Fate le differenze non fate le preferenze
Post ripescato da quella piccola landa dov’ero migrato in gran fretta e in gran segreto.
Il titolo è l’ultimo “illuminante” insegnamento delle tate di La7.
Ormai l’appuntamento della domenica con le tre agguerrite educatrici è diventato un must… un pò per confrontarsi con altre realtà familiari, un pò per rincuorarsi vedendo che c’è chi sta peggio e un pò perchè davvero non si finisce mai di imparare… soprattutto nel mestiere più difficile del mondo.
Nella puntata odierna tata Francesca ha detto proprio la frase riportata nel titolo a dei genitori siciliani in difficoltà con i loro tre figli; una frase che mi ha riportato indietro nel tempo, esattamente a venerdì, ora di pranzo.
Ero a casa, complice una visita dal pediatra fissata per le 11 per il Principino.
Con l’aiuto di mamma in partenza per la terra natia per la raccolta delle olive, alle 12:30 io, il Principino e la Peste Peppina siamo seduti tutti e tre a tavola intenti a mangiare. C’è un’ottima atmosfera. Sono sereni. Loro sono allegri. Niente giocattoli sulla tavola, nè libri. Noi tre e basta. Si parla, si ride, scherziamo a vicenda. Nel vederli così vicini, da solo, ho avuto modo di ammirarli e immancabilmente di confrontarli.
Il Principino è loquace ma il suo piatto “piange“, tra un parola e l’altra si scorda letteralmente di mangiare, si guarda intorno, sogna, io credo, potrebbe rincorrere delle farfalle anche su un’autostrada tanto i suoi pensieri lo rapiscono.
La Peste Peppina invece è concretezza allo stato puro. Faccio per imboccarla ma lei mi fulmina con lo sguardo come Re Leonida nel film “300” e poi mi dice “…da sola” levandomi il cucchiaino di mano!!! Balla nel seggiolone, ma appena deglutisce non perde nemmeno un minuto per prendere un altro boccone. Ride ma se nel suo raggio visivo passa una qualsiasi pietanza si concentra come un puntatore laser e non c’è verso di non dargliela.
Ecco le loro differenze, solo per citarne alcune. Stargli vicino e starci da solo è un’occasione meravigliosa, un punto di vista davvero privilegiato. Nessun aiuto ma neanche nessun disturbo, si fatica ma ciò che se ne trae è prezioso, preziosissimo. Si comprende anche se dentro di noi alberga davvero una classifica, se, anche inconsapevolmente, in noi si è creata una simpatia speciale, un’inclinazione, diciamo così…
Io, nel caso specifico, mi avvalgo della facoltà di non rispondere.
Non posso dire sinceramente se sono “imparziale” anche perchè la loro differenza di età mi porta ad avere comportamenti diversi, magari più tolleranti con la Peste Peppina e più rigidi con il Principino. Comunque capire che sono “diversi” è già qualcosa, io credo. Non pensare che siano semplicemente due bambini nati nella stessa famiglia e perciò uguali è un buon punto di partenza.
Stasera ho avuto anche la conferma di una mia idea: il numero ideale di figli, secondo me, è 2. Un figlio solo, unico, rischia di avere troppo, anche tutto ciò che è negativo e tre, come spesso si vede nelle puntate delle tate, sono davvero troppi per genitori che spesso lavorano entrambi. Ci tengo a sottolineare che è assolutamente un’idea personale, niente di assoluto ma più passa il tempo più mi convinco di questa idea: due figli rapprensentano un equilibrio, specialmente se di sesso diverso.
I bambini imparano ciò che vivono
Le ho lette nello studio del pediatra di Matteo e Cecilia.
Tutte insieme compongono un piccolo poster che ha come sfondo un tenero orsetto.
Non gli avevo mai dedicato tanta importanza ma l’altro giorno ci sono passato proprio davanti e mi sono messo a leggere. Alla fine ci sono rimasto inchiodato per parecchi minuti e per la paura di dimenticarle ho fatto pure una foto con il cellulare!
Sono piccole e semplici frasi ma mi hanno come folgorato. Certe volte le sento lontane, mi sento lontano da certi insegnamenti e vorrei invece imprimermele a fuoco nella testa e nel cuore per non farle sfuggire più…
Eccole:
Se il bambino viene criticato impara a condannare.
Se vive nell’ostilità impara ad aggredire.
Se vive deriso impara la timidezza.
Se vive vergognandosi impara a sentirsi colpevole.
