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Archive for Marzo 2009

17^ giornata FAI di primavera

29 Marzo 2009 Tiziano Lascia un commento

Oggi e domani il FAI, Fondo Ambiente Italiano, festeggia la sua 17^ giornata di primavera.

Che cos’è il FAI? Il FAI, come si legge nel suo sito, è una fondazione senza scopo di lucro, che dal 1975 ha salvato, restaurato e aperto al pubblico importanti testimonianze del patrimonio artistico e naturalistico italiano grazie all’aiuto di  moltissimi cittadini e aziende che sostengono il suo lavoro. Oggi il FAI gestisce e mantiene vivi – per sempre e per tutti – castelli, ville, parchi storici, aree naturali e paesaggi di incontaminata bellezza.

Noi abbiamo già avuto il piacere, in passato, di visitare grazie al FAI il castello di Masino nelle vicinanza di Ivrea e da allora, visto l’impegno e l’organizzazione dei volontari teniamo sempre d’occhio le loro iniziative.

Quest’anno su Firenze c’era davvero l’imbarazzo della scelta e noi abbiamo optato per visitare l’officina farmaceutica di S. Maria Novella. Davvero un posto straordinario! L’officina fa parte di un grande complesso che racchiude la basilica di S. Maria Novella, appunto, una parte del’ex convento Dominicano oggi adibito a caserma dell’Arma dei Carabinieri e l’officina medesima.

Il percorso è stato davvero suggestivo, tra chiostri, affreschi e tesori dell’ex convento… in ultimo il fascino dell’officina, con i suoi profumi, le sue essenze, le sue luci soffuse. Per noi è stato davvero esaltante ritornare anche solo per 2 ore a fare i turisti, con tanto di guida e fotocamera al collo… I bambini sono stati bravissimi ed hanno resistito fino alla fine senza grossi problemi. Unico neo il fatto che abbiamo dovuto fare tutto il percorso senza passeggini… e visti i pesi dei due cinghialetti non è stata proprio una passeggiata…

Comunque, a parte il mal di braccia, per chi ha voglia c’è ancora domani ed io vi invito davvero ad andare sul sito del FAI per non perdere un’occasione preziosa…

Strana andatura

24 Marzo 2009 Tiziano 4 commenti

A volte i bambini fanno così: prima compiono giganteschi passi in avanti, facendoti rimanere incredulo per quei  balzi incredibili,  poi si fermano di colpo in periodi d’immobilismo migliori di quelli dei mimi di strada, altre volte tornano proprio indietro, come i gamberi, con fragorose retromarce fatte alla cieca, dice giusto per affermarsi…

Matteo sta vivendo la fase nr. 3, come un stunt – man bendato o un raro esemplare di fiume… Oggi a scuola non ha voluto mangiare con le posate, si è messo a mangiare con le mani, come non faceva da tanto, tanto tempo… poi non si è voluto soffiare il naso, sbuffando con la bocca e mandando al manicomio la maestra!

E’ davvero curioso osservare questa loro alternanza, questo modo così plateale di mostrare al mondo e soprattutto a noi genitori che c’è qualcosa che forse non va. Non sempre queste prese di posizione avvengono attraverso i bronci o le bizze… spesso, come capita a Matteo in questo momento, il suo animo è apparentemente sereno, eppure quando gli si presenta l’occasione, mette in atto comportamenti così inequivocabili che si fa fatica a credere di non aver compreso prima questo suo malessere.

Eppure, ad una analisi superficiale, Matteo sembrerebbe un trenne e mezzo “normale“, senza grandi complessi, dubbi o  incertezze… ma evidentemente non è così… Anche stamani, prima di andare all’asilo, ha piantato un casino perchè voleva che la nonna  facesse colazione con lui. Gli ho spiegato con calma e pazienza che la cosa non era fattibile perchè la nonna arriva sempre troppo  tardi rispetto alla nostra tabella di marcia ma non c’è stato niente da fare.

