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Archive for Dicembre 2008

Arriva il 2009…tanti Auguri a tutti!!!

31 Dicembre 2008 Tiziano 4 commenti

Oggi è l’ultimo giorno dell’anno e immancabilmente viene voglia di fare dei bilanci, di tirare un pò le somme di ciò che è stato ripensando a tutti i 364 giorni appena trascorsi.

Un anno di vita racchiude in sè davvero tante, tante cose: i volti delle persone nuove che si sono conosciute, gli avvenimenti più e meno importanti che sono accaduti, le emozioni grandi, grandissime e piccole che abbiamo provato… insomma un intero anno è un piccolo universo su cui si potrebbe riflettere almeno per altrettanto tempo.

Io, però, almeno per oggi, mi asterò dal giudicare questo 2008 perchè sinceramente ci sto ancora riflettendo su.

Una cosa è certa: la nascita della Cecilia è stato l’avvenimento più importante, emozionante e coinvolgente di tutti e il 2008 se ne va lasciandoci questo meraviglioso nuovo regalo e per sempre lo ricorderemo come l’anno in cui la piccola Cecilia ha raggiunto la nostra famiglia.

Io approfitto solo di questo piccolo spazio per fare gli auguri a tutti coloro i quali più o meno assiduamente lo hanno frequentato, scrivendomi e commentando in questi ultimi 12 mesi. Il 2008 è stato anche l’anno di nascita di questo blog e sono contento di essere ancora qui a scriverci dopo tanto tempo; sinceramente non ci avrei giurato 12 mesi fa.

Che il 2009 sia davvero un buon anno, migliore, se possibile, del 2008 e che i sogni, i desideri e le aspirazioni di tutti si possano realizzare.

La Canneori Family.  

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Di nuovo sulla neve

31 Dicembre 2008 Tiziano 5 commenti

Domenica 28 io e Silvia siamo finalmente andati a sciare per la prima volta in questa stagione 2008/2009.

E’ stata una giornata magnifica e tragicomica allo stesso tempo, un classica giornata Canneori!!!

Anche se solitamente evitiamo di andare la domenica, visto l’affollamento inumano delle piste, per questa volta abbiamo fatto un’eccezione visto che Dario, mio cognato, non avrebbe avuto altre occasioni di sciare con noi per via del lavoro per cui un pò a malincuore (seeee e chi ci crede….) domenica mattina alle 07:30 siamo partiti all together alla volta del Monginevro.

Da sottolineare che per sabato e domenica la protezione civile aveva emanato un’allerta meteo per via del grande freddo polare. Erano previste temperature molto al di sotto delle medie stagionali e vi posso assicurare che c’hanno azzeccato alla grande.  In macchina, prima di partire, il termometro segnava - 7, dico - 7 e non aggiungo altro. Invece quando abbiamo parcheggiato la macchina una volta arrivati in paese al Monginevro il termometro segnava - 14!!!! Roba da non crederci.

Mentre facevamo la coda per gli skipass il freddo era davvero pungente e stare fermi in attesa è stato uno strazio: mani e piedi congelate nonostante guanti e scarponi. Fortunatamente abbiamo evitato la ressa e per le 09:30 eravamo già sulla prima seggiovia. Appena scesi ecco che succede il primo dei 2 tragici avvenimenti della giornata: Silvia si sposta dal punto di arrivo e si siede per allacciarsi la tavola ma come tenta di stringere il primo attacco uno degli straps gli rimane letteralmente in mano! Rotto di netto probabilmente per via del freddo. La plastica, magari non di ottima qualità o difettosa, non ha retto alla temperatura così bassa e alla prima sollecitazione ha fatto crack gettandoci nello sconforto totale. 

Organizzare quella giornata non è stata una cosa facile, soprattutto perchè abbiamo dovuto lasciare entrambi i pupi per la prima volta insieme a mia suocera e non sapevamo come sarebbero andate le cose; poi c’era la questione del gran freddo ed il fatto che Silvia mancava dalle piste da ben 2 anni… Insomma c’erano diverse incognite ma mai avremmo pensato ad un inconveniente del genere.

Dopo un primo momento di incredulità abbiamo deciso rapidamente sul da farsi e abbiamo scelto di rimanere visti tutti i sacrifici fatti e soprattutto vista la magnifica giornata e la stupenda neve che c’era. Siamo scesi di nuovo in paese con la seggiovia che ci aveva portati su e siamo corsi al primo negozio per noleggiare una tavola per Silvia.