Se vive trattato con tolleranza impara ad essere Paziente
Se vive nell’incoraggiamento impara la Fiducia
Se vive nell’approvazione impara ad apprezzare
Se vive nella lealtà impara la Giustizia
Se vive con sicurezza impara ad avere Fede
Se vive volendosi bene impara a trovare AMORE ed AMICIZIA nel mondo.
Non credo ci sia da aggiungere altro. Spero di imparare, una volta per tutte, a metterle in pratica.
L’incoerente Canneori Family daddy blogger
Alla fine dovrò chiamarlo “L’incoerente Canneori Family Blog” vista la serie infinita di travagli, ripensamenti, uscite di scena, smentite e post a volte fitti come fiocchi di neve in dicembre e altre volte rari, solitari… quasi dei silenzi…
Sono tornato, questa è la novità e per l’ennesima volta mi sono smentito.
Nell’ultimo post avevo spiegato le ragioni del mio abbandono. Questo spazio non mi rappresentava più, mi sentivo troppo esposto, sentivo di aver osato troppo, di aver varcato un confine che non avrei dovuto oltrepassare… c’erano tante motivazioni e alcune di esse sono tutt’ora valide.
Cos’è cambiato, allora? Come si può dichiarare, poco più di un mese fa, di aver preso (dopo tanto pensare…) una certa faticosa decisione, la decisione di abbandonare questo spazio, questo diario e poi tornarci a scrivere così come se niente fosse??? Se siete degli incorenti come me si può, semplicemente questo… Ma la questione è un tantino più profonda.
In questo mese è cambiato molto, non dico tutto ma molto. Mi sono riconciliato con una parte di me, con quella parte di me che in questo spazio, a poco a poco, si era sentita un estraneo. Ma non ho fatto tutto da solo… anzi… praticamente non ho fatto niente. Ho ascoltato, semplicemente questo. Ho ascoltato e quando sono giunte certe parole è stato come assistere all’arrivo del sole dopo un brutto temporale; piano piano la luce si è fatta via via più viva e ciò che era in ombra è tornato a splendere.
Questo diario, questo spazio era in quell’ombra e adesso, fortunatamente, non lo è più, ed io con lui… almeno per un altro pò… Non so davvero, in tutta sincerità, quanto durerà, quanto coerente riuscirò ad essere da qui in avanti ma ci proverò.
Voglio essere naturale, vero…
…ciao…
Sono ormai giorni, settimane che ci penso e ripenso e credo che sia giunta l’ora di affrontare questa cosa una volta per tutte…
Di che cosa parlo?
Del fatto che vorrei chiudere questo blog o meglio vorrei migrare altrove… So che la notizia, per quei pochi che mi conoscono e che mi “leggono” può apparire incompresibile, drastica, eppure da tempo, ormai da troppo tempo trovo alcune cose “insopportabili“… Ho commesso degli errori nella gestione di questo spazio e solo ora mi accorgo di quanto mi pesano. Non vi annoierò su cosa e sul come ma di fatto questo spazio non mi rappresenta più come vorrei. Tutto qua. Semplicemente.
Non intendo cancellarlo perchè non voglio perderne i contenuti ma penso seriamente che questo sia il mio ultimo post. Non mi spaventa cambiare strada perchè in ogni cambiamento c’è qualcosa di buono, l’ignoto da esplorare, la voglia di intraprendere nuove strade, però mi dispiace abbandonare questo progetto che mi aveva entusiasmato moltissimo.
Vista la mia passione per la scrittura penso che non starò molto senza un nuovo diario, magari più anonimo e con una visione più ampia su me stesso rispetto a questo e spero dipoter ricreare il flusso di contatti che ha animato queste pagine.
Non mi piacciono gli addii per cui la chiudo qua.
Sono sicuro che molti di quelli che ho conosciuto durante quest’avventura li ritroverò anche perchè a volte la “blogosfera” non sembra così infinita e ringrazio anticipatamente tutti quelli che invece d’ora in avanti si imbatteranno in questo mio piccolo pezzo di cuore abbandonato…
Bevi l’acqua di casa
Siete stufi di andare al supermercato a comprare milioni e milioni di bottiglie di acqua minerale?
Siete stufi di dover, quasi quotidianamente, stroncarvi la schiena per caricare/scaricare le suddette bottiglie in macchina e poi ri-stroncarvi la schiena una volta arrivati a casa per ri-scaricarle/ri-caricare in ascensore (i fortunati, ovviamente)??
