Ieri intorno alle 22:30 ci stavamo accingendo ad andare a letto. Io stavo combattendo con Matteo per metterlo a letto, passando dal divano alla sua cameretta. Nel frattempo S. va in bagno e dopo qualche minuto mi chiama. Era già senza voce per un piccola faringite ma il suo tono era chiaramente alterato, di preoccupazione. M’affaccio alla porta e lei mi mostra le sue mutandine macchiate di sangue. Tre piccole macchie, inequivocabili. Il mio sangue quasi si solidifica mentre lei lentamente sbianca. Le dico di vestirsi cercando di rimanere tranquillo. Chiamo mia madre per farla venire a casa; Matteo è già in pigiama e non possiamo portarlo via con noi. Il Tato capisce che qualcosa non va. Ci vede fare le cose di fretta: vestirsi, preparare un minimo di borsa e lui scoppia a piangere. Cerco di calmarlo ma il suo pianto agita S. che agita me. Finalmente arriva mamma e noi partiamo. Durante il tragitto cerchiamo di rimanere lucidi analizzando tutti gli elementi. Le ultime visite erano ok, la bambina si muove per cui non dovrebbero esserci grossi problemi. Sembrano tanto quegli appigli invisibili che uno si crea per non cadere nella depressione. S. non riesce a calmarsi: non parla, non si agita ma trema, tanto. In 19 minuti siamo a Careggi. Entriamo nel reparto maternità alle 23 e fortunatamente non c’è nessuno. S. entra da sola e io fuori a rosicare. Per fortuna, dopo una ventina di minuti mi fanno entrare. S. sta facendo il tracciato. L’ecografia non ha mostrato alcun problema: la Cecilia è lì tranquilla, già in posizione. Il liquido c’è e non ci sono contrazioni. Dopo un pò staccano il tracciato, la rivisitano e le fanno un ulteriore test. Tutto negativo. Si è trattato di una modifica del collo dell’utero. Ciò significa che con molta probabilità S. non arriverà a termine, ma questo non è un problema. Con calma ci dimettono e noi nel cuore della notte di Firenze, immersi nel silenzio dell’immensa cittadella di Careggi ci gustiamo rispettivamente un caffè espresso e una Fanta Lemon facendo sbollire la tensione. Ritornano i sorrisi ma quanta paura! Dopo un aborto spontaneo e una gravidanza con 40 giorni di riposo assoluto per distacco di placenta ne abbiamo un pò le palle piene. Per non parlare poi del fatto che ogni volta accade di notte. Il buio amplifica le paure, i dubbi, si pensa che all’ospedale ci sia meno personale, che le cose possano andare storte rispetto al giorno. Per fortuna invece oggi siamo qui, io a lavoro e lei a casa, relativamente tranquilli.
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E’ proprio il caso di dire “com’è piccolo il web”!! Dopo esser rimbalzato da un sito all’altro mi è caduto l’occhio su un link: Canneori’s family. Mmmhhh… ci ho cliccato con la speranza che a quel cognome fosse collegato un ragazzo con cui ho diviso giornate a giocare a calcio in cortile o giocando con i soldatini: Tiziano. Aprendo l’homepage, nell’header si è caricata una foto che riprende la famiglia, ed insieme ad una ragazza carina e ad un bimbo splendido chi c’è?? Tiziano!! E così ho letto con curiosità le righe scritte sul tuo blog. Ma io chi sono?? Sono Luca Rotelli, che più volte ha chiesto i suoi notizie di te. Ho letto che Cecilia è in arrivo, tra lavoro e supporto a Silvia sarai incasinato ma prima o poi ci dobbiamo vedere!! Per i soldatini siamo troppo grandi ma credo che entrambi abbiamo la passione per il web. La mia mail e l’ho lasciata sul form soprastante, scrivimi (io non ho la tua, sul blog non l’ho trovata). Un abbraccio a tutta la Canneori’s Family con la speranza di incontrarvi presto e conoscervi tutti.