Non potete capire la rabbia di dover spendere 16 € per noleggiare un vecchio pezzo di legno e contemporaneamente dover lasciare parcheggiata una tavola nuova di pacca…:-((

Comunque poco dopo le 10:00 eccoci di nuovo pronti! Ripartiamo più grintosi che mai ed in poco tempo recuperiamo Dario e Orazio nel versante soleggiato del comprensorio del Monginevro. C’era e c’è tutt’ora una neve stupenda, abbondante e divertente e solcarla è stato incredibile, bellissimo. La mia gioia doveva essere abbastanza evidente perchè ad un certo punto, in seggiovia, Silvia sorridendomi mi ha detto:”"”ma quanto ti farà felice sciare, soprattutto con me?!? Sembri euforico…“”"” ed aveva perfettamente ragione.

La straordinaria esperienza del diventare genitori ha comportato, almeno per ora, alcuni sacrifici, sia considerando le nostre singole vite ma soprattutto per quanto riguarda l’essere una coppia. Troppo spesso ci trascuriamo, non ci dedichiamo del tempo, dell’intimità, siamo sempre troppo presi a stare con loro, a lavorare per loro, a concentrarci su di loro… Invece domenica è stata, almeno in parte, una giornata tutta nostra, un pò come prima che arrivassero le 2 furie. Io e lei, insieme, da soli, impegnati nella nostra grande passione, al cospetto di un panorama mozzafiato. Mi ha riempito il cuore rivedere quel suo casco blu metalizzato brillare sul candore delle nave, vederla ridere tutta goduta per aver affrontato un piccolo pezzo di fuoripista…

In cima a Les Gondrans

In cima a Les Gondrans

Dopo pranzo, mentre gli altri 3 desperados si rilassavano in rifugio, crogiolandosi al sole, io mi sono fatto un altro paio di piste in solitaria, come un drogato di adrenalina. Avevo troppa energia da sfogare e non potevo certo rimanere più del necessario fermo a sedere mentre c’era tutta quella bella neve che mi aspettava!!! Peccato che la mancanza di allenamento e l’imminente arrivo dei 34 anni si sono fatti subito sentire ed hanno comportato il secondo tragico avvenimento della giornata.

Ad un certo punto, dopo aver recuperato la truppa dal rifugio, siamo risaliti in cima ad una delle 2 seggiovie quando all’arrivo Orazio cade trascinandosi dietro Silvia… Io, che non ho più i riflessi di una volta, invece di scansarli gli frano sopra andando a cozzare con gli stinchi proprio sulla lamina della tavola di Silvia. Lì per lì ho sentito solo una gran botta, ma poi niente più. “”"Una bella contusione”"”, ho pensato, e subito mi sono rialzato per prepararmi a scendere. Dopo l’incidente abbiamo ancora sciato un pò, poi il pensiero dei pupi e la stanchezza di Silvia ci hanno fatto tornare in paese e poi di corsa a casa. Arrivati a Torino abbiamo però scoperto una cosa stupefacente. L’impatto con la lamina tagliente aveva lacerato sia i miei pantaloni, sia la mia calzamaglia e sia il mio stinco!!! Infatti come mi sono spogliato per farmi la doccia ho trovato un bel taglio sotto il ginocchio di quasi 3 cm. di lunghezza e soprattutto bello profondo. Lì per lì non sapevo cosa fare ma poi mi sono convinto ad andare al pronto soccorso dove nel giro di un’oretta mi sono ritrovato con 4 bei punti di sutura!!!

Insomma come primo giorno di snow non è stato male: un attacco nuovo nuovo rotto e 4 punti di sutura, per non parlare poi dei mille dolori articolari che ci sono usciti verso sera e il fatto che ovviamente sia Matteo che Cecilia hanno avuto una insolita nottata molto agitata mentre noi eravamo praticamente stremati!!!

6o minuti per ritrovare il sorriso

26 Dicembre 2008 Tiziano 2 commenti

Non è proprio l’Epifania, che tutte le feste si porta via, ma la sera del 26 dicembre è già tempo di bilanci, di feste che furono. Ovunque si rimettono a posto le cucine, i salotti massacrati da tombole e dai torroni spalmati sui divani e tutti sembrano avere una gran voglia di riposare, di stare in silenzio.