Bè io si, come sono stufo di dover andare 2/3 alla settimana a buttare nella raccolta differenziata tonnellate di plastica per lo più composte da bottiglie di acqua minerale.
Finalmente su Altroconsumo è apparsa un’inchiesta seria che spero risolverà il problema.
L’inchiesta sull’acqua del rubinetto è stata condotta su 35 grandi città, da Milano a Reggio Calabria, prendendo in considerazione diversi parametri. Il risultato è stato che l’acqua che sgorga dai nostri rubinetti non solo è potabile ma generalmente di buon gusto e assolutamente consumabile al posto di quella in bottiglia. Unica eccezione proprio Reggio Calabria dove l’acqua che esce dai rubinetti sembra avere troppi “sali“, a causa dell’inflitrazione dell’acqua di mare.
Perciò contribuiamo davvero a fare qualcosa per l’ambiente che ci circonda e per le nostre tasche. Cominciamo a non comprare più le acque minerali in bottiglia… sono convinto che non solo risparmieremo dei bei soldini utili per i nostri figli ma insegneremo loro anche comportamenti virtuosi che sempre più scarseggiano.
p.s.
Non riesco ad allegare il file in pdf di 8 pagine che riguarda l’inchiesta. Qualcuno più pratico di WP sa dirmi come si fa?? Altrimenti se non siete abbonati non potete leggerla…
La scuola è ricominciata anche qui…
Ammetto di essere come al solito in ritardo sull’argomento ma stavolta ho volutamente atteso prima di dire la mia…
E’ cominciata la scuola lunedì scorso e nella blogosfera “genitoriale” hanno fatto la comparsa tanti articoli… chi ha parlato del “distacco“, chi della riforma e delle sue implicazioni, chi ha tirato un sospiro di sollievo, eccetera, eccetera…
In fondo per noi genitori/pseudo scrittori l’inizio della scuola, che sia il primo anno o meno, è comunque un “evento” rilevante, non ignorabile, un momento per riflettere, un momento in cui la vita cambia o ritorna a quel ritmo che il lungo periodo estivo ha interrotto.
E’ un evento di cui si “deve” parlare, in un modo o nell’altro.
Per la C.F. è stato davvero un evento nell’evento. Matteo ha cambiato scuola, passando da un istituto privato alla scuola pubblica, cambiando zona, cambiando compagni e lasciando alcuni amici… per ciò questo inizio era ancor più carico del solito di emozioni, di piccole e grandi paure… in fondo temevamo un pò come l’avrebbe presa, di come e se si sarebbe adattato, passando da un ambiente un pò “ovattato” e “flessibile” come quello di un istituto privato gestito da suore a quello sicuramente più “reale” e “rigido” di una scuola dell’infanzia pubblica.
Sinceramente siamo contenti e felici di come questa prima settimana è passata. Matteo non ha avuto alcuna difficoltà. Niente pianti, nessuna bizza. Già il primo giorno si è messo a giocare sereno e tranquillo e ha socializzato con gli altri bambini. Racconta, è vero, poco di quello che fa, come l’anno scorso, ma rispetto a prima adesso quando è ora di partire sembra avere una certa “fretta” di arrivare, vuole indossare il suo zaino, il suo grembiule e quando entra a scuola guai se non mette da solo il buono mensa nella casettina!
Insomma si vede che l’ambiente gli piace e si sente a suo agio e le maestre (che ci hanno fatto un’ottima impressione) dicono che è solare e tranquillo, confermando le nostre impressioni.
Ho aspetto a scrivere perchè ieri si è tenuta la prima riunione di classe e volevo vedere come si sarebbe svolta e cosa si sarebbe detto. La riunione, tenutasi senza bambini o quasi, è stata interessante. Ci sono tanti progetti e ma purtroppo pochi soldi. La riforma della Gelmini ha irrigidito molto certe procedure cosa che alcuni genitori non hanno gradito come l’impossibilità di far uscire i bambini subito dopo pranzo o la necessità assoluta di presentare il certificato medico al rientro da una malattia, pena il ritorno a casa del pargolo.
