Non sto parlando in senso estetico. Matteo in questo periodo è particolarmente bello quando dorme perché, quando è sveglio, è praticamente incontrollabile. Devo anche ammettere che rispetto a tanti altri bambini è ancora oro ma vi devo confessare che, soprattutto qui al mare, stargli dietro è diventato sfiancante.
Prima di tutto perché ha un’energia inesauribile per cui quando siamo in spiaggia occorrono veramente mille occhi e delle buone gambe per non perderlo nel giro di 5 minuti. Inoltre l’arrivo dei 3 anni l’ha cambiato notevolmente e adesso, per esempio, con gli altri bambini non è più remissivo o timido, anzi, li affronta a viso aperto, scontrandosi continuamente per aver questo o quel gioco.
Avevo letto che i 3 anni avrebbero rappresentato una “grande” svolta ma speravo in qualcosa di più costruttivo; per non parlare poi delle sue fissazioni, un vero calvario. Di seguito ve ne riporto un piccolo elenco:
- vuol fare il bagno obbligatoriamente senza costume. E’ convinto che il costume sia un indumento come le mutandine e perciò non se le può bagnare. In 23 giorni non c’è stato verso di farglielo mai indossare per entrare in acqua.
- se si fa il bagno al mare o la doccia a casa non si deve bagnare assolutamente i capelli. Questa è nuova e devo dire che l’ha presa solo da alcuni giorni. In pratica, di colpo, ri-odia l’acqua sui capelli e non fa nessuna differenza se a bagnarlo sono io con la doccia oppure un pallone tirato da 100 mt. L’acqua la odia come i gatti randagi…
- Durante la toilette quotidiana il viso bisogna lavarglielo con pochissima acqua e la maglietta che porta non deve assolutamente bagnarsi (vedi i motivi di cui sopra);L
- Pur facendo mille chilometri al giorno, in spiaggia deve andare con il passeggino, altrimenti quei 200 mt. diventano 2.000.
A leggerle così sembra cavolate ma vi assicuro che se affrontate quotidianamente e anche più volte nello stesso giorno, diventano pesanti. La pazienza purtroppo non è infinita in nessuno di noi, per cui… Spero che questa fase dei 3 anni caratterizzata dalla necessità di affermazione del proprio carattere anche attraverso parole ripetute continuamente come “no” o “è mio“, passi in fretta, soprattutto perché sgridarlo di continuo è davvero deprimente sia per lui che per noi.
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