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Archive for Marzo 2008

Le frecce tricolore a Firenze

31 Marzo 2008 Tiziano Lascia un commento

Frecce tricolori

Piccola premessa:

Avrei dovuto parlarvi di molte altre cose più importanti ma ho deciso che recupererò domani che si annuncia una tranquilla giornata d’ufficio. Devo assolutamente postare la mia riconciliazione con Silvia e la meditazione effettuata grazie ai Lego, la splendida giornata di neve all’Abetone con A.V., la corrispondenza che ricevo dal mio amico Paolino in missione da Haiti, della festa di Primavera tenutasi a Campi domenica pomeriggio, della scadenza ormai prossima delle elezioni e dell’arrivo del momento della dichiarazione dei redditi…. quindi gli argomenti sono tanti e tutti molto sentiti perciò preparatevi che da domani mi metto a scrivere di brutto…

Finita la premessa e visto che la cosa è ancora fresca vi vorrei parlare dell’emozione che oggi mi sono regalato andando a vedere le frecce tricolori al piazzale Michelangelo.

Ovviamente la pattuglia aerea acrobatica più famosa del mondo non ha bisogno di presentazione, tanto meno su questo blog… Le loro gesta sono conosciute da tutti e per tutti o quasi rappresentano un evento da seguire affascinati, ipnotizzati. Vederli volare in formazioni perfette o effettuare manovre allucinanti è davvero un qualcosa di emozionante.

Proprio per questo motivo non potevo farmi scappare l’occasione di andarle a vedere dal vivo! Infatti oggi ricorre l’85° anniversario di fondazione dell’Aereonautica Militare ed in occasione dei festeggiamenti è arrivato a Firenze addirittura il capo dello Stato, il presidente Giorgio Napolitano. Il luogo scelto per la cerimonia non poteva essere migliore: infatti il palco è stato montato a piazzale Michelangelo con lo sguardo rivolto sulla città di Firenze.

Non starò qui a dilungarmi sul come e sul quando sono riuscito ad essere all’evento, comunque intorno alle 10:15 eravamo (…non ero solo…) sul posto. La gente doveva ancora arrivare ma il dispiegamento di militari sia in servizio che di rappresentanza era già notevole. La cerimonia non è stata delle più interessanti, anche perchè ormai dopo svariate personali esperienze, questi avvenimenti sembrano un pò tutti uguali: tutti si fanno i ringraziamenti a vicenda e seguendo una rigida scala gerarchica, tutti parlano delle varie missioni, dei vari successi, dell’assoluta insostituibilità della forza armata o di polizia di turno, ecc… Ma tanto tutti eravamo lì solo per uno scopo: assistere a quei pochi istanti in cui le frecce sarebbero apparse ai nostri occhi…

Quando la cerimonia sembrava volgere al termine tutti si aspettavano un annuncio solenne dell’arrivo degli aerei con una traiettoria che doveva essere, a logica, quella da Monte Morello verso il piazzale… invece è stato annunciato solamente che il Capo dello Stato stava per lasciare il luogo della cerimonia quando ad un tratto, proprio da dietro il palco e quindi dalla parte opposta a quelle che tutti si aspettavano, ecco spuntare la squadra di aerei con i fumogeni già accesi…

Vederli sfrecciare sopra la mia testa è davvero incredibile, così come vederli manovrare: sembravano finti, come se gli aerei fossero telecomandati… Il primo passaggio non me lo sono goduto appieno ma fortunatamente, dopo aver fatto una bella virata, gli aerei sono tornati indietro per effettuare un nuovo passaggio, stavolta seguendo la linea immaginaria dell’Arno. Ammirarli sopra Firenze è stato davvero bello, sia per la loro bravura che per la cornice che non smetterà mai di stupirmi…

Dell’evento ho un piccolo contributo filmato con il cellulare che spero a breve di poter mettere sul blog. Ad ogni buon conto vi rimando ad alcuni siti che potete visitare se volete saperne di più su questi affascinanti aerei e coraggiosi piloti.