Ha piantato un casino fino a quando ho dovuto chiamare mamma al telefono implorandola di anticipare l’arrivo di 10 minuti, pena l’incarceramento per lesioni gravi personali…

Qui ho sbagliato, lo so, lo so… non avrei dovuto cedere. Educativamente parlando sarebbe stato meglio farlo andare digiuno a scuola, tanto non sarebbe morto, ma non ce l’ho fatta… Ho fatto la cosa più semplice e stupida al tempo stesso: ho acconsentito ad un suo capriccio e poi l’ho sgridato, bravo bischero di padre…

Purtroppo questi treenni hanno una capacità di infilarsi nelle situazioni più complicate davvero eccezionale. Sanno quando la situazione è delicata, quando non c’è tempo, quando la pazienza ha i limiti più bassi e lì e solo lì che loro agiscono… Non ti prendono mai di punta un sabato pomeriggio tranquillo, no, no signore… aspettano i martedì mattina, quando sanno che ogni minuto è fatale, quando sanno che non si può tardare, quando sanno che per farli uscire di casa saresti disposto anche a masticargli la colazione…

Insomma, imparare a camminargli accanto seguendo questa loro strana andatura è davvero difficile. Certe volte si ha paura di stare andando troppo in fretta, di avere troppe aspettative, di mettergli pressione; altre volte si teme che quei momenti d’immobilismo non siano normali, non siano fisiologici e nella testa ci proiettiamo drammatici film in bianco e nero; altre volte quando ci giriamo indietro e li vediamo che sono tornati direttamente al via rimaniamo senza colpi in canna, un certo sconforto e il pensiero di dover ricominciare…

Categories: Educazione, Figli, Personale, Scuola

Partenza rimandata

22 Marzo 2009 Tiziano 6 commenti

Sabato mattina ore 07:00. Sveglia presto… oggi si parte.

Nike nuove: pronte!

ipod: pronto (all’apparenza…)

fascia da braccio porta ipod: pronta!

sensore per ipod: pronto.

Insomma: l’essenziale c’è.

Fuori tira un brutto vento e nuvole grigie corrono veloci ma non mi spaventeranno. La mia attrezzatura da runner tecnologico è tutta pronta, manco solo io. Mi vesto come un cavaliere templare prima della partenza della crociata, gesti lenti, solenni… decidere di ricominciare a correre è una cosa fottutamente seria.

Ore 07:20 sono pronto anch’io.

Stomaco rigorosamente vuoto, il mio corpo si alimenterà dell’adipe che abbonda e io mangerò dopo come un guerriero che ritorna vincitore dopo una battaglia. Faccio per partire ma inaspettatamente l’ipod, con attaccato il suo bel sensore wireless collegato alla scarpa sembra impallato… mi mostra la copertina del disco dei Kaiser Chiefs ma non ne vuole sapere di fare altro… Il nervo incomincia a salirmi… NON puoi tradirmi oggi… Oggi debutto… i dati devono andare su Nikeplus.com… ho già fatto l’account… che dico al mondo adesso??? Forza, forza, forza… niente… L’aggeggio non ne vuole sapere ma io non posso mollare…

Decido di partire ugualmente, solo, senza musica, senza powersong, senza stimoli… Saluto la family, scendo, apro il portone e il vento gelido sembra dirmi… torna a casa fanciullo, non è roba per te… Lo ignoro, mi guardo i piedi e comincio a correre… I primi metri sono duri, sono freddo, legnoso e mi sento un pò ridicolo nei miei pantaloni alla corsaro attillati… Il vento è davvero gelido e sembra sempre venirmi in faccia, mi vuole colpire, mi vuole far desistere…

Riesco a fare 10 minuti e il caldo emerge dalle viscere del corpo… mi sciolgo… è come se piano, piano ritrovassi una dimensione mai dimenticata… arrivo sull’argine del Bisenzio, l’erba è verdissima, il fiume scorre inquieto e il vento è davvero fortissimo… il sole tinge di rosso qualche nube e l’atmosfera è davvero incredibile… mi sento come Frodo nel  “IlSignore degli Anelli”. in viaggio per una missione…

Prendo sicurezza e il passo si fa sicuro, appoggio bene e spingo, mi sento leggero e vado, vado più veloce… Il giro è ormai consolidato: da casa arrivo contromano fino al vecchio negozio di moto di Marcello, poi imbocco sull’argine e arrivo fino alla Rocca, scendo, attraverso il ponte, giro in piazza S. Stefano e imbocco contromano la via che costeggia l’argine, poi devio in via Siena e da lì dentro Villa Montalvo, mi faccio un giro completo e poi ritorno come all’andata. Non so quanti km. siano ma oggi ci ho messo 45 minuti scarsi ad una andatura tutto sommato discreta…

Domani si replica. L’ipod sembra funzionare adesso, speriamo bene. Dentro c’ho messo un pò di roba discreta che spero mi dia una carica maggiore. Quello che ho scoperto su Nikeplus.com è spettacolare, correre diventa ancora più stimolante e divertente… domani aggiorno su come è andata… Vi aspetto per sfidarVi!

