La mamma che allatta

Ecco un nuovo articolo apparso sul sito www.mammaepapa.it che riguarda l’allattamento. Per molti versi riporta notizie già ampiamente divulgate su questo blog, ma come dicevano gli antichi “repetitan juvant”, per cui buona ri-lettura:

Il latte della mamma è con certezza il migliore alimento possibile per un bambino nei primi mesi di vita. Pur con i notevoli progressi che sono stati fatti nella preparazione dei latti adattati, il latte di donna è l’alimento naturale per il lattante: lo nutre in maniera equilibrata, lo protegge dalle infezioni, non lo espone al rischio di allergie, è subito pronto alla temperatura giusta e non costa nulla. Come tutte le scelte “naturali” è quindi preferibile, ma qualche informazione in più di certo non guasta.

Quanto deve mangiare? Esistono delle regole per calcolare la quantità di latte necessaria per il pasto di un neonato (cioè di una bambino nel primo mese di vita) e di un lattante (cioè di un bambino nel primo anno di vita). Tuttavia, se il bambino mangia dalla mamma molte di queste regole appaiono inutili, in quanto è difficile e poco interessante calcolare la quantità di latte assunto (ed invece, lo stress generato dalla doppia pesata è notevole): attualmente si tende quindi a lasciare il bambino libero di scegliere la quantità di latte per pasto e quindi il numero di pasti in una giornata, cercando comunque di mantenere un intervallo ragionevole (almeno due ore). Bambini più vigorosi faranno pasti abbondanti e meno frequenti; al contrario, bambini più piccoli o pigri preferiranno tanti pasti piccoli, magari intervallati da un sonnellino. La quantità di latte per pasto, così come la durata stessa del pasto, non hanno quindi particolare interesse: molto più importante è verificare che sia regolare la crescita del peso (misurato una volta alla settimana, sempre alla stessa ora, con gli stessi indumenti, senza pannolino e prima del pasto).

Alimenti sconsigliati: cavoli, aglio, cipolla, asparagi, peperoni, cetrioli fragole, uva, ciliege, pesche, albicocche spezie cibi fritti formaggi fermentati (gorgonzola, brie) crostacei, molluschi selvaggina dolci alla crema o liquore cacao (Alcuni degli alimenti riportati alterano il sapore del latte, altri hanno azione dannosa sul bambino, altri lo espongono al rischio di allergie).

Farmaci permessi in genere, durante l’allattamento, così come in gravidanza, è preferibile evitare di assumere farmaci; in caso di necessità, comunque, è possibile utilizzare alcuni farmaci senza particolare rischio. Come antidolorifico-antiinfiammatorio o per la febbre si può assumere il paracetamolo (Tachipirina, Efferalgan) o l’ibuprofene (Moment, Brufen); come antibiotico, va bene l’amoxicillina (Velamox, Zimox); non c’è alcun divieto per le vitamine, i fermenti lattici o le terapie dermatologiche comuni (creme, anche con cortisone), né per gli aerosol con cortisonici (Clenil-A) o mucolitici. In qualsiasi caso, è comunque preferibile sentire il parere del medico prima di iniziare una terapia.

E quando il latte finisce? La mamma può continuare ad allattare il bambino anche per molti mesi: non è un problema la ripresa del ciclo mestruale, né il divezzamento. Quando però, per i motivi più vari, il latte non è più sufficiente, è necessario integrare l’alimentazione con un latte adattato. Come capire se è arrivato questo momento? I primi segni possono essere una evidente insoddisfazione del bambino dopo la poppata (si attacca a lungo e si stacca “arrabbiato”; non tiene più il solito intervallo fra i pasti), soprattutto verso sera: ma, a volte, bambini più piccoli o particolarmente tranquilli possono accettare il periodo di “magra” senza protestare troppo. Oppure, la mamma può sentire di non avere più il seno gonfio come prima (però, il sentirlo ancora pieno non è una prova che tutto va bene). Un altro segno può essere la comparsa di stipsi in un bambino prima regolare. Infine, talvolta l’unica spia è la scarsa crescita del peso al controllo periodico.

2 Risposte

  1. Che carino il vostro sito famigliare!!

    Se posso permettermi, però…
    … repetita juvant, sì, ma di informazioni corrette. Nell’articolo citato le inesattezze sono parecchie:
    - non esistono alimenti sconsigliati, a meno di storie allergiche e solo dopo prova che la presenza o meno di un alimento nella dieta materna influisce sul bambino; per quanto riguarda il gusto del latte, poi, esso varia così come variava il sapore del liquido amniotico e per i bambini il latte della mamma è sempre buono;
    - se il bambino è allattato a richiesta e succhia in modo efficace (si attacca bene) il latte non se ne va e non c’è bisogno di aggiunte; la sensazione di avere il seno sgonfio è normale: dopo le prime 4-6 settimane di calibrazione la ghiandola si sincronizza sulla richiesta del bambino e il latte viene prodotto all’istante, quindi non si ha più la sensazione di gonfiore al seno.
    - Per quanto riguarda insoddisfazione o irrequietezza, probabilmente è uno “scatto di crescita”: il bambino ha bisogno di maggior apporto di latte per la crescita e iper-stimola per 2-3 giorni il seno perché esso adegui la produzione alle sue necessità.Finiti questi 2-3 giorni intensi, tutto torna normale.

    Ciao!!
    Anna, consulente alla pari in allattamento al seno

  2. Ciao Anna e grazie per la visita. I commenti, specialmente quelli fatti da persone competenti sono sempre ben accetti, anche se critici o comunque di opinione discordante. Il sito di mammaepapà.it come probabilmente saprai è una speciale di portale generico sulla pediatria on – line. Vi si parla di un pò di tutto, dalla gravidanza, ai primi mesi fino a quando i bambini non diventano un pò grandicelli. Di solito gli articoli sono scritti da pediatri, magari generici, ma comunque da personale (spero!) qualificato; la loro pubblicazione sul blog è fatta per permettere la divulgazione di notizie che possono tornare utili alla maggior parte delle famiglie “in erba”… Ancora grazie per il tuo contributo e torna presto. Ciao T.

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