La Cecilia soffre di reflusso
Cattive notizie sul fronte della salute dei bambini.
La Cecilia, infatti, sembra aver iniziato a soffrire di reflusso. A dire la verità i disturbi sono iniziati già da qualche tempo ma avevamo pensato che la bambina facesse solo fatica a digerire il latte di Silvia. Al mare, invece, la cosa si è fatta, purtroppo, più chiara: la Ceci deglutisce con forza subito dopo il termine della poppata e pare proprio inghiottire qualcosa che gli risale dallo stomaco. E’ bruttissimo vederla soffrire perché non si riesce a fare niente o quasi. Gli unici rimedi un pò utili che abbiamo trovato sembrano essere quello di riattaccarla un al seno e quella di tenerla il più possibile in posizione verticale. Riattacarla al seno serve perché la piccola quantità di latte che inghiotte sembra lenire l’acidità presente nell’esofago e mantenendola il più possibile in verticale, senza sballottarla, sembra che eviti almeno un pò la risalita degli acidi, non fosse altro che per una questione di gravità.
Il pediatra che l’ha visitata ha detto che per adesso non ci sono molte cose da fare se non monitorare la situazione per vedere come si sviluppa; potrebbe rimanere così o peggiorare, possiamo solo incrociare le dita. Per adesso gli ha prescritto uno sciroppo da somministrare alla Ceci dopo ogni poppata, ma vi assicuro che è una cosa titanica in quanto lo sciroppo è amaro e di cattivo odore e la piccola che per ora ha assunto solo ed esclusivamente latte non lo butta giù neanche supplicandola. Ogni volta è più quello che butta fuori che quello che ingoia…
Come immaginerete, mi sono messo subito on-line alla ricerca di notizie su questo benedetto reflusso ed ho trovato un sacco di notizie; c’è addirittura un sito interamente dedicato a questo argomento! Il problema del reflusso è che a parte quello c.d. fisiologico di cui soffrono molti bambini e che si risolve spontaneamente con la crescita, c’è una vera e propria malattia collegata ad esso che nelle forme più gravi si può risolvere solo con interventi chirurgici.
Inoltre l’arrivo del reflusso ci pone dei problemi per quanto concerne l’alimentazione della piccola e la posizione da farle assumere durante il sonno. Infatti sembra che un rimedio utile si quello di inspessire il latte ma questo comporterebbe ho la somministrazione di latte artificiale o il ricorso ad uno svezzamento anticipato; dall’altra parte la Cecilia, che dormiva quasi esclusivamente a pancia in giù, non può più farlo in quanto il rischio della SIDS (morte in culla) nei bambini che soffrono di reflusso è ovviamente più alto, per cui bisogna farla dormire solo a pancia in sù o di lato.
Vedremo come vanno le cose sperando che la situazione non peggiori…
Vi invito a visitare il sito che trovate a questo link, se volete farvi una “cultura” del reflusso gastroesofageo!
Di seguito vi riporto alcuni cenni utili ad inquadrare l’argomento di cui stiamo parlando:
Che cos’è il reflusso gastroesofageo
Il reflusso gastroesofageo è un disturbo dell’esofago.
Quando mangiamo il cibo passa dalla bocca allo stomaco attraverso l’esofago. Tra l’esofago e lo stomaco c’è una valvola. Questa valvola si apre e si chiude. Si apre per far passare il cibo. E si richiude immediatamente dopo che questo è passato nello stomaco.
Se la valvola che c’è tra esofago e stomaco non funziona bene, cioè si apre quando non dovrebbe, può capitare che parte del cibo ingerito torni indietro. Nelle persone che soffrono di reflusso succede proprio questo. Il cibo e i succhi gastrici provenienti dallo stomaco ritornano nell’esofago.
Il reflusso gastroesofageo è questo: la risalita in esofago di materiale acido proveniente dallo stomaco.
Dato che nello stomaco normalmente è presente un forte acido, il materiale che risale in esofago con il reflusso è acido. Ed è proprio la presenza di acido nell’esofago che irrita l’esofago causando i sintomi del reflusso.
Lo stomaco è fatto in modo da sopportare la presenza di acido al suo interno, l’esofago no. E la presenza di acido nell’esofago è dannosa perché provoca dolore, infiammazione e ferite.
