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Archivio per la categoria ‘Biblioteca Meyer’

Imparare a crescere grazie al Meyer

14 Novembre 2009 Tiziano 2 commenti

Matteo ha avuto la febbre alta per 2 giorni, una brutta tosse e il classico “moccio perenne“. E’ probabile, anche se non abbiamo  avutouna diagnosi precisa, che il Principino si sia beccato la cosidetta influenza “suina“, ovvero la famigerata H1N1.

I sintomi ci sono tutti: febbre abbastanza alta, presenza di tosse e/o mal di gola e/o raffreddore, mancanza di appetito e un pò di mal di pancia (specialmente nei più piccoli). In fondo però è un’influenza come le altre e come tale la si affronta. Però 2 giorni in casa con un pupo ammalato e con la Peste Peppina in perenne movimento o peggio vogliosa di altrettante coccole mi hanno sfinito.

E così ieri quando sono montato in macchina per andare al Meyer ho pensato “”"…ahhhh….finalmente posso staccare la spina per un pò…”"”al Meyer?!?!?! No, non funziona così e ho capito subito il dramma dell’affermazione.

Al Meyer ci vado, semmai, proprio per permettere agli altri, in primis i piccoli ricoverati, di distrarsi, di ritrovare un pò di serenità, di allegria, per permettergli, almeno per un pò, di non sentirsi completamente degli ammalati.

Ma non c’è stato bisogno di fare granchè per cambiare il mio errato approccio. Appena sono entrato “nella serra” la luce particolare che pervade quella cattedrale di legno mi ha ricordato dov’ero e soprattutto perchè c’ero e quando ho preso in mano quelle chiavi numero 99 lo spirito giusto mi era già tornato.

Ormai il mio turno settimanale presso la biblioteca è davvero un appuntamento irrinunciabile. Quel luogo, quei volti, quei corridoi e quelle stanze hanno perso quasi del tutto quell’alone di tristezza e di angoscia che avevano i primi tempi. Adesso percorro quei corridoi quasi sempre con il sorriso, spingendo il “mio” carrello del prestito con entusiasmo conscio dell’utilità di quello che faccio e davvero ne ho un gran ritorno.

I volti dei genitori che si rallegrano della possibilità di rompere la monotonia di giornate infinite, lo stupore dei bambini che possono “scegliere” tra decine di volumi direttamente in camera loro, gli infermieri che ormai ci considerano dei “collaboratori“, una sorta di piccolo sostegno… Insomma, sono orgoglioso quando indosso quel cartellino e prendo il timone di quell’ingombrante carrello.

Ma non è sempre una passeggiata… Quei corridoi sono lunghi, sono tutti colorati, illuminati, larghi ma alcuni conducono in zone particolari… ci sono reparti dove molte delle persone presenti sono abbastanza serene ma via via che si cammina è come se questa serenità scemasse in ragione della gravità crescente delle patologie. Quando si arriva nel reparto neurosensoriale si è all’apice di questa discesa e lì io e il mio carrello ci sentiamo drammaticamente fuori luogo.

Nelle stanze precedenti tento di incrociare gli sguardi dei bambini, dei genitori e appena colgo un segno di attenzione, un cenno di curiosità mi proietto dentro, parlo, consiglio, sorrido… Quando arrivo lì, invece, il buio di quelle poche camere sembra più buio, quasi impenetrabile… divento timido, insicuro, guardo dentro ma di sfuggita come sperando che nessuno mi noti.

Ma che ci faccio qui? mi domando… Come si fa a proporre dei libri a dei genitori che stanno affrontando dei drammi che nemmeno riesco a immaginare?

Purtroppo è successo anche ieri… passando vicino ad una stanza ho intravisto un papà e mi sembrava sereno, visto di profilo. Mi stavo avvicinando, ripetevo nella mia testa una specie di presentazione del tipo “”"salve, sono della biblioteca, vi potrebbero interessare dei libri…“”" per sembrare meno impacciato ma quando la visuale si è fatta più ampia ho visto un ragazzo, sicuramente adolescente, affetto da non so quale malattia ma il nome non è importante. Se ne stava sul letto, le braccia contratte, il viso pure e con enorme fatica tentava di ruotare la testa da destra a sinistra… tentava di ruotare la testa con enorme fatica… Suo papà lo guardava e quando l’infermiera ha detto”"”…e bravo… adesso ti riposi poi ne fai altri 10 e così domani, va bene? Bravo davvero…“”" mi sono sentito morire… ho cominciato a sentirmi bruciare il viso, le orecchie… ho avvertito l’arrivo delle lacrime e solo un pronto dietrofront mi ha salvato da un entrata tremendamente fuori luogo.

