Dove sono finiti certi uomini?

Oggi, leggendo l’ultimo post di Beppe Grillo ho avuto un sussulto. E si, perchè mi è capitato di leggere l’accorato saluto di un ragazzo del Meetup di Lodi ad un signore, che deve essere scomparso da poco, un certo Arrigo Boldrini detto “Bulow”. Nel suo saluto Antonio ricordava gli insegnamenti che Bulow gli aveva impartito tra piadine e giocate a scopa, e una frase, su tutte, mi ha colpito e ve la riporto testualmente:

Quando sei amministratore pubblico devi sempre agire nell’interesse dei cittadini che ti hanno eletto e che hanno avuto fiducia in te. Se per un solo attimo, mentre svolgi il tuo ruolo di rappresentante delle Istituzioni, senti di fare qualcosa per interesse tuo personale, abbandona tutto subito, perchè quello non sarà più il tuo posto“.

Come sembrano lontane certe parole; come sembrano sparite dalla scena politica odierna… Siamo in un momento certo non facile: c’è una crisi economica diffusa, lo scenario internazionale non è sereno e al nostro interno tante emergenze non trovano soluzioni… e la nostra classe dirigente, invece di prendere la situazione in mano, con polso fermo e scegliere il meglio per tutti noi, cosa fa? Si azzuffa, si smentisce, si contraddice pur di tornare al potere o di rimanerci nonostante tutto.

E’ molto, molto triste quello che accade; siamo abbandonati da chi dovrebbe guidarci… Io che ho un figlio penso sempre a cosa accadrebbe se un giorno M. guardandomi negli occhi non trovasse la risposta che cerca, se cascasse d’improvviso verso di me senza trovare le mie mani pronte ad accoglierlo… ecco, cosa accadrebbe?? Si sentirebbe perduto, sfiduciato, solo.

Questo piccolo e banale paragone serve per capire che oggi stiamo navigando ognuno per la sua strada, inconsapevoli del futuro, attenti solo alla nostra individualità. E quando succede questo non si può più usare la parola paese, nazione… Siamo solo tante persone che tirano avanti; se non si cambia rotta non ci sarà più un’Italia.

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