http://www.aeronautica.difesa.it/sitoam/default.asp?idente=246

http://www.freccetricolori.org/default.asp

http://www.clubfreccetricolori.com/website/

S’addensano nubi…

28 Marzo 2008 Tiziano 1 commento

Si addensano nubi nere sulla mia/nostra vita…

All’orizzonte si affacciano scenari ambigui, per adesso non decifrabili, ma che sicuramente si prevedono peggiori di quelli trascorsi. A volte è incredibile come una frase, una parola, possa far scattere un meccanismo distruttivo che va oltre l’immaginabile…

Non voglio scendere nei particolari nè, credo, a molti di voi interessi sapere come e perchè una coppia affiatata possa a volte ritrovarsi stanca come due estranei azzuffatti sotto la pioggia…

Avrei voluto parlarvi di tante belle cose, come il centro “da 0 a tre” di Sesto F.no dove ieri ho portato Matteo; del fatto che è una struttura unica in Toscana e che rappresenta un luogo semplice, bello ed accogliente dove ritrovarsi con i figli ma con lo scopo anche di fare comunità. Avrei voluto parlarvi della mia giornata di mercoledì all’Abetone con A.V. e delle fantastiche discese che questa neve marzolina ci ha regalato… Avrei voluto parlarvi anche di Paolino e della sua corrispondenza da Haiti che mi ha commosso ad inizio settimana…

Avrei voluto…. ma questo spazio è il diario della mia famiglia e da ieri sera si respira un’aria che non mi piace affatto e che io ho contribuito, ahimè, a creare. Sto pensando a mille cose, alle parole dette, al loro perchè e questo processo non prevede distrazioni, anche se si tratta di amici “lontani” o dell’amata neve…

Buona Pasqua

23 Marzo 2008 Tiziano Lascia un commento
Brindellone

Quella di oggi è stata la “classica” giornata di Pasqua, trascorsa in famiglia, davanti ad un pranzo “esagerato” e passata fra mille e mille chiacchiere. Purtroppo Campi Bisenzio è stata flagellata da una pioggia incessante, lenta e costante, che dalla mattina fino a tarda sera non ha mai smesso.

Quest’anno mi ero ripromesso di andare a vedere lo scoppio del carro in piazza Duomo a Firenze: ho 33 anni e da quando sono nato non ho mai assistito a questo “evento” che richiama folle di Fiorentini, Toscani e stranieri.

La storia racconta che un nobile fiorentino della famiglia dei Pazzi partecipò valorosamente alle crociate e che per questo fu ricompensato con qualche pezzo di pietra del Santo Sepolocro. Tornato a Firenze le reliquie furono utilizzate a mò di pietre focaie per l’accensione del fuoco che simboleggiava la purificazione. Questo fuoco veniva poi passato di casa in casa tra i nobili di Firenze, nel periodo Pasquale, con l’ausilio di un carro. Col passare del tempo la tradizione è via via cambiata fino ad arrivare all’attuale che vede il carro, scortato da decine di figuranti, posizionato tra il Duomo ed il Battistero. Dopo la messa un colombina finta viene “lanciata” dall’interno della basilica contro il carro con la funzione di innescare la miccia. La grande esplosione di fuochi e mortaretti simboleggia il calare dello fuoco purificatore sul pubblico e sulla città (per saperne di più cliccate qui)..

Ecco, all’evento sopra descritto io non ho mai partecipato e anche quest’anno, pur avendo quasi giurato che ci sarei andato, mi sono dovuto accontentare di vederlo al TG3… Purtroppo con 2 figli piccoli i tempi e le complicazioni si centuplicano e devo ancora imparare che per fare un’uscita o qualcosa di simile mi devo muovere con moooooooolto anticipo…

Inoltre, mi ero ripromesso che se “eventualmente” non fossi andato a vedere lo scoppio del carro sarei “sicuramente” andato alla messa delle 11 alla chiesa di S. Maria, portando Matteo e il suo cestino di vimini pieno di cose da benedire, tipo vino, sale, pizza di Pasqua e uova sode, nel rispetto della consuetudine umbra.

