato un leggero scoramento mattutino. Fortunatamente, però, il clima ha casa Canneori è sempre allegro e infatti, appena giunti da mamma, tutta l’arrabbiatura è svanita tra fumi di carciofi fritti, crostini di fegato, lasagne e molto altro ancora.
A D O R O stare in famiglia quando ci sono le feste tradizionali. Amo vedere mia madre, mia zia e/o mio zio ai fornelli, tutti intenti a preparare i piatti della cucina tradizionale umbra. C’è sempre un clima spensierato, fatto di chiacchiere, di pettegolezzi, di sfottò e nel mentre si assaggia, si beve e il tempo scorre davvero in maniera serena.
Il menù, che avrebbe potuto far invidia a qualsiasi ristorante, era così composto:
- antipasto “benedetto” composto da uova sode, capocollo e torta al formaggio;
- crostini di fegato di “palomba”;
- lasagne basse (tipiche umbre) e lasagne alte (con tanta bacianella, tanto cara al babbo);
- agnello e castrato arrosto;
- costolette di agnello fritte;
- carciofi fritti;
- macedonia di fragole;
- bongo della Coop;
- cioccolato vario…
Vi dico solo che dalle 12:45, ora in cui ci siamo messi a tavola, ci siamo alzati alle 16:00 circa dopo aver fatto fuori quasi tutto quello che avete letto, più svariato vino, spumante e limoncello. Il bello è stato che nessuno si è sentito male o esageratamente pieno. E’ stato un pranzo lento e sereno, proprio come dovrebbero essere i momenti passati in famiglia.
Purtroppo il tempo non ha mollato un attimo così il massimo dello sforzo pomeridiano è stato lo spostamento dal tavolo di cucina al divano e viceversa! Un complimento speciale devo farlo ai miei figli (vi rendete conto che uso il plurale!!!): Matteo, oltre ad aver mangiato tutto di tutto ha giocato l’intero pomeriggio con le sue macchinine nuove e non si è sentito per niente; né un capriccio, né un lamento…un angelo davvero. Anche la Cecilia, che nella mattina ci aveva fatto un pò ingrullire, si è “calata” nell’atmosfera di festa e si è fatta le sue poppate regolari (magari più gustose del solito) dormendo beatamente nelle pause…
Ora non ci resta che aspettare di vedere se il giorno di Pasquetta ci permetterà di mettere il naso fuori almeno per qualche ora. Tanti Auguri, anche se un pò in ritardo, a tutti, da parte della Canneori Family.
Le vs. opinioni