Il reflusso è provocato da diverse cause. Può essere sia una condizione fisiologica (quindi normale) che patologica (quindi una malattia). E le sue conseguenze variano a seconda della frequenza con cui avviene.
Il reflusso nei bambini
Il reflusso è un disturbo molto comune nei bambini, soprattutto nei primi mesi di vita.
È la risalita in esofago del materiale acido proveniente dallo stomaco. Nei neonati si manifesta con rigurgito ed emissione di saliva, muco e latte dalla bocca.
In genere compare nei primi 10 mesi. Di solito è presente in forma lieve. E, nella quasi totalità dei casi (circa il 95%), scompare spontaneamente entro 18-24 mesi. In qualche caso (circa il 30%) può durare fino ai 4 anni. Le complicanze nei bambini sono piuttosto rare. Si hanno solo nel 5% dei casi.
Nella maggior parte dei casi, il reflusso nei neonati è un fenomeno normale. Deriva dal fatto che l’esofago e la valvola tra esofago e stomaco non sono ancora del tutto formati. L’esofago è più corto e la valvola pure. La sua tenuta è quindi minore.
Il reflusso nei bambini può essere un disturbo passeggero ma può anche diventare una malattia. I medici distinguono tre tipi di reflusso:
- Il reflusso fisiologico è quello che viene a un bambino sano. Non ha particolari sintomi. Si presenta occasionalmente. E viene quasi sempre dopo i pasti. Non influisce sulla crescita del bambino, che mangia con regolarità, non rifiuta il cibo e sta bene. Questo tipo di reflusso scompare da solo nel giro di qualche mese. È detto “fisiologico” perché è un fenomeno normale (dovuto al fatto che nel neonato l’esofago non è ancora del tutto sviluppato).
- Il reflusso funzionale o sintomatico si ha quando gli episodi di reflusso sono frequenti ma non influiscono sulla crescita e sullo stato di salute generale del bambino. I suoi sintomi principali sono: rigurgito e vomito. La sua frequenza varia da 8 a 15 volte al giorno. In genere viene subito dopo la poppata o a qualche ora di distanza dal pasto. Non richiede esami. Nella maggior parte dei casi, scompare tra l’ottavo e il diciottesimo mese. In genere viene curato con l’alimentazione e alcune regole di comportamento.
- Il reflusso patologico si ha quando, oltre al rigurgito, sono presenti altri sintomi: esofagite (infiammazione dell’esofago), apnea, broncospasmo, perdita di peso. Riguarda il 10% dei casi. È definito “patologico” perché può portare alla malattia da reflusso gastroesofageo.
La caratteristica più importante per distinguere il reflusso sintomatico da quello patologico è il peso del bambino. Se il neonato cresce regolarmente, il reflusso è di tipo sintomatico.
Perchè viene
Nella maggior parte dei casi, il reflusso nei neonati è dovuto al fatto che il primo tratto dell’apparato digestivo (esofago e giunzione gastroesofagea) non è ancora completamente sviluppata.
L’esofago serve a far passare il cibo dalla bocca allo stomaco. Nel punto di passaggio tra esofago e stomaco c’è una valvola. Questa valvola è fatta di muscoli che formano una specie di anello. Dopo che il cibo è passato dall’esofago allo stomaco, questi muscoli si contraggono e la valvola si chiude.
La lunghezza dell’esofago nell’adulto è costante mentre nei bambini varia molto in funzione della crescita. Nei neonati l’esofago è molto corto. E continua a crescere e ad allungarsi per tutto il primo anno di vita. Anche la valvola tra esofago e stomaco non è completamente formata. E termina la sua crescita solo verso il dodicesimo-diciottesimo mese. Dato che non è completamente formata, nel neonato la valvola può non chiudere perfettamente. Quando la chiusura non è completa, il cibo ingerito può ritornare nell’esofago.
Altre cause del reflusso nei bambini sono:
- Rilascio temporaneo della valvola che separa esofago e stomaco: si verifica quando si hanno piccole variazioni di pressione in questa zona. Se la pressione diminuisce, la valvola si apre.
