Fate le differenze non fate le preferenze

15 Novembre 2009 Tiziano Lascia un commento

Post ripescato da quella piccola landa dov’ero migrato in gran fretta e in gran segreto.

Il titolo è l’ultimo “illuminante” insegnamento delle tate di La7.

Ormai l’appuntamento della domenica con le tre agguerrite educatrici è diventato un must… un pò per confrontarsi con altre realtà familiari, un pò per rincuorarsi vedendo che c’è chi sta peggio e un pò perchè davvero non si finisce mai di imparare… soprattutto nel mestiere più difficile del mondo.

Nella puntata odierna tata Francesca ha detto proprio la frase riportata nel titolo a dei genitori siciliani in difficoltà con i loro tre figli; una frase che mi ha riportato indietro nel tempo, esattamente a venerdì, ora di pranzo.

Ero a casa, complice una visita dal pediatra fissata per le 11 per il Principino.

Con l’aiuto di mamma in partenza per la terra natia per la raccolta delle olive, alle 12:30 io, il Principino e la Peste Peppina siamo seduti tutti e tre a tavola intenti a mangiare. C’è un’ottima atmosfera. Sono sereni. Loro sono allegri. Niente giocattoli sulla tavola, nè libri. Noi tre e basta. Si parla, si ride, scherziamo a vicenda. Nel vederli così vicini, da solo, ho avuto modo di ammirarli e immancabilmente di confrontarli.

Il Principino è loquace ma il suo piatto “piange“, tra un parola e l’altra si scorda letteralmente di mangiare, si guarda intorno, sogna, io credo, potrebbe rincorrere delle farfalle anche su un’autostrada tanto i suoi pensieri lo rapiscono.

La Peste Peppina invece è concretezza allo stato puro. Faccio per imboccarla ma lei mi fulmina con lo sguardo come Re Leonida nel film “300” e poi mi dice “…da sola” levandomi il cucchiaino di mano!!! Balla nel seggiolone, ma appena deglutisce non perde nemmeno un minuto per prendere un altro boccone. Ride ma se nel suo raggio visivo passa una qualsiasi pietanza si concentra come un puntatore laser e non c’è verso di non dargliela.

Ecco le loro differenze, solo per citarne alcune. Stargli vicino e starci da solo è un’occasione meravigliosa, un punto di vista davvero privilegiato. Nessun aiuto ma neanche nessun disturbo, si fatica ma ciò che se ne trae è prezioso, preziosissimo. Si comprende anche se dentro di noi alberga davvero una classifica, se, anche inconsapevolmente, in noi si è creata una simpatia speciale, un’inclinazione, diciamo così…

Io, nel caso specifico, mi avvalgo della facoltà di non rispondere.

Non posso dire sinceramente se sono “imparziale” anche perchè la loro differenza di età mi porta ad avere comportamenti diversi, magari più tolleranti con la Peste Peppina e più rigidi con il Principino. Comunque capire che sono “diversi” è già qualcosa, io credo. Non pensare che siano semplicemente due bambini nati nella stessa famiglia e perciò uguali è un buon punto di partenza.

Stasera ho avuto anche la conferma di una mia idea: il numero ideale di figli, secondo me, è 2. Un figlio solo, unico, rischia di avere troppo, anche tutto ciò che è negativo e tre, come spesso si vede nelle puntate delle tate, sono davvero troppi per genitori che spesso lavorano entrambi. Ci tengo a sottolineare che è assolutamente un’idea personale, niente di assoluto ma più passa il tempo più mi convinco di questa idea: due figli rapprensentano un equilibrio, specialmente se di sesso diverso.

Imparare a crescere grazie al Meyer

14 Novembre 2009 Tiziano 1 commento

Matteo ha avuto la febbre alta per 2 giorni, una brutta tosse e il classico “moccio perenne“. E’ probabile, anche se non abbiamo  avutouna diagnosi precisa, che il Principino si sia beccato la cosidetta influenza “suina“, ovvero la famigerata H1N1.

