Antibiotici si, ma con cautela

Oggi, mentre sfogliavo distrattamente uno dei tanti giornalini che vengono distribuiti gratis in giro per la città, mi sono imbattuto in una bella paginona verde che riportava la seguente dicitura “Antibiotici si, ma con cautela… 5 regole per non abusarne“.

Essendo spesso alle prese con le otiti di Matteo e avendo la Ceci piccola che prima o poi necessiterà di qualche somministrazioncina, ho letto l’articolo con una certa attenzione e poi ho dato un’occhiatina anche al sito segnalato.

La pagina sembra sia stata pubblicata a cura dell’Agenzia Italiana del Farmaco, dell’Istituto Superiore della Sanità e dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.

Il tema dell’uso o meglio dell’abuso che si fa di antibiotici è quanto mai attuale e anche sulle pagine di questo blog ne abbiamo discusso alcune volte. Ci sono pediatri che non si fanno scrupoli nel prescriverli mentre altri li vedono come veri e propri veleni; lo stesso dicasi per i genitori: a volte sembra che l’importante non sia capire cos’ha il proprio figlio ne cosa sia meglio fare in un’ottica di lungo periodo. L’importante è far guarire subito il pargolo o comunque eliminare fastidiosi effetti come la febbre o il mal d’orecchie. 

Nella realtà gli antibiotici sono dei medicinali molto utili ed efficaci ma servono solo in determinati e specifici casi e solo in presenza di certi batteri. Se, invece, vengono presi quando non servono, per esempio in presenza di un virus, o magari utilizzando tempi e modi non adeguati, rischiano di rivelarsi anche dannosi.

Le 5 regole citate sono:

  1. Non prenderli in caso di raffreddore o di influenza;
  2. Prenderli sono dietro prescrizione medica;
  3. Seguire esattamente tempi e modi indicati dal medico;
  4. Non interrompere il trattamento;
  5. Non cambiare spontaneamente antibiotico.

Come vedete regole semplici ma che spesso non vengono rispettate.

Perciò ricordiamoci che gli antibiotici combattono i batteri e non i virus e se li somministriamo ai nostri figli quando non serve rischiamo di imbottirli di medicine inutili e al tempo stesso di selezionare a nostra insaputa batteri sempre più forti che un domani potrebbero resistere alle cure. Già oggi molti batteri si stanno rivelando resistenti ad alcuni antibiotici in Europa e questo rappresenta un campanello d’allarme per tutti. Dobbiamo essere noi genitori, in primis, a mantenere la calma nelle situazioni di malattia dei nostri figli, analizzando le situazioni caso per caso, con calma e senza farsi prendere dal panico. Se il nostro piccolo ha la febbre alta non significa che solo un antibiotico può risolvere la situazione… dipende semplicemente da quello che ha il piccolo. La cosa ottimale sarebbe quella di fare delle analisi come i tamponi per vedere se si riesce ad isolare il batterio, ma spesso questa prassi si rivela lunga e non sempre i pediatri sono inclini a farla. In alternativa si possono aspettare le classiche 48/72 ore durante le quali tenere a bada la febbre con la tachipirina, con il ghiaccio e con le spugnature di alcol; se si tratta di un virus, passato tale lasso di tempo la situazione dovrebbe piano, piano risolversi da sola.. se invece si tratta di un batterio allora si potrà iniziare una cura antibiotica consapevoli del fatto che questa è assolutamente necessaria.

Ironia della sorte, mentre ero a pranzo anche il TG1 ha trattato l’argomento sottolineando come alcuni studi hanno evidenziato che in Italia si fa un ricorso all’uso degli antibiotici a dir poco sconsiderato. Mi raccomando: teniamo i nervi saldi e smettiamola di credere che un antibiotico risolva tutto; non è sempre così. Per ogni ulteriore approfondimento vi rimando al sito da cui è stato tratta la paginona verde di cui vi ho parlato:

www.antibioticoresponsabile.it

3 Risposte

  1. Soprattutto NON INTERROMPETE LE TERAPIE!
    Io divento una belva.
    Non c’è niente di più deleterio che piantare una terapia antibiotica a metà.

    Noi a suon di un’otite al mese ormai abbiamo l’abbonamento all’Augmentin. :-/

  2. condivido tutto! Troppa gente, adulta, tratta questi argomenti con leggerenza, ed i rischi sono notevoli.
    Ciaoooooooooo

  3. Sai, Luca, cosa c’è secondo me che non va? E’ che i pediatri, pressati da noi genitori in apprensione continua, somministrano gli antibiotici perchè in ogni caso risolvono la situation: se è un virus passa da sè e il bambino migliora, se è un batterio allora l’antibiotico fa piazza pulita e il bambino migliora. Per questo, nel dubbio, i pediatri li danno subito e così ci fanno contenti… capito? Come dici tu, dovremmo noi adulti essere i primi a mantenere la calma e a ponderare bene l’uso di qualsiasi farmaco.

    Ciao T.

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