Io dichiaro di essere un Rasta

Così mi metto già al sicuro se un domani mi venisse in mente di iniziare a fumare marijuana. E lo stesso vale per Silvia, Matteo e Cecilia, così con una dichiarazione ci sistemiamo tutti.

Non sono impazzito, ma forse qualche giudice si. Se non avete sentito la notizia ve la sintetizzo io. Allora a Perugia un uomo è stato condannato ad un anno e 4 mesi di reclusione perché è stato trovato in possesso di un etto di marijiuana.

Lui ha fatto ricorso dichiarando che la sostanza gli serviva per pregare in quanto è un rastafariano, ovvero un adepto del Rastafarianesimo, i cui elementi più conosciuti fuori dai confini Giamaicani sono la musica Reggae e appunto l’uso di marijuana, quale erba meditativa.

Incredibile ma vero, la Corte ha accolto il ricorso spiegando, tra le altre cose che “i giudici ordinari non avevano tenuto conto della religione praticata dal soggetto…” e che non si può condannare il soggetto solo sulla base del “semplicistico richiamo al dato ponderale della sostanza” trascurando di valutare le “modalità comportamentali del ‘rasta’”.

Ovviamente anche Matteo si rende conto che questa sentenza crea un precedente che potrebbe di fatto rendere inefficace qualsiasi azione volta al contrasto del traffico di droga soprattutto il contrasto allo spaccio e all’uso personale.

Chiunque può dichiararsi Rasta a questo punto senza dover necessariamente dimostrare davvero di esserlo. Ma poi, aggiungo io, se in uno Stato una certa sostanza è considerata illecita, così come il suo utilizzo e/o detenzione, perché dovrebbero esserci delle deroghe appellandosi a pratiche religiose? E’ un’assurdità bella e buona e ancora una volta mi conferma che il buon senso se ne è andato da questo Paese…

Per maggiori informazioni leggete qui.

7 Risposte

  1. Purtroppo è vero, si è voluto creare un precedente, anche se credo avrà vita breve. Voglio augurarmelo. Speriamo inoltre che in futuro non vengano assolti anche i killer che degustano le proprie vittime, potrebbero praticare qualche strano culto di tribù cannibali.

  2. quello che hai scritto può essere in parte condivisibile. ma ci tengo a precisare che il suddetto rastafariano ha visto togliersi la condanna di spaccio, ma comunque non ne esce pulito in quanto gli han dato le sanzioni che la legge prevede per uso personale!
    se sei interessato alla vicenda e a ciò che i rasta pensano a riguardo, qui puoi trovare il comunicato dell’A.P.R.I. (Assemblea Permanente Rastafariani in Italia)
    http://amdaselassie.altervista.org/comunicato.htm

  3. Ciao, sono uno dei tanti soggetti X che popolano il web e sono arrivato qui per caso, scrivendo su google la parola “rasta”. Secondo me il problema non sta nel dichiararsi o meno rasta, ma come tu hai scritto sta nel “decidere” una volta per tutte se le cosidette “droghe leggere” sono illegali o meno. Preciso, se io vengo fermato e trovato in possesso della quantità di thc considerata “uso personale” incorro solamente in una sanzione amministrativa e nel sequestro della sostanza. Già qui c’è un equivoco. Nel senso, è consentito l’uso personale (e quindi non sono perseguibile penalmente) però mi viene sequestrata, mi chiedo “è illegale o no possedere hashish?”. Inoltre se c’è la possibilità di essere riconosciuto quale praticante del rastafarianesimo, mi dovrebbe essere riconosciuto il diritto di possedere la mia pianta e quindi dovrei essere messo nella condizione di non dover andare ad acquistare dallo spacciatore di turno, con tutto quello che ne consegue. Io penso che ognuno in casa propria debba essere libero di fare ciò che vuole, e di punire con una multa e ritiro della patente per chi invece detiene sostanze al di fuori della propria abitazione e chi abusandone si mette alla guida in maniera poco coscienziosa. La perdita del buon senso sta sempre nell’abuso e nell’essere causa di spiacevoli episodi.