I sintomi ci sono tutti: febbre abbastanza alta, presenza di tosse e/o mal di gola e/o raffreddore, mancanza di appetito e un pò di mal di pancia (specialmente nei più piccoli). In fondo però è un’influenza come le altre e come tale la si affronta. Però 2 giorni in casa con un pupo ammalato e con la Peste Peppina in perenne movimento o peggio vogliosa di altrettante coccole mi hanno sfinito.

E così ieri quando sono montato in macchina per andare al Meyer ho pensato “”"…ahhhh….finalmente posso staccare la spina per un pò…”"”al Meyer?!?!?! No, non funziona così e ho capito subito il dramma dell’affermazione.

Al Meyer ci vado, semmai, proprio per permettere agli altri, in primis i piccoli ricoverati, di distrarsi, di ritrovare un pò di serenità, di allegria, per permettergli, almeno per un pò, di non sentirsi completamente degli ammalati.

Ma non c’è stato bisogno di fare granchè per cambiare il mio errato approccio. Appena sono entrato “nella serra” la luce particolare che pervade quella cattedrale di legno mi ha ricordato dov’ero e soprattutto perchè c’ero e quando ho preso in mano quelle chiavi numero 99 lo spirito giusto mi era già tornato.

Ormai il mio turno settimanale presso la biblioteca è davvero un appuntamento irrinunciabile. Quel luogo, quei volti, quei corridoi e quelle stanze hanno perso quasi del tutto quell’alone di tristezza e di angoscia che avevano i primi tempi. Adesso percorro quei corridoi quasi sempre con il sorriso, spingendo il “mio” carrello del prestito con entusiasmo conscio dell’utilità di quello che faccio e davvero ne ho un gran ritorno.

I volti dei genitori che si rallegrano della possibilità di rompere la monotonia di giornate infinite, lo stupore dei bambini che possono “scegliere” tra decine di volumi direttamente in camera loro, gli infermieri che ormai ci considerano dei “collaboratori“, una sorta di piccolo sostegno… Insomma, sono orgoglioso quando indosso quel cartellino e prendo il timone di quell’ingombrante carrello.

Ma non è sempre una passeggiata… Quei corridoi sono lunghi, sono tutti colorati, illuminati, larghi ma alcuni conducono in zone particolari… ci sono reparti dove molte delle persone presenti sono abbastanza serene ma via via che si cammina è come se questa serenità scemasse in ragione della gravità crescente delle patologie. Quando si arriva nel reparto neurosensoriale si è all’apice di questa discesa e lì io e il mio carrello ci sentiamo drammaticamente fuori luogo.

Nelle stanze precedenti tento di incrociare gli sguardi dei bambini, dei genitori e appena colgo un segno di attenzione, un cenno di curiosità mi proietto dentro, parlo, consiglio, sorrido… Quando arrivo lì, invece, il buio di quelle poche camere sembra più buio, quasi impenetrabile… divento timido, insicuro, guardo dentro ma di sfuggita come sperando che nessuno mi noti.

Ma che ci faccio qui? mi domando… Come si fa a proporre dei libri a dei genitori che stanno affrontando dei drammi che nemmeno riesco a immaginare?

Purtroppo è successo anche ieri… passando vicino ad una stanza ho intravisto un papà e mi sembrava sereno, visto di profilo. Mi stavo avvicinando, ripetevo nella mia testa una specie di presentazione del tipo “”"salve, sono della biblioteca, vi potrebbero interessare dei libri…“”" per sembrare meno impacciato ma quando la visuale si è fatta più ampia ho visto un ragazzo, sicuramente adolescente, affetto da non so quale malattia ma il nome non è importante. Se ne stava sul letto, le braccia contratte, il viso pure e con enorme fatica tentava di ruotare la testa da destra a sinistra… tentava di ruotare la testa con enorme fatica… Suo papà lo guardava e quando l’infermiera ha detto”"”…e bravo… adesso ti riposi poi ne fai altri 10 e così domani, va bene? Bravo davvero…“”" mi sono sentito morire… ho cominciato a sentirmi bruciare il viso, le orecchie… ho avvertito l’arrivo delle lacrime e solo un pronto dietrofront mi ha salvato da un entrata tremendamente fuori luogo.