Io, personalmente, non ho trovato queste novità così “assurde” o stringenti mentre mi ha colpito la mancanza dei fondi. In pratica i bambini seguiranno un progetto solo durante l’anno e questo perchè non ci sono abbastanza fondi per fargliene fare altri ed in più dobbiamo acquistare diverso materiale noi genitori (pennarelli, album, ecc…) perchè la cancelleria che passa l’istituto dura si e no un mese…
Per carità, non credo veramente che due scatole di pennarelli mandaranno in fallimento qualche famiglia ma la richiesta, seppur non obbligatoria, da il senso di come sia messa la scuola Italiana. E’ vero che la scuola dell’infanzia non è una scuola dell’obbligo ma sfido chiunque a non riconoscerne il valore, la bontà… sarebbe pensabile, oggi, per qualcuno tenere un bambino a casa fino ai 6 anni? No, io non credo. Stare con gli altri bambini è per loro fondamentale, anche se a casa c’è mamma o i nonni… chi può sostituire un brava maestra? Chi ha a disposizione locali adatti a farli cucinare, imbrattare con le tempere o sa fare la pasta di sale?
Io credo pochi o nessuno. E’ per questo che mi arrabbio sapendo che chi ha il potere decisionale, chi ha in mano i soldi pubblici non investe adeguatamente sulla scuola, di qualsiasi livello.
Detto questo mi piaceva spendere due parole su quello che ho trovato io, per me, alla scuola nuova di Matteo. Sicuramente più partecipazione che nell’altra, genitori più curiosi e delle maestre, parlo globalmente molto “prese“, “calate” nel loro ruolo, delle vere insegnanti… sentir parlare di progetti di motoria, di musica, di manipolazione o di eventi come i mercatini di Natale, eccetera, mi ha davvero rallegrato.
Non farò, come volevo, il rappresentante di classe perchè mi sono reso conto che non ce la faccio a mettere tutto insieme… incomincio a perdere colpi e non vorrei mai commettere degli errori… è bene che chi si prende questa responsabilità abbia il giusto tempo da dedicargli (e poi la rappresentante in carica dall’anno scorso, oltre che simpatica sembra anche in gamba, per ciò…). Ho notato che, come al solito, c’erano pochi padri ma voglio dare la colpa al fatto che i bambini non potevano intervenire e che qualcuno, giocoforza, doveva rimanere con loro
Insomma il treno è partito e sia noi che Matteo siamo felici; il salto è stato fatto e per adesso tutto fila come speravamo…
…l’unico neo è che abbiamo comprato a Matteo uno splendido zaino rosso “grande, grande” per metterci tutte le stoviglie e altre cose e poi abbiamo scoperto che per quanto riguarda la mensa passa tutto la scuola, piatti, posate, bavaglini… e ora che ci mettiamo dentro? Solo il buono mensa?!?!
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Mollare la mano
Raccontare ad un pubblico di sconosciuti che il proprio figlio ha imparato ad andare in bici senza rotelle, di per sè, potrebbe avere il gusto triste della semplice “celebrazione“, un padre che si gongola davanti ad un traguardo raggiunto dal proprio pargolo, un traguardo a cui arrivano però da sempre milioni, miliardi di altri pargoli…
Eppure, quando venerdì pomeriggio ho visto Matteo partire in sella alla sua adorata/amata biciclettina rossa ho trattenuto a stento le lacrime… Ho visto dal vivo un film tante volte proiettato nella mia mente, ho visto mio figlio farsi grande come di colpo, l’ho visto gioioso ma anche concentrato, convinto, sicuro di sè. Ho visto un bambino diverso.
Tutto è successo per caso. Dovevo uscire in bici per farmi una “sgambatina” visto che da qualche giorno ero fermo e confidavo nella nanna pomeridiana dei pargoli ma Matteo, dopo un pò di tv ha sentenziato che “a nanna non ci voglio a n d a r e!“”". Che fare? Lasciarlo piangente a casa o inventarmi qualcosa? Ovviamente non c’è stata scelta… pensarmi in bici e lui a casa era impossibile per cui, anche se dopo qualche moccolo
eccoci fuori alle 15:00, sotto un caldo sole a giocare…
“Babbo, babbo, mi togli le rotelle alla bici“… mi dice lui tra il lamentosino e l’euforico… e io “mmmm…. Pronti!“. La mia schiena ha cominciato subito a scricchiolare, memore dell’unica volta precedente in cui per un buon quarto d’ora spinsi Matteo sulla bici mentre lui giocava all’astronauta o comunque a qualcos’altro del tutto alieno al ciclismo.
