Al luna park!!!
Mi sono chiesto qualche volta cosa poteva rappresentare per Matteo l’apice della felicità… mi chiedevo:”"”chissà cosa lo potrebbe rendere pazzo di gioia…”"”
La risposta l’ho avuta poche sere fa.
L’apice di cui sopra è coinciso con una serata al luna park di Prato.
Innanzitutto già l’essere andati al luna park ha di per sè rappresentato un “evento” in casa Canneori, ma la cosa straordinaria è stata che, complice l’amicizia tra mio padre e una signora che ha un banco di dolciumi presso la suddetta fiera, abbiamo avuto a disposizione davvero una serata fuori dall’ordinario.
Questa gentilissima signora, dopo averci salutato ha regalato una “sacchettata“ (è la verità!!!) di biglietti per ogni giostra presente e alla fine della serata ci ha anche offerto un maxi ristoro al suo banco.
Riuscite ad immaginare il viso di un 4enne che ha girato decine di giostre senza limiti e senza sosta per quasi 2 ore e che poi si piazza davanti ad uno di quei banchi tutti illuminati, stracolmi di ogni leccornia a cui gli viene offerto di tutto??? Lecca – lecca, croccanti, bomboloni, eccetera, eccetera…
Matteo non smetteva di ridere, sorridere, muoversi, urlare… Ogni desiderio poteva essere soddisfatto (nei limiti del contesto ovviamente) e lui non riusciva a crederci.
Quante volte, ognuno di noi, si è trovato nella situazione in cui ha dovuto dire al proprio pargolo frasi del tipo “”"no, no, questo non si può prendere…“”", oppure “”"mi dispiace amore ma questo costa troppo…“”" o ancora “”"…su, scegli… non puoi prendere questo e quello…“”"”. Io penso tante, com’è normale che accada.
Ecco, quella sera, per una volta, tutto questo non c’è stato. Matteo ha provato, io credo, la gioia di mangiare non uno ma DUE bomboloni, di bere Estathè ghiacciato, di fare un giro sulla ruota panoramica poi sulle autoscontro, poi sulle giostrine e così via… Lui era felice, felicissimo ed io con lui…
So benissimo che non è questo l’insegnamento giusto da dargli… non deve pensare che avere, possedere o consumare sia davvero una cosa importante o più importante di altre…
Ho vissuto e ho voluto far vivere a Matteo quella sera come se fosse un regalo, un momento speciale in cui per una volta ho avuto (grazie Babbo) la possibilità di viziare mio figlio, di non negargli niente… Ci saranno di nuovo, sicuramente, altri momenti dove torneremo a ridimensionare le cose e a fargli comprendere che nella vita si fanno delle scelte e delle rinunce… ma per ora mi godo ancora l’onda lunga di quella sera…
Per ora siedo ancora accanto a lui nella ruota panoramica… se chiudo gli occhi vedo ancora la luna, brillantissima che sembrava potessimo toccare insieme…





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