Ecco, in quel momento il mio carrello mi è sembrata la cosa più stupida del mondo ed io con lui.

Pensare di alleviare qualche dolore “smerciando” libri…

Pensare di essere migliore di altri coetani perchè passo tre ore alla settimana in un ospedale pediatrico…

Pensare di essere “stanco” per aver passato 2 giorni in casa ad assistere un bambino con un pò di febbre…

Mi sono sentito stupido ed egoista e con passo lento ho abbandonato il reparto. C’è molta strada da fare oltre quella già percorsa. In certi ambienti davvero non si può improvvisare e quando ci si sente sicuri ecco che in quel momento la nostra fragilità viene fuori in maniera prepotente. Tra quei corridoi, tra bambini che piangono, vassoi dei pasti, camici blu e colorati, flebo e cateteri io sto crescendo…

Il Meyer, alla fine, continua, paradossalmente, ad essere più utile a me di quanto io a lui o ai suoi sfortunati ospiti…

I bambini imparano ciò che vivono

12 Novembre 2009 Tiziano Lascia un commento

Le ho lette nello studio del pediatra di Matteo e Cecilia.

Tutte insieme compongono un piccolo poster che ha come sfondo un tenero orsetto.

Non gli avevo mai dedicato tanta importanza ma l’altro giorno ci sono passato proprio davanti e mi sono messo a leggere. Alla fine ci sono rimasto inchiodato per parecchi minuti e per la paura di dimenticarle ho fatto pure una foto con il cellulare!

Sono piccole e semplici frasi ma mi hanno come folgorato. Certe volte le sento lontane, mi sento lontano da certi insegnamenti e vorrei invece imprimermele a fuoco nella testa e nel cuore per non farle sfuggire più…

Eccole:

Se il bambino viene criticato impara a condannare.

Se vive nell’ostilità impara ad aggredire.

Se vive deriso impara la timidezza.

Se vive vergognandosi impara a sentirsi colpevole.

Se vive trattato con tolleranza impara ad essere Paziente

Se vive nell’incoraggiamento impara la Fiducia

Se vive nell’approvazione impara ad apprezzare

Se vive nella lealtà impara la Giustizia

Se vive con sicurezza impara ad avere Fede

Se vive volendosi bene impara a trovare AMORE ed AMICIZIA nel mondo.

Non credo ci sia da aggiungere altro. Spero di imparare, una volta per tutte, a metterle in pratica.

L’incoerente Canneori Family daddy blogger

12 Novembre 2009 Tiziano 8 commenti

Alla fine dovrò chiamarlo “L’incoerente Canneori Family Blog” vista la serie infinita di travagli, ripensamenti, uscite di scena, smentite e post a volte fitti come fiocchi di neve in dicembre e altre volte rari, solitari… quasi dei silenzi…

Sono tornato, questa è la novità e per l’ennesima volta mi sono smentito.

Nell’ultimo post avevo spiegato le ragioni del mio abbandono. Questo spazio non mi rappresentava più, mi sentivo troppo esposto, sentivo di aver osato troppo, di aver varcato un confine che non avrei dovuto oltrepassare… c’erano tante motivazioni e alcune di esse sono tutt’ora valide.

Cos’è cambiato, allora? Come si può dichiarare, poco più di un mese fa, di aver preso (dopo tanto pensare…) una certa faticosa decisione, la decisione di abbandonare questo spazio, questo diario e poi tornarci a scrivere così come se niente fosse??? Se siete degli incorenti come me si può, semplicemente questo… Ma la questione è un tantino più profonda.

In questo mese è cambiato molto, non dico tutto ma molto. Mi sono riconciliato con una parte di me, con quella parte di me che in questo spazio, a poco a poco, si era sentita un estraneo. Ma non ho fatto tutto da solo… anzi… praticamente non ho fatto niente. Ho ascoltato, semplicemente questo. Ho ascoltato e quando sono giunte certe parole è stato come assistere all’arrivo del sole dopo un brutto temporale; piano piano la luce si è fatta via via più viva e ciò che era in ombra è tornato a splendere.

