Orientarsi al Meyer per l’ipospadia/3
Come ho scritto nell’ultimo post dedicato a questa mini guida per “aspiranti pupi dal pisellino bionico“, la fase post operatoria è sicuramente la più impegnativa. Innanzitutto perchè il ritorno alla normalità è lungo, anche se può variare da caso a caso e soprattutto perchè il bambino si rende conto davvero di quello che è successo, constatando la presenza del catatere, della flebo, delle medicazioni, eccetera…
Matteo devo dire che fortunatamente si svegliò abbastanza bene dall’anestesia e questo fu già un buon inizio. Per tutto il resto del giorno rimase ovviamente un pò assente, sonnacchioso ma già la sera mangiò di gusto e il suo umore non ci sembrò poi così male. Matteo ha vissuto il suo risveglio “da operato” come una specie di sdoppiamento della personalità, nel senso che se si guardava la mano fasciata dov’era presente la canula della flebo o se si guardava la medicazione sul pisellotto o se per qualche ragione doveva avere a che fare con il sacchetto delle urine allora “cadeva” immediatamente in condizioni di salute critiche, quasi moribondo. La mano non poteva essere assolutamente appoggiata da nessuna parte, la medicazione gli faceva male e il sacchetto pesava… insomma un lamento continuo!!! Ma se magicamente compariva sul letto o una macchinina o un Gormito allora dal suo corpo svaniva ogni disturbo… di colpo! Era incredibile assistere a questi suoi cambi repentini di umore… vederlo passare dal pianto al riso davvero nel giro di pochi secondi… Per certi versi era comprensibile ma vi assicuro che stargli dietro è stato davvero una dura prova…
Comunque Matteo aveva una flebo attaccata all’altezza del polso, il catetere che era protetto da una schiuma tipo polistirolo che inglobava tutto il pisellino e l’anestesia epidurale piantata direttamente alla fine della spina dorsale… a vederlo, povevo piccino, non era davvero un bello spettacolo con tutti questi tubi e queste macchine attaccate…
Sostanzialmente per i primi 2 giorni Matteo si è mosso poco, come se si sentisse impacciato nel camminare con tutte ’ste robe attaccate… faceva qualche piccola passeggiata fino alla sala di attesa o alla ludoteca ma con fatica, sempre molto preoccupato come di farsi male… Le cose sono migliorate decisamente quando gli hanno tolto l’epidurale. Con un trespolo in meno era decisamente più libero e una volta attaccato il sacchetto delle urine al collo era tranquillo come se quasi non avesse fatto niente.
L’unico vero dramma è stata la cacca. Matteo per giorni si è rifiutato di farla perchè sentiva, percepiva che spingere gli provocava dolore (probabilmente colpa del catatere) e per ciò continuava a trattenerla… c’erano momenti tranquilli ma certe volte lo stimolo lo inchiodava nel letto ed era come se lottasse con se stesso… andare o non andare, farla o non farla… Questo ovviamente lo innervosiva tantissimo e non vi dico i pianti isterici che si è fatto… certe sudate allucinanti…
Per non parlare poi del controllo quotidiano dei medici. Un controllo proprio semplice dove i dottori passavano sostanzialmente a controllare la medicazione e a verificare che tutto andasse bene. Bè, Matteo, pur non venendo toccato da alcuno, solo per togliersi le mutandine, faceva delle scene tipo “l’esorcista” ma solo per la paura perchè mai nessuno gli ha fatto del male medicandolo… anzi… tutte le infermiere sono state sempre bravissime… eppure non c’è stato verso di farglielo capire.
Ci abbiamo provato in tutti i modi e vi giuro con tanta, tanta pazienza eppure niente. Ogni infermiere o dottore che si avvicinava era un nemico che attentava alla sua vita e così è stato fino alle dimissioni.
Alla fine il giorno delle dimissioni in pratica gli hanno sfilato il catetere e gli hanno tolto tutta la medicazione (non sto qui a raccontarvi in quanti abbiamo dovuto reggerlo…) e siamo stati felici di constatare che l’operazione era andata bene, che la ferita non presentava brutte sorprese e che anzi, il pisellotto di Matteo si presentava pulito e senza croste. Anche il chirurgo che l’ha operato e che gli ha fatto il controllo è rimasto molto soddisfatto del decorso. L’ultima cosa da fare per essere dimessi è la pipi. Il bambino deve fare la pipi da solo e i genitori devono verificare che la fuoriuscita avvenga dal nuovo buchino. Bisogna in particolare stare attenti a che non ci siano fistole (ovvero crepe lungo il canalino ricostruito) e che il getto sia potente o comunque abbastanza intenso, segno che il nuovo canale funziona correttamente.
Matteo fortunatamente l’ha fatta quasi subito e il nuovo pisellotto ha dimostrato subito la sua efficacia sparando “letteralmente” la pipì nel water da una distanza siderale
E così sono terminati i nostri 8 giorni al Meyer. Giorni lunghi, fatti di arrabbiature e soprattutto di tanta stanchezza psicologica. Armatevi, se potete, di tanta, ma tanta pazienza perchè anche se si tratta di un’operazione semplice ha alcune implicazioni molto particolari e i bambini possono reagire male a tutte queste manipolazioni fatte su di loro (vedi catetere, epidurale, eccetera, eccetera). Comunque l’ospedale è davvero accogliente e con un pò di buona volontà si riesce a far passare loro il tempo in maniera quasi piacevole.
Mi scusa per il ritardo con cui concludo questo post sul Meyer perchè magari qualcuno ne aveva bisogno in tempi stretti ma ultimamente bloggare mi è diventato difficile… chiedono perdono…
p.s.
Se qualcuno vuole notizie più specifiche su uno o più aspetti sia dell’operazione sia del suo decorso non esiti a contattarmi. Sarò felice di rispondere a tutti/e.







Le vs. opinioni