Purtroppo anche la messa è saltata e questo ha comportato un leggero scoramento mattutino. Fortunatamente, però, il clima ha casa Canneori è sempre allegro e infatti, appena giunti da mamma, tutta l’arrabbiatura è svanita tra fumi di carciofi fritti, crostini di fegato, lasagne e molto altro ancora.

A D O R O stare in famiglia quando ci sono le feste tradizionali. Amo vedere mia madre, mia zia e/o mio zio ai fornelli, tutti intenti a preparare i piatti della cucina tradizionale umbra. C’è sempre un clima spensierato, fatto di chiacchiere, di pettegolezzi, di sfottò e nel mentre si assaggia, si beve e il tempo scorre davvero in maniera serena.

Il menù, che avrebbe potuto far invidia a qualsiasi ristorante, era così composto:

  1. antipasto “benedetto” composto da uova sode, capocollo e torta al formaggio;
  2. crostini di fegato di “palomba”;
  3. lasagne basse (tipiche umbre) e lasagne alte (con tanta bacianella, tanto cara al babbo);
  4. agnello e castrato arrosto;
  5. costolette di agnello fritte;
  6. carciofi fritti;
  7. macedonia di fragole;
  8. bongo della Coop;
  9. cioccolato vario…

Vi dico solo che dalle 12:45, ora in cui ci siamo messi a tavola, ci siamo alzati alle 16:00 circa dopo aver fatto fuori quasi tutto quello che avete letto, più svariato vino, spumante e limoncello. Il bello è stato che nessuno si è sentito male o esageratamente pieno. E’ stato un pranzo lento e sereno, proprio come dovrebbero essere i momenti passati in famiglia.

Purtroppo il tempo non ha mollato un attimo così il massimo dello sforzo pomeridiano è stato lo spostamento dal tavolo di cucina al divano e viceversa! Un complimento speciale devo farlo ai miei figli (vi rendete conto che uso il plurale!!!): Matteo, oltre ad aver mangiato tutto di tutto ha giocato l’intero pomeriggio con le sue macchinine nuove e non si è sentito per niente; né un capriccio, né un lamento…un angelo davvero. Anche la Cecilia, che nella mattina ci aveva fatto un pò ingrullire, si è “calata” nell’atmosfera di festa e si è fatta le sue poppate regolari (magari più gustose del solito) dormendo beatamente nelle pause…

Ora non ci resta che aspettare di vedere se il giorno di Pasquetta ci permetterà di mettere il naso fuori almeno per qualche ora. Tanti Auguri, anche se un pò in ritardo, a tutti, da parte della Canneori Family.

La prima neve di Matteo e il complemese della Cecilia

20 Marzo 2008 Tiziano Lascia un commento

 

La Cecilia ha 1 mese

Oggi, 20 marzo 2008 è un giorno speciale; doppiamente speciale. Innanzitutto dovete sapere che oggi la nostra piccola Cecilia compie un mese. Incredibile, no?!? E’ già passato un mese da quando, quel mercoledì sera, partimmo alla volta di Careggi, carichi di emozioni, di curiosità e anche di un pò di paura.

Ricordo ancora perfettamente ogni istante di quella sera, ogni istante di quei 3 giorni in cui la nostra famiglia è stata divisa per poi unirsi per sempre in una dimensione nuova…

Eppure, questi 30 giorni sono letteralmente volati via, velocissimi, travolgenti. La Cecilia è cresciuta, è cambiata già moltissimo da quando è tornata a casa ed anche il nostro modo di starle vicino si è evoluto con lei. Non è più un piccolo soprammobile che mangia e dorme: inizia ad avere i suoi fastidi, le sue “esigenze” e, anche se vi sembrerà strano, la Cecilia già manifesta lati del suo carattere molto tipici, diversi da Matteo. Auguroni piccolina e che la gioia che hai portato in questi primi 30 giorni continui, per sempre, a stare nella nostra famiglia…

 

Matteo sulla neve la prima volta

Ma questo giorno è doppiamente speciale perché finalmente, dopo tanti mesi (in pratica aspetto questo momento da quando è nato!!!) sono riuscito a portare Matteo sulla neve!