Festa del papà

20 Marzo 2009 Tiziano 5 commenti

Porta.... mah?

Porta.... mah?

Matteo ieri, tornato dall’asilo, mi ha portato un regalino per la festa del papà: un simpatico porta…. qualcosa(?) con tanto di bandierina d’auguri ed una poesia:

CHE BELLO GIOCARE CON LE COSTRUZIONI

POI QUAND’E’ SERA GUARDARE I CARTONI

CHE GIOIA DIPINGERE CON I PENNARELLI

E METTERE INSIEME I PUZZLE PIU’ BELLI

MA IL MOMENTO MAGICO ANCHE OGGI SARA’…

…QUANDO RITORNI A CASA TU PAPA’!

E’ stato bellissimo vederlo rientrare con quel sacchettino in mano, tutto orgoglioso, sentirgli dire:”"”questo è per te, papà, auguri…“”", vederlo imbarazzarsi mentre lo scartavo; per non parlare di quando mi ha recitato la poesia…la sua vocina era deliziosa, tenerissima e al suono di quelle parole mi sono letteralmente liquefatto.

Quest’anno, complice la scuola, è il primo anno in cui Matteo mi fa davvero gli auguri per la festa del papà ed è il primo anno che ricevo da lui un pensierino tutto dedicato a me. Devo ammettere che la sensazione di essere il suo centro dell’universo anche se solo per mezza giornata ha un sapore fantastico, unico.

Questa festa ha avuto il grande pregio di farmi pensare, per un momento con calma, al significato della paternità, al mio essere padre, due volte. Tra le tante riflessioni fatte quella che più mi ritorna in mente è questa: vedere i propri figli che crescono, che diventano ogni giorno più autonomi, sentirli interagire in modi ed intensità sempre crescenti è la sensazione più bella del mondo, credetemi… Essere padre, essere genitori è davvero dura certe volte: bisogna saper dosare fermezza e voglia di giocare, bisogna essere educatori preparati ma anche complici istintivi, amici comprensivi ma anche duri controllori… Insomma praticamente impossibile! Essere dei bravi genitori, diventare dei papà e delle mamme sufficientemente buoni è davvero difficile.

Essere padri, però, significa trasformarsi senza alcun preavviso: non c’è la gravidanza, nè il parto; non ci concedono mesi per abituarsi, la natura ha deciso che dopo l’approccio iniziale l’uomo si faccia da parte per poi ricomparire silenziosamente. Non è facile questo passaggio, no davvero. La gravidanza permette che tra il bambino e la madre nasca un’intimità unica, profonda, che dura anche dopo il parto, che dura probabilmente per sempre… La nascita da alla donna la consapevolezza di essere lei e solo lei l’artefice di questo miracolo. Noi siamo spettatori privilegiati ma quello che lega una donna ed un bambino è tutt’altra roba…

Per questo essere padri, consapevoli e impegnati è ancora più difficile, per certi aspetti. Per noi la natura non ha riservato un passaggio “obbligato“, una iniziazione… noi diamo un bel contributo e poi attendiamo fiduciosi…Eppure, nonostante questo, penso che oggi più che mai i padri siano tali: attenti, informati, sensibili… Non che la rete sia lo specchio fedele di come siamo ma già veder nascere diversi spazi curati da uomini che hanno voglia di condividere la loro esperienza  di padri con altri uomini credo sia un segno dei tempi, un buon segno…

Colgo l’occasione per fare un augurio a tutti i fortunati come me, a tutti i daddyblogger che conosco e a  tutti coloro che hanno avuto il coraggio di intraprendere il viaggio più grande della vita…

I miei regali più grandi
I miei regali più grandi

Piccoli sogni che si avverano…

17 Marzo 2009 Tiziano 2 commenti
In vetta al monte Gomito, la family quasi al completo...

In vetta al monte Gomito, la family quasi al completo...

