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Archive for Febbraio 2008

Ho fatto lo strudel!

29 Febbraio 2008 Tiziano Lascia un commento

Oggi pomeriggio, dopo diversi giorni di turbinio continuo, sono riuscito a ritagliarmi un momento per me e sapete cosa ho fatto? Ho cucinato! Anzi, meglio: ho fatto lo strudel di mele, da vero pasticcere!!!

Bè, a dire la verità ho seguito una semplice ricetta trovata sul retro della confezione della pasta sfoglia pronta, che vi riporto di seguito:

    ingredienti

  • 1 kg. di mele;
  • 50 gr. di pinoli;
  • 50 gr. di noci;
  • 100 gr. di zucchero;
  • 100 gr. di uva sultanina;
  • burro;
  • pasta sfoglia pronta;

Der strudelLa preparazione è semplicissima. Si tagliano le mele a strisce sottili e si mettono in una ciotola dove si aggiungono i pinoli, l’uva e le noci tritate. Si amalgama il tutto e poi si aggiunge la scorza di un limone grattugiato. Si stende poi la sfoglia e al centro si mette il composto; si chiude poi il tutto a “mò di strudel“, ovviamente e lo si inforna a 200 gradi per 30 minuti e voilà, è pronto!

Alla prova dell’assaggio devo dire che ha riscosso un discreto successo anche se a tutti è risultato un pò troppo dolcino. Personalmente consiglierei questi aggiustamenti:

  1. 1 kg. di mele è troppo. Io ne ho usate 4 ma penso che 3 siano più che sufficienti;
  2. 100 gr. di zucchero sono troppi, atteso che dentro ci sono già le mele e l’uva sultanina. Io penso che 50 gr. siano la dose giusta;
  3. 30 minuti a 200 gradi sono un tempo esagerato. Io l’ho tenuto dentro 24 minuti e secondo me era già un pelo troppo cotto. Perciò consiglio di impostare 20 minuti e poi verificare.

Comunque sono contento del risultato, anche perchè con i dolci non mi sono mai praticamente cimentato ma soprattutto perchè questa piccola ricetta mi ha permesso davvero di rilassarmi mezz’oretta. Provate e poi fateci sapere!

    E’ caduto il cordone

    28 Febbraio 2008 Tiziano Lascia un commento

    Cecilia1Se qualcuno mi vedesse in questo momento direbbe che sono pazzo, perchè proprio mentre scrivo ho la Ceci in braccio e sto facendo una fatica boia a mettere insieme 2 righe.

     

    Allora, dovete sapere che uno dei pochi “difetti” riscontrati finora nella piccina è che all’ultima poppata della giornata, ovvero quella che fa intorno alle 23:30, non si sazia… e questo comporta che, immancabilmente, proprio quando le nostre energie calano a picco, lei invece è pimpante, sveglia e soprattutto non ne vuol sapere di stare nella sua culla.

    Quindi, quando Silvia non ce la fa più, anche in vista della nottata che l’aspetta, subentro io nel tentativo di far allungare la veglia della Cecilia il più possibile; a volte mi metto davanti alla televisione mentre altre davanti al mio amato Mac; quando questo accade ecco che tento di postare qualcosa come stasera…

    Mi sembra passato un secolo dall’ultimo post e le cose da scrivere sono veramente tante, come le mille emozioni che ogni giorno questa nuova nascita ci offre, ma come si fa? E’ impossibile trovare 20 minuti tranquilli in cui scrivere, controllare la posta, uplodare le foto (anche farle è un’impresa), eccetera, eccetera…

    La cosa di rilievo di queste ultime 48 ore è stata la caduta del cordone ombelicale. Quando è successo, cioè mercoledì mattina, non erano passati 7 giorni dalla nascita e quindi dal taglio del suddetto cordone. Ricordo che con Matteo ci vollero molti più giorni e che la sua “gestione” a volte può riservare dei problemi.