Dovete sapere che in Toscana, questo tempo pazzerello prima ci ha fatto morire di caldo, facendoci vivere una primavera anticipata all’inizio di febbraio poi ci ha regalato la neve alla fine di marzo, proprio in coincidenza con l’inizio della primavera!!!

Stamattina, quando mi sono svegliato, ho notato che il monte Morello era imbiancato e non solo le punte estreme; la neve era caduta quasi fino a valle regalando uno spettacolo davvero inusuale. L’idea mi è subito rimbalzata in testa: o porto Matteo oggi sulla neve o mai più!

Allora ho deciso di svegliarlo senza attendere i suoi tempi lunghissimi; gli ho preparato il latte e intanto l’ho caricato come una molla dicendogli che si andava a sciare, che c’era la neve vicino vicino casa, che dovevamo sbrigarci altrimenti si scioglieva e altre mille cose. Siamo usciti alle 10:20 da casa e dopo aver anche sbagliato strada alle 11:00 eravamo con gli stivali nel magico manto bianco!!

Matteo era al settimo cielo! Ha iniziato a camminare in salita meglio di uno sherpa tibetano, gridando la sua gioia ha tutto e a tutti: alberi, bambini, nonne, rocce, pupazzi di neve; a tutti! Abbiamo costruito un bel pupazzo anche noi ribattezzandolo molto originalmente “neve”!!!; ci siamo ruzzolati come due mufloni e siamo andati sotto gli alberi mentre la neve ci cadeva sopra…. Insomma, è stato bellissimo e soprattutto Matteo sembrava estremamente a suo agio, come se ci fosse cresciuto in montagna (tutto suo padre!!!).

Dopo un’oretta e mezza di avventure siamo tornati a casa carichi carichi di emozioni bellissime, di splendide foto e di mille racconti per la mamma e per i nonni…

Il progetto openpolis è partito

19 Marzo 2008 Tiziano Lascia un commento

Nelle pagine di questo blog vi avevo già parlato di un sito, www.voisietequi.it che nel 2006 fornì un interessante test politico on-line per conoscere la propria posizione “politica” rispetto ai partiti che si presentavano alle elezioni.

In vista della nuova tornata elettorale il sito ha riproposto il progetto che è stato diviso in quattro parti distinte. La prima affidata totalmente agli utenti che consisteva, visto che si è conclusa, nel proporre e votare i temi da sottoporre ai partiti. La seconda consiste nel proporre i quesiti ai partiti e in mancanza di risposta gli utenti devono raccogliere quante più informazioni e dichiarazioni possibili al fine di fornire risposte diciamo “indirette” ai quesiti. La terza fase è quella di compilazione del questionario per vedere effettivamente “dove siamo”, mentre l’ultima è quella di mantenimento delle informazioni, continuando a monitorare le dichiarazioni fatte dai politici ma soprattutto gli atti compiuti rispetto a quanto dichiarato.

In questi giorni è uscita la lista dei 25 temi selezionati dalla rete che hanno avuto un riscontro maggiore. La lista la potete trovare cliccando qui.

Per adesso hanno risposto solo due partiti: il Partito del Bene Comune e il Partito del Popolo delle Libertà. Vi invito, soprattutto visto l’importanza del secondo, a visitare le pagine che riportano le loro risposte.

Risposte fornite dal Partito del Bene Comune.

Risposte fornite dal Partito del Popolo delle Libertà

Stay Tuned!