Ecco, in quel momento il mio carrello mi è sembrata la cosa più stupida del mondo ed io con lui.

Pensare di alleviare qualche dolore “smerciando” libri…

Pensare di essere migliore di altri coetani perchè passo tre ore alla settimana in un ospedale pediatrico…

Pensare di essere “stanco” per aver passato 2 giorni in casa ad assistere un bambino con un pò di febbre…

Mi sono sentito stupido ed egoista e con passo lento ho abbandonato il reparto. C’è molta strada da fare oltre quella già percorsa. In certi ambienti davvero non si può improvvisare e quando ci si sente sicuri ecco che in quel momento la nostra fragilità viene fuori in maniera prepotente. Tra quei corridoi, tra bambini che piangono, vassoi dei pasti, camici blu e colorati, flebo e cateteri io sto crescendo…

Il Meyer, alla fine, continua, paradossalmente, ad essere più utile a me di quanto io a lui o ai suoi sfortunati ospiti…

Dal Meyer alla Billy. Selezione della settimana

17 Settembre 2009 Tiziano Lascia un commento

More about I tre brigantiMore about Corso di pipì per principiantiQuesti sono i libri che questo giovedì durante il mio turno di volontario/bibliotecario presso il Meyer ho preso in prestito per Matteo. Visto che la biblioteca “stenta” un pò a decollare come dovrebbe, per problemi che magari un giorno spiegherò, ho deciso che forse potevo darLe una mano mostrando pubblicamente ciò che “proponiamo“. Visto che ho la fortuna di poter vedere, sfogliare e analizzare libri per bambini sempre nuovi e in gran quantità perchè non sfruttare questa opportunità? In primis per Matteo che è un grande lettore e poi, tramite le pagine di questo blog, far conoscere la biblioteca a chi per sbaglio o per diletto passa da queste parti!

Il primo libro racconta una bella storia di “redenzione“, di tre briganti che dopo aver rapito una bambina utilizzano tutti i soldi che avevano fino ad allora rubato e accumulato per occuparsi della sorte di tanti bambini poveri ed abbandonati. Molto belle le illustrazioni.

Il secondo è un vero e proprio manuale illustrato per principianti del “water“… un libro che può accompagnare i bambini  nella conquista di quella autonomia tanto agognata… Anche qui molto simpatiche le illustrazioni.

A giovedì prossimo!

Orientarsi al Meyer per l’ipospadia/1

26 Giugno 2009 Tiziano Lascia un commento

Prendo spunto da un commento giunto qualche giorno fa da una mamma, che mi chiedeva notizie in merito all’operazione che ha subito Matteo, per pubblicare questo post che vorrebbe essere una mini-mini-guida per tutti coloro i quali devono o dovranno (purtroppo) in futuro portare i loro figli al Meyer per affrontare un intervento simile.

Innanzitutto partiamo dalla convocazione. L’ospedale ci ha chiamato circa 7 giorni prima e questo per un motivo ben preciso. L’intervento per curare l’ipospadia prevede l’anestesia totale; per non incorrere in complicazioni i dottori pretendono che i bambini si presentino in buone condizioni generali di salute. Questo significa, semplicemente, che il bambino quando si presenta per il ricovero non deve avere tosse, raffreddore o febbre; quel preavviso serve proprio per intraprendere eventualmente una terapia antibiotica dell’ultimo momento che permetta al pupo di arrivare all’intervento senza catarro o quasi (sembra che le vie respiratorie “intasate” anche solo parzialmente non possono essere compatibili con l’anestesia).

Il rischio, altrimenti, potrebbe essere quello di vedersi rispedire a casa, dopo magari aver intrapreso un lungo viaggio o aver sostato per ore in sala d’attesa. Matteo quella domenica pomeriggio aveva i postumi di una leggera tosse, qualche colpo ogni tanto, niente di che, eppure il dottore che lo ha visitato non si è preso la responsabilità di dirci se l’avrebbero operato o meno il giorno dopo. Ci ha detto che la decisione sarebbe spettata unicamente al chirurgo che lo avrebbe operato l’indomani, per cui siamo stati tutta domenica sera, la notte e parte dell’indomani mattina con il questo dubbio atroce… Solo quando è entrato in sala operatoria verso le 13 abbiamo tirato un sospiro di sollievo.