    Cordone ombelicaleIn generale questo “ultimo miglio” rappresenta, nei primissimi giorni dopo il parto, uno dei grattacapi maggiori di quasi tutti i neo-genitori.Bisogna stare attenti a che si secchi bene e per questo non bisogna lasciarlo mai umido; non bisogna, per esempio, che la pipì ci vada sopra, inoltre va fatta molta attenzione alla formazione di infezioni…insomma, sto’ cordone all’inizio è una bella rottura anche perchè fino a che non cade non si può fare nemmeno il bagnetto. Quindi vi potete immaginare il nostro stupore quando dopo soli 7 giorni e dopo poche medicazioni io e Silvia ci siamo ritrovati a contemplare questo moncherino secco, secco…

    Se ci riflettiamo bene il cordone ombelicale rappresenta davvero l’ultimo residuo della gravidanza che fu, l’ultimo pezzetto biologico di quell’attaccamento unico e speciale tra mamma e figlio. La sua caduta in qualche modo simboleggia il loro definitivo distacco, come se dopo la sua caduta la Cecilia fosse davvero, finalmente, lei e non più una parte del corpo di Silvia.

    La scienza e la psicologia hanno dimostrato che in realtà i neonati pensano di essere parte della madre ancora per diverso tempo dopo il parto e la caduta del cordone certo non rappresenta nulla di più se non il fatto che la Cecilia ha “già” 8 giorni di vita e che il suo piccolo corpo inizia a svilupparsi; ha intrapreso quel lungo, spero lunghissimo cammino che è la vita…

    Mentre scrivo la Cecilia si è addormentata e questo spero che significhi che il blog l’ha rilassata, altrimenti devono pensare che la noia era così tanta da farle preferire di tornare a dormire!!! Booooonnnnnnnnaaaaaaaa

    Ritorno a casa

    26 Febbraio 2008 Tiziano Lascia un commento

    Ieri sera ho tentato di postare un piccolo riassunto di questi 4 ultimi, intensi e meravigliosi giorni ma purtroppo non ci sono riuscito. La mia pessima connessione ad internet + la mia stanchezza me lo hanno impedito.

    Comunque stasera ritento, anche se zipperò ancora di più gli eventi perchè il tempo passa e la memoria, di questi tempi, mi si riempie così in fretta da costringermi a svuotare le cose più vecchie.

    La cafonata

    Sabato mattina la cosa ganza è stata l’allestimento della cafonata (così ribattezzata da mamma), che mi ha impegnato non poco… Effettivamente è stata una cosa improvvisata che ho pensato solo venerdì sera prima di andare in ospedale. Volevo preparare un’accoglienza diversa per il ritorno a casa delle mie donne e visto l’apprezzamento di Silvia sono contento di averla fatta!

    Matteo, Silvia e la Ceci in ospedaleAlle 10:30 circa ero in ospedale per riportare a casa Silvia e la Cecilia e devo confessare che il viaggio di ritorno a casa è stata un’esperienza nella esperienza…infatti è stato un viaggio particolare perchè tornavamo a casa con un altro figlio che non fosse Matteo, dopo aver passato tre giorni lontani e soprattutto con in macchina una nuova vita tutta da scoprire… E’ stato un viaggio silenzio, sereno e lì ho capito che la vera gioia di essere genitori, l’essenza la si coglie in pieno solo la seconda volta. Si è più maturi, più consapevoli e l’ansia e le paure non offuscano più l’immensa gioia della maternità/paternità. Uno sa cosa lo aspetta, quali sono le criticità ma anche quali sono i mezzi per affrontarle… Se dovessi dare un consiglio a chi ha già un figlio/a direi di riprovarci, assolutamente. Si ri-compie un viaggio bellissimo e unico con la consapevolezza di poter cogliere finalmente dettagli e sfumature che prima ci erano sfuggite…