Questo diario, questo spazio era in quell’ombra e adesso, fortunatamente, non lo è più, ed io con lui… almeno per un altro pò… Non so davvero, in tutta sincerità, quanto durerà, quanto coerente riuscirò ad essere da qui in avanti ma ci proverò.

Voglio essere naturale, vero…

…ciao…

9 Ottobre 2009 Tiziano 5 commenti

Sono ormai giorni, settimane che ci penso e ripenso e credo che sia giunta l’ora di affrontare questa cosa una volta per tutte…

Di che cosa parlo?

Del fatto che vorrei chiudere questo blog o meglio vorrei migrare altrove… So che la notizia, per quei pochi che mi conoscono e che mi “leggono” può apparire incompresibile, drastica, eppure da tempo, ormai da troppo tempo trovo alcune cose “insopportabili“… Ho commesso degli errori nella gestione di questo spazio e solo ora mi accorgo di quanto mi pesano. Non vi annoierò su cosa e sul come ma di fatto questo spazio non mi rappresenta più come vorrei. Tutto qua. Semplicemente.

Non intendo cancellarlo perchè non voglio perderne i contenuti ma penso seriamente che questo sia il mio ultimo post. Non mi spaventa cambiare strada perchè in ogni cambiamento c’è qualcosa di buono, l’ignoto da esplorare, la voglia di intraprendere nuove strade,  però mi dispiace abbandonare questo progetto che mi aveva entusiasmato moltissimo. 

Vista la mia passione per la scrittura penso che non starò molto senza un nuovo diario, magari più anonimo e con una visione più ampia su me stesso rispetto a questo e spero dipoter ricreare il flusso di contatti che ha animato queste pagine.

Non mi piacciono gli addii per cui la chiudo qua.

Sono sicuro che molti di quelli che ho conosciuto durante quest’avventura li ritroverò anche perchè a volte la “blogosfera” non sembra così infinita e ringrazio anticipatamente tutti quelli che invece d’ora in avanti si imbatteranno in questo mio piccolo pezzo di cuore abbandonato…

Categories: Personale

Bevi l’acqua di casa

23 Settembre 2009 Tiziano Lascia un commento

Siete stufi di andare al supermercato a comprare milioni e milioni di bottiglie di acqua minerale?

Siete stufi di dover, quasi quotidianamente, stroncarvi la schiena per caricare/scaricare le suddette bottiglie in macchina e poi ri-stroncarvi la schiena una volta arrivati a casa per ri-scaricarle/ri-caricare in ascensore (i fortunati, ovviamente)??

Bè io si, come sono stufo di dover andare 2/3 alla settimana a buttare nella raccolta differenziata tonnellate di plastica per lo più composte da bottiglie di acqua minerale.

Finalmente su Altroconsumo è apparsa un’inchiesta seria che spero risolverà il problema.

L’inchiesta sull’acqua del rubinetto è stata condotta su 35 grandi città, da Milano a Reggio Calabria, prendendo in considerazione diversi parametri. Il risultato è stato che l’acqua che sgorga dai nostri rubinetti non solo è potabile ma generalmente di buon gusto e assolutamente consumabile al posto di quella in bottiglia. Unica eccezione proprio Reggio Calabria dove l’acqua che esce dai rubinetti sembra avere troppi “sali“, a causa dell’inflitrazione dell’acqua di mare.

Perciò contribuiamo davvero a fare qualcosa per l’ambiente che ci circonda e per le nostre tasche. Cominciamo a non comprare più le acque minerali in bottiglia… sono convinto che non solo risparmieremo dei bei soldini utili per i nostri figli ma insegneremo loro anche comportamenti virtuosi che sempre più scarseggiano.

 p.s.