 

La mia (pessima) forma fisica

18 Marzo 2008 Tiziano Lascia un commento

Ascoltando Radio DJ qualche giorno fa e precisamente il programma “DJ chiama Italia”, con Linus e DJ Angelo, mi sono sentito fortemente in crisi dal punto di vista della forma fisica. Infatti, durante la trasmissione, sono stati letti due differenti tipologie di test da effettuare per conoscere il proprio stato di forma.

Allora, il primo che dovrebbe essere apparso da poco sul New York Times, prevede di effettuare il numero massimo di piegamenti sulle braccia e poi di verificarne il numero con delle tabelle specifiche che tengono conto dell’età. Da quello che ho potuto capire in macchina, un 35enne dovrebbe riuscire a fare almeno 27/30 flessioni.

Come potete immaginare, il giorno dopo, appena sveglio, non mi sono fatto neanche la barba; mi sono messo a dorso nudo in salotto e dopo un brevissimo riscaldamento mi sono messo a fare le flessioni sul tappetto; risultato: 21!?! Un pò scarso, non trovate? In effetti da qualche mese mi sento appesantito, svogliato ma con una fame perenne, nervosa direi. Credo sia l’effetto gravidanza. Ricordo che quando nacque Matteo, Silvia prese solo 8 kg. mentre io quasi 3, mentre stavolta lei ne ha presi 9,5 e io 2!!! Sarà solidarietà!!

Sempre nella medesima trasmissione si è parlato anche di un test apparso su Runners World, un test per conoscere “quanto si è aerobici”. In pratica si tratta di correre per 8 minuti precisi e di misurare la distanza percorsa. Confrontando questo dato con una tabella specifica si può capire qual’è lo stato di forma del nostro corpo, dal punto di vista aerobico, ovviamente.

Oggi, durante la pausa pranzo, sono andato in palestra e come potete immaginare mi sono fatto 10 minuti di riscaldamento sul tapis roulant e poi ho impostato la macchina sul tempo di 8 minuti. Mi sono strecciato un pò e poi ho premuto start. All’inizio me la sono forse presa un pò comoda. Ho viaggiato per un paio di minuti a velocità 10 poi piano, piano ho incrementato fino ad arrivare a quota 14, che corrisponde ad una velocità reale di circa 4′ 27” al km. Ammetto che alla fine avevo ancora benzina che avrei potuto spendere prima ma fa niente. Il risultato è stato di 1,580 km. percorsi. Purtroppo non ho trovato su internet la tabella per fare il paragone. Comunque non sono andato benissimo, questo lo capisco da me.

Ovviamente, da qui fino all’estate, tenterò questi 2 test ancora decine e decine di volte al fine di arrivare ad uno stato di forma fisica migliore dell’attuale. Non mi aspetto di arrivare chissà dove; voglio unicamente sgonfiare quel ciambellino che ho intorno alla vita e che davvero inizia a darmi fastidio. Se qualcuno ha informazioni utili circa i test che ho citato si faccia vivo, gliene sarei grato.

I G.A.S., ovvero l’ultima frontiera del carrello

17 Marzo 2008 Tiziano Lascia un commento

Oggi ho letto un interessante articolo apparso sul giornale gratuito denominato “Il Firenze“. Si tratta del problema costituito dal binomio “caro spesa + inquinamento”, ovvero il fatto che fare la spesa è diventato sempre più difficile a causa dei prezzi a cui si è aggiunto anche il problema dell’inquinamento dovuto all’irrazionale commercio di beni prodotti sempre più in luoghi molto distanti da dove vengono poi venduti.

La c.d. “spesa a kilometri zero” è una cosa possibile ed è ormai tempo che ognuno di noi, nel proprio piccolo, si impegni affinchè le cose cambino. Nel 2008, con i problemi dovuti all’inquinamento mondiale e con il richiamo ad una razionalizzazione delle risorse, appare davvero assurdo che sulle nostre tavole si consumino ciliege cilene che viaggiano per 13mila km. oppure uva sudafricana che viaggia per 8mila km!