    Ovviamente non è stata una giornata tutta rose e fiori. L’arrivo in concomitanza con mio cognato e mia suocera ha comportato un pò di confusione e il nostro assestamento è stato molto ridotto (per non parlare dell’ingorgo della montata che ha comportato l’applicazione di impacchi caldi e poppe al vento proprio quando mia zia è venuta a trovarci…!).
    La prima nottata è andata malino anche perchè Matteo ha dato di barta visto che il suo letto lo avevamo spostato in camerina sperando che l’arrivo della sorella lo entusiasmasse così tanto da allontanarlo dal nostro lettone… Purtroppo così non è andata e per adesso dormiamo in stanze separate con altrettanti figli separati…
    Da domenica le nostre giornate sono state relativamente calme, fatte di intervalli regolari tra cambi di pannolino, poppate, preparazioni di pranzi e di cene, lavatrici e soprattutto tanto sbattimento per tenere Matteo impegnato (vedi biblioteca, giardini, eccetera…).
    Se dovessi tirare un piccolo e stupido primo bilancio di questo ritorno a casa non potrebbe essere che positivo; per adesso la Cecilia sembra una bambina tranquilla e Silvia sembra aver già ingranato la marcia giusta di neo-bi-mamma. Anche se dorme poco e la stanchezza si fa sentire vedo nei suoi occhi e nei suoi gesti lo spirito giusto di chi ha la forza per far fronte a mille altri problemi, di chi sa cogliere l’immensa bellezza dell’emozione di stringere al petto una frugolina di poco più di 3 kg. che dipende in tutto e per tutto da te…

     

    La ceci con gli occhi aperti
    Infine una parola su Matteo. Anche se so che non dobbiamo farci strane illusioni M. per adesso sembra aver preso l’arrivo della Cecilia abbastanza bene. La cerca, se vede che S. la allatta gli va vicino e gli bacia la testa, ogni tanto va nella culla e la guarda e così via… Certo non possiamo sapere se dentro di lui covi istinti di vendetta ma per adesso, apparentemente non sembra. Certo è che il nostro impegno per non fargli mancare nemmeno un grammo di affetto è massimo e forse alla fine questo è l’unico segreto.

    Eccola, finalmente!

    22 Febbraio 2008 Tiziano 1 commento
    La ceci che dorme
    Avete atteso ore ed ore per vederla e finalmente eccola! Per la gioia degli amici e dei parenti lontani pubblico dopo circa 48 ore dalla nascita la prima foto della Cecilia!
    Qui la vedete in ospedale, nel suo “cestino” mentre se la dorme contenta.
    Oggi (22/2/2008) è stata una giornata fotocopia della precedente, anche se in verità c’è stata un pò più di calma. Alle 12:00 io, Matteo e mamma eravamo di nuovo in ospedale e il primo turno di visite ha visto comparire la dottoressa Isabella e il duo composto dallo Steo e da Ema. Siamo stati davvero contenti di vederli, tutti e 3; è bello avere degli amici accanto in questi momenti speciali…
    Per quanto riguarda la Cecilia tutto sembra procedere per il meglio e domani (oggi in realtà visto che la mezzanotte è passata), dovrebbero dimetterla insieme alla Silvia. Per il loro ritorno a casa ho preparato una mezza “cafonata” ma non vi anticipo nulla, domani saprete…
    Solo una piccola considerazione ad uso di chi andrà o vorrà andare a partorire a Careggi: non date retta a chi vi dice pesta e corna della maternità. Io vi parlo per esperienza diretta ed attuale. Sia in sala parto che in reparto abbiamo trovato persone splendide e disponibili. Non è vero che c’è un gran casino e che le partorienti sono lasciate a se stesse. Continuamente entrano nelle stanze le infermiere a chiedere se c’è bisogno di qualcosa e a dispensare consigli. Per quanto riguarda la confusione è ovvio che molto dipende dalla stanza dove una capita. Ci sono quelle con 2 letti e quelle con 6 letti e per forza i due ambienti sono molto diversi. Comunque Silvia è capitata in una stanza da 3 e anche durante l’orario di visite serale non abbiamo mai avvertito troppo fastidio. Perciò andate serene…
    Per vedere altre foto della scugnizza vi rimando al nostro account su Flickr!