Le immagini, i suoi e le emozioni del week end appena trascorso stanno sfumando via…

Oggi, come ogni lunedì (l’ho scritto ieri ma lo pubblico solo oggi…), la routine casa – lavoro – asilo ha ripreso il suo cammino, trascinandoci lontano dalla spensieratezza e dal candore dell’Abetone.

Non è stata proprio una “passeggiata di salute”, se vogliamo essere sinceri, ma nonostante la fatica dei preparativi, gli immensi bagagli e gli spostamenti, sono stati due giorni davvero piacevoli, dove ci siamo potuti dedicare un pò alla nostra grande passione, lo snowboard e soprattutto ai bambini.

Il tempo ci ha assistito alla grande: sia sabato che domenica c’è stato un gran bel sole con temperature primaverili, gradevolissime, un paesaggio magnificio e un’atmosfera davvero vacanziera…

Venerdì quando siamo arrivati, sinceramente, un pò di entusiasmo mi s’era perso tra le infinite curve che da Cutigliano portano a Pian di Novello, piccola frazione dell’Abetone dove abbiamo alloggiato. Sapevo che l’appartamento non era proprio vicino agli impianti ma dopo diversi minuti di curve, tornati, cascatine, alberi abbattutti ho cominciato a pensare che come al solito, per risparmiare, eravamo finiti nel buco del culo del mondo e già m’immaginavo le madonne che l’indomani avrei tirato…

Effettivamente il posto era un pò triste, in pratica 4 case lungo la strada, un albergo aperto, 3 chiusi e in rovina, manco un’anima in giro, ma almeno la casa era pulitissima, grande, accogliente e questo ha compensato un pò.

Il programma prevedeva che sabato, io e Silvia, saremmo andati a sciare alle 8 spaccate all’apertura degli impianti e fino alle 11, orario in cui saremmo andati a riprendere nonna Tina con i bambini per portarli all’ovovia, unico posto dotato di ampi spazi per far giocare i bambini.

Ovviamente Matteo alle 07:00 precise era sveglio :-) Fortunamente è arrivata mia cugina che ha prelevato Silvia e insieme a Lorenzo sono andati a sciare, almeno loro…

A metà mattina ci siamo ritrovati tutti insieme alla partenza degli impianti e io e Silvia ci siamo dati un pò il cambio.

Essere lì, sulla neve, in quel contesto per noi tanto importante, tanto emozionante, senza avere fretta di tornare a casa… vedere i bambini giocare, scoprire questo nuovo elemento, così divertente è stato bellissimo, un piccolo sogno che si è avverato.

Ho immaginato tante volte quel momento… tante volte mi sono fermato a sognare ad occhi aperti il giorno in cui io e Silvia saremmo riusciti a conciliare la nostra passione e la family e vivere quel momento sul serio è stato quasi meglio che averlo sognato. Lo scorrere del tempo è una cosa ineluttabile ma quando porta a certi traguardi non si può che essere felici!

Ovviamente rispetto al venerdì, il sabato pomeriggio è andato decisamente meglio, complice la sciata e il bel sole… quando siamo rientrati a casa, seppur presto, eravamo tutti allegri, sul molleggiato andante. Silvia si è addirittura concessa un’oretta di tv e io e Matteo un mega-bagno tipo piscina olimpionica…

Domenica la priorità è stata quella di portare Matteo sullo slittino, cosa che purtroppo era saltata il giorno prima. Tra me e Silvia c’è stata un pò di maretta per via della programmazione della giornata (ma come fanno uomo e donna ad avere visioni così diverse delle medesime cose??? Mistero…) ma a parte questo Matteo si è schiantato dalla risate sia sullo slittino che sul gommone… è stato uno spettacolo fare le paraboliche con quel coso. Noi papà eravamo naturalmente più fogati dei figli e sul tapis roulant non era raro vedere qualche giovane padre che esortava il piccolo infagottato dicendo…”"”su muoviti che sennò troviamo la coda, dai non rimanere indietro, stavolta andiamo più forte…“”" :-)

Il resto della giornata è trascorso tranquillo come il giorno prima. Silvia con nonna Tina ed i pupi sono rimasti alla partenza degli impianti a prendere il sole, a giocare sulla neve con gli altri bimbi, mentre io, dopo essermi fatto un’oretta in solitaria la mattina presto, mi sono concesso un’altra oretta spacca gambe… Complice l’ipod nelle orecchie ho fatto 5/6 piste davvero a tutta randa, concentrato, felice… sciare è davvero una cosa magnifica, magnifica…