Noi, che dal 23 siamo praticamente agli arresti domiciliari, siamo invece sull’orlo di una crisi isterica. Matteo, che ormai da 2 giorni non ha più la febbre, è carico come il coniglietto della Duracell, come la coda di Tigro quando deve eseguire il balzo di rimbalzo… Tenerlo chiuso anche solo un’altra mezza giornata è impensabile. Domani sembra che il tempo sarà migliore e se tutto va bene finalmente rivedremo la luce del sole e respireremo nuovamente aria buona. Questa casa ci sta opprimendo come in un romanzo Kafkiano e la televisione inizia a darci disturbi compulsivi. Per fortuna la Ceci in tutto ciò sembra imperturbabile nel suo ciclo pappa-cacca-nanna….

Questi 2 giorni di festa non sono stati proprio esaltanti per me e questo per diversi motivi: in primis la mancanza di mio suocero. Ormai qui a Torino da quando è mancato lui certe ricorrenze hanno un sapore amaro e invece di essere pervasi da sentimenti di gioia ed euforia tutti sembriamo stranamente irritabili e poco inclini al sorriso. Poi, come spiegavo nell’ultimo post, sembra diventato difficile organizzare qualcosa quando le famiglie tendono ad allargarsi un pò troppo, per cui, paradossalmente, invece di essere facilmente in compagnia si rischia di rimanere soli come un giorno qualunque dell’anno.

Fortunatamente oggi, per puro caso, è successa una cosa che mi ha fatto di colpo tornare a galla, che mi ha fatto risentire la gioia del Natale, che mi ha fatto riflettere sulle cose importanti e che credo abbia donato ai presenti vera serenità. In pratica, visto che mia suocera non aveva potuto assistere alla recita di Natale di Matteo, questo pomeriggio ho deciso di fargliela vedere attraverso la registrazione fatta con la videocamera. Sulla stessa videocassetta, però, c’era in pratica tutto il nostro ultimo anno di vita; 60 minuti in cui c’erano condensati i momenti salienti del nostro 2008. A parte la nascita della Cecilia e i suoi primi mesi di vita, abbiamo avuto il piacere di rivedere le nostre vacanze al mare a Campomarino (le ultime prima che la casa fosse venduta), il momento in cui Cecilia ha mangiato il suo primo omogeneizzato di frutta (sempre nel terrazzo della casa al mare), quando ha mangiato la sua prima vera pappa (questa volta sotto il portico della casa in Umbria), io e Matteo impegnati a fare la salsa di pomodoro ad Agosto a Collevalenza, il giorno di ferragosto passato da mio zio a Cordigliano con tutta la dinastia Canneori al gran completo, il battesimo della Cecilia, ed infine appunto la recita del tatopuzzo.

Un vortice di immagini, di parole e di emozioni incredibile. Rivedendoci in quei momenti ho realizzato, come se fosse la prima volta, che questo anno che volge al termine ci ha regalato la più grande delle gioie, ovvero l’arrivo di una nuova vita nella nostra famiglia ovvero la nascita della Cecilia.

Quest’anno è stato sicuramente un anno intenso, bellissimo e duro sotto certi aspetti, ma soprattutto molto stancante. Nonostante il preziosissimo aiuto di mamma e company siamo arrivati in fondo davvero in deficit di forze psico-fisiche senza contare altre news come lo sconvolgimento comportamentale di Matteo dovuto all’inizio della materna e all’arrivo della sorella.

Questo video, insomma, m’ha fatto bene e mi ha fatto tornare un pò di sano spirito natalizio…

…forse, per essere onesti, dovrei aggiungere che questa nuova piccola euforia è in parte  dovuta anche al fatto che oggi abbiamo organizzato la prima surfata dell’anno per domenica al Monginevro :-) )

Vigilia di Natale

25 Dicembre 2008 Tiziano Lascia un commento

E’ un pò tardino ma avevo voglia di scrivere 2 righe sulla giornata odierna.

Il tema delle feste di Natale è tutt’altro che semplice e appena posso vorrei affrontarlo come si deve ma di una cosa vorrei parlare adesso: più il tempo passa e più mi rendo conto, in maniera sempre più limpida, che questa festa può avere solo 2 possibili scenari: da una parte c’è quello di tipo religioso “stretto” ovvero la festa vissuta da chi è pervaso da una certa fede e che vive questa fede in modo profondo e sentito sia attraverso la preghiera sia attraverso gesti e comportamenti ben definiti (l’astensione dal mangiare carne il 24, la partecipazione alla messa di mezzanotte, la benedizione delle statuine del presente, ecc…) mentre dall’altra c’è la festa di coloro che si riuniscono essenzialmente per mangiare (molto), bere (molto), giocare a carte fino a tardi e che vedono in questa festa un momento di puro divertimento, goliardico e godereccio.