  4. Non sono riuscito a capire come tu ti chiami, ma non importa, pensavo: visto che sei così interessato a contrastare le droghe, addirittura ti atterrisce l’idea che ” questa sentenza crea un precedente che potrebbe di fatto rendere inefficace qualsiasi azione volta al contrasto del traffico di droga soprattutto il contrasto allo spaccio e all’uso personale.” mi chiedo perchè non dovrei io magari venirmi a fare i fatti tuoi e a chiederti di smettere di mangiare lo zucchero perchè induce dipendenza e ti fa venire il diabete o di consumare il peperoncino che agisce sulla sostanza P del tuo cervello o magari il cioccolato (chissà se ti piace?) e del vino? ne vogliamo parlare? Pensi che limitare la libertà dell’individuo sia una soluzione? Pensi che la proibizione possa tenere lontani i tuoi cari da problemi di droga?
    Perchè non ti domandi invece chi ci guadagna con la proibizione?
    Perchè l’uomo ha bisogno delle sostanze psicotrope?
    Se da domani ognuno fosse libero di coltivare cannabis per se, le mafie perderebbero ingenti capitali da reinvestire in azioni criminali, se l’uomo trattasse con più rispetto i doni che la terra gli ha dato la canapa ritornerebbe ad essere fonte di vita e medicina per molti mali.
    Se poi la vogliamo mettere sul piano della legalità allora dovresti ricordarti caro amico che lo stravolgimento della legge non l’hanno fatto i giudici ma i cari signori Fini e Giovanardi con una legge vergogna inserita forzatamente in un decreto sulla sicurezza , senza confrontarsi con le parti socialie soprattutto senza tenere conto della volontà “sovrana” del popolo italiano che nel referendum del ‘93 dichiarò con una schiacciante maggioranza, la volontà di alleggerire la pressione punitiva sull’uso di simili sostanze. Riflettici

  5. Mi chiamo Tiziano (giusto per la precisione) e non sono interessato a contrastare le droghe (anche se fa parte integrante del mio lavoro, giusto per essere ancora più precisi…) ma sono interessato a vivere in un paese che abbia poche e semplici regole le quali vengano rispettate. Punto. Niente di più e niente di meno. Rispetto alla sentenza dei giudici di Perugia la mia perplessità era data dal fatto che, come spesso accade, certe sentenze vengano strumentalizzate e usate per distorcere la realtà. Sicuramente il soggetto in questione era un Rastafariano vero ma ciò non toglie, che uno sia concorde o meno, che quello che lui ha fatto, in Italia, è un reato. Punto. E come tale va punito. Poi se vogliamo entrare nel merito della legge, se questa sia più o meno efficace o se questa sia più o meno aderente alla realtà è un altro conto. Poi sinceramente non capisco il parallelismo con il divieto di mangiare lo zucchero, o il peperoncino o il vino. Vorremmo forse paragonarle? Magari sull’abuso di alcolici ci sarebbe qualcosa da dire, ma sul resto penso che tu abbia una visione un pò partigiana della cosa. Non so se il proibizionismo terrà lontano i miei figli dalle droghe, ma lo spero. Spero che i miei figli, un domani, andando in discoteca non trovino interessante “calarsi” una pasticca, o assumere l’MDMA, o lsd o altro… spero che un domani i miei figli trovandosi al parco con gli amici facciano altro piuttosto che rollarsi canne come tanto spesso si vede… Sinceramente spero questo. Purtroppo l’uso della canapa non rientra nella mia cultura, non fa parte del mio bagaglio culturale, ma questo è per cui è con questo che educo i miei figli, sperando di fare bene. E comunque la droga, per leggera o pesante che sia, rimane sempre tale per cui rimango contrario ad un suo facile reperimento ed uso.

  6. ma ke fastidio vi da????cioe,l’italia nn manda in galera gli assassini e i politici korrotti e voi vi lamentate di un rasta ke ha della maijuana addosso….ipokrittttiiiiiiiii……..

  7. Non è una questione di fastidio… personalmente trovo la cosa come un precedente pericoloso per il distorto uso che se ne potrebbe fare, tutto qua… Anch’io trovo più grave che ci siano pirati della strada che hanno ucciso 2 persone, guidando senza patente e che si sono presi solo 5 anni oppure politici corrotti con sentenza passate in giudicato che stanno ancora in parlamento “a rappresentarci”…

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