
E’ da molto tempo che penso al volontariato, al fatto che dedicare del proprio tempo “agli altri” sia una cosa bellissima, utile e che ripaga molto la coscienza in questi tempi dove troppo spesso la soffochiamo dietro comportamenti non proprio edificanti.
Spesso, però, l’idea di fare volontariato si è scontrata, perdendo, con la triste realtà quotidiana fatta di impegni di lavoro, figli e casa; insomma le solite cose per cui quando hai un’ora libera la pigrizia, spesso più mentale che fisica, certo non ti porta ad avvicinarti a chi ne ha bisogno.
Lunedì, però, ho avuto un’illuminazione: non pensiate a luci provenienti dall’alto o cose simili… Solo che mentre ero in biblioteca con Matteo, all’uscita, su un tavolino ho trovato il volantino che vedete sopra, il quale ha letteralmente “catturato” la mia attenzione.
In pratica si tratta di un progetto della mitica biblioteca di Campi Bisenzio in collaborazione con l’ospedale pediatrico Meyer di Firenze e l’associazione Helios Onlus finalizzato a gestire e rendere operativa una biblioteca vera e propria all’interno dell’ospedale stesso. Il servizio prevederà il prestito dei libri all’interno dell’ospedale, la lettura dei libri all’interno dello spazio che sarà preposto alla biblioteca e infine il passaggio con un carrello itinerante all’interno delle corsie dei reparti.
Per fare questo i “volontari” dovranno garantire la presenza all’interno della struttura una volta alla settimana, nella fascia oraria dalle 15 alle 18. Le persone che verranno scelte tra quelle che si sono segnalate verranno formate durante 5 incontri informativi specifici che tenderanno a fornire competenze circa la gestione di una biblioteca, e la conduzione di interventi di lettura sia all’interno degli spazi preposti che nei reparti.
Come potete facilmente immaginare il mio cuore si è subito sciolto e la mia mente ha iniziato subito a fantasticare sulla cosa: fare il volontario aiutando i bambini stando immerso nei libri, cosa potevo chiedere di più? Era un’occasione fantastica, un piccolo altro sogno che si può avverare; infatti ho subito aderito.
Ovviamente prima mi sono consultato con il mio comandante (Silvia!) per capire se questo tempo che avrei comunque sottratto alla famiglia poteva essere compatibile con le fatiche che quotidianamente ci attendono. All’inizio non c’è stato un grosso entusiasmo, forse perché doveva digerire l’idea di doversi gestire i pupi per ancora un maggior numero di ore ma quando ho approfondito la cosa e ha sentito il mio entusiasmo mi ha appoggiato in pieno.
Adesso attendo che l’associazione che gestisce la formazione dei volontari mi faccia sapere qualcosa. Spero davvero di poter rientrare in questo progetto: me lo chiede la mia coscienza e quando penso a dei bambini malati subito m’immagino la faccia dei miei figli, allo stato d’animo che pervaderebbe la nostra vita se i nostri piccoli fossero ricoverati in ospedale. Penso che nell’eventualità, avere qualcuno accanto magari anche se “solo” con un piccolo libro potrebbe essere di conforto, per noi e per i bambini…
Per ogni ulteriore informazione cliccate qui; se volete vedere il volantino in formato pdf, cliccate su questo link: un-libro-in-pediatria
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