Negli ultimi due/tre giorni Matteo, durante i pasti, ha accusato un pò di mal di testa, aggiungendo di sentire anche molto caldo, caldo alla testa.
Subito abbiamo pensato ad un colpo di calore, dovuto al fatto che durante il giorno, mentre siamo in spiaggia, passa molto tempo al sole a giocare oppure in acqua a fare il bagno e che questa lunga esposizione poteva avergli fatto male.
Il malessere è sempre passato spontaneamente e solo un paio di volte abbiamo dovuto applicare del ghiaccio sulla testa perché Matteo ce lo ha espressamente richiesto.
Sinceramente, però, analizzando bene le cose siamo giunti alla conclusione che non poteva trattarsi di un vero colpo di calore e questo per diversi motivi: innanzitutto Matteo sta in spiaggia solo nelle ore considerate “indicate” per i bambini, ovvero dalle 08:30 alle 11:30 e dalle 16:00 alle 19:00; questi, in linea di massima sono gli orari in cui siamo in spiaggia, per cui il sole non dovrebbe essere così forte. In secondo luogo Matteo ha sempre il capo coperto da una bandana e infine beve molto.
Certo che qualche fastidio il sole può averglielo causato ma non certo grave. Comunque i colpi di calore sono molto frequenti, soprattutto in questi mesi ed in questi giorni dove assistiamo a temperature fuori dalla norma, accompagnate spesso da un’afa insopportabile.
Di seguito vi riporto una breve sintesi descrittiva del colpo di calore e delle precauzioni da adottare:
Il nostro organismo mantiene costante la temperatura corporea indipendentemente dalla temperatura esterna. Se l’ambiente è freddo abbiamo i brividi e ci muoviamo di più per produrre calore, al contrario quando è caldo sudiamo perché l’evaporazione delle gocce di sudore dalla superficie cutanea permette di disperdere calore.
In condizioni estreme questi sistemi non funzionano o non riescono a mantenere una adeguata temperatura corporea, per cui avremo rispettivamente le lesioni da freddo (fino all’assideramento) e le lesioni da caldo (il malessere o esaurimento da calore e il colpo di calore). Il colpo di sole può essere considerato come il colpo di calore, con la sola differenza che in questo caso vi è stata una esposizione diretta ai raggi solari e quindi sono presenti anche i segni della ustione solare.
Le condizioni ambientali determinanti perché si verifichi il colpo di calore sono: temperatura esterna elevata, aumento dell’umidità relativa (che ostacola l’evaporazione del sudore) e ventilazione assente o ridotta. Questi tre fattori si potenziano a vicenda, per cui potremo avere un malessere per temperature ambientali non elevate, ma con alta umidità relativa e ventilazione assente (la cosiddetta afa).
Vi sono delle persone che più di altre corrono il rischio di avere un colpo di calore: i bambini e gli anziani, le persone con ritardo mentale e quelle con malattie croniche, specialmente malattie del cuore o pressione arteriosa alta. Anche alcune sostanze voluttuarie (alcool, cocaina, amfetamine) alterano i meccanismi che regolano la temperatura corporea e possono facilitare un colpo di calore. Ad esempio l’uso dell’ecstasy nelle discoteche affollate e calde associato all’aumento dell’attività motoria e all’eventuale assunzione di alcool rappresenta sicuramente una situazione di rischio per gli adolescenti.
Quali sono i disturbi
Soprattutto senso di mancamento, nausea, vomito, aumento della temperatura corporea, mal di testa, piloerezione (pelle d’oca) al torace ed arti superiori, brividi, respirazione frequente, crampi muscolari, disturbi mentali che possono arrivare allo stato di incoscienza o limitarsi ad una incoerenza nel parlare. L’insieme di questi sintomi variamente combinati tra loro rappresenta l’esaurimento da calore che precede il colpo di calore, il quale è caratterizzato da un peggioramento progressivo, con aumento della temperatura corporea fino a 40°C – 41°C, delirio, coma o crisi convulsive.
È molto importante riconoscere i primi segni dell’esaurimento da calore: in questa fase, infatti, potremo evitare complicazioni cercando un luogo più fresco, interrompendo l’attività fisica e aumentando l’assunzione di acqua. Se i sintomi sono sin dall’inizio gravi o la persona soccorsa stenta a riprendersi occorre chiamare immediatamente il 118.
Nel frattempo dobbiamo portare la persona in un ambiente ombreggiato, fresco, spruzzare acqua sul corpo (possono essere utili gli spruzzatori che si usano per il giardino o per la biancheria), comunque bagnare la superficie corporea con asciugamani; se cosciente il malato deve bere acqua, non altri liquidi, a piccoli sorsi e ripetutamente; usare un ventilatore per favorire l’evaporazione della pelle bagnata, porre la persona stesa a pancia sopra e con le gambe sollevate rispetto al tronco. Infine, se vi è un ambiente con aria condizionata, aspettare in quella sede i soccorsi.
Che cosa dobbiamo fare in una giornata particolarmente afosa
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Bere una maggiore quantità di liquidi non alcolici senza aspettare di sentirsi assetati;
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Non bere liquidi che contengono alcol, caffeina o molto zuccherati;
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Non bere bevande estremamente fredde, possono causare crampi addominali;
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Restare in casa nelle ore centrali della giornata o in un ambiente con aria condizionata, oppure passare delle ore in ambienti pubblici che dispongono di aria condizionata;
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L’uso dei ventilatori elettrici può essere utile;
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Fare un bagno o una doccia;
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Indossare abiti leggeri e di colore chiaro, con tessuti che non ostacolano la traspirazione;
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Non lasciare nessuno in un veicolo parcheggiato all’aperto;
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Controllare con maggior frequenza le persone a rischio (soprattutto i bambini e gli anziani) e accertarsi che stiano in ambienti freschi ed assumano una quantità idonea di liquidi.
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