Se si considera, poi, che in Italia l’80% dei trasporti avviene su gomma e che molte delle nostre città sono sotto la costante minaccia delle emissioni di CO2, appare altrettanto assurdo che, per esempio, il pomodoro di Pachino parta dalla Sicilia per essere lavato e confezionato a Napoli e poi torni magari a Palermo per essere venduto ad un prezzo molto più alto di quello pagato al povero contadino.

Per questo credo che la nascita dei c.d. G.A.S. (Gruppi d’Acquisto Solidale) sia una cosa intelligente sotto tutti i punti di vista. Prima di tutto perché “coalizzandosi” i consumatori possono spuntare prezzi più bassi e rivolgersi direttamente ai produttori contando sulla forza dell’alto numero di partecipanti, in secondo perché le scelte vengono fatte nel rispetto anche dell’ambiente, magari preferendo produttori locali e sopratutto prodotti di stagione e autoctoni.

Io vi segnalo due siti che spero di poter tenere d’occhio in futuro. Il primo è il sito dei G.A.S. Toscani, reperibile all’indirizzo http://gastoscani.altervista.org, mentre il secondo è il sito della c.d. biodiversità, reperibile all’indirizzo http://www.biodiversita.info dove c’è un link al cibo locale; in pratica si tratta di una lista di produttori, divisi ovviamente per Regione, dove ci si può recare per comprare prodotti locali di qualità.

Non vi nascondo che anch’io come la quasi totalità delle persone comuni non ho il tempo né la voglia di andare a comprare il cavolo nero o il pollo ruspante dal produttore che sta sulle colline di Signa  piuttosto che alla Coop, ma c’è bisogno davvero che qualcosa cambi nelle nostre coscienze.

Io ho 2 figli, piccoli, che si affacceranno sul mondo in maniera consapevole tra qualche anno e non voglio, assolutamente, che pensino ai propri genitori come a coloro che insieme a tanti altri se ne sono sbattuti del destino del pianeta e della società. Non si può continuare a scaricare sugli altri la responsabilità di quello che accade. Ognuno di noi nel suo piccolo è un consumatore, un elettore, un critico e tutti insieme possiamo cambiare le cose, magari lentamente, partendo da casa propria, ma si può…

Perciò cerchiamo di non cadere nella tentazione assurda di consumare i pomodori a dicembre, la carne francese o argentina e quant’altro. Viviamo in uno straordinario paese pieno di specialità e di eccellenze ed ognuno nella propria regione e nel proprio paese può senz’altro godere di prodotti buoni e genuini.

Storia del campeggio in Italia

17 Marzo 2008 Tiziano 2 commenti

Era da molto tempo che volevo scrivere alcune riflessioni che ho fatto a seguito della lettura di un editoriale molto bello e suggestivo apparso sul numero speciale di dicembre del 2007 della rivista “Incamper“.

L’editoriale porta la firma di Camillo Musso ed è una vera e propria cronistoria del campeggio in Italia; dalle sue origini fino ai giorni nostri, il tutto corredato da numerose fotografie storiche che testimoniano la nascita e l’evoluzione di questa meravigliosa forma di turismo.

R.A.C.I

La nascita di questo “sport” (perché così era inteso all’inizio il campeggiare) lo si deve a Luigi Bergera, nato a Lanzo Torinese il 2 agosto del 1903; appassionato di montagna che all’epoca già andava in giro per l’Europa in macchina, sostando in tenda. Proprio dopo una di queste sue escursioni decise di incontrarsi con alcuni amici e con alcuni esponenti del R.A.C.I. (Reale Automobile Club d’Italia) per fondare in Italia, come già era successo in altri paesi d’Europa, un club di campeggio; era il pomeriggio del 13 aprile 1932 e a Torino, nella sede del R.A.C.I., in via Carlo Alberto nr. 41 nasceva l’Auto Campeggio Club Piemonte.

