Oggi ho delle occhiaie che fanno paura e nel complesso mi sento come un cencio sporco buttato nel secchio. Questa mia “splendida forma” è dovuta alla serata/nottata che abbiamo passato all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.
Non allarmatevi. Niente di grave per fortuna, ma devo dirvi che ieri pomeriggio ci siamo ritrovati davanti ad una situazione difficilmente gestibile. Io sono tornato a casa dal lavoro è ho trovato Silvia sfinita. In pratica la Cecilia era da mezzogiorno che non faceva che piangere disperata, il “presunto” reflusso si era acutizzato con episodi di deglutizione anche forti e in più non aveva dormito neanche un minuto, trovando un leggero sollievo solo ed esclusivamente stando in braccio.
Abbiamo quindi provato ad allattarla per vedere che succedeva ed effettivamente, come pensavamo, durante la poppata la Ceci si è calmata ed ha mangiato normalmente. Subito dopo però i sintomi sono ricomparsi, violenti e senza darci la possibilità di fare alcunché. In pratica fino alle 20:30 la bambina è sempre rimasta sveglia, sfinita, e in preda a questi attacchi più o meno forti. Siccome non eravamo tranquilli, soprattutto visto che nel giro di pochi giorni i sintomi sono notevolmente peggiorati, abbiamo deciso di andare in pronto soccorso, nella speranza che una visita effettuata proprio durante il disturbo potesse aiutare a capire di che cosa soffre la piccola.
Verso le 21.30 partiamo e andiamo al Meyer anche se la piccola incominciava a stare meglio, era più tranquilla e sembrava come aver passato la crisi. Arrivati lì troviamo, purtroppo la solita ressa tipica dei pronto soccorsi. Certo, vedere tanti piccoli bambini in lacrime in attesa di essere visitati è ancora peggio di quando si va in un pronto soccorso diciamo per adulti, dove anche lì il dolore e l’ansia sono tanti.
Fortunatamente ci fanno subito l’accettazione due simpatiche infermiere, poi ci assegnano il codice verde e ci dicono di aspettare fuori la nostra chiamata. Nel frattempo riesco a sbirciare un foglio dove leggo i tempi di attesa “medi” stabiliti dalla Regione Toscana per ogni codice: i codici verdi, in teoria, dovrebbero essere visitati entro 1 ora dall’accettazione.
Questa notizia mi rincuora e penso già che di lì a breve ce ne andremo.
Invece di tempo ne passa parecchio, più di 2 ore. Infatti solo dopo mezzanotte veniamo finalmente chiamati dentro gli ambulatori. La cosa assurda è che nel frattempo la Cecilia si è beatamente addormentata e ha passato tutto il tempo a ronfare nella culla mentre io e la Silvia ci siamo distrutti nell’attesa, mangiando kit-kat e bevendo scadenti caffè dei distributori automatici.
La dottoressa ci fa accomodare in una stanza e da come guarda la Cecilia che se ne sta tranquilla nella culla capisco che pensa che siamo matti o poco meno. Subito tento di spiegare i fatti, soffermandomi sul fatto che “a parte questa pausa” la bambina è stata tutto il giorno male, sperando che non ci liquidi in fretta. La visita che le fa è accurata ma ovviamente senza sintomi da controllare è in qualche modo inutile. Allora ci propone di allattarla nell’ambulatorio così da poter monitorare i successivi sintomi.
Ci accomodiamo tranquilli fuori e mentre il sonno e la stanchezza iniziano a farsi sentire, la Silvia inizia a darle da mangiare. La Ceci poppa tranquilla e si fa una bella mangiata. Alla fine la prendo per farle fare il ruttino convinto che di li a poco avrebbe iniziato a stare male come era accaduto per tutto il giorno e invece nulla!!! E’ sembrato quasi uno scherzo! Non solo ha digerito senza problemi e senza avere il minimo disturbo ma poi si è messa pure a ridere beata! La dottoressa ci ha tenuti in osservazione ancora qualche tempo e poi solo verso le 1:30 ci ha rimandato a casa, dicendoci di stare tranquilli, di continuare a darle lo sciroppo che ispessisce un pò il latte e di farla dormire obbligatoriamente a pancia in su e con la schiena leggermente reclinata in avanti.
Tornati a casa abbiamo messo in pratica tutti i consigli dateci ma vi assicuro che la stanchezza era così tanta per tutti e tre che non vedevamo l’ora di metterci a letto. Io così ho fatto mentre Silvia, poverina, ha dovuto riallattarla perché sembrava avere ancora un pò di fame… Non so quando sia andata a letto perché non gli ho più parlato e stamattina gli ho lasciati che dormivano tutti beati.
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Leggendo questo post mi è tornato alla mente tutto quello che ho passato io insieme al mio Ale, anche io sono stata al Meyer dove alla diagnosi di reflusso gastroesofageo data dal pediatra giorni prima gli è stata diagnosticata con l’ecografia “l’ipertrofia del piloro”, sono stati 5 giorni duri di permanenza al Meyer ma dopo l’operazioncina Ale non ha più avuto problemi!Se la piccola Cecilia continua a rimettere il latte con tanta forza buttandolo tipo fontana magari potete provare a farle un’ecografia…lo dico perché io ho aspettato 10 giorni infernali prima di farlo e se magari mi muovevo prima soffrivavamo tutti meno, ma sicuramente sapete voi la cosa giusta da fare, spero le passi presto!
Ciao Lila, e grazie per il tuo contributo. La Cecilia per adesso non ha mai rimesso, neanche una goccia di latte. Lei in pratica inghiotte il latte che gli risale facendo uno sforzo simile al singhiozzo, soltanto molto più violento. Anch’io sono convinto che l’unica cosa saggia da fare sia l’ecografia ma evidentemente i medici non ritengono che la Ceci sia così grave da sottoporla a questo tipo di esame… comunque staremo a vedere come va. Oggi meglio decisamente di ieri, rimane però sempre un pò irrequieta… Vedremo che succede questo week e poi si deciderà il dafarsi… Ciao e ancora grazie del tuo piccolo contributo. Tiziano