    Una giornata intensa

    22 Febbraio 2008 Tiziano 1 commento
    Come noterete dall’orario di pubblicazione di questo post anche stasera riesco a scrivere queste poche righe tardissimo, dopo una giornata molto, ma molto intensa.
    Chi ha letto il post di ieri saprà che la Ceci è nata alle 22:30 circa e che io ho fatto ritorno a casa solo dopo l’una. Tra una doccia e una chiacchiera con mia madre si sono fatte le 2. Poi ho postato le prime impressioni “a caldo” ed ecco che le ore di sonno si sono ridotte a meno di 6…
    Infatti stamattina alle 8 ero un semi straccio, in bilico tra l’euforico andante e il distrutto fisicamente. Il mio pensiero era quello di rimettere in ordine la casa avendola lasciata la sera prima in uno stato pietoso; poi volevo far trovare a Silvia un ambiente accogliente che almeno per i primi giorni non avrebbe dovuto darle pensieri. Ovviamente Matteo, che non era stato interpellato in merito, ha scombussolato tutti i miei piani.
    Poco dopo aver finito la mia leggera colazione, me lo vedo spuntare dalla porta della camera da letto e subito mi dice: “babbbo namo giocare macchinine dillà giù giù“…… Io tento di fargli capire che oggi è un giorno particolare: la mamma e la Ceci sono all’ospedale e noi dobbiamo andarle a trovare, il tempo è poco e dobbiamo ancora fare un sacco di cose… Com’era prevedibile Matteo non si lascia minimamente intimorire e pretende il rispetto dei suoi tempi, ovvero lettura del libro durante l’assunzione del latte, balletto con radio DJ, un pò di puzzle e poi il resto… La recita di un mantra tibetano è stata l’unica salvezza…
    Alle 11 io, mamma e Matteo siamo fuori di casa. Sosta dal fioraio, sosta dal Ballerini per pranzo/merenda di M. e poi via di corsa a Careggi. Alle 12:25 in perfetto anticipo Canneori siamo di fronte all’entrata della maternità. Ad un certo punto un’infermiera chiede ad un bambino se vuole entrare a trovare la sua mamma e allora anch’io chiedo di far passare Matteo prima che arrivi l’orario delle visite. L’infermiera accetta e Matteo senza problemi entra nel reparto.
    Passano lunghi minuti di leggera ansia. Incomincio a pensare di aver fatto una cazzata; penso a Silvia che magari stava allattando e che si vede piombare Matteo da solo e che non sa come gestire la situazione; penso a Matteo che vede sua madre in un letto d’ospedale e magari sbrocca…insomma, penso ad un sacco di risvolti negativi di quella bella pensata e mi viene l’agitazione.
    Finalmente aprono le porte e ci fiondiamo dentro. Fortunatamente nessuno dei miei stupidi pensieri si è materializzato. Silvia è sorridente sul letto, Matteo è accanto a lei e si parlano amorevolmente. La Ceci tenta di ciucciarsi anche il materasso del cestino dove dorme…Tutto bene, quindi…
    Alle 14:30 circa i miei genitori con Matteo ripartono alla volta di casa e io rimango con Silvia e la Ceci in ospedale. Fino alle 17:00 ho coccolato mia figlia con ninna-nanne, carezze, naso-naso e tante, tante chiacchiere. Sono stati momenti dolcissimi, intimi e veramente necessari per me per stabilire un contatto diretto con la mia frugoletta. Per fortuna anche S. approfitta della mia presenza per riposarsi una mezz’oretta…