Per cui il consiglio è questo: nel momento in cui uno viene avvertito dall’ospedale bisogna cercare di mantere i pargoli assolutamente sani… evitate, quindi, tutte quelle situazioni tendenzialmente a rischio, come i centri commerciali, gli eccessivi affaticamenti, le grosse sudate, eccetera, eccetera. Saranno giornate lunghe, lo so, specialmente con la bella stagione, ma arrivare lì e sentirsi dire: “”"mi dispiace signora ma non possiamo operarlo domani, torni fra 2 settimane…“”"  credo sia peggio.

Una volta arrivati al Meyer grossi problemi non ce ne sono. L’ospedale è davvero “accogliente“, colorato, interessante e non incute alcun timore o soggezione. In pratica fino al momento dell’intervento tutto è assolutamente tranquillo. I bambini posso giocare, andare in ludoteca, in biblioteca (mi raccomando: una visita è d’obbligo :-) ), giocare fuori, mangiare, eccetera, eccetera. In pratica prima dell’intervento c’è solo una visita di controllo veloce fatta direttamente in reparto, la sistemazione in camera e poi più nulla.

Per quanto riguarda la camera vi informo che si tratta di camere accoglienti anche se non grandissime. Sono camere da due composte da due divani trasformabili in letti singoli per gli accompagnatori che rimangono la notte, due letti per i bimbi, un bagno, gli armadi e i comodini. La privacy non è molta visto che il divisorio è costituito solo da una tenda per cui occhio agli affollamenti dei parenti soprattutto durante le visite dei dottori. L’ambiente “ristretto” consente di fare amicizia subito, i bambini si parlano dai rispettivi lettini e volendo si riescono anche a scambiare dei giochi ma ovviamente c’è anche un lato negativo se questa ”vicinanza” viene vissuta senza regole…

I bambini devono sempre essere in compagnia di un genitore o di un nonno o comunque di un familiare. Ci sono i volontari della Helios (camice giallo) in reparto che volendo possono dare una mano a richiesta nel caso un genitore sia solo e non abbia la possibilità di avere un cambio per un caffè o una telefonata o altro, ma questo solo temporaneamente. Comunque anche gli infermieri sono davvero disponibili per cui non esitate a chiedere loro qualsiasi cosa.

…continua…

Petit Prince

23 Giugno 2009 Tiziano Lascia un commento

More about Il Piccolo PrincipeEbbene si… ho letto il Piccolo Principe solo adesso… qualcuno griderà allo scandalo ma vi spiego subito il perchè di questo increscioso ritardo…

In linea generale non mi piace “accodarmi” ai gusti della maggioranza delle persone; ho sempre pensato che spesso ciò che piace alla massa della gente non è necessariamente la cosa migliore che si possa leggere, o vedere o mangiare, eccetera, eccetera. Oggigiorno i nostri gusti sono spesso dettati dalla pubblicità, dal marketing, dalla moda del momento e diventa difficile capire la vera portata di un libro, di un film o di qualsiasi altra cosa che diventa in qualche modo oggetto di consumo.

Il Piccolo Principe“, non essendo uscito ieri, non rientrava nella casistica sopra descritta, eppure tante volte avevo avuto la tentazione di comprarlo e tante volte il suo successo me lo aveva fatto lasciare… lo trovavo antipatico a priori… “”"chissà che sarai mai“”", gli dicevo e così per anni ci siamo evitati.

Poi, l’altro giovedì, mentre ero al Meyer, una piccola e semplice conversazione mi ha illuminato di colpo e senza pensarci, nel giro di 10 minuti avevo la mia copia di questo capolavoro nelle mani. L’ho letto d’un fiato e alla fine devo dare ragione a chi sosteneva che questo piccolo libro è davvero bello ed emozionante.

La sua forza sta nella semplicità del linguaggio usato per descrivere situazioni spesso complesse che diventano così accessibili e aperte alla discussione. Io ho spesso sorriso nel leggerlo anche se devo ammettere che non tutte le situazioni descritte mi sono  risultate comprensibili subito appieno, segno che nonostante venga spesso presentato come un libro per bambini, la profondità dei concetti espressi è davvero notevole.

