Leggere per sentirsi sollevati: round 1

Martedì 23 si è tenuto il primo vero incontro dedicato alla formazione dei volontari per il progetto “leggere per sentirsi sollevati” (clicca qui, qui e qui per rinfrescare la memoria). Ecco una breve sintesi di come è andata.

L’appuntamento era fissato per le 17:00 alla ludoteca del Meyer; io sono partito a piedi dalla caserma verso le 16:15 visto che il tempo era buono e una bella passeggiata mi avrebbe fatto sicuramente digerire lo “straordinario” panino ingurgitato a pranzo: lampredotto con i porri… non so se mi spiego…

Mentre camminavo verso il Meyer una strana sensazione ha iniziato a crescere dentro di me, una specie di ansia, dovuta, credo, all’idea di stare per entrare in un ospedale, pediatrico per giunta; ho pensato a quello che avrei potuto vedere o sentirmi raccontare e un pò questo mi ha spaventato.

Quando sono arrivato davanti all’ospedale, fortunatamente, la brutta sensazione è andata via, via sparendo anche perché il Meyer tutto sembra tranne che un ospedale; è immerso nel verde delle colline a ridosso del centro di Firenze, ha una struttura articolata, non austera, fatta di vetro, di corridoi circolari, di legno a vista e così via,

Trovo la ludoteca al secondo piano e quando sono entrato nella stanza ho scoperto di essere l’unico ragazzo; all’interno c’erano già diverse persone ma tutte donne e questo mi ha un pò imbarazzato: ho pensato che forse mi ero “infilato” in una cosa più indicata alle donne che agli uomini, ma che fare? Ormai c’ero per cui mi sono seduto e ho aspettato che iniziasse l’incontro.

L’incontro è poi iniziato alle 17:15 circa con una platea di circa 35 persone, di cui 2 uomini: io e un ragazzo più o meno della mia età che sembrava già conoscere alcune persone della associazione Helios.

L’incontro verteva su:

“Grande svolta, grandi libri e lettori grandi”.  Storia, generi, filoni e capolavori della narrativa per ragazze e ragazzi tra i 9 e i 14 anni
Docenti: Antonella Lamberti e Selene Ballerini, bibliotecarie della Biblioteca di Villa Montalvo e documentaliste di LiBeR Database.

Devo dire che sia Antonella Lamberti che Selene Ballerini sono state bravissime; sono riuscite a mantenere viva l’attenzione per tutto il tempo e soprattutto hanno parlato in un modo molto comprensibile, chiaro e penetrante. Grazie a loro l’incontro è letteralmente volato via, quasi 2 ore bruciate in un batter d’occhio.

All’inizio l’Antonella ha spiegato in cosa consiste il loro lavoro: in Italia, ogni anno escono quasi 2300 nuovi libri per ragazzi e loro se li devono leggere/visionare/recensire/catalogare quasi tutti; in più gestiscono questo immenso patrimonio che è l’archivio (Liber Database) di tutta la narrativa per ragazzi uscita in Italia praticamente dal dopo guerra ad oggi… non so se rendo l’idea di quanti libri devono maneggiare in un anno… un numero incredibile…

Poi ha fatto una rapida cronistoria della narrativa per ragazzi, partendo dalla c.d. grande svolta che ci fu, secondo diversi ed autorevoli autori, nel 1987 quando uscì il libro “Le streghe”, edito da Salani nella collana degli Istrici. Un libro che per la prima volta si rivolgeva ai bambini non come tali ma come dei veri e propri consumatori, per cui maggior attenzione data al libro come prodotto commercile, al fatto che leggere diventava un piacere e non più una imposizione…

I bambini, piano, piano, sono diventati protagonisti attivi delle proprie scelte di lettura e in quel periodo iniziarono a spopolare anche i c.d. libri game, libri fatti per essenzialmente per giocare, senza un corpo predefinito e che dovettero subire numerose critiche da parte dei “puristi” della lettura ma che coinvolsero enormemente i giovani lettori di tutte le età.