Una delle caratteristiche principali del club era data dalla partecipazione quasi esclusiva di automobilisti, mentre negli altri club europei c’erano anche ciclisti e motociclisti. Questa caratteristica, visti i tempi, selezionò non poco i partecipanti nel senso che le autovetture circolanti all’epoca erano ben poche, circa 300.000 e i possessori erano, ovviamente, benestanti e appartenenti ai ceti più alti della società.

continua…

Problemi nell’allattamento

14 Marzo 2008 Tiziano Lascia un commento

Come avrete notato i miei post incominciano a rarefarsi come l’aria sul K2… La stanchezza dovuta alle scorribande notturne della Cecilia pesa troppo sulla mia capacità di scrittura e in generale incomincia a pesare anche su altri fatti quotidiani come lavarsi, vestirsi, venire a lavorare!!!

Forse la sto facendo un pò più grossa di quello che è ma di fatto la nostra piccola principessa, quando arriva la sera, sembra non trovare pace, soprattutto nelle ore di fine giornata. All’inizio pensavamo fossero coliche o problemi di digestione, poi ci siamo accorti che in realtà la Cecilia ha semplicemente fame e che probabilmente il latte della Silvia, in certi momenti del giorno, non è più sufficiente.

La doppia pesata e le mie ricerche sul web hanno confermato che effettivamente la sera la quantità di latte che la Cecilia riesce a prendere non le basta più e che quindi dobbiamo prendere in considerazione l’eventualità “di fare” un allattamento c.d. misto (mi piace usare il plurale…).

A tal proposito sul sito www.mammaepapà.it ho trovato un bell’articolo (link), semplice e ragionevole che consiglio di leggere a tutti coloro che stanno affrontando questo piccolo momento di difficoltà dell’allevamento dei propri neonati. Sottolineo che il mancato allattamento, totale o parziale che sia, può provocare nella neo-mamma un certo disagio, spesso associato all’idea, peraltro sbagliata, di essere inadeguata o non efficiente.

Per questo, io vorrei fare un piccolo appello alle eventuali neo-mamme sintonizzate: per quanto possiate mangiare sano e in abbondanza e per quanti litri e litri di acqua o di tisane varie possiate bere, tutto questo non vi metterà con certezza al riparo dal rischio di perdere il latte o di vederne diminuire la sua quantità. Nell’allattamento vige, da quel poco che 2 figli mi hanno potuto insegnare, la regola semplice del “più tira più se ne produce” e basta. Perciò una volta che seguite un’alimentazione corretta e a vostro figlio non gli rifiutate mai la poppa e nonostante questo non si sazia, bè, mettetevi l’anima in pace, non è colpa vostra…

Moltissime donne prima di voi e molte altre dopo non hanno e non allatteranno esclusivamente al seno, alcune per volontà propria, altre per difficoltà varie. Credo che alla fine, però, mettendo sulla bilancia da una parte la perdita in termini di qualità di alimentazione al neonato + i soldi da spendere per comprare il latte artificiale e dall’altra lo stress dovuto “all’ansia da prestazione”, credo che il piatto sarebbe favorevole a quest’ultimo, cioè che sia comunque più salutare per un piccolo cucciolo avere una mamma serena che a volte gli da la poppa e altre volte il biberon che non sentire continuamente la tensione in un momento delicato come quello dell’allattare.

…ma quanti cc. di latte deve bere un neonato???