    Alle 17 riparto per andare a casa. Vado a ritirare il cell. di Silvia in assistenza e poi attraverso un traffico indegno torno a casa lentamente. Ho appena il tempo di buttare l’immondizia, di mangiare un pò di minestra e di lesso da mia madre e già riparto per tornare dalle mie donne.
    Alle 19:4o sono di nuovo ai piedi del letto 21 con un leggero fiatone…! La serata scorre veloce tra un cambio di pannolino, tentativi di poppate, rifiuti di ciuccio e la compagnia di Marco e la Fede che ci sono venuti a trovare per primi visto che la Fede aveva il compito di ricamare il fiocco della Cecilia…e che fiocco! Bellissimo, originale e davvero molto ben fatto. Uno di quegli oggetti da tirare fuori tra 20 anni su cui sospirare ripensando a questi momenti…
    Alle 23:00, con una certa stanchezza, saluto la Ceci e la Silvia e riparto per tornare dal tatopuzzo, sperando che la seconda serata di fila senza di noi non gli stia creando troppi problemi… Quando arrivo a casa lo trovo sveglio e ne sono estremamente felice. Appena mi vede sorride contento, m’abbraccia e mi chiede di mettermi a letto con lui… Infatti per venire a postare le impressioni di questo primo giorno da bi-padre ho dovuto prima farlo addormentare e poi sgattaiolare qui in cucina…
    Che aggiungere: è stata una bellissima giornata d’inverno; un 21 febbraio soleggiato, fresco, con un’atmosfera nell’aria piacevole come se tutto fosse stato pervaso dall’odore della pelle della Cecilia, dal suo colorito rosa tenero…
    Quando sono uscito dall’ospedale per tornare a casa alle 17, mi sono fermato a prendere un caffè alle macchinette poste vicino all’uscita. Con il bicchiere caldo in mano sono uscito all’aperto e ho respirato a pieni polmoni l’aria fresca del pomeriggio. Ai piedi della scalinata c’era una vecchia zingara dai denti d’oro, circondata da buste di plastica, che aveva un vecchio mangiacassette che trasmetteva un musica gitana un pò gracchiante. Bè sapete che cosa è successo: che contrariamente al solito, non ho avuto un impulso di diffidenza nei suoi confronti… I miei occhi hanno incrociato i suoi e gli hanno sorriso perchè io ero felice, felicissimo: ho guardato i suoi vestiti colorati e li ho trovati belli così come quella musica d’altri tempi, piena di nostalgia…
    L’aria era davvero frizzante e il sole basso sull’orizzonte proiettava ancora una luce dorata che rendeva i vecchi padaglioni di Careggi affascinanti. Un evento come la nascita di un figlio di carica di energia nuova, di una forma di energia che non ha uguali. Credo si chiami amore, l’amore per una compagna che ha affrontato al meglio il momento più cruciale della vita di una donna, l’amore per un figlio che nella nascita di una sorella vede molte, forse troppe novità e si sente smarrito, e infine l’amore per un essere vivente nuovo che identifica in una sua madre ed in me i confini del mondo…
    Adesso, cari naviganti, alle 00:51 io vò a letto e vi lascio con alcune, pessime, foto della pargola scattate con il cellulare… Abbiate pazienza ma le foto quelle belle gliele farò domani; oggi è stata già una giornata intensa…
    p.s. purtroppo non riesco a tirare fuori dal cellulare le foto… non so il perchè ma sono troppo fuso per qualsiasi tentativo. Accontentatevi del racconto. Per le immagini ci sarà tempo e spazio in futuro… Buonanotte.