Non riesco ad allegare il file in pdf di 8 pagine che riguarda l’inchiesta. Qualcuno più pratico di WP sa dirmi come si fa?? Altrimenti se non siete abbonati non potete leggerla…

La scuola è ricominciata anche qui…

22 Settembre 2009 Tiziano Lascia un commento

Ammetto di essere come al solito in ritardo sull’argomento ma stavolta ho volutamente atteso prima di dire la mia…

E’ cominciata la scuola lunedì scorso e  nella blogosfera “genitoriale” hanno fatto la comparsa tanti articoli… chi ha parlato del “distacco“, chi della riforma e delle sue implicazioni, chi ha tirato un sospiro di sollievo, eccetera, eccetera…

In fondo per noi genitori/pseudo scrittori l’inizio della scuola, che sia il primo anno o meno, è comunque un “evento” rilevante, non ignorabile, un momento per riflettere, un momento in cui la vita cambia o ritorna a quel ritmo che il lungo periodo estivo ha interrotto.

E’ un evento di cui si “deve” parlare, in un modo o nell’altro.

Per la C.F. è stato davvero un evento nell’evento. Matteo ha cambiato scuola, passando da un istituto privato alla scuola pubblica, cambiando zona, cambiando compagni e lasciando alcuni amici… per ciò questo inizio era ancor più carico del solito di emozioni, di piccole e grandi paure… in fondo temevamo un pò come l’avrebbe presa, di come e se si sarebbe adattato, passando da un ambiente un pò “ovattato” e “flessibile” come quello di un istituto privato gestito da suore a quello sicuramente più “reale” e “rigido” di una scuola dell’infanzia pubblica.

Sinceramente siamo contenti e felici di come questa prima settimana è passata. Matteo non ha avuto alcuna difficoltà. Niente pianti, nessuna bizza. Già il primo giorno si è messo a giocare sereno e tranquillo e ha socializzato con gli altri bambini. Racconta, è vero, poco di quello che fa, come l’anno scorso, ma rispetto a prima adesso quando è ora di partire sembra avere una certa “fretta” di arrivare, vuole indossare il suo zaino, il suo grembiule e quando entra a scuola guai se non mette da solo il buono mensa nella casettina!

Insomma si vede che l’ambiente gli piace e si sente a suo agio e le maestre (che ci hanno fatto un’ottima impressione) dicono che è solare e tranquillo, confermando le nostre impressioni.

Ho aspetto a scrivere perchè ieri si è tenuta la prima riunione di classe e volevo vedere come si sarebbe svolta e cosa si sarebbe detto. La riunione, tenutasi senza bambini o quasi, è stata  interessante. Ci sono tanti progetti e ma purtroppo pochi soldi. La riforma della Gelmini ha irrigidito molto certe procedure cosa che alcuni genitori non hanno gradito come l’impossibilità di far uscire i bambini subito dopo pranzo o la necessità assoluta di presentare il certificato medico al rientro da una malattia, pena il ritorno a casa del pargolo.

Io, personalmente, non ho trovato queste novità così “assurde” o stringenti mentre mi ha colpito la mancanza dei fondi. In  pratica i bambini seguiranno un progetto solo durante l’anno e questo perchè non ci sono abbastanza fondi per fargliene fare altri ed in più dobbiamo acquistare diverso materiale noi genitori (pennarelli, album, ecc…) perchè la cancelleria che passa l’istituto dura si e no un mese…

Per carità, non credo veramente che due scatole di pennarelli mandaranno in fallimento qualche famiglia ma la richiesta, seppur non obbligatoria, da il senso di come sia messa la scuola Italiana. E’ vero che la scuola dell’infanzia non è una scuola dell’obbligo ma sfido chiunque a non riconoscerne il valore, la bontà… sarebbe pensabile, oggi, per qualcuno tenere un bambino a casa fino ai 6 anni? No, io non credo. Stare con gli altri bambini è per loro fondamentale, anche se a casa c’è mamma o i nonni… chi può sostituire un brava maestra? Chi ha a disposizione locali adatti a farli cucinare, imbrattare con le tempere o sa fare la pasta di sale?

Io credo pochi o nessuno. E’ per questo che mi arrabbio sapendo che chi ha il potere decisionale, chi ha in mano i soldi pubblici non investe adeguatamente sulla scuola, di qualsiasi livello.