- Disturbi della motilità esofagea: sono disturbi dell’esofago e si verificano quando le contrazioni dei muscoli dell’esofago non sono sufficienti per spingere il cibo nello stomaco.
- Rallentamento dello svuotamento dello stomaco: si verifica quando il cibo passa dallo stomaco all’intestino più lentamente del normale. Questo succede se le contrazioni dello stomaco si riducono o se diminuisce la motilità intestinale.
- Genetica: secondo alcune ricerche pubblicate di recente, il reflusso nei bambini può anche avere un’origine genetica
Quali sono i sintomi
I sintomi del reflusso nei bambini sono pochi. In genere compaiono entro le prime sei settimane di vita. E, nella maggior parte dei casi, spariscono spontaneamente verso i 18-24 mesi. Dopo i due anni, infatti, i bambini iniziano a camminare in posizione eretta e a mangiare cibi solidi.
Nel 90% dei casi i sintomi tipici del reflusso sono:
- rigurgito: è la risalita del contenuto dello stomaco in esofago e/o bocca. È accompagnato dall’emissione di saliva e cibo dalla bocca. Avviene senza sforzo. E si distingue dal vomito proprio perché non ha conati.
- vomito: in qualche caso il rigurgito è associato al vomito. Questo succede perché il materiale che dallo stomaco risale nell’esofago stimola i centri del vomito che si trovano nell’esofago.
I sintomi variano in parte con l’età del bambino. Nei neonati il rigurgito è molto frequente. Spesso è vissuto dai genitori con apprensione. In realtà, entro certi limiti, è un fenomeno normale. La maggior parte dei lattanti rigurgita piccole quantità di latte dopo aver mangiato, con una frequenza che varia con l’età.
La metà dei neonati tra i due e gli otto mesi rigurgita due o più volte al giorno. Mentre il 10% circa dei neonati tra i quattro e i cinque mesi rigurgita almeno una volta al giorno.
Oltre al rigurgito e al vomito, il reflusso può avere anche altri sintomi.
In qualche caso, l’acido risalito con il reflusso può entrare nelle vie respiratorie e irritarle. Questo può causare tosse o asma. Inoltre, la presenza di acido nell’esofago può causare infiammazioni e sensazione di bruciore che il neonato esprime con il pianto insistente.
I sintomi nel neonato
I principali sintomi del reflusso nei neonati sono:
Reflusso funzionale o sintomatico
- Rigurgito
- Vomito
Reflusso patologico
Sintomi esofagei (tipici):
- Anemia
- Arresto della crescita o anoressia
- Emissione di sangue con il vomito
- Eruttazioni
- Pianto o rifiuto dell’alimento
- Singhiozzo
- Vomito
Sintomi respiratori (inusuali):
- Asma
- Broncopolmonite
- Cianosi (colorazione blu violacea della pelle)
- Laringospasmo (contrazione spastica dei muscoli della laringe che rende difficile la respirazione)
- Mancanza di respiro (in genere subito dopo i pasti).
- Raucedine
- Stridore (rumore acuto che accompagna una respirazione difficoltosa).
- Tosse notturna
Sintomi comportamentali (inusuali):
- Distonia (movimenti involontari con contrazioni e spasmi)
- Inarcamento del tronco
- Irritabilità
- Risveglio notturno con pianto
- Rotazione del capo
Come si cura
Il reflusso può preoccupare i genitori, soprattutto quando viene a neonati di pochi mesi. È invece importante che i genitori vivano con serenità questo disturbo che, nella maggior parte dei casi, è passeggero.
È importante riconoscerne i sintomi e curarli nel modo migliore. È indispensabile farsi seguire da un medico che saprà rassicurare e indicare le cure migliori e adatte a ogni caso specifico.