“”"Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi“”".

p.s. Una delle poche cose buone in questo periodo caratterizzato dalla scarsa vena nello scrivere è stato un leggero ritorno di fiamma nella lettura… infatti ho letto più del solito e di questo ne sono davvero felice anche se l’aver trascurato questa mio diario è stato un prezzo un pò troppo alto… certo che conciliare certe cose sembra davvero impossibile… un pò come i figli e il calcetto… ahahahah…

8 giorni senza…

25 Maggio 2009 Tiziano 2 commenti

…8 giorni senza scrivere una riga…

Mi vergogno un pò, sinceramente… mi sento come se stessi battendo la fiacca sul lavoro… non chiedetemi perchè è passato così tanto tempo perchè la risposta non credo di averla…

E’ vero che prima c’è stato il ricovero di Matteo, poi la mia trasferta a Treviso ma in fondo penso che in questo mio ruolo di padre/marito/blogger si sia ingrippato qualcosa…

Stanchezza? Probabile ma devo reagire perchè questo entuasiasmo decrescente non si rifletta anche altrove…

Per la cronaca: Matteo è tornato a casa lunedì 18… sta bebe e per adesso anche la ferita e le medicazioni procedono al meglio… Domani si ritorno alla “base” per il controllo e speriamo non saltino fuori complicazioni o brutte sorprese…

Devo delle pubbliche scuse agli amici della Helios e a chi doveva essere con me giovedì scorso in biblioteca. Purtroppo la trasferta a Treviso mi ha assorbito così tanto che mi sono addirittura dimenticato di avvertire della mia assenza… perdonatemi… chissà quando ritroverò la testa…

Io in biblioteca…

24 Aprile 2009 Tiziano 2 commenti

Da quando la biblioteca del Meyer ha aperto i battenti il 14 aprile ho già fatto due torni come bibliotecario – volontario. Ovviamente il tempo trascorso lì è stato davvero poco per fare dei bilanci ma ci sono alcune immagini ed emozioni che mi hanno già segnato.

Innanzitutto devo ammettere che il primo giorno l’emozione è stata grande… il dover prendere le chiavi all’ufficio informazioni, sentirsi una certa responsabilità, non solo riguardo agli arredi, ai libri, ma anche rispetto alle procedure, l’approccio con gli altri volontari, l’approccio con i bambini…

Quando ho percorso il tragitto dalla macchina alla biblioteca ho pensato davvero di tutto cercando, come faccio sempre, di immaginare situazioni in cui mi potevo trovare e cercando di trovare le risposte adeguate…

Come spesso accade visualizzare o immaginare situazioni future non fornisce sempre risposte convincenti e l’unica cosa che conta davvero è affrontare quello che verrà con consapevolezza e tranquillità… così sono arrivato di fronte alla porta rossa a forma di coniglio (già aperta perchè io ero in leggerissimo ritardo!), ho fatto un bel respiro e mi sono detto:”"”Vai, si comincia….“”".

Le colleghe del mio primo turno sono state davvero carine e preparate e le nostre 3 ore sono letteralmente volate!

Come prima considerazione devo dire che il prestito vero e proprio non sembra essere il perno centrale della biblioteca, almeno per adesso… la vera attività che si fa è la lettura ad alta voce. Spesso i bambini arrivano incuriositi dai tanti volumi e tornare in camera non è un’idea che gli aggrada. Preferiscono farsi consigliare un testo a seconda dei loro gusti (reference) e poi farsi leggere il testo su uno dei divani rossi…

Credo che questo significhi davvero un momento di rottura rispetto alla noia della vita in cameretta, rispetto alla condizione standard del ricovero… In fondo quando siamo lì, accoccolati su quelle strane sedute di pelle,  non sembra davvero di essere in ospedale…

L’immagine più bella che per ora porto dentro è quella di Francesco… un bambino minuto, simpaticissimo e dolce.. Purtroppo, vista la confidenza dimostrata con il luogo, credo sia un “cliente affezionato“  e quando è salito in biblioteca è stato un autentico uragano!! Ha voluto che gli leggessi il libro “Il re è occupato”, un simpatico volume fatto tipo percorso itinerante, con finestrelle da sollevare per trovare i passaggi segreti e arrivare alla fine alla stanza del Re e scoprire che…

Ci abbiamo messo mezz’ora per leggerlo tutto perchè ad ogni pagina Francesco voleva tornare indietro e da una storia ne abbiamo inventate 1000, con un fiume di risate, di pacche sulle spalle, di lui che mi si buttava addosso, io che gli facevo il solletico… Io me lo porto ancora dentro quel contatto speciale e spero che anche per lui valga lo stesso… Sapere che forse, anche se solo per mezz’ora, Francesco ha dimenticato di essere un bambino malato e che l’unico suo pensiero sia stato …”"”perchè il Re è occupato?“”" è davvero un dono grande, grande che ci siamo fatti… leggergli per sollevarli, per sollevarci…

La biblioteca del Meyer è realtà

13 Aprile 2009 Tiziano Lascia un commento
Noi, volontari Helios

Noi, volontari Helios

Mi scuso immediatamente per il ritardo di questo post, ma l’arrivo della Pasqua e altri piccoli impegni lo hanno fatto slittare per giorni e giorni, fino ad oggi. So che alcune persone coinvolte come me in questa grande avventura attendevano un mio piccolo commento ed è soprattutto a loro che queste poche righe sono dedicate.