Detto questo mi piaceva spendere due parole su quello che ho trovato io, per me, alla scuola nuova di Matteo. Sicuramente più partecipazione che nell’altra, genitori più curiosi e delle maestre, parlo globalmente molto “prese“, “calate” nel loro ruolo, delle vere insegnanti… sentir parlare di progetti di motoria, di musica, di manipolazione o di eventi come i mercatini di Natale, eccetera, mi ha davvero rallegrato.

Non farò, come volevo, il rappresentante di classe perchè mi sono reso conto che non ce la faccio a mettere tutto insieme… incomincio a perdere colpi e non vorrei mai commettere degli errori… è bene che chi si prende questa responsabilità abbia il giusto tempo da dedicargli (e poi la rappresentante in carica dall’anno scorso, oltre che simpatica sembra anche in gamba, per ciò…). Ho notato che, come al solito, c’erano pochi padri ma voglio dare la colpa al fatto che i bambini non potevano intervenire e che qualcuno, giocoforza, doveva rimanere con loro :-)

Insomma il treno è partito e sia noi che Matteo siamo felici; il salto è stato fatto e per adesso tutto fila come speravamo…

…l’unico neo è che abbiamo comprato a Matteo uno splendido zaino rosso “grande, grande” per metterci tutte le stoviglie e altre cose e poi abbiamo scoperto che per quanto riguarda la mensa passa tutto la scuola, piatti, posate, bavaglini… e ora che ci mettiamo dentro? Solo il buono mensa?!?!

Questo post partecipa al
blogstorming

Mollare la mano

21 Settembre 2009 Tiziano 5 commenti

Raccontare ad un pubblico di sconosciuti che il proprio figlio ha imparato ad andare in bici senza rotelle, di per sè, potrebbe avere il gusto triste della semplice “celebrazione“, un padre che si gongola davanti ad un traguardo raggiunto dal proprio pargolo, un traguardo a cui arrivano però da sempre milioni, miliardi di altri pargoli…

Eppure, quando venerdì pomeriggio ho visto Matteo partire in sella alla sua adorata/amata biciclettina rossa ho trattenuto a stento le lacrime… Ho visto dal vivo un film tante volte proiettato nella mia mente, ho visto mio figlio farsi grande come di colpo, l’ho visto gioioso ma anche concentrato, convinto, sicuro di sè. Ho visto un bambino diverso.

Tutto è successo per caso. Dovevo uscire in bici per farmi una “sgambatina” visto che da qualche giorno ero fermo e confidavo nella nanna pomeridiana dei pargoli ma Matteo, dopo un pò di tv ha sentenziato che “a nanna non ci voglio a n d a r e!“”". Che fare? Lasciarlo piangente a casa o inventarmi qualcosa? Ovviamente non c’è stata scelta… pensarmi in bici e lui a casa era impossibile per cui, anche se dopo qualche moccolo :-) eccoci fuori alle 15:00, sotto un caldo sole a giocare…

Babbo, babbo, mi togli le rotelle alla bici“… mi dice lui tra il lamentosino e l’euforico… e io “mmmm…. Pronti!“. La mia schiena ha cominciato subito a scricchiolare, memore dell’unica volta precedente in cui per un buon quarto d’ora spinsi Matteo sulla bici mentre lui giocava all’astronauta o comunque a qualcos’altro del tutto alieno al ciclismo.

Gli abbasso il sellino fino a fargli toccare terra con i piedi comodamente, gli aggiusto il casco, gli do le solite indicazioni “”"guarda dritto, concentrati, pedala sempre, ti tengo io…“”". Partiamo. Siamo nel vialetto dietro casa di mia madre. Una bella strada privata, larga, asfalta, senza buche. L’inizio è come me l’aspettavo. Lui si guarda intorno, non pedala, pensa a non incrociare i cancelli che ospitano i tanto temuti cani, cerca la sua amica, sente passare un camion…

Io sbuffo e gli chiedo di fare una pausa o di smettere se non ha voglia. Poi mi allontano cercando di riprendere la posizione eretta tipica dell’uomo… Passano pochi secondi e mentre mi guardo intorno vedo passare sotto di me qualcosa… ma… ma… non è un “qualcosa“… è Matteo!!!