    E’ nata Cecilia!!!!!!!!!!!!!

    21 Febbraio 2008 Tiziano 1 commento
    Mi mancano le parole per descrivere quello che è successo questa sera (20/2/2008). Adesso, mentre scrivo, sono nel lettone…da solo, perchè Silvia è a Careggi, nel reparto gestanti della clinica ginecologica e ostetrica nr. 1… e si, perchè alle 22:23 circa, dopo un parto lampo è finalmente venuta al mondo Cecilia, la nostra secondogenita!
    Adesso sono le 02:20 e se penso che solo poche ore fa eravamo a cena tutti tranquilli, mi sembra impossibile. Eppure Silvia ha rotto le membrane intorno alle 20:45 o giù di li. Alle 21:05 siamo montati in macchina alla volta dell’ospedale. Fortunatamente per strada a quell’ora non c’era traffico per cui alle 21:20/25 abbiamo parcheggiato davanti al reparto di maternità. Silvia in macchina aveva già contrazioni abbastanza forti ogni 3 minuti.
    All’accettazione viene visitata mentre io aspetto ansiosamente fuori; dopo il tracciato e una serie infinita di domande veniamo portati in sala parto, direttamente. C’è un’insolita calma quando arriviamo. Come entriamo in sala parto mi pare di vedere tutto il personale in una stanza posta di fronte all’entrata intento a mangiare. Se la prendono tutti con una certa calma convinti che ci sia tempo. Mi fanno attendere all’ingresso perchè non si sa ancora quanto tempo manca e magari prima di entrare mi mandano al reparto a posare la borsa…ma di tempo non ce n’è!!!!
    Infatti dopo un’altra controllatina mi viene detto di vestirmi e di raggiungere Silvia nella sala parto nr. 2. L’ostetrico?! inizia a dare disposizioni ad una giovane infermiera tirocinante ma i minuti passano e sembra che Silvia sia veramente vicina. Ci sono attimi di frenesia perchè tutto dev’essere zippato: flebo, prelievi di sangue, cambio delle lenzuola, preparazione del lettino dove mettere la pupa, eccetera. Quando l’ostetrico indossa finalmente i guanti e si rivolge a Silvia per dirgli come affrontare la prossima contrazione la tensione cala un pò… come se tutti, consapevoli che i preparativi fossero finiti, ci fossimo concentrati, finalmente, sulla Cecilia, senza pensare ad altro.
    Di spinte ne sono bastate 4, di numero, e poi… oplà: Cecilia è venuta al mondo senza alcuna difficoltà. Appena nata è stata adagiata sul seno di Silvia che ha potuto così coccolarsela un pò dopo 9 mesi di lunga attesa. La nascita è veramente un evento straordinario, incredibile ed indescrivibile… Tante sono le emozioni, i pensieri che si affollano in quei momenti e spesso sono solo i lunghi silenzi a dare veramente il senso della grandezza… Per la cronaca: a Careggi non lavano subito i bambini ma li fanno stare così come nascono insieme alla madre, “pelle a pelle” per almeno un’oretta. Nella prima ora viene dato obbligatoriamente un antibiotico, poi c’è la pesata, il bagnetto, l’aspirazione di naso e bocca, la somministrazione del collirio, delle vitamine e poi ancora con mamma. Dopo circa 2 ore dal parto si va in reparto. Semplice, semplice. Silvia non ha avuto bisogno di punti di sutura ed è riuscita ad alzarsi quasi subito. Ovviamente il reparto, quando siamo arrivati, era immerso nel silenzio e nella quiete e questo ci ha rasserenato. La camera di Silvia è da 3 posti e mi sembra abbastanza confortevole.
    Comunque questo post è frutto unicamente della voglia di comunicare velocemente e a più gente possibile la nascita di Cecilia: messaggiarvi tutti stanotte era impossibile.
    La Cecilia speriamo che sia una bambina che porterà equilibrio in questa famiglia e che ci darà ancor di più la carica per guardare al futuro con occhi sognati e pieni di speranza…
    p.s. La Cecilia pesava alla nascita kg. 3140! La lunghezza si saprà nelle prossime ore.
    Categories: Personale

    Blog alla fiorentina

    19 Febbraio 2008 Tiziano Lascia un commento

    Leggendo svogliatamente il numero di City del 14 febbraio 2008, nella pagina dedicata a Firenze cultura, ho scoperto che “bloggare” piace ai fiorentini e che alcuni “esperimenti” hanno riscosso un discreto successo.

    Ho visitato personalmente il blog dedicato al condominio di via del Pesciolino (http://pesciolino.wordpress.com) nato ad uso e consumo dei condomini di via del Pesciolino, posto periferia nord di Firenz. Il blog, ben organizzato, rappresenta un bell’esempio di giornalismo fatto da normali cittadini.