Questo è stato il nostro primo week end familiare sulla neve. Un piccolo sogno che si è avverato e che spero dia l’inizio ad una nuova stagione ancora più coinvolgente, fatta di eventi e avvenimenti da condividere con i miei figli, sempre più protagonisti della nostra vita…

Piccoli consigli per le family che desiderano andare all’Abetone con i pupi al seguito:

  1. All’Abetone paese, sembra, che non ci siano strutture che affittano per il w.e. appartamenti. Le alternative sono alloggiare più distanti, come abbiamo fatto noi oppure provare a rivolgersi a privati. Ad ogni buon conto vi riporto il link dell’albergo La Villa dove siamo stati noi. Lo consiglio perchè, nonostante non sia comodissimo,  la proprietaria è una persona squisita e l’appartamento era davvero impeccabile;
  2. Per i bambini più piccoli che non sciano il posto ideale dove stare è il Kinder Garden, in località le Regine. L’accesso non è facilissimo (ma spalare la neve no, eh?!?) ma una volta dentro si sta davvero bene. C’è un’area per i più piccoli dove si trovano simil-slittini di gomma a traino umano e un’area per i più grandi dove correre con gli slittini veri e propri. Poi c’è il percorso con le paraboliche da fare con la ciambella, davvero divertente. Unico neo il costo: nel w.e. 8 € la prima ora e 2 € le ore successive… fatevi due conti…
  3. alla partenza dell’ovovia c’è l’unico vero spazio fruibile del comprensorio. E’ ampio, in parte protetto da reti e lì tutti si piazzano a prendere il sole, giocare, mangiare… non arrivate tardissimo altrimenti niente parcheggio, neanche a pagamento (ricordate: 5 € al giorno e tutti rigorosamente in monetine…)

Merenda sul fiume….

11 Marzo 2009 Tiziano 6 commenti

Giornata intensa quella di sabato.

Complice un sole meraviglioso abbiamo deciso di andare all’outlet di Barberino a  fare un pò di shopping e a goderci la bella giornata fuori casa. Dopo gli innumervoli preparativi (ogni volta che la Family decide di passare più di 2 ore fuori casa in pratica trasloca) siamo partiti alla volta di Barberino e alle 11:30 eravamo già in pieno tour spendarecco.

Chiariamo subito un concetto: agli outlet non si risparmia, soprattutto al di fuori dei saldi. I prezzi non sono proprio abbordabilissimi (anche perchè tutto quello che è in vendita è di marca), sono spesso lontani (benzina + autostrada) ed in più si rischia di acquistare cose datate, anche fin troppo. Nonostante tutto, però, andarci ogni tanto non ci dispiace. Qualche volta si trovano davvero degli affari e se le giornate sono belle è come passeggiare in centro.

Tra un negozio e l’altro, tra il pranzo, un caffè e un gelatino alla fine abbiamo fatto le 16:30 e con i piedi doloranti abbiamo deciso che era il caso di rientrare

Tornati a casa io e Matteo abbiamo scaricato le donne e siamo ripartiti per andare in centro a Campi B. per ritirare una cosa. In macchina eravamo  soli, c’era la radio accesa, lui cantava ed io mi sono sentito felice, felicissimo. Per la prima volta ho guardato mio figlio negli occhi e non ho visto solo un bambino, il mio piccolo bambino, ma un piccolo amico, un complice. Lui deve averlo capito perchè continuava a sorridere, senza guardarmi, si percepiva il suo piacere ad essere lì, io e lui, in viaggio verso chissà quale avventura.

Ad un certo punto mi ha chiesto:”"”Andiamo al Grillo a mangiare le pizzette?“”". Ovviamente, visto la bontà delle cose prodotte dal Grillo, ho acconsentito e dopo aver parcheggiato siamo entrati come due sceriffi in un saloon. Lui ha ordinato, da solo, il solito euro di pizzette ed io il solito sandwich coi gamberetti :-)

Dovreste davvero andare tutti a mangiare al Grillo qualche pomeriggio… fa dei salati allucinanti…

Quando siamo usciti con i nostri sacchettini, mi aspettavo che Matteo attaccasse subito a mangiare e invece mi ha guardato e mi ha detto sorridente:”"”Andiamo a mangiare sul fiume, a vedere le anatine (anatrine)”"”. Il mio sorriso si è allargato ancora, non riuscivo a credere alle mie orecchie. Matteo mi stava proponendo qualcosa da fare insieme, ma non le solite cose come disegnare, andare in bicicletta, eccetera; qualcosa di più coinvolgente, qualcosa che aveva il sapore della complicità, il piacere dello stare insieme.