Gli abbasso il sellino fino a fargli toccare terra con i piedi comodamente, gli aggiusto il casco, gli do le solite indicazioni “”"guarda dritto, concentrati, pedala sempre, ti tengo io…“”". Partiamo. Siamo nel vialetto dietro casa di mia madre. Una bella strada privata, larga, asfalta, senza buche. L’inizio è come me l’aspettavo. Lui si guarda intorno, non pedala, pensa a non incrociare i cancelli che ospitano i tanto temuti cani, cerca la sua amica, sente passare un camion…
Io sbuffo e gli chiedo di fare una pausa o di smettere se non ha voglia. Poi mi allontano cercando di riprendere la posizione eretta tipica dell’uomo… Passano pochi secondi e mentre mi guardo intorno vedo passare sotto di me qualcosa… ma… ma… non è un “qualcosa“… è Matteo!!!

Zitto, zitto Matteo è riuscito a partire da solo senza l’ausilio di una spinta o di un sostegno e allegramente ha cominciato ad andare, e come! Ben seduto con lo sguardo in avanti ha cominciato a percorrere sempre più metri e completamente da solo. Una cosa incredibile. Pensavo che fosse pronto, lo si vedeva ma immaginavo che gli sarebbe comunque occorso del tempo per trovare l’equilibrio giusto, per capire come girare, frenare, ripartire… e invece niente di tutto questo. Nel giro di un paio di ore Matteo ha imparato tutto. Sa partire da solo, girare in tutte le direzioni, fermarsi, scendere dai gradini, correre…
Avergli visto fare questa cosa è come avergli visto fare un balzo in avanti nel tempo, vederlo passare dall’essere un bambino “piccolo” senza autonomia ad un bambino “grande” che sa fare cose da solo…
Scrissi, banalmente, tempo addietro che padri non si nasce ma lo si diventa con volontà e anche con un pò di fatica… venerdì, come ha scritto magnificamente Desian (qui), è successo… mi sono sentito davvero padre… ci sono diventato… ho imparato “quell’arte lì“ e mio figlio mi ha stupito…
Puliamo il mondo 2009
C’è tempo, lo so ma non voglio fare la fine dell’anno scorso… e di quello prima!
Allora, nei giorni 25/26 e 27 settembre p.v. si terrà, praticamente in tutta Italia, la 16^ edizione di Puliamo il mondo, di cui vi invito a visitare il sito.
L’iniziativa è nota a tutti; in quei giorni migliaia (magari milioni!) di volontari indosseranno le classiche casacchine gialle e armati di scope, sacchi neri e altri attrezzi provvederanno a pulire vaste aree urbane, individuate dalle istituzioni che hanno aderito alla campagna.
Ovviamente è impensabile sperare che si possa, in soli 3 giorni, ripulire Milano, Firenze o anche città molto più piccole, però ci si può concentrare sull’argine di un fiume, su una stazione, su un giardino pubblico, insomma, su obiettivi più piccoli.
Purtroppo in passato non ho partecipato a questa bella iniziativa ma quest’anno spero di avere la possibilità di andarci davvero coinvolgendo ovviamente Matteo che credo cominci ad avere l’età per avvicinarsi a certi temi quali il rispetto dell’ambiente, la necessità di fare la raccolta differenziata e così via. Insomma: sensibilizziamoli!
Per lui sicuramente sarà un momento di gioco, di fare “il grande“, un misto tra il giardiniere e l’operatore ecologico! Per i campigiani all’ascolto fatemi sapere se qualcuno vuol venire… magari si fa gruppo e ci si diverte di più!
Dal Meyer alla Billy. Selezione della settimana
Questi sono i libri che questo giovedì durante il mio turno di volontario/bibliotecario presso il Meyer ho preso in prestito per Matteo. Visto che la biblioteca “stenta” un pò a decollare come dovrebbe, per problemi che magari un giorno spiegherò, ho deciso che forse potevo darLe una mano mostrando pubblicamente ciò che “proponiamo“. Visto che ho la fortuna di poter vedere, sfogliare e analizzare libri per bambini sempre nuovi e in gran quantità perchè non sfruttare questa opportunità? In primis per Matteo che è un grande lettore e poi, tramite le pagine di questo blog, far conoscere la biblioteca a chi per sbaglio o per diletto passa da queste parti!
Il primo libro racconta una bella storia di “redenzione“, di tre briganti che dopo aver rapito una bambina utilizzano tutti i soldi che avevano fino ad allora rubato e accumulato per occuparsi della sorte di tanti bambini poveri ed abbandonati. Molto belle le illustrazioni.
Il secondo è un vero e proprio manuale illustrato per principianti del “water“… un libro che può accompagnare i bambini nella conquista di quella autonomia tanto agognata… Anche qui molto simpatiche le illustrazioni.
A giovedì prossimo!





Le vs. opinioni