Le vie di mezzo sono perlopiù dei fallimenti.

Per chi come me ha smarrito la fede diverso tempo fa lo scenario possibile rimane solo uno ma questo non sempre risulta di facile attuazione. Spesso accade che piccoli impedimenti facciano saltare tutto come è accaduto quest’anno per via della febbre dei pupi. Alla fine ci siamo ritrovati io, mia suocera, Silvia ed i bambini a consumare una cena tutto sommato carina ma pur sempre passata davanti alla tv. Mio cognato in compenso stava peggio di noi perchè lavorava… Saranno solo ricordi d’infanzia eppure quanta nostalgia mi mettono le immagini di alcuni Natali passati in Umbria, insieme ai miei genitori. Erano giorni sempre allegri, la casa piena di gente, si passava da un pasto all’altro, da una tavola all’altra e nel mentre si giocava, si gridava e ci si divertiva.

Oggi sembra che ricreare certe atmosfere sia diventato difficile. A volte mancano gli spazi, più spesso manca la voglia di fare in genere. Mi sembra che queste feste vengano sempre più vissute come delle scocciature, come momenti di estrema confusione che si spera passino in fretta…

Sarò uno strano nostalgico ma mi mancano certi “eccessi” di quand’ero piccolo…

p.s. A proposito di piccoli: Matteo, anche se non al massimo dell’entusiasmo, ha preparato per Babbo Natale un piccolo “ricevimento”: su un tovagliolo ha sistemato un bicchiere di latte, dei biscotti e i suoi 3 amatissimi ciucci. Ebbene si, quest’anno il barbuto nonnetto in cambio dei regali per il cucciolo si prenderà i suoi ciucci visto che lui è diventato “grande”… Non è stato semplicissimo convincerlo ma ce l’abbiamo fatta! Ora speriamo che domani mattina i regali lo soddisfino altrimenti rischiamo che li rivoglia indietro!!!

In attesa di Babbo Natale

In attesa di Babbo Natale

24 Dicembre 2008 Tiziano 3 commenti

E’ un pò difficile rimettersi alla tastiera dopo 20 giorni; mi sembra di provare la stessa sensazione di quando, tanto tempo fa, in un freddo giorno di novembre, andai a Cervinia da solo quando aveva appena nevicato.

A marzo dello stesso anno mi ero frantumato omero e gomito saltando con lo snowboard a Bielmonte e dopo avevo passato 6 mesi in convalescenza a casa. A novembre, quando vidi comparire la prima neve, dissi a me stesso:”"”devo provare a ritornare subito sulla tavola, altrimenti addio…“”" e così partii per la prima sciata della nuova stagione, con una strana paura addosso. Durante tutta la risalita fatta con gli impianti ripetevo a me stesso che niente era cambiato, che anche se la botta era stata grossa la neve rimaneva sempre il mio ambiente preferito, l’unico in cui ero davvero a mio agio, che la montagna era casa mia, ecc, ecc…

Arrivai in cima, mi guardai intorno, presi una grossa bocca d’aria (3.000 e rotti metri sono sempre tanti in più ero emozionato per cui me la sono presa comoda) e dopo diversi minuti, mi alzi e partii. Dopo 5 metri caddii e pensai: “”"Ecco, la magia è finita. La tavola non fa più per me…“”" Invece, piano, piano, con pazienza mi rialzai e finii la pista come tante altre volte…. Poi ne feci altre e alla fine correvo nuovamente peggio di prima!

Oggi mi sento un pò come quella volta. Riprendere a scrivere dopo 20 giorni di allontanamento forzato hanno creato in me una sorta di timore; ho paura di non essere più in grado di riagganciarmi a quel trend, a quel sentimento che avevo a fine novembre con il blog e i suoi annessi. In questi giorni non ho scritto una riga da nessuna parte, neanche uno straccio di appunto e non so se riuscirò a raccontare come vorrei alcuni eventi che ci sono capitati ed alcune emozioni che ho provato in questo periodo… vedremo. Posso dirvi che lo spazio lasciato libero dal blog è stato proficuamente occupato dalla lettura (ho finito tre libri di cui poi vi dirò ed ho riattaccato un bel mattone dell’anno scorso con un certo vigore) e dal riposo (ma come sarà bello andare a letto alle 22 in certe sere…); insomma alla fine qualcosa di buono la rottura del Mac comunque l’ha portata :-) )

