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I G.A.S., ovvero l’ultima frontiera del carrello

Oggi ho letto un interessante articolo apparso sul giornale gratuito denominato “Il Firenze“. Si tratta del problema costituito dal binomio “caro spesa + inquinamento”, ovvero il fatto che fare la spesa è diventato sempre più difficile a causa dei prezzi a cui si è aggiunto anche il problema dell’inquinamento dovuto all’irrazionale commercio di beni prodotti sempre più in luoghi molto distanti da dove vengono poi venduti.

La c.d. “spesa a kilometri zero” è una cosa possibile ed è ormai tempo che ognuno di noi, nel proprio piccolo, si impegni affinchè le cose cambino. Nel 2008, con i problemi dovuti all’inquinamento mondiale e con il richiamo ad una razionalizzazione delle risorse, appare davvero assurdo che sulle nostre tavole si consumino ciliege cilene che viaggiano per 13mila km. oppure uva sudafricana che viaggia per 8mila km!

Se si considera, poi, che in Italia l’80% dei trasporti avviene su gomma e che molte delle nostre città sono sotto la costante minaccia delle emissioni di CO2, appare altrettanto assurdo che, per esempio, il pomodoro di Pachino parta dalla Sicilia per essere lavato e confezionato a Napoli e poi torni magari a Palermo per essere venduto ad un prezzo molto più alto di quello pagato al povero contadino.

Per questo credo che la nascita dei c.d. G.A.S. (Gruppi d’Acquisto Solidale) sia una cosa intelligente sotto tutti i punti di vista. Prima di tutto perché “coalizzandosi” i consumatori possono spuntare prezzi più bassi e rivolgersi direttamente ai produttori contando sulla forza dell’alto numero di partecipanti, in secondo perché le scelte vengono fatte nel rispetto anche dell’ambiente, magari preferendo produttori locali e sopratutto prodotti di stagione e autoctoni.

Io vi segnalo due siti che spero di poter tenere d’occhio in futuro. Il primo è il sito dei G.A.S. Toscani, reperibile all’indirizzo http://gastoscani.altervista.org, mentre il secondo è il sito della c.d. biodiversità, reperibile all’indirizzo http://www.biodiversita.info dove c’è un link al cibo locale; in pratica si tratta di una lista di produttori, divisi ovviamente per Regione, dove ci si può recare per comprare prodotti locali di qualità.

Non vi nascondo che anch’io come la quasi totalità delle persone comuni non ho il tempo né la voglia di andare a comprare il cavolo nero o il pollo ruspante dal produttore che sta sulle colline di Signa  piuttosto che alla Coop, ma c’è bisogno davvero che qualcosa cambi nelle nostre coscienze.

Io ho 2 figli, piccoli, che si affacceranno sul mondo in maniera consapevole tra qualche anno e non voglio, assolutamente, che pensino ai propri genitori come a coloro che insieme a tanti altri se ne sono sbattuti del destino del pianeta e della società. Non si può continuare a scaricare sugli altri la responsabilità di quello che accade. Ognuno di noi nel suo piccolo è un consumatore, un elettore, un critico e tutti insieme possiamo cambiare le cose, magari lentamente, partendo da casa propria, ma si può…

Perciò cerchiamo di non cadere nella tentazione assurda di consumare i pomodori a dicembre, la carne francese o argentina e quant’altro. Viviamo in uno straordinario paese pieno di specialità e di eccellenze ed ognuno nella propria regione e nel proprio paese può senz’altro godere di prodotti buoni e genuini.

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