Come preannunciato posto, anche se con ritardo, l’epilogo del dopo bufera con la Silvia…
L’ultima volta che ho scritto su questo spazio l’ho fatto per descrivere uno stato d’animo che mi rattristava il cuore, per scaricare a modo mio quella tensione accumulata durante una “piccola divergenza” con la Silvia.
Sono sincero: quando ho scritto quel post davvero vedevo l’orizzonte nero, anzi nerissimo… un paio di frasi di Silvia mi avevano fatto male, soprattutto perché sembravano segnare il ritorno a qualcosa di grave ma seppellito da tempo come sotto la cenere…
Fortunatamente però le cose sembrano aver preso una piega ben diversa da quella che immaginavo e la maturità di cui siamo dotati ha permesso di voltare rapidamente pagina… Una cosa è certa: questa esperienza ha riportato la mia attenzione su di una questione che spesso ho trascurato e sottovalutato ed è l’impatto che il trasferimento da Torino a Campi Bisenzio ha avuto e continua ad avere su Silvia.
La sua forza spesso mi ha confuso, facendomi credere che niente la turbasse, che niente la preoccupasse… e invece non è così. Devo continuare quell’opera lenta ma essenziale che consiste nel fare da filtro tra lei e il resto del nuovo mondo, che siano persone, luoghi o altro.
Comunque la cosa bella è che i problemi non vengono mai soli e così venerdì scopriamo che Matteo ha la febbre causata da un bel virus intestinale. La temperatura gli sale fino ad un massimo di 39,2 e nell’arco della giornata saliranno a 4 il numero delle corse al bagno. A questo punto il detto “chiodo scaccia chiodo” sembra davvero azzeccarci. Infatti presi dalla preoccupazione di Matteo il nostro piccolo scontro sembra svanire come la neve d’aprile all’Abetone e ci ritroviamo uniti nel prestare il massimo conforto al piccolo principe.
La cosa bella, però, avviene nel pomeriggio, quando consegnamo a Matteo un kit dei famosissimi Lego, ed in particolare la casa dal tetto rosso che si può comporre in 3 modi diversi. Dovete sapere che la casina in questione è stata adocchiata da tempo a casa della Giada ed ogni volta Matteo pianta un casino per volerla.
Così, approfittando del momento un pò tristino, Sivia si è precipitata dal Toys dove ha acquistato il benedetto kit. Quando lo abbiamo mostrato a Matteo ci aspettavamo un pò più di entusiasmo visto il suo attaccamento a quel gioco ma probabilmente vedere tutti i pezzettini imbustati rispetto alla costruzione finita è tutta un’altra cosa…
Così ho deciso di fargliela trovare pronta al successivo risveglio pomeridiano e per questo ho iniziato subito dopo pranzo a costruire questo “castellino” in miniatura e ricco di dettagli.
La costruzione di quell’aggeggio è stata una cosa miracolosa, meglio di un qualsiasi farmaco o di un qualsiasi altra trattamento rilassante. Montare pezzo dopo pezzo quella casina mi ha riportato indietro nel tempo, in luoghi che non ci sono più, con persone che non vedo più da tempo… Montare i Lego mi ha rilassato portandomi a vivere le stesse sensazioni di quando ero piccolo, spensierato, di quando il mondo ruotava intorno alla mia fervente immaginazione… Ecco, anche se per poco tempo, montare la casina a Matteo mi ha permesso di non pensare ad altro che a cose belle, magari frivole, ma ciò ha permesso di far evaporare tutte le vecchie tossine accumulate nel cervello…
Cari vecchi Lego, quante gioie mi avete regalato ed è incredibile vedere che oggi che sono bi-padre ancora si possa divertirsi con voi…

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