Dov’è finita la mia pazienza?

Finalmente tutto tace in questa casa e i miei nervi possono lentamente tornare ad allentarsi.

Stasera, per la prima volta, sono andato molto vicino a picchiare Matteo… Per la prima volta ho perso, per un attimo, quella lucidità necessaria che un genitore deve sempre avere e mi stavo per lasciare andare ad uno sfogo incontrollato. Questo mi ha fatto spaventare perché l’ho avvertito come il sintomo di un “cedimento”. L’infinita pazienza forse è finita? E se si, come faccio ad andare avanti, ad educare anche Cecilia….????

Il tutto è iniziato per un delle nostre solite e banali discussioni e cioè quella del fare la pipì. Dovete sapere che Matteo, appena compiuti 2 anni, soprattutto grazie alla costanza di mia madre, smise di portare il pannolino, con nostra somma gioia. Da allora, però, la gestione di questa nuova libertà non è stata perfetta e tutt’oggi Matteo, se non viene seguito costantemente, si bagna le mutandine perché aspetta sempre l’ultimo secondo per dire che deve andare in bagno.

Insomma, mentre rimproveravo Matteo per questo fatto, è arrivato il suo nuovo amico Samuele a giocare nel terrazzo e la cosa è necessariamente passata in secondo piano. Ho pensato che non fosso opportuno farla troppo lunga visto che c’erano degli estranei e così la questione è stata accantonata.

Pochi minuti dopo, però, la spartizione di una caramella ha innescato una reazione violenta di Matteo che ha iniziato a singhiozzare forte, con lacrimoni giganti, sbattendo mani e piedi come in preda ad una crisi isterica. L’avevo visto farlo altre volte ma almeno in quelle occasioni c’erano stati dei motivi per così dire “validi”, invece stavolta è bastata una sciocchezza per farlo saltare.

Io non ci ho visto più e ho iniziato ad urlare forte e a minacciarlo di metterlo in castigo. Lui, invece di smettere di piangere, ha aumentato il volume sempre più forte, innescando una spirale di pianto-rimprovero-pianto più forte-ecc. che mi ha messo in forte imbarazzo con la madre di Samuele, che ovviamente era in silenzio.

Ogni cosa che ho proposto o suggerito per distrarlo o ammorbidirlo è stata categoricamente scartata e anche la presenza di Samuele non ha migliorato la cosa. Alla fine, dopo diversi minuti, la situazione è rientrata ma a me ha lasciato davvero l’amaro in bocca. Vedere mio figlio fare queste scenate mi ha fatto “vergognare”, e non tanto con gli ospiti che avevamo in casa, ma con me stesso. Mi è sembrato come se si palesasse un fallimento, come se tutte le energie spese nel dialogo tra noi non fossero servite a niente. Matteo in quel momento è ritornato un bambino come tutti gli altri, viziato, bizzoso, e maleducato e questo per me che invece in qualche modo idealizzavo la sua educazione, la sua inclinazione al bene è stato scioccante.

Probabilmente sono solo un ingenuo. Dopo tutto Matteo ha solo 3 anni e le bizze rappresentano, forse, un aspetto “immancabile” in bambini di quell’età. Ma nonostante questo pensiero mi tranquillizzi un pò, mi rimane quella sgradevole sensazione di aver voluto picchiare Matteo, di aver anche solo pensato di fargliela  pagare, senza tante spiegazioni…

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