Ci siamo diretti verso il ponte di Campi e una volta giunti alla Rocca ci siamo seduti su alcuni scalini che consentono di andare sull’argine. Schiena al sole, abbiamo aperto i nostri sacchetti ed in silenzio ognuno ha iniziato a mangiare.

Insieme.

Guardavamo il fiume, un pescatore, alcune nutrie e i magici riflessi del tramonto. C’era un’atmosfera fantastica. Io continuavo a fissarlo. Non riuscivo a crederci che mio figlio, tre anni e mezzo poco più, fosse già in grado di sintonizzarsi con me in questo modo, che fosse capace di pensare e mettere in pratica un suo piccolo piano, un’idea fuori dai soliti schemi, fuori da casa o dall’asilo. Era bellissimo con quel suo giubbottino da ometto, la bocca piena e sporca di sugo, lo sguardo sognante rivolto verso l’infinito.

Sarei voluto rimanere lì per sempre, a rispondere alla sue domande, a ridere spensierato come lui.

Quando stavamo per andare via ho intravisto la luna che faceva capolino e l’ho indicata a Matteo. Lui si è messo con il naso all’insù e allora io gli ho raccontato che la Luna, anche se sembra così lontana, è stata raggiunta dall’uomo, una volta, con un’astronave e che giunto lì ci ha pure camminato sopra… Lui allora, per niente stupito, mi ha guardato e m’ha detto:”"”Ma certo babbo, nonno Lino è sulla Luna…“”" e subito è tornato a guardarla… Il mio cuore si è stretto fino a scomparire e avrei voluto abbracciarlo forte, forte… avrei voluto dirgli che la sua sensibilità a volte mi sconvolge, che i suoi occhi sognanti sono troppo simili a miei, che lo adoro, che vorrei prenderlo certe volte e mettermelo dentro, dentro il mio corpo per proteggerlo e portarlo sempre con me…. Ero così emozionato per le sue parole e per l’atmosfera davvero magica che c’era che i miei occhi erano lì, lì per grondare ma poi mi sono ricordato che era pur sempre sabato pomeriggio, che c’era il mercato e che anche se io non li vedevo e sentivo, intorno a me c’erano decine di estranei.

Dopo un bel sospiro sono ritornato in me ed ho detto a Matteo che era ora di andare… anche lui è subito ricalato nella parte del piccolo treenne chiedendomi di poter essere portato in braccio… e così il nostro sabato pomeriggio è continuato come sempre… un sabato pomeriggio di marzo in cui sulla riva del fiume, ho sognato con mio figlio ad occhi aperti.

Io e le mucche al Meyer

8 Marzo 2009 Tiziano 2 commenti
Mucche al Meyer

Mucche al Meyer

Osservando le mucche del Meyer penso che gli uomini, in fondo, non sono così terribili come quelli descritti in una poesia che ho ascoltato pochi giorni, recitata dal grande Totò… come quelli che hanno abbandonato e maltrattato il povero cavallo Sarchiapone…

In questo posto c’è tanta sofferenza ma anche molta speranza; nell’aria si respira il lato buono dell’uomo, la sua piccolezza di fronte alla fragilità della vita ma anche le immense risorse che ha dentro di sè…

…come il sorriso intramontabile di un padre che cammina spingendo un macchinario a cui è attaccato suo figlio che è in braccio… un sorriso che per il piccolo vale più di ogni medicina…

Venire al Meyer è la cosa migliore che ho fatto per me stesso. E’ un balsamo per l’anima, è una doccia interiore che mi riporta in equilibrio con il mondo. Tutto il mio vivere assume un significato diverso, credo molto più chiaro e la serenità che trovo qui fortunatamente è così tanta che riesco a portarla anche a casa…

Andare via, però, non è facile: spesso lasciare quella ludoteca e ripercorrere tutti quei corridoi all’inverso mi rattrista perchè vorrei davvero fare di più; vorrei dedicare più tempo a coloro che frequentano questo luogo ma purtroppo, per adesso, non è possibile.