Le scelte, dopo la grande svolta, iniziarono ad essere fatte non più solo in base agli autori ma anche e in misura sempre maggiore in base alla collana; la collana diventò una specie di ”bollino di garanzia“.

Attualmente “la collana” intesa come sopra sta già sfumando… Ora quello che “conta” è il personaggio, la saga, la serie. Pensiamo, solo per fare un esempio ad Harry Potter o Geronimo Stilton. C’è però un rischio connesso a questo tipo di approccio ed è quello dell’affezione, del ”legarsi” troppo proprio al personaggio trascurando altre pubblicazioni, altri generi.

Poi si è passati a parlare in maniera più specifica del Meyer e ci è stato spiegato di come sono stati scelti i libri che compongono o andranno a comporre la biblioteca. Tali libri sono stati scelti da un archivio, sempre della Liber, denominato “almeno questi“. Già dal nome si capisce la composizione di detto archivio: si tratta di quei libri che per diversi fattori non possono mancare in una biblioteca per bambini e ragazzi, qualsiasi essa sia e che sono ancora in commercio.

Successivamente è stata fatta una carrellata sui vari generi dei libri per ragazzi, dalla fantascienza (oggi in calo), al fantasy (oggi molto in voga), ai classici (s’intendono i libri scritti prima del 1945 e godibili da più generazioni), ai gialli, ai libri Horror ed infine le c.d. storie fantastiche. Per ogni genere è stato portato un libro a mò di esempio e a breve pubblicherò la lista di questi libri, tutti davvero molto interessanti.

Durante ques’incontro ci sono dati anche dei consigli su come scegliere i libri per i bambini e su come introdurli alla letture e io li ho trovati molto utili quale “selezionatore” presente e futuro dei libri per i miei figli:

  1. Non si dovrebbero mai proporre ai bambini storie con situazioni irrimediabili, anche se fantastiche, ci deve sempre essere “una via d’uscita”, una “seconda opportunità” e soprattutto un lieto fine;
  2. E’ importante scegliere i libri in base al sesso del lettore e a quello del protagonista (un libro adattissimo ad una adolescente può essere noiosissimo per un coetaneo di sesso maschile e viceversa);
  3. Bisognerebbe porre attenzione ai temi trattati e soprattutto a come vengono trattati, non tutto è ”degno” di essere letto. Magari un libro di successo usa un linguaggio sbagliato, eccessivo o affronta temi troppo complessi per il pubblico a cui si rivolge o per coloro a cui abbiamo pensato di consigliarlo;
  4. Il libro non è una medicina, non si può parlare di una vera e propria “libroterapia”. La lettura è terapeutica per diversi motivi ma sotto altri aspetti ma di per sè non aiuta a risolvere dei problemi di salute

In sintesi, scegliere dei libri per i propri figli o comunque per qualcuno è davvero un compitoimportante, che richiede una certa dedizione; sarebbe meglio averli già letti per sapere se davvero sono adatti a loro o comunque sarebbe opportuno informarsi sulla trama e in generale sulla qualità di ciò che i nostri figli andranno a leggere.

Leggere, questo è certo, aiuta nella crescita e nello sviluppo di un bambino e dal mio punto di vista leggere aiuta a diventare un educatore migliore.

Aspetto con ansia il prossimo incontro che si terrà il 1 ottobre.

Una Risposta

  1. Bravo Tiziano, una lodevole iniziativa che promuoverò con piacere, vorrei in questa occasione, ricordare anche la raccolta fondi che la Misericordia di Campi Bisenzio sta effettuando per la nuova ambulanza Neonatale in collaborazione con l’ospedale Meyer. Su http://www.campibisenzioblog.it tutte le modalità per effettuare le donazion che possono essere scaricate dalle tasse. A presto, aspetto il secondo round…
    Fabio

Lascia una Risposta