Certe notti…

…mi ritrovo immerso nel buio del salotto a cullare la Cecilia che combatte contro la fame, il nasino perennemente chiuso e i dentini che non vogliono spuntare… e penso…

In piedi, tento di calmarla con il contatto del mio corpo e con qualche ninna nanna appena sussurata; lei tenta di rilassarsi e nel mentre tenta varie forme di strangolamento mentre io continuo a pensare…

…mi guardo intorno e immagino di essere nel futuro dove robot nascosti nel buio mi guardano curiosi; poi mi ricordo che sono i led del televisore, del forno, del decoder e del Mac che sonnecchia in stand-by e mi tranquillizzo sapendo di non essere diventato matto…e continuo a pensare…

Stare in piedi nel cuore della notte, in silenzio senza poter fare altro ti lascia molto spazio ”all’approfondimento” nel senso che devi stare lì, al buio, a dondolare il ”fagottone” mentre la mente può viaggiare in mille direzioni…

Ormai non mi sento neanche più tanto stanco; avere il sonno frammentato è diventata un’abitudine che non mi disturba più di tanto… di fatto vivo in uno stato perenne di semi – coma; la mia vivacità dipende da quello che faccio: se vado a correre sono pimpante e mi riprendo un pò mentre se la sera mi metto nel letto vicino a Matteo a leggergli le favole finisce che mi addormento “molto” prima di lui!

Stanotte la Ceci si è presa 2 ore di pausa(?!), dalle 2 a oltre le 4 e devo dire che non è stato semplice; mi sono venute in mente brutte cose del tipo “…ma chi ce l’ha fatto fare…” e altri concetti similari ma poi me ne sono subito pentito. ”E’ la stanchezza“, mi sono detto e l’ho detto anche a lei che nel mentre mi guardava sorridente facendo “aaoo uoo oaoa ododi cococo“.

Allora sono andato indietro con la mente a quando io e Silvia eravamo novelli fidanzati, pieni di impegni, di cene, aperitivi, sciate, uscite in camper… insomma “giovani” indaffarati, unicamente presi da noi stessi e ho pensato a quali progetti facessimo all’epoca, a come vedevamo il nostro futuro, cosa ci aspettavamo di bello dal domani…

Che sciocco che sono“, mi sono detto sorridente come se avessi ricevuto un’illuminazione, “…ma a te e a Matteo pensavamo; ecco cosa di bello ci aspettavamo dal domani!“ ho semi-urlato alla Ceci che m’ha guardato stupita. Allora me la sono abbracciata stretta stretta, le ho dato un morsettino sulle poppette grasse e lei si è lasciata andare ad una risatina tutta goduta.

Non c’è niente da fare: sarà dura ma l’avere figli rappresenta davvero una gioia immensa che ripaga ogni sforzo, anche il più grande ed il più lungo… non bisogna mai lasciarsi andare agli sfoghi momentanei ma cercare sempre di pensare che un figlio è il dono più grande che una coppia possa ricevere.    

3 Risposte

  1. ciao, mi piace molto questo blog e in questo post ritrovo tanto delle mie notti invernali dell’anno passato: la mia frollina ha 2 anni a dicembre e l’anno scorso era sempre malata e ha sofferto molto con i denti. Oltre a svegliarsi abitualmente alle 6 del mattino, spesso faceva delle lunghe pause notturne (anche 2 ore come la ceci!) che ci sfinivano: ad un certo punto con il mio compagno ci davamo i turni come due sentinelle al fortino.

    Allora: quest’anno è moooolto meglio. Lei è più grande e i raffreddori (perenni d’inverno) riusciamo a gestirli molto meglio, inoltre comunichiamo e lei dorme molto di più (figurati che al mattino faccio fatica a svegliarla per portarla al nido!).
    passa. non dormirai più profondo e secco come quando non avevi figli ma passa e si torna ad avere una vita (anche sociale) di ottima qualità: anzi meglio, dato che ci sono molte cose belle con i bimbi!

    ciao
    panz

  2. Ciao Panz e grazie della visita. Certe notti sono proprio strane, davvero… l’umore sale e scende come sulle montagne russe e tenere saldi i nervi diventa complicato. Grazie all’esperienza fatta con Matteo la gestione della Ceci è evidentemente più semplice anche se talvolta capita di sbarellare…Ho dato un’occhiata al tuo blog e sentirti dire che ti piace il mio mi riempie di orgoglio. Il tuo si che è uno spazio come si deve… io mi sento ancora un Cenerentolo della rete…
    Ciao T.

  3. senti: ho inserito parte del tuo post nel mio ultimo articolo su Liquida (mi occupo di maternità): http://magazine.liquida.it/2008/11/11/diventare-papa-le-reazioni-delluomo-allarrivo-di-un-figlio/
    poi ti scrivo una mail perché mi piacerebbe tanto mandarti una piccola intervista se ti va di partecipare…

    complimenti ancora: credo che si parli troppo poco di paternità e maternità come i due lati della stessa medaglia ed è un peccato
    ciao

Lascia una Risposta