Matteo è stato un bambino abbastanza precoce nel togliersi il pannolino; infatti a 2 anni esatti faceva già regolarmente i suoi bisogni nel vasino anche se subito dopo ha preferito utilizzare il riduttore direttamente sul water.
Purtroppo, però, da un pò di tempo a questa parte le cose sono peggiorate. In passato è già capitato a volte che per distrazione legata al gioco o per la tv Matteo si sia bagnato le mutadine o non ci abbia dato il tempo materiale di fargliela fare; quello che accade adesso, invece, è che apparentemente sembra avere delle difficoltà a rendersi conto di quando sia ora di andare in bagno e capita che faccia la pipì nelle mutandine anche più volte al giorno… per non parlare della notte dove ormai spesso siamo costretti a cambi notturni della biancheria.
Molti mi avevano suggerito che dietro a tutto ciò ci fosse un disagio psicologico attribuibile con molta probabilità all’arrivo della Cecilia ed al fatto che Matteo abbia, suo malgrado, dovuto condividere noi genitori e le nostre attenzioni con la piccola… Io, sinceramente, non lo ritenevo plausibile in quanto mi sembrava strano che un bambino così piccolo riuscisse a somatizzare in questo modo certi suoi disagi.
Invece mi sono dovuto ricredre. Leggendo qua e là sul web ho scoperto che il problema della enuresi (questo è il nome scientifico del problema del fare la pipì a letto) può essere causato, soprattutto nei bambini più piccoli, proprio da disturbi psicologici riferibili, ad esempio all’arrivo di un fratello o sorella, oppure all’inserimento all’asilo; situazioni per così dire “forti” nelle quali il bambino si trova disorientato ed il fare la pipì a letto rappresenterebbe un modo per sfogare la frustrazione o la rabbia create dal nuovo contesto, un modo anche per ri-attirare a sè quelle attenzioni magari perse…
Certo che la situazione non è delle più simpatiche: svegliarsi spesso di notte e scoprire che ci sono da cambiare le lenzuola non è il massimo soprattutto se questo avviene mentre contemporaneamente la Cecilia e Matteo piangono…
Comuque le uniche cose sensate da fare, in generale, sono: avere tanta, tanta pazienza e non colpevolizzare il bambino, non farlo sentire un malato o un diverso ma anzi spiegargli che è tutto normale e che ci sono moltissimi altri bambini come lui. Inoltre si possono adottare anche dei piccoli accorgimenti come il fargli fare sempre la pipì prima di andare a letto, non dargli da bere troppo dopo cena, ecc..
La cosa comunque importante è non lasciarsi tentare dalla voglia di sfogarsi contro i pupi perchè non si ottiene niente, anzi, si rischia di sbriciolargli ancor di più l’autostima già magari intaccata dal fatto di trovarsi di colpo bagnato nel letto.
Postato in: Figli | Messo il tag: cambio, enuresi, lenzuola, letto, notte, pipì









Meraviglioso… giustissimo… sono una mamma che ha avuto lo stesso problema con il suo secondo bimbo: riusciva a contenere la pipì a casa ma a scuola era un disastro e, come detto nell’articolo, era un disagio dovuto all’ambiente scolastico: nonostante cercassi di spiegarlo alle amrstre loro continuavano a dirmi che non era normale e a trattarlo come ‘un ritardato’…una cosa atroce!
Anch’ io ho scritto dei post sull’argomento proprio perchè lo sentivo così forte:
http://bambini.ehl2000.com/2008/09/mamma-ho-fatto-la-pipi/
http://bambini.ehl2000.com/2008/09/mamma-ho-fatto-la-pipi-come-risolvere-il-problema-a-scuola/