Come noterete dall’orario di pubblicazione di questo post anche stasera riesco a scrivere queste poche righe tardissimo, dopo una giornata molto, ma molto intensa.
Chi ha letto il post di ieri saprà che la Ceci è nata alle 22:30 circa e che io ho fatto ritorno a casa solo dopo l’una. Tra una doccia e una chiacchiera con mia madre si sono fatte le 2. Poi ho postato le prime impressioni “a caldo” ed ecco che le ore di sonno si sono ridotte a meno di 6…
Infatti stamattina alle 8 ero un semi straccio, in bilico tra l’euforico andante e il distrutto fisicamente. Il mio pensiero era quello di rimettere in ordine la casa avendola lasciata la sera prima in uno stato pietoso; poi volevo far trovare a Silvia un ambiente accogliente che almeno per i primi giorni non avrebbe dovuto darle pensieri. Ovviamente Matteo, che non era stato interpellato in merito, ha scombussolato tutti i miei piani.
Poco dopo aver finito la mia leggera colazione, me lo vedo spuntare dalla porta della camera da letto e subito mi dice: “babbbo namo giocare macchinine dillà giù giù“…… Io tento di fargli capire che oggi è un giorno particolare: la mamma e la Ceci sono all’ospedale e noi dobbiamo andarle a trovare, il tempo è poco e dobbiamo ancora fare un sacco di cose… Com’era prevedibile Matteo non si lascia minimamente intimorire e pretende il rispetto dei suoi tempi, ovvero lettura del libro durante l’assunzione del latte, balletto con radio DJ, un pò di puzzle e poi il resto… La recita di un mantra tibetano è stata l’unica salvezza…
Alle 11 io, mamma e Matteo siamo fuori di casa. Sosta dal fioraio, sosta dal Ballerini per pranzo/merenda di M. e poi via di corsa a Careggi. Alle 12:25 in perfetto anticipo Canneori siamo di fronte all’entrata della maternità. Ad un certo punto un’infermiera chiede ad un bambino se vuole entrare a trovare la sua mamma e allora anch’io chiedo di far passare Matteo prima che arrivi l’orario delle visite. L’infermiera accetta e Matteo senza problemi entra nel reparto.
Passano lunghi minuti di leggera ansia. Incomincio a pensare di aver fatto una cazzata; penso a Silvia che magari stava allattando e che si vede piombare Matteo da solo e che non sa come gestire la situazione; penso a Matteo che vede sua madre in un letto d’ospedale e magari sbrocca…insomma, penso ad un sacco di risvolti negativi di quella bella pensata e mi viene l’agitazione.
Finalmente aprono le porte e ci fiondiamo dentro. Fortunatamente nessuno dei miei stupidi pensieri si è materializzato. Silvia è sorridente sul letto, Matteo è accanto a lei e si parlano amorevolmente. La Ceci tenta di ciucciarsi anche il materasso del cestino dove dorme…Tutto bene, quindi…
Alle 14:30 circa i miei genitori con Matteo ripartono alla volta di casa e io rimango con Silvia e la Ceci in ospedale. Fino alle 17:00 ho coccolato mia figlia con ninna-nanne, carezze, naso-naso e tante, tante chiacchiere. Sono stati momenti dolcissimi, intimi e veramente necessari per me per stabilire un contatto diretto con la mia frugoletta. Per fortuna anche S. approfitta della mia presenza per riposarsi una mezz’oretta…
Alle 17 riparto per andare a casa. Vado a ritirare il cell. di Silvia in assistenza e poi attraverso un traffico indegno torno a casa lentamente. Ho appena il tempo di buttare l’immondizia, di mangiare un pò di minestra e di lesso da mia madre e già riparto per tornare dalle mie donne.
Alle 19:4o sono di nuovo ai piedi del letto 21 con un leggero fiatone…! La serata scorre veloce tra un cambio di pannolino, tentativi di poppate, rifiuti di ciuccio e la compagnia di Marco e la Fede che ci sono venuti a trovare per primi visto che la Fede aveva il compito di ricamare il fiocco della Cecilia…e che fiocco! Bellissimo, originale e davvero molto ben fatto. Uno di quegli oggetti da tirare fuori tra 20 anni su cui sospirare ripensando a questi momenti…
Alle 23:00, con una certa stanchezza, saluto la Ceci e la Silvia e riparto per tornare dal tatopuzzo, sperando che la seconda serata di fila senza di noi non gli stia creando troppi problemi… Quando arrivo a casa lo trovo sveglio e ne sono estremamente felice. Appena mi vede sorride contento, m’abbraccia e mi chiede di mettermi a letto con lui… Infatti per venire a postare le impressioni di questo primo giorno da bi-padre ho dovuto prima farlo addormentare e poi sgattaiolare qui in cucina…
Che aggiungere: è stata una bellissima giornata d’inverno; un 21 febbraio soleggiato, fresco, con un’atmosfera nell’aria piacevole come se tutto fosse stato pervaso dall’odore della pelle della Cecilia, dal suo colorito rosa tenero…
Quando sono uscito dall’ospedale per tornare a casa alle 17, mi sono fermato a prendere un caffè alle macchinette poste vicino all’uscita. Con il bicchiere caldo in mano sono uscito all’aperto e ho respirato a pieni polmoni l’aria fresca del pomeriggio. Ai piedi della scalinata c’era una vecchia zingara dai denti d’oro, circondata da buste di plastica, che aveva un vecchio mangiacassette che trasmetteva un musica gitana un pò gracchiante. Bè sapete che cosa è successo: che contrariamente al solito, non ho avuto un impulso di diffidenza nei suoi confronti… I miei occhi hanno incrociato i suoi e gli hanno sorriso perchè io ero felice, felicissimo: ho guardato i suoi vestiti colorati e li ho trovati belli così come quella musica d’altri tempi, piena di nostalgia…
L’aria era davvero frizzante e il sole basso sull’orizzonte proiettava ancora una luce dorata che rendeva i vecchi padaglioni di Careggi affascinanti. Un evento come la nascita di un figlio di carica di energia nuova, di una forma di energia che non ha uguali. Credo si chiami amore, l’amore per una compagna che ha affrontato al meglio il momento più cruciale della vita di una donna, l’amore per un figlio che nella nascita di una sorella vede molte, forse troppe novità e si sente smarrito, e infine l’amore per un essere vivente nuovo che identifica in una sua madre ed in me i confini del mondo…
Adesso, cari naviganti, alle 00:51 io vò a letto e vi lascio con alcune, pessime, foto della pargola scattate con il cellulare… Abbiate pazienza ma le foto quelle belle gliele farò domani; oggi è stata già una giornata intensa…
p.s. purtroppo non riesco a tirare fuori dal cellulare le foto… non so il perchè ma sono troppo fuso per qualsiasi tentativo. Accontentatevi del racconto. Per le immagini ci sarà tempo e spazio in futuro… Buonanotte.
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Accidenti… ho il fiatone anch’io!