Zitto, zitto Matteo è riuscito a partire da solo senza l’ausilio di una spinta o di un sostegno e allegramente ha cominciato ad andare, e come! Ben seduto con lo sguardo in avanti ha cominciato a percorrere sempre più metri e completamente da solo. Una cosa incredibile. Pensavo che fosse pronto, lo si vedeva ma immaginavo che gli sarebbe comunque occorso del tempo per trovare l’equilibrio giusto, per capire come girare, frenare, ripartire… e invece niente di tutto questo. Nel giro di un paio di ore Matteo ha imparato tutto. Sa partire da solo, girare in tutte le direzioni, fermarsi, scendere dai gradini, correre…

Avergli visto fare questa cosa è come avergli visto fare un balzo in avanti nel tempo, vederlo passare dall’essere un bambino “piccolo” senza autonomia ad un bambino “grande” che sa fare cose da solo…

Scrissi, banalmente, tempo addietro che padri non si nasce ma lo si diventa con volontà e anche con un pò di fatica… venerdì, come ha scritto magnificamente Desian (qui), è successo… mi sono sentito davvero padre… ci sono diventato…  ho imparato “quell’arte lì“ e mio figlio mi ha stupito…

Puliamo il mondo 2009

18 Settembre 2009 Tiziano Lascia un commento

logo puliamo il mondoC’è tempo, lo so ma non voglio fare la fine dell’anno scorso… e di quello prima!

Allora, nei giorni 25/26 e 27 settembre p.v. si terrà, praticamente in tutta Italia, la 16^ edizione di Puliamo il mondo, di cui vi invito a visitare il sito.

L’iniziativa è nota a tutti; in quei giorni migliaia (magari milioni!) di volontari indosseranno le classiche casacchine gialle e armati di scope, sacchi neri e altri attrezzi provvederanno a pulire vaste aree urbane, individuate dalle istituzioni che hanno aderito alla campagna.

Ovviamente è impensabile sperare che si possa, in soli 3 giorni, ripulire Milano, Firenze o anche città molto più piccole, però ci si può concentrare sull’argine di un fiume, su una stazione, su un giardino pubblico, insomma, su obiettivi più piccoli.

Purtroppo in passato non ho partecipato a questa bella iniziativa  ma quest’anno spero di avere la possibilità di andarci davvero coinvolgendo ovviamente Matteo che credo cominci ad avere l’età per avvicinarsi a certi temi quali il rispetto dell’ambiente, la necessità di fare la raccolta differenziata e così via. Insomma: sensibilizziamoli!

Per lui sicuramente sarà un momento di gioco, di fare “il grande“, un misto tra il giardiniere e l’operatore ecologico! Per i campigiani all’ascolto fatemi sapere se qualcuno vuol venire… magari si fa gruppo e ci si diverte di più!

 

Dal Meyer alla Billy. Selezione della settimana

17 Settembre 2009 Tiziano Lascia un commento

More about I tre brigantiMore about Corso di pipì per principiantiQuesti sono i libri che questo giovedì durante il mio turno di volontario/bibliotecario presso il Meyer ho preso in prestito per Matteo. Visto che la biblioteca “stenta” un pò a decollare come dovrebbe, per problemi che magari un giorno spiegherò, ho deciso che forse potevo darLe una mano mostrando pubblicamente ciò che “proponiamo“. Visto che ho la fortuna di poter vedere, sfogliare e analizzare libri per bambini sempre nuovi e in gran quantità perchè non sfruttare questa opportunità? In primis per Matteo che è un grande lettore e poi, tramite le pagine di questo blog, far conoscere la biblioteca a chi per sbaglio o per diletto passa da queste parti!

Il primo libro racconta una bella storia di “redenzione“, di tre briganti che dopo aver rapito una bambina utilizzano tutti i soldi che avevano fino ad allora rubato e accumulato per occuparsi della sorte di tanti bambini poveri ed abbandonati. Molto belle le illustrazioni.

Il secondo è un vero e proprio manuale illustrato per principianti del “water“… un libro che può accompagnare i bambini  nella conquista di quella autonomia tanto agognata… Anche qui molto simpatiche le illustrazioni.

A giovedì prossimo!