Manca poco all’apertura della biblioteca, davvero poco e sinceramente non vedo l’ora. Sono curioso di mettermi alla prova, di vedere come sarà quest’avventura, le emozioni che mi porterà, le esperienza che vivrò.

Per me, per noi, per lei…

Per me, per noi e per lei che cresce…

Per me: un piccolo video di 9 semplici secondi, nei quali vedo mia figlia che compie uno dei suoi progressi più grandi… camminare. Essere testimoni oculari di certe meraviglie suscita emozioni indescrivibili…

Per noi: è diventata più autonoma; adesso esplora il mondo con le sue gambe e vederla trotterellare per casa riempie di gioia i nostri cuori…

Per lei: che le tue dolci e ciotte gambine non si fermino mai più, amore mio, che ti accompagnino sempre la curiosità ed il buonsenso e che la vita ti riservi sempre cadute come questa, da cui rialzarsi sorridendo…

Categories: Personale

Privilegio

3 Marzo 2009 Tiziano 4 commenti

La mia Ceciotta

La mia Ceciotta

Oggi è stato il mio primo giorno di lavoro “normale” dopo l’emergenza creata dall’infortunio della nonna Rosanna.

In queste ultime 3 settimane, una sono stato a casa a fare il babbo full time e per due ho lavorato di pomeriggio, dedicandomi alla Ceci nella mattina.

E’ stato un periodo particolarmente intenso, con ritmi diversi dal solito che ci hanno messo a dura prova ma devo dire, che alla fine, questo periodo ci ha rafforzato.

Come sospettavo, questo nuovo contesto ci ha permesso di scoprire altre nostre potenzialità, ci ha reso più consapevoli, più consci delle nostre forze e di questo ne siamo felici. Siamo stanchi ma ora un capriccio di Matteo viene affrontato meglio, il sonno disturbato della Ceci non è la fine del mondo e pur con le occhiaie sorridiamo di più…

Ma quel periodo, ovviamente, non mi mancherà… se non per una cosa. In quei giorni ho avuto il privilegio, grande, di passare tanto tempo con la Cecilia, con la mia piccolina, di dedicarmi completamente a lei, senza disturbi, senza altre persone fra di noi.

Per tutti questi giorni, una volta che Matteo veniva prelevato dal nonno Nandino, io e la Ceci rimanevamo da soli e vi posso assicurare che ogni minuto passato con lei è stato fantastico.

Nel marasma della vita quotidiana, tra faccende di casa, lavoro e suo fratello, trovare del tempo solo per lei è quasi impossibile… i suoi progressi passano troppo in fretta, senza che ce ne accorgiamo, offuscati da tutto il resto… com’è bello, invece, essere presente, concentrato su di lei, osservarne i gesti, le espressioni, i sorrisi, lo stupore… com’è stato bello prepararle da mangiare ogni giorno qualcosa di nuovo, coccolarla senza dovermi guardare le spalle per vedere se Matteo ci vedeva, guardarla negli occhi e sciogliermi in quel celeste meraviglioso…

Sono stato un papà privilegiato, ho avuto il tempo e il modo di godermi mia figlia anche se per pochi giorni. E’ un’esperienza che i padri non sempre fanno, spesso per cause di forza maggiore ma molto spesso anche, volontariamente, stupidamente…. non sanno quanto bello sia sentirsi padre sul serio, essere l’unico punto di riferimento, anche solo per mezza mattina, della propria figlia o figlio.

Non abbiate fretta di tornare nei vostri uffici, signori, non abbiate fretta di tornare il mercoledì sera a giocare a calcetto, non abbiate fretta di tornare il venerdì a farvi la birretta con gli amici, non abbiate fretta… perchè sonoi i figli a crescere in fretta, troppo in fretta e quel periodo magico dell’infanzia è troppo importante rispetto ad altre sciocchezze che ci circondano…

Non ci saranno foto o filmini che potranno sostituire o che vi potranno restituire la gioia immensa di aver vissuto la crescita dei vostri figli…

Sono contento per mia madre che si appresta a guarire e forse devo dirle grazie perchè con il suo piccolo incidente mi ha permesso di vivere un’esperienza bellissima, intensa; un’esperienza che mi ha arricchito e che mi ha riempito di immagini che porterò sempre con me…