Sono un utente di internet ormai da diversi anni, come moltissimi miei coetanei. All’inizio lo usavo per cose tipo vedere le previsioni meteo, fare home banking, leggere itinerari per il camper e poc’altro. Poi ho provato ad esplorarlo, questo mare e la scoperta di siti come Flickr, Youtube, Facebook, aNobii mi ha fulminato. Condivisione si chiama, una cosa semplice ma che ha aperto la vera porta del “mio web”. Perchè internet è proprio questo; condividere tutto il condivisibile, tra utenti vicini e lontani, in lingue diverse ma pur sempre con lo spirito di interagire con gli altri.
A quest’opera di condivisione che “ruba” tempo alla vita in qualche modo reale non ho comunque risparmiato critiche in passato, perchè se si riesce a trovare il tempo di uplodare foto, libri poesie, musica e quant’altro perchè poi non si riesce a trovare il tempo di stare con gli amici, con i figli e con la moglie? Il web affascina ma non bisogna farsi ingoiare; personalmente mi sono dato delle regole come se fossi un cronico dipendente: poche ore al giorno, possibilmente non togliendole a Matteo e Silvia, selezionare al massimo i contenuti perchè altrimenti c’è da perdersi e in ultimo il piacere. La ricerca del piacere è la bussola della mia barra degli indirizzi.
E proprio grazie a quest’istinto che saltellando da aNobii sono arrivato a conoscere diversi altri blog, diversi altri siti che in questi giorni non mi fanno dormire. Continuo a sostenere che sui blog si trovano persone davvero con le palle quadrate, che scrivono bene, profonde, che hanno “modellato” i loro spazi in maniera quasi architettonica, puntando sulla bellezza, la semplicità e risultando molto efficaci.
Perciò non stupitevi se la mia barra dei blogroll crescerà un pò in fretta. E’ un invito ad esplorare territori nuovi.
Fate come ho fatto io: partendo da aNobii (ma una pietra vale l’altra) ho iniziato ad attraversare un piccolo corso d’acqua; c’era un fitta nebbia e si vedevano pochissime altre pietre davanti a me. Saltando sulla successiva ho scoperto un blog bello che linkava ad altri blog e così le pietre dove poter saltare sono diventate di più. La nebbia ha cominciato a diradarsi e il piccolo corso d’acqua è diventato un fiume. E poi di balzo in balzo sono arrivato sempre più in là, il sole si è fatto alto e adesso vedo molti più particolari di quando sono partito. Non sono su un fiume, però! Questo è un mare di informazioni, sentimenti, notizie, immagini e suoni. Io non vedo più la sponda da cui sono partito ma tanto indietro non voglio tornare. C’è tanto da camminare e da vedere…
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