Gita a Melfi

Come sapete sul medio e basso Adriatico insiste da martedì una certa perturbazione che ha portato specialmente su Abruzzo, Molise e Puglia un discreto maltempo con piogge consistenti e forti raffiche di pioggia. “Approfittando” di questa pausa meteorologica abbiamo deciso di andare a trovare i parenti di Silvia che abitano a Melfi, anche perché mia suocera se non coglieva questa occasione probabilmente, stando a Torino, chissà quando sarebbe potuta tornare “al suo paesello“.

Così martedì verso le 15:30 ci siamo imbarcati tutti e 5 e siamo partiti in direzione della Basilicata. L’itinerario si snoda attraverso dei bei paesaggi, soprattutto la seconda parte del percorso, diciamo da Foggia a Melfi, per cui il viaggio è stato piacevole e mi ha ricordato quanto possa essere bello “vagabondare” da un posto all’altro senza fretta, riuscendo a godersi il panorama…

Appena siamo arrivati siamo stati accolti da zio Gerardo, da Paola, da Max (il cane) e da 2 gattini; dopo i saluti di rito e dopo aver aspettato l’arrivo di zia Renata, siamo andati a fare una passeggiata lungo il centro di Melfi, anche perché io, dopo ben 3 volte, ancora non l’avevo visto! Devo ammettere che non mi ha fatto una grande impressione. Vedendola da casa dei parenti di Silvia, Melfi appare come un classico borgo arroccato su una collina, uno di quei borghi che pensi siano tenuti come delle bomboniere anche perché non sono proprio delle metropoli… Invece abbiamo notato tanti, troppi palazzi con le facciate vecchie, tinte male o cadenti, troppe scritte sui muri, troppo disordine in genere. In più il centro sembra si stia piano piano svuotando a favore di altre zone più nuove e meglio servite e questo è un peccato perché qui come in altri luoghi questo potrebbe comportare nel lungo periodo lo smarrimento dell’identità del paese e la perdita di quelle peculiarità che rendono affascinanti determinati luoghi.

Comune è stato davvero simpatico poter rivedere con Silvia tutti quei posti che lei frequentava da piccola, quando a Melfi tornava a trovare i parenti che all’epoca vivevano ancora in centro: rivedere la casa dove si affacciava alla finestra con le gambe a penzoloni, oppure passare vicino alla casa della bisnonna, o andare a mangiare quei “panzerotti” che solo qui sanno fare così buoni… Insomma è stato un piccolo tour nel passato che penso abbia fatto felice sia Silvia che la sua mamma. Anch’io amo tantissimo queste genere cose perché la mia infanzia è costellata di bellissimi ricordi, legati ad alcune case e ad alcuni paesi in particolare, e ogni volta che ci torno m’assale quella struggente nostalgia per una stagione della vita fantastica ed irripetibile come l’infanzia…

A parte queste digressioni, la giornata è continuata con una bella cena a casa dei parenti che hanno dovuto sorbirsi la videocassetta del Re Leone prima e di Biancaneve poi al fine di far stare fermo Matteo almeno per mezz’ora. La casa di questi parenti è davvero bella soprattutto per la posizione, che domina Melfi standogli praticamente di fronte su un’altra collina e poi per il silenzio che mette davvero subito a proprio agio. Quando si frequentano certi posti ci si accorge di quanto sia un pò assurda la vita vissuta in un condominio, o comunque la vita che uno trascorre in mezzo alla confusione e al traffico. Stando in questi posti leggermente isolati ti rendi conto di quanto l’uomo abbia bisogno di pace, di armonia e di vivere vicino alla natura. Questa “capatina” a Melfi ci ha fatto tornare una certa “voglia di Umbria” e chissà che davvero un giorno…

Oggi la giornata è stata un pò particolare in quanto tutti i “padroni” di casa lavoravano per cui noi ad una certa ora ci siamo ritrovati da soli e devo ammettere che un pò ho fantasticato pensando che tutto quello spazio, sia dentro che fuori, potesse essere mio… Comunque in mattinata siamo poi usciti per andare a far visita al cimitero al nonno di Silvia, ovvero al marito della mitica Nonna Michelina e poi abbiamo fatto una passeggiata di nuovo per i vicoli del centro di Melfi.

Visto che le notizie dal mare non promettevano niente di buono e visto che zia Renata ha insistito per farci rimanere anche a pranzo alla fine invece di ripartire come avevamo deciso ci siamo fermati sia a mangiare che dopo; solo verso le 17:00, approfittando di un attimo di lucidità di Matteo, siamo riusciti a rimetterci in macchina per tornare.

Devo dire che questa parentesi ci voleva proprio. Dopo tanti giorni di fila della solita routine (mare-casa-mare), per quanto bella, viene un pò a noia e invece così, dopo aver saltato quasi 3 giorni di mare ora siamo carichi e pronti per tornare “sull’onda“. Un pensiero speciale va a zia Renata, zio Gerardo e a Paola che ci hanno gentilmente ospitato a casa loro anche se ci siamo presentati quasi senza preavviso… la prossima volta vi aspettiamo noi a Campi Bisenzio, ok?!?

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