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Incauto ottimismo

Giornatina complicata quella di oggi.

A causa del mega raffreddore che ha contagiato tutti noi, questa mattina ho deciso di accompagnare io a scuola Matteo alleggerendo così Silvia da un impegno mattutino abbastanza gravoso anche dovuto al fatto che mia madre fino a domenica non c’è.

Matteo, purtroppo, quando ci sono io diventa enormemente più bizzoso, lungo e complicato; sa che io sono l’anello debole del comando, quello che per fargli fare le cose lo fa giocare e ridere,quello che ha più pazienza e perciò se ne approfitta.

Per cui stamani abbiamo iniziato con frasi del tipo “non voglio andare a scuola“, seguite da “mi fai dormire ancora un pochino?“, poi “posso stare un pochino sul divano col ciuccino?“, e ancora “non mangio!! (riferito alla colazione)“…e così via.

Tra la sveglia e la partenza da casa sono passati circa 45 minuti ma ho fatto più fatica in quei minuti che durante la preparazione della maratona!!! Per non parlare del fatto che mi ha ripetuto ossessivamente che voleva essere addormentato “esclusivamente” dalla Maestra Stefania e da nessun altro e che lì non avrebbe mangiato niente! Capito?!

Arrivati a scuola Matteo ha voluto venire in braccio e quando siamo arrivati alla base delle scale ha iniziato anche a piangere. E’ stata dura, dura, dura ma per fortuna non ho ceduto. L’ho calmato e gli ho ricordato tutte le cose belle che avrebbe fatto di lì a poco. Un pò si è ripreso ma una volta giunti in classe ha cercato il ciuccio ed io per non creare il panico generale gli ho detto di no, che non era il momento e che doveva pensare ad andare e giocare e così via… Ha ripreso a piangere, com’era prevedibile, e solo l’intervento della Stefania ha posto fine al piccolo dramma.  Me ne sono andato e lui stralunato com’era neanche mi ha salutato…

Quando sono tornato in macchina avevo il magone alto, alto… Sarei voluto tornare indietro, salire quelle piccole scale, abbracciarlo forte e dirgli che… faceva bene a non voler andare a scuola, che il suo posto, piccolo cucciolo del babbo, era a casa con me, sul tappetto a giocare con le macchinine, oppure seduti sul pouf a guardare boing incantati insieme; gli avrei voluto dire che se non voleva mangiare la roba precotta della mensa non importava, gli avrei comprato, una volta uscito, ogni genere alimentare che gli andava, pizza, chupa chups, schiacciata co’i ciccioli, insomma tutto… Gli avrei voluto dire che lasciarlo lì in lacrime era stata la cosa più triste del mondo e tante altre cose ancora…

Fortunatamente il mio Io razionale mi ha impedito di compiere qualsiasi sciocchezza e mestamente ho avviato il motore per andare a lavoro…

Quello che dovete sapere è che la crisi di Matteo, del tutto normale e fisiologica in un bambino di 3 anni e poco più che non ha mai frequentato per tempi così lunghi altre comunità di bambini in passato, è dovuta principalmente ad un fattore, ovvero il sonno. Matteo è un dormiglione, gli piace anche rilassarsi sul letto senza dormire, come un adulto. Gli basta il suo amato ciuccio e poi tutto il resto non conta. Passare dalle sue 2 ore e passa all’oretta poco più della scuola è stato un trauma, vero e proprio. Per non parlare del fatto che il ciuccio è poco tollerato e che spesso non glielo danno proprio per farlo abituare… Insomma questo mancato riposino sembra averlo messo in crisi. Quando lo andiamo a prendere alle 15:30 è sempre tutto allegro ma spesso ci chiede di andare a casa proprio per mettersi sul divano! E l’idea di svegliarsi la mattina dopo per andare a scuola lo turba perchè ciò significa alzarsi presto, venire svegliati, ecc…, ecc.. Insomma tutto è legato al sonno, o almeno così sembrerebbe… Speriamo che il suo giovane organismo trovi presto un equilibrio o che si abitui in fretta perchè vederlo così mi dispiace… mi sembra di fargli una specie di violenza…

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