Volendo fare un rapidissimo aggiornamento vi dico che il Mac è andato “quasi del tutto“ perchè il guasto non è sull’inverter ma sul display. Il costo del pezzo è più alto del valore della macchina per cui niente da fare. Adesso giace silenzioso in sgabuzzino in attesa che gli trovi un pezzo di ricambio usato e lo riporti all’antico splendore. Io bloggo questa sera da Torino, perchè la family si è trasferita per le feste all’ombra delle amata montagne per un soggiorno di circa 12 giorni. L’arrivo non è stato dei migliori: Matteo e la Ceci hanno entrambi la febbre alta per colpa di una infezione della alte vie respiratorie. In pratica è da qualche giorno che siamo totalmente  impegnati in lavaggi nasali, somministrazione di tachipirine, di nureflex, controllo dei termometri e sgombero della casa da migliaia di fazzoletti usati… Fortunatamente al nostro arrivo abbiamo trovato una splendida giornata che ci ha regalato panorami mozzafiato con tutta la catena alpina imbiancata!!! Davvero incredibile! Io non sto più nella pelle e spero davvero di poter andare presto a sciare.

Bene. Adesso che il primo post del “dopo Mac” è stato scritto mi sento davvero meglio. E’ davvero come quando finii quella mia lunga convalescenza all’ombra del Cervino: mi sento bene, di nuovo in forma e pronto a recuperare il tempo perduto

Categories: Personale

La Morte è la curva della via

4 Dicembre 2008 Tiziano 3 commenti

La Morte è la curva della via.

Morire è solo non essere visto.

Se ascolto, sento i tuoi passi esistere come io esisto.

La terra è fatta di cielo.

Non ha nido la menzogna.

Mai nessuno si è smarrito.

Tutto è verità e passaggio.

(Fernando Pessoa – Una sola moltitudine)

Oggi sono esattamente 2 anni che Lino, mio suocero, se n’è andato. La poesia di Pessoa che ho riportato fu quella scelta per essere letta durante la funzione che si tenne nella Sala della Memoria del Tempio Crematorio di Torino.

Da quel 4 dicembre le nostre vite sono cambiate e non saranno più le stesse. E’ vero che il tempo rimargina ogni ferita ma è anche vero che le cicatrici rimangono per sempre visibili; le puoi toccare ed ogni volta il ricordo di quel dolore ritorna vivo…

Off line/2

2 Dicembre 2008 Tiziano 2 commenti

Rieccomi.

Appaio come un lampo nel buio, come un latitante che fugge da un covo all’altro. La sfiga continua a starmi addosso come la carta moschicida.

Oltre ad avere il Mac ancora fuori uso anche a lavoro per una settimana intera non c’è stata linea, insomma isolamento totale, manco l’ora d’aria, peggio di un boss al 41 bis…

Come dicevo nell’ultimo post mi sono ritrovato di colpo fuori da internet e perciò fuori dal blogghè, fuori da facebook, fuori da aNobii, insomma fuori da tutto un micro-cosmo che ultimamente mi vedeva molto preso. Pensavo di esserne più refrattario, più distaccato e invece non è così. Devo ammettere che chi mi diceva di stare “attento” a non farmi risucchiare da questo gorgo aveva ragione: questo “altromondo” ha un strano potere e questa pausa me l’ha fatto scoprire nel modo più diretto possibile, ma come spesso accade credo che alla fine ciò risulterà salutare.

Tornando al discorso di essere off line, questa condizione mi condizionato soprattutto per quanto riguarda il blogghè: non scrivere, non poter condividere tanti piccoli avvenimenti che sono successi in famiglia, tanti sentimenti che ho provato in questo periodo, non poter “parlare” con alcuni amici mi ha molto rattristato. Anzi devo dire che in certi momenti ho avuto un vero e proprio malessere, una sorta di malinconia, non pensavo che questo universo mi avesse preso così tanto.

Forse è sbagliato riporre così tante attese, tanto entusiasmo in quello che in fin dei conti è solo un piccolo diario on line ma quando vieni a sapere che ci sono anche solo 2 persone che più o meno assiduamente ti seguono, ti senti come “impegnato” nei loro confronti, un impegno bello, gratificante ma che va onorato.

La dipendenza dal blogging esiste, io ne ho le prove…

Comunque per la cronaca il Mac ha l’inverter (o roba simile) fuori uso e per ripararlo occorrono circa 225,00 €… che fare??? Ripararlo ma avere comunque un mezzo vecchio o ricomprarlo e dissanguarmi??? Mah! Fortuna che almeno è arrivata la neve…

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