Di seguito sono indicate alcune tra le cure più comunemente usate per ogni tipo di reflusso
Reflusso sintomatico
Questo tipo di reflusso si cura con regole dietetiche e comportamentali. Di solito non è necessario usare alcune farmaco. In genere i rigurgiti scompaiono a partire dall’ottavo mese. In qualche caso i sintomi del reflusso rimangono fino al diciottesimo mese ma senza causare la malattia da reflusso gastroesofageo
Reflusso patologico
Se i sintomi sono leggeri, si possono usare gli alginati. Questi sono farmaci di origine naturale. Agiscono in modo meccanico. E sono privi di effetti indesiderati. Nei bambini si usano sotto forma di sospensione liquida. Vengono presi dopo i pasti (al termine della poppata o delle pappe). E, una volta ingeriti, formano uno strato di gel che galleggia sullo stomaco e impedisce fisicamente al suo contenuto di risalire in esofago. L’uso di alginati nei bambini è sicuro ed è stato valutato in vari studi. Gli alginati possono essere usati anche insieme ad altri farmaci come gli H2 antagonisti e i procinetici. Gli H2 antagonisti riducono la quantità di acido prodotto dallo stomaco. Vengono usati in presenza di esofagite (infiammazione dell’esofago causata dal contatto con l’acido risalito dallo stomaco). I procinetici favoriscono la motilità gastrointestinale e servono ad accelerare lo svuotamento dello stomaco.
Malattia da reflusso gastroesofageo
Se i sintomi sono gravi o atipici è necessario ricorrere a farmaci più forti come gli inibitori della pompa protonica. Questi farmaci riducono di molto la quantità di acido prodotto dallo stomaco. Nel 90% dei casi, l’abbinamento di regole dietetiche e comportamentali e farmaci risolve il problema. In casi molto rari può però essere necessario ricorrere all’intervento chirurgico. L’operazione si considera solo se i farmaci non hanno alcun effetto. Se ci sono gravi complicanze. E se il reflusso incide molto negativamente sulla vita del bambino.
Come avrete capito leggendo queste poche righe il reflusso, pur essendo una cosa abbastanza comune, può avere complicazioni anche abbastanza gravi, per cui è importante monitorare con attenzione la situazione del bambino/a senza sottovalutarla.





Ciao ho letto molto attentamente tutto ciò che riguarda il reflusso che affligge anche il mio bimbo di quasi tre mesi.. volevo chiederti se adesso la tua bimba è guarita e come è guarita se spontaneamente o con farmaci. Grazie un bacione a questa bellissima famiglia.
Ciao Michela… riguardo il reflusso della Ceci ti dico che a parte quegli episodi descritti non ci sono state altre complicazioni e che fortunatamente non abbiamo dovuto somministrargli alcuna medicina…
Grazie del tuo contributo e spero che il tuo piccolo posso guarire presto!
Ciao anch’io ho letto molto attentamente le cose riguardanti il reflusso ho lo stesso problema con la mia bimba che ha 16 mesi, purtroppo mia moglie all’inizio è stata presa come una fissata e pazza quando alla pediatra per parecchio tempo le diceva se non poteva essere reflusso, dopo 7 mesi in consultorio ci hanno mandato a fare un’ecografia all’addome pensando ad un ernia iatale, pero la bambina continuava a piangere e dapo 3 ore che aveva mangiato la prendevi in braccio e digeriva ancora, allora ci hanno mandato a fare una fibroscopia e hanno visto che l’esofago era molto irritato e ci hanno dato una pastiglia e uno sciroppo poi siamo andati a merate e il gastrointerologo ci ha consigliato di fare la PH metria per vedere quanti episodi di reflusso si manifestassero in 24 ore ,non contento ha voluto fare anche la gastroscopia, risultato, il chirurgo ha trovato delle cellule dell’esofago modificate e ci ha detto che la bambina è grave parlandoci della sindrome di barret e va operata non conoscendo tutta la situazione prima ,che abbiamo scoperto tardi il problema ,che i farmaci dati erano dosati male ecc .ecc ecc. la bambina cresce bene in due mesi è cresciuta 6 etti adesso sembra che i farmaci facciano effetto io e mia moglie abbiamo deciso di aspettare a operarla perchè abbiamo conosciuto un pediatra che ci ha detto che fino ai 30 mesi la valvola matura da se Grazie per le informazioni
Ciao Alessandro, grazie del tuo contributo. Il tuo racconto spero serva a tanti altri genitori che incorrono in questo problema. L’esperienza di ognuno di noi ci arricchisce e ci prepara meglio di qualsiasi altra fonte di informazioni. Tanti auguri per la tua bimba. Fammi sapere come si evolve la situazione.