Come vi avevo gia accennato, l’8 aprile presso l’ospedale pediatrico Meyer si è tenuta una piccola cerimonia con la quale è stata inaugurata la biblioteca alla presenza dell’assessore regionale Cocchi, al presidente della Fondazione Meyer, al presidente della Helios Onlus e dell’assessore di Campi Bisenzio alla cultura. E’ stata una cerimonia abbastanza sobria, veloce (fatta eccezione per il classico ritardo delle autorità) e con un fuori programma davvero inaspettato. Non sto qui a riportare tutto il fiume di parole profuso, ma ci tengo a citare un piccolo passo del discorso del presidente della fondazione Meyer:“””La noia è il problema principale della condizione ospedaliera ed io spero che la nascita di questa biblioteca, unitamente al lavoro grande svolto già dalla ludoteca, possa combattere questo problema fino quasi a farlo scomparire…”””. Un passaggio semplice ma che ha toccato il cuore della nostra missione. In fondo è per questo che tutti noi ci siamo impegnati, è per questo motivo che noi volontari abbiamo speso il nostro tempo libero e le istituzioni i loro fondi… per portare sollievo a dei bambini che soffrono e che si annoiano. Spesso questa loro condizione di salute è aggravata dal contesto in cui la vivono, un contesto, appunto, fatto di giornate interminabili, di mancanza di sorrisi, di mancanza di spensieratezza… questa è la missione della biblioteca: tentare di far si che i momenti trascorsi in ospedale siano i meno noiosi possibili per questi piccoli cuccioli, che l-ospedale stesso diventi meno opprimente possibile…

Parliamo del fuori programma che mi ha visto protagonista. Al termine dei vari ringraziamenti c’è stata la consegna degli attestati ai volontari Helios, ovvero a noi e del badge identificativo che dovremmo usare ogni volta che lavoreremo in biblioteca. Purtroppo molti volontari erano assenti visto il giorno e l’ora scelti per l’inaugurazione e allora la ragazza che si occupava dell’appello ha cominciato un po’ a correre… visto che i miei colleghi sono quasi tutte donne, anzi senza quasi… la ragazza si è come abituata a pronunciare solo nomi femminili… quando è arrivato il mio turno lei, senza riflettere a detto:””” Tiz…””” ed io sapendo che non c’era nessuna collega con quel nome mi sono alzato automaticamente, peccato che lei abbia continuato dicendo”…iziana Canneori””” accorgendosi immediatamente della piccola gaffe. Non vi dico le persone presenti. Tutti a ridere… mentre io sono diventato di mille colori!!! Fortunatamente alcune amiche hanno inscenato un piccolo tifo che mi ha aiutato a tornare indietro al mio posto senza scomparire!!! Tutto sommato è stata una parentesi divertente che ha riportato il clima ad un livello credo più adatto al luogo e allo spirito dell’iniziativa. In fondo tutta quella gente incravattata, seppur necessaria per la messa in opera di un’iniziativa come questa, sembrava stonare con gli scaffali colorati, i giochi della ludoteca, i libri nuovi nuovi.

Ormai è fatta, adesso non manca davvero più niente. Passate le vacanze di Pasqua la biblioteca aprirà i battenti il giorno 14 e il mio primo turno lo farò il giorno 16. Sono emozionatissimo! Non vedo l’ora di arrivare a quel pomeriggio, di salire sul soppalco, di aprire quella porta a forma di coniglio e di sistemarmi su quel tavolino… non vedo l’ora che qualche bambino varchi quella soglia, non vedo l’ora che qualcuno di loro si avvicini e mi chieda qualche libro o magari qualche consiglio. Chissà come mi comporterò! Spero di non emozionarmi troppo, spero di riuscire ad essere professionale quel tanto che basta e al tempo stesso tenero e vicino alle loro esigenze. Vedremo. Di seguito vi riporto il link di un articolo apparso sul web con un piccolo video che riassume la giornata. Clicca qui.