12 Marzo 2008 Tiziano 2 commenti
La silvia e la ceci

Questa domanda aleggia in casa nostra da qualche sera, come una specie di spirito tormentatore. E sì, perché dovete sapere che da alcuni giorni la Cecilia non è proprio una “bambolina dolce e tenera” quando calano le tenebre…

Molti, sia pediatri che genitori, confermano che la sera effettivamente è uno dei momenti “peggiori” di un neonato proprio perché si sommano tanti diversi fattori che creano situazioni di tensione. Volendo ricordarne alcuni direi la stanchezza quotidiana della mamma che porta ad una produzione di latte inferiore al resto della giornata, la comparsa di coliche gassose, la “stanchezza” propria del bebè…

Al di là del fatto se questo sia vero o meno, noi abbiamo notato che appena tornata a casa la Cecilia sembrava un piccolo “soprammobile” mentre adesso sono incominciati a comparire i primi, scontati, disturbi. Infatti intorno all’ora di cena la Cecilia inizia ad essere irrequieta; mangia ma non sembra saziarsi, dorme a tratti e trova sollievo solo stando a pancia all’ingiù, fa poca aria e le sue feci non sono “belle” come all’inizio.

La visita pediatrica fatta a Careggi e quella successiva fatta dal dott. Milanesi (che, sottolineo, era il Mio Pediatra!) hanno confermato che la bambina sta bene: cresce in linea con le tabelle ed ha una condizione ottima per la sua età; pertanto da quel punto di vista siamo tranquilli.

Rimane, però, il fatto che la sera qualcosa non va. O ha mal di pancia oppure le poppate fatte in quella fascia oraria non le bastano più.

Sulla scorta di quanto sopra mi sono messo a spippolare su internet ed ho trovato un forum (link) su Yahoo che conteneva un post illuminante, che vi riporto di seguito:

“”"Nei primi quattro mesi di vita il fabbisogno calorico ideale per il bebè è di 110-120 calorie per chilo di peso al giorno. 100 cc di latte apportano circa 70 calorie e quindi il fabbisogno ideale per il bambino è soddisfatto da 165 cc di latte per ogni chilo di peso del bambino.

Per esempio, se il bambino pesa 5 chili: 165 cc di latte moltiplicato per 5 chili = 825 cc di latte (quantità media giornaliera); 825 cc di latte diviso per 5 (numero di pasti giornalieri) = 165 cc di latte (razione media a poppata).

Il numero di pasti in una giornata varia in base all’età (e perciò alle esigenze) del piccolo e la loro frequenza rispecchia i tempi di digestione. A titolo indicativo si può tenere presente che:

Fino al 1° mese i pasti sono 6 (ogni 3 ore circa) da somministrare all’incirca alle seguenti ore: 6 – 9,30 – 13 – 16,30 – 20 – 23,30 oppure 7 – 10,30 – 14 – 17,30 – 21 – 0,30.
Dal 2° al 4° mese i pasti sono 5 (ogni 4 ore circa) da somministrare all’incirca alle seguenti ore: 6 – 10 – 14 – 18 – 22 oppure 7 – 11 – 15 – 19 – 23.

Ovviamente subito dopo averlo letto mi sono fatto i conti ed ho appurato, matematicamente, che la Cecilia per essere sazia dovrebbe mangiare tra i 90 e 95 cc. di latte a poppata (considerando 6 poppate al giorno come fa attualmente).

Le ultime doppie pesate fatte confermano che ci siamo: magari una volta sono 80 cc. e una volta 100 cc. ma l’importante è che più o meno siamo in linea con il calcolo teorico sopra citato.

So che molti di voi storceranno il naso pensando che la nostra ansia ci porta a tenere, a volte, comportamenti bizzarri o comunque ci induce a pensare cose strambe ma l’allattamento è veramente un passaggio importante per i piccoli che hanno in quel complesso e affascinante liquido l’unico sostentamento di vita.

E’ ora di andare a letto, sono veramente cotto anche perché da qualche giorno vado a dormire sempre più tardi: se non c’è la Ceci c’è il blog, oppure qualche altra cavolata delle mie; poi ci sono le sveglie notturne e da qualche giorno anche la palestra, per cui il mio fisico, che ancora riesce a far funzionare le dita per scrivere questo post, adesso è veramente cotto e si va a prendere il suo meritato riposo…