    Un altro blog molto carino è quello dedicato alla “Firenze da godere” di giorno e di notte (http://ioamofirenze.blogspot.com). Non si tratta di un sito dedicato ai turisti: è il diario di una fiorentina che testa di persona posti dove poter mangiare, negozi dove comprare vestiti vintage e tanto altro ancora. L’esperienza diretta dell’autrice rappresenta una garanzia delle informazioni rese.

    Questo piccolo articolo apparso su City è l’ennesima riprova che il “bloggare” rappresenta oggi una fonte importante di aggregazione e di condivisione di idee e di sentimenti e a volte anche un modo di fare informazione più vero e più seguito dei soliti canali.

    Il cash flow a mezzanotte?!?

    18 Febbraio 2008 Tiziano Lascia un commento
    Il deposito di Paperon de PaperoniStasera mi sono dedicato ad aNobii e il mio bloggettino è rimasto un pò indietro. In realtà tre o quattro nuovi blog da mettere nella lista li ho trovati anche questa sera/notte, perciò posso andare a letto quasi contento.
    E dire che volevo/dovevo fare il cash flow che è rimasto davvero indietro di una settimana e più! Questa storia del “tenere la contabilità di casa ci ha intrippato alla grande ma stargli dietro è dura davvero. Dovrei fare come Marchino e tutti i sabati mattina mettermi lì e controllare, rendicontare, spuntare scontrini, ecc… Peccato che a volte Matteo si alza e con la sua bocca sbavata mi monta in collo e mi dice “babbolatte” e tutti i programmi cadono…
    Va bè, signori, vò ufficialmente a letto. Il cash flow lo farò domani e nel frattempo cercherò di non spendere troppo….!

    …e i blogroll aumentano…

    18 Febbraio 2008 Tiziano 2 commenti
    Grazie ad una discussione su aNobii di Betty ho conosciuto oggi alcuni spazi web davvero interessanti. Come preannunciato, la navigazione mi sta portando alla conoscenza di molti “porti” interessanti e la mia lista dei blogroll aumenta, aumenta… Quindi vi invito ancora a spaziare, a lasciarvi portare dal vostro mouse da un link all’altro per conoscere quanto di bello, di particolare c’è nel web; per vedere che molti hanno ancora molto da dire.

    Associazione Italiana per la lotta al Neuroblastoma

    18 Febbraio 2008 Tiziano Lascia un commento
    A.I.L.N.
    Venerdì al lavoro è stata fatta una raccolta di fondi in favore dell’associazione Italiana per la lotta al Neuroblastoma. Come spesso accade, la raccolta dei fondi è stata accolta con una certa diffidenza. Purtroppo ognuno di noi conosce storie riguardanti collette, donazioni o similari che poi si sono rivelate delle truffe o comunque delle gravi malversazioni.
    Stavolta, però, contrariamente al solito, ho voluto donare i miei 10 € per acquistare l’uovo di cioccolato a sostegno della ricerca e poi ho voluto documentarmi.
    Così sono andato sul sito dell’associazione, che vi consiglio di visitare (link), ed ho scoperto che questo Neuroblastoma è proprio una brutta bestia. Si tratta della prima causa di morte per malattia in età prescolare; è una forma tumorale che colpisce circa 8-10 bambini all’anno ogni milione ed anche se la sua incidenza è bassa, le speranze di guarigione di un bambino affetto da questa malattia sono altrettanto basse. Purtroppo la sua diagnosi non è facile. Un pò perchè colpisce bambini piccoli che a volte ancora non parlano o non riescono a spiegarsi con sufficiente chiarezza e poi perchè i suoi sintomi sono facilmente confondibili con quelli dell’influenza, almeno all’inizio.
    Ovviamente questa raccolta di fondi oggi che sono padre e che sto per diventarlo per la seconda volta mi tocca nel profondo e sono contento di avervi aderito. Consiglio a tutti di andare a dare un’occhiata al sito e di fare un gesto di solidarietà a favore della ricerca contro una malattia che colpisce, purtroppo, i bambini.