Ieri sera mentre tentavo di aggiornare il blog combattendo contro il sonno, ho dato uno sguardo alla trasmissione “Tatami”, in onda su Rai 3.
La trasmissione, condotta Camilla Raznovich, si è occupata di un tema molto attuale, ovvero la bellezza ed in particolare di quando la bellezza diventa malattia.
Non ho seguito tutta la trasmissione ma quel poco che ho visto mi è bastato per farmi venire un leggero disgusto.
Ad un certo punto hanno fatto vedere un salone di bellezza di Napoli al cui interno c’erano delle ragazze che parlavano di chirurgia plastica; una di loro ha confessato (con una certa soddisfazione) che per il compleanno (forse il 18°) i suoi genitori le hanno regalato un “nuovo seno” visto che questo rappresentava per lei il desiderio più grande.
La cosa che mi ha disgustato non è stata la questione in sé ma il suo approccio: questa ragazza parlava della chirurgia estetica e del suo ritocco con una certa bramosia, con un’enfasi strana, come se la cura del suo aspetto fisico fosse l’unica preoccupazione ed in più ne parlava con quel certo sorrisetto da ragazza benestante/viziata, da chi sa di affrontare argomenti frivoli ma cari che non tutti possono permettersi, e che proprio questo li rende attraenti.
Com’è possibile che una ragazza possa “entusiasmarsi” così per essersi rifatta il seno? Come può una ragazza raccontare, sorridendo, che tutta la sua famiglia, tranne una zia (forse l’unica normale) si sono in qualche modo ritoccati, chi il seno, chi il naso, chi entrambi? Questo mi domandavo durante l’intervista. Poi ad un certo punto hanno intervistato la madre e li ho trovato le risposte.
La madre, anche lei cliente del solito chirurgo di famiglia, ha ammesso, durante una seduta di trucco dal visagista, che l’aver regalato alla figlia quella operazione è stata un’emozione bellissima, speciale… questo perché la figlia, uscendo dalla sala operatoria (magari toccandosi le nuove forme), l’avrebbe guardata negli occhi ringraziandola tanto fino a farla commuovere…
Commuovere, questa è stata la parola usata e quando l’ha pronunciata si è toccata anche gli occhi, giusto per sottolineare.
E’ probabile che la figlia non nutra molto affetto per la madre visto che quest’ultima ha dovuto aspettare un chirurgo che le regalasse delle “nuove poppe” per sentirsi rivolgere parole d’affetto…
Il finale, la scena che mi ha portato a spegnere definitivamente la tv e il Mac, è stato vedere, tutte sorridenti, madre e figlia in studio con la piccina che giustamente indossava una bella scollatura che metteva in evidenza “la merce“: voi dopo aver speso tra i 4.000 e gli 8.000 € non le mettereste in mostra??? Alla fin fine se una ragazza, giovane e single si mette sotto i ferri lo farà pure per uno scopo, o no? Vogliamo forse credere che una ragazza, ben educata, razionale ed intelligente non potrebbe vivere comunque serenamente anche con una prima? Io credo di si, ma per farlo ci vuole più coraggio che sottoporsi ad una anestesia totale.
Una famiglia dal chirurgo e tutti contenti, in primis sicuramente il chirurgo stesso, diventato nostro malgrado, un riferimento per giovani e non solo.
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