Dovrei assolutamente scrivere…. nella mia vita si stanno ammassando una serie di eventi che vorrei raccontare e ogni giorno che passo trattenendo questo bisogno mi sento sempre più male, inquieto e allo stesso tempo gli eventi più lontani sembrano sbiadire, scomparire come impronte lasciate sulla riva del mare…
So che sembra assurdo ma non ho ancora deciso quale pc comprare… Le vacanze di Natale hanno permesso di studiare la situation del mercato e di stringere di molto la rosa dei possibili acquisti ma ancora non so esattamente quale prendere…
A casa sto utilizzando un vecchio pc portatile di un mio amico ma che, ironia della sorte, non mi permette di navigare solo su due siti: wordpress e facebook!! Incredibile.
Qui a lavoro, dove sono adesso, vista l’ora, c’è una certa calma; in genere però curare il blog o pensare solo di scrivere qualcosa in modo decente è impensabile. C’è sempre troppa gente, troppe cose da fare… mi manca un pò d’intimità, di concentrazione.
Oggi però ho fatto un piccolo sforzo e sono arrivato 10 minuti prima con la speranza di poter almeno accennare al secondo tirocinio che ho fatto con lo scaffale volante al Meyer.
Era un pò di tempo che non frequentavo il l’ospedale pediatrico di Firenze e la sua ludoteca e devo ammettere che tornare in quei corridoi, tra quei ragazzi che svolgono un lavoro davvero straordinario, vedere i visi dei bambini che di colpo sorridono quando ci vedono è stato bellissimo.
Fare questa esperienza di leggere libri a coloro che per semplici malanni o per grandi malattie sostano anche solo per un giorno in quell’ospedale è davvero un balsamo per l’anima.
Lunedì sono arrivato in ludoteca un pò prima e ho dato una mano a Claudio e Nico a preparare gli scaffali. La biblioteca di Campi Bisenzio ha fornito la ludoteca di diversi libri, scelti fra le migliaia disponibili, ritenuti più idonei per questo tipo di letture; fra tutti quelli forniti, ogni volta che lo scaffale “parte” viene fatta una piccola selezione.
I più gettonati sono Caccapupù (del Superconiglio Simone), Il libro dei Mostri Ammalati, Il nuovo amico di Elmer e Il Mostro Peloso (appena posso pubblico anche riferimenti più precisi); questi davvero non mancano mai ed in pratica vengono letti e riletti più volte nell’arco della stessa giornata!
Ieri eravamo in 4 e ci siamo divisi così: io con Claudio (un ragazzo forse più giovane di me) e l’altra ragazza con Nico (il responsabile della ludoteca), loro si sono diretti a pronto soccorso mentre noi siamo andati al c.d. day surgery. In pratica si tratta di una stanza ovale molto grande, coloratissima, dove ci sono 12 letti. Qui sostano i bimbi che nella mattinata hanno subito un intervento chirurgico; sia che si tratti di tonsille o della rimozione di una ciste, dopo l’intervento i bambini vengono trattenuti in questa stanza comune dove smaltiscono l’anestesia e dove vengono monitorati prima delle dimissioni.
Presentarsi ai bambini in questo contesto proponendo delle letture non è semplicissimo. Sia loro che i loro accompagnatori sono tendenzialmente più svogliati verso certe iniziative, guardano con una certa diffidenza questa piccola “invasione” della loro privacy e probabilmente l’unica cosa che vogliono è tornare presto a casa. Lì dentro non abbiamo concluso granchè, purtroppo, ma fortunatamente ci siamo rifatti nella sala d’attesa e poi nella c.d. serra, ovvero nella grande sala d’attesa comune posta al piano terra dove si affacciano i vari ambulatori.
Ho letto quasi tutto il tempo io; Claudio ha visto che me la cavavo abbastanza bene e mi ha lasciato campo libero. Devo ammettere che leggere ai bambini in quel contesto mi esalta. All’inizio provo un certo impaccio ma poi, quando mi scaldo, mi sento davvero preso, mi appassiono.
Quando vedo i bambini che si avvicinano, che mi chiedono di leggergli dei libri, che si stupiscono, che ridono, che domandano, io mi sento bene, mi sento di aver fatto del bene, sia a loro che ai loro genitori che li accompagnano. Fare del bene è vero che fa bene… dopo ci sente sollevati, leggeri e, personalmente, anche ricaricato.
Il tempo è passato talmente bene e talmente in fretta che alle 17:30 eravamo ancora in serra a ridere con un Matteo che si era “appena fatto il pisellino nuovo” (testuali parole!).
Adesso che con l’anno nuovo questa avventura è ricominciata spero davvero che vada in porto in fretta e che la biblioteca apra i battenti quanto prima: ho voglia di sentirmi parte di quella struttura, di quel gruppo di persone che aiuta anche se indirettamente e in maniera lieve i bambini che stanno male.
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Il Meyer io credo meriti una visita.
Io sono abituata alla cultura del rispetto e della cura dell’infanzia perchè, come saprai, qui a Reggio sono pionieri.
Ma ogni volta che leggo del Meyer rimango incantata.
Silvia
Non ho capito se l’incanto deriva da quello che scrivo o dal fatto che conosci il Meyer di persona…
) Scherzi a parte, quell’ospedale è davvero particolare, in primis per la struttura, bizzarra e colorata e poi perchè essendo un ospedale pediatrico vi si respira un’atmosfera particolare… i bambini sanno rendere piacevole anche i